Introduzione

La memoria annuale della nascita del Signore è sorta nella Chiesa occidentale attorno al 320 in relazione al solstizio d’inverno e in sostituzione di una festa pagana dedicata al dio sole.La ricorrenza annuale del Natale nel ricordo del Verbo di Dio fatto uomo ci indica l’unica e faticosa strada per essere uomini, aprendo il nostro cuore alla carità, al perdono, alla condivisione, così che ognuno diventi dono per l’altro, segno dell’Emmanuele cioè il Dio che cammina con noi. 

“Dopo l’annuale rievocazione del mistero pasquale, la Chiesa non ha nulla di più sacro della celebrazione del Natale del Signore e delle sue prime manifestazioni: ciò che essa compie con il Tempo di Natale”. Con questa affermazione la Chiesa ribadisce fermamente l’importanza del mistero dell’Incarnazione per la vita cristiana, fermo restando che il centro della nostra fede resta la celebrazione del mistero pasquale della morte e risurrezione del Signore.

Nonostante la varietà delle celebrazioni liturgiche, uno solo è l’avvenimento salvifico commemorato nei suoi vari aspetti e momenti: l’incarnazione del Signore e la sua manifestazione all’umanità. 

Il Natale del Signore

Il tempo di Natale si apre appunto con la Solennità del Santo Natale che si apre con i primi vespri del 24 dicembre e con la Santa Messa Vigiliare che qui in Parrocchia celebriamo alle ore 16.00. 

Secondo un’antica tradizione liturgica, nelle solennità più importanti (Pasqua, Pentecoste e Natale) la chiesa esprime l’attesa nella Veglia notturna che sfocia nella Celebrazione dell’eucaristia. In occasione del Natale alle ore 24.00 nella nostra parrocchia celebriamo solennemente la Santa Messa della notte. In questa Eucaristia ci sono alcuni “elementi rituali” che, attraverso il cammino di revisione avviato dalla nostra parrocchia in questi ultimi anni, abbiamo voluto rimarcare:

- il Verbo di Dio che si fa carne non solo viene simboleggiato con la statua del Bambino ma anche con la venerazione del Libro dei Vangeli che, giustamente, è al centro di questa celebrazione. Gesù che nasce, come dice l’Evangelista Giovanni, pone la sua dimora in mezzo a noi, nei nostri cuori. E nei nostri cuori germoglia appunto il virgulto della Parola di Dio e noi, nella nostra vita, siamo chiamati a esprimere e testimoniare la grazia di questo evento di salvezza;

- la venerazione dell’Evangeliario e della statua del Bambino al canto dell’Inno Gloria a Dio. L’Inno del Gloria è di indole antichissima e si rifà al canto degli angeli nella notte di Natale (evangelista Luca 2, 14) ed è un testo poetico che esprime la lode a Cristo insieme al Padre e allo Spirito. Mentre si canta questo Inno il sacerdote venera il Vangelo e il Bambino intronizzati con l’incenso e alcuni fedeli offrono fiori e lumi. 

Il giorno seguente, 25 dicembre, la Liturgia ci presenta due formulari per la Santa Messa di Natale: la Messa dell’aurora e la Messa del giorno. La ricchezza di orazioni e l’abbondanza della Parola di Dio rimarcano l’importanza di questo evento che riguarda due dimensioni:

- il mistero di Gesù incarnato ovvero Dio che si fa uomo

- il figlio di Dio si fa uomo e di conseguenza anche noi diventiamo figli di Dio. 

L’Ottava di Natale

La grazia del Natale si prolunga in modo pieno per tutta l’Ottava di Natale ovvero gli otto giorni (fino al primo gennaio) che seguono.

Significative sono le feste dei Santi che il calendario liturgico ci presenta nei giorni seguenti al Natale:

26 dicembre: Santo Stefano, il primo martire cristiano. La figura di Stefano è quella dell’uomo del Vangelo che sa accogliere la carica rivoluzionaria del cristianesimo. Il nesso con il Natale e la festa del primo martire e ben esplicitato in un testo di San Fulgenzio: “la carità dunque che fece discendere Cristo dal cielo sulla terra ha elevato Stefano dalla terra al cielo”. 

27 dicembre: San Giovanni Evangelista. Giovanni ha “attinto direttamente da Gesù la forza e la speranza che alimentano il cuore”; egli ha messo al centro del Vangelo da lui scritto e nella sua stessa vita il mistero dell’Incarnazione, il mistero di Dio che entra nella storia dell’uomo. 

28 dicembre: Santi innocenti martiri: è la festa liturgica che commemora tutti i bambini morti in seguito all’ordine di Erode di uccidere tutti i bambini nel tentativo di uccidere anche Gesù. Nella celebre omelia di Quodvultdeus, Vescovo di Cartagine, si dice un’espressione carica di significato “non parlano ancora e già confessano Cristo”. 

Quest’anno, non essendoci nessuna domenica fra Natale e il primo dell’anno, il venerdì 30 la Chiesa celebra la festa della Sacra Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria: il mistero del Natale rievoca la missione di ogni famiglia che è casa del Vangelo, primo luogo di culto e di salvezza. 

Il 31 dicembre, pur non rivestendo nessun significato particolare dal punto di vista liturgico, acquista importanza in riferimento al tempo che passa, essendo l’ultimo giorno dell’anno civile. È un occasione di lode e di ringraziamento a Dio. La nostra parrocchia, nella Santa Messa delle ore 16.00 canta il solenne e antico inno Te Deum (ti lodiamo, così come dicono le prime parole di questo canto di lode rivolto a Dio). 

Il 1 gennaio è il giorno dedicato alla Maternità di Maria. Maria è la prima dimora del Verbo incarnato. In lei, nuova Eva contempliamo l’umanità nuova rigenerata da Cristo, novello Adamo che cancella la colpa del peccato originale. A Maria, Vergine Madre, leviamo i nostri sguardi e imploriamo di essere come lei, sempre pronti ad accogliere il Signore che viene nella nostra vita. 

Epifania: manifestazione di Gesù al mondo

6 gennaio è il giorno dell’Epifania: l’Epifania è una festa antichissima, che risale agli inizi della Chiesa. Epifania è un termine greco che significa manifestazione. In questa solennità, caratterizzata dal Vangelo dei magi, contempliamo come il mistero del Natale si apre al mondo, come a tutti i popoli viene annunciata la salvezza. In questa Messa, per tradizione, viene dato l’annuncio delle Feste cosiddette “mobili” dell’anno liturgico partendo dalla Pasqua che è il centro pulsante della vita della Chiesa. 

Battesimo di Gesù

Contrariamente a quanto si pensa il tempo di Natale non si chiude con l’Epifania ma con la domenica successiva (quest’anno domenica 8 gennaio), ovvero la Festa del Battesimo di Gesù. Essa è legata al Natale e nello specifico all’epifania in quanto ancora una volta il Figlio di Maria viene annunciato, costituito e manifestato come il Messia. 

 

Dario Carini
Responsabile delle celebrazioni liturgiche parrocchiali