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La Sacra Bibbia - CEI Il Nuovo Testamento |
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La Sacra Bibbia Atti degli Apostoli |
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Capitoli |
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Atti
- Capitolo 1
Prologo
[1]Nel
mio primo libro ho gia trattato, o Teòfilo, di tutto quello che Gesù
fece e insegnò dal principio [2]fino al giorno in cui, dopo aver
dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo,
egli fu assunto in cielo. [3]Egli
si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove,
apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. [4]Mentre
si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da
Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre «quella,
disse, che voi avete udito da me: [5]Giovanni ha battezzato con
acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti
giorni». L'Ascensione
[6]Così
venutisi a trovare insieme gli domandarono: «Signore, è questo il
tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?». [7]Ma egli
rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre
ha riservato alla sua scelta, [8]ma avrete forza dallo Spirito
Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in
tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra». [9]Detto
questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al
loro sguardo. [10]E poiché essi stavano fissando il cielo mentre
egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a
loro e dissero: [11]«Uomini di Galilea, perché state a guardare
il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo,
tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo».
I. LA CHIESA DI GERUSALEMME
Il
gruppo degli apostoli
[12]Allora
ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a
Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato. [13]Entrati
in città salirono al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e
Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo,
Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. [14]Tutti
questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune
donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui. La
sostituzione di Giuda
[15]In
quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli (il numero delle
persone radunate era circa centoventi) e disse: [16]«Fratelli,
era necessario che si adempisse ciò che nella Scrittura fu predetto
dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fece da
guida a quelli che arrestarono Gesù. [17]Egli era stato del
nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. [18]Giuda
comprò un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi
precipitando in avanti si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte
le sue viscere. [19]La cosa è divenuta così nota a tutti gli
abitanti di Gerusalemme, che quel terreno è stato chiamato nella loro
lingua Akeldamà, cioè Campo di sangue. [20]Infatti sta scritto
nel libro dei Salmi: La
sua dimora diventi deserta, [21]Bisogna
dunque che tra coloro che ci furono compagni per tutto il tempo in cui
il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi, [22]incominciando dal
battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di tra noi assunto
in cielo, uno divenga, insieme a noi, testimone della sua risurrezione».
[23]Ne
furono proposti due, Giuseppe detto Barsabba, che era soprannominato
Giusto, e Mattia. [24]Allora essi pregarono dicendo: «Tu,
Signore, che conosci il cuore di tutti, mostraci quale di questi due hai
designato [25]a prendere il posto in questo ministero e
apostolato che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto da lui scelto».
[26]Gettarono quindi le sorti su di loro e la sorte cadde su
Mattia, che fu associato agli undici apostoli. Atti
- Capitolo 2
La
Pentecoste
[1]Mentre
il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme
nello stesso luogo. [2]Venne all'improvviso dal cielo un rombo,
come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si
trovavano. [3]Apparvero loro lingue come di fuoco che si
dividevano e si posarono su ciascuno di loro; [4]ed essi furono
tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue
come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. [5]Si
trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è
sotto il cielo. [6]Venuto quel fragore, la folla si radunò e
rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua.
[7]Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro
che parlano non sono forse tutti Galilei? [8]E com'è che li
sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? [9]Siamo
Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della
Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, [10]della Frigia e della
Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène,
stranieri di Roma, [11]Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li
udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio». [12]Tutti
erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: «Che significa
questo?». [13]Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono
ubriacati di mosto». Discorso
di Pietro alla folla
[14]Allora
Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così:
«Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia ben
noto questo e fate attenzione alle mie parole: [15]Questi uomini
non sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del
mattino. [16]Accade invece quello che predisse il profeta Gioele:
[17]Negli
ultimi giorni, dice il Signore, Io
effonderò il mio Spirito sopra ogni persona; [22]Uomini
d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret - uomo accreditato
da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio
stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete -, [23]dopo
che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu
consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e
l'avete ucciso. [24]Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle
angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in
suo potere. [25]Dice infatti Davide a suo riguardo: Contemplavo
sempre il Signore innanzi a me; [29]Fratelli,
mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli
morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi. [30]Poiché
però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di
far sedere sul suo trono un suo discendente, [31]previde la
risurrezione di Cristo e ne parlò: questi
non fu abbandonato negli inferi, [32]Questo
Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. [33]Innalzato
pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito
Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete
vedere e udire. [34]Davide infatti non salì al cielo; tuttavia
egli dice: Disse
il Signore al mio Signore: [36]Sappia
dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito
Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!». Le
prime conversioni
[37]All'udir
tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli
altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». [38]E
Pietro disse: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel
nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo
riceverete il dono dello Spirito Santo. [39]Per voi infatti è la
promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani,
quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». [40]Con molte
altre parole li scongiurava e li esortava: «Salvatevi da questa
generazione perversa». [41]Allora coloro che accolsero la sua
parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila
persone. La
prima comunità cristiana
[42]Erano
assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione
fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. [43]Un senso
di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli
apostoli. [44]Tutti coloro che erano diventati credenti stavano
insieme e tenevano ogni cosa in comune; [45]chi aveva proprietà
e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di
ciascuno. [46]Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e
spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di
cuore, [47]lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. [48]Intanto
il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano
salvati. Atti
- Capitolo 3
La
guarigione dello storpio
[1]Un
giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le
tre del pomeriggio. [2]Qui di solito veniva portato un uomo,
storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del
tempio detta «Bella» a chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel
tempio. [3]Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per
entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. [4]Allora Pietro
fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: «Guarda verso
di noi». [5]Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di
ricevere qualche cosa. [6]Ma Pietro gli disse: «Non possiedo né
argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il
Nazareno, cammina!». [7]E, presolo per la mano destra, lo sollevò.
Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono [8]e balzato
in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e
lodando Dio. [9]Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio [10]e
riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l'elemosina alla
porta Bella del tempio ed erano meravigliati e stupiti per quello che
gli era accaduto. Discorso
di Pietro al popolo
[11]Mentr'egli
si teneva accanto a Pietro e Giovanni, tutto il popolo fuor di sé per
lo stupore accorse verso di loro al portico detto di Salomone. [12]Vedendo
ciò, Pietro disse al popolo: «Uomini d'Israele, perché vi
meravigliate di questo e continuate a fissarci come se per nostro potere
e nostra pietà avessimo fatto camminare quest'uomo? [13]Il
Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha
glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato
di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; [14]voi
invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, avete chiesto che vi fosse
graziato un assassino [15]e avete ucciso l'autore della vita. Ma
Dio l'ha risuscitato dai morti e di questo noi siamo testimoni. [16]Proprio
per la fede riposta in lui il nome di Gesù ha dato vigore a quest'uomo
che voi vedete e conoscete; la fede in lui ha dato a quest'uomo la
perfetta guarigione alla presenza di tutti voi. [17]Ora,
fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, così come i vostri
capi; [18]Dio però ha adempiuto così ciò che aveva annunziato
per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo sarebbe morto. [19]Pentitevi
dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati [20]e
così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore
ed egli mandi quello che vi aveva destinato come Messia, cioè Gesù. [21]Egli
dev'esser accolto in cielo fino ai tempi della restaurazione di tutte le
cose, come ha detto Dio fin dall'antichità, per bocca dei suoi santi
profeti. [22]Mosè infatti disse: Il Signore vostro Dio vi farà
sorgere un profeta come me in mezzo ai vostri fratelli; voi lo
ascolterete in tutto quello che egli vi dirà. [23]E
chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo.
[24]Tutti i profeti, a cominciare da Samuele e da quanti
parlarono in seguito, annunziarono questi giorni. [25]Voi
siete i figli dei profeti e dell'alleanza che Dio stabilì con i vostri
padri, quando disse ad Abramo: Nella tua discendenza saranno
benedette tutte le famiglie della terra. [26]Dio, dopo aver
risuscitato il suo servo, l'ha mandato prima di tutto a voi per portarvi
la benedizione e perché ciascuno si converta dalle sue iniquità». Atti
- Capitolo 4
Pietro
e Giovanni davanti al sinedrio
[1]Stavano
ancora parlando al popolo, quando sopraggiunsero i sacerdoti, il
capitano del tempio e i sadducei, [2]irritati per il fatto che
essi insegnavano al popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dai
morti. [3]Li arrestarono e li portarono in prigione fino al
giorno dopo, dato che era ormai sera. [4]Molti però di quelli
che avevano ascoltato il discorso credettero e il numero degli uomini
raggiunse circa i cinquemila. [5]Il
giorno dopo si radunarono in Gerusalemme i capi, gli anziani e gli
scribi, [6]il sommo sacerdote Anna, Caifa, Giovanni, Alessandro e
quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti. [7]Fattili
comparire davanti a loro, li interrogavano: «Con quale potere o in nome
di chi avete fatto questo?». [8]Allora Pietro, pieno di Spirito
Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, [9]visto che oggi
veniamo interrogati sul beneficio recato ad un uomo infermo e in qual
modo egli abbia ottenuto la salute, [10]la cosa sia nota a tutti
voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno,
che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi
sta innanzi sano e salvo. [11]Questo Gesù è la
pietra che, scartata
da voi, costruttori, [12]In
nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli
uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati».
[13]Vedendo
la franchezza di Pietro e di Giovanni e considerando che erano senza
istruzione e popolani, rimanevano stupefatti riconoscendoli per coloro
che erano stati con Gesù; [14]quando poi videro in piedi vicino
a loro l'uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa rispondere. [15]Li
fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: [16]«Che
dobbiamo fare a questi uomini? Un miracolo evidente è avvenuto per
opera loro; esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di
Gerusalemme che non possiamo negarlo. [17]Ma perché la cosa non
si divulghi di più tra il popolo, diffidiamoli dal parlare più ad
alcuno in nome di lui». [18]E, richiamatili, ordinarono loro di
non parlare assolutamente né di insegnare nel nome di Gesù. [19]Ma
Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a
voi più che a lui, giudicatelo voi stessi; [20]noi non possiamo
tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». [21]Quelli allora,
dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando motivi per punirli,
li rilasciarono a causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per
l'accaduto. [22]L'uomo infatti sul quale era avvenuto il miracolo
della guarigione aveva più di quarant'anni. Preghiera
degli apostoli nella persecuzione
[23]Appena
rimessi in libertà, andarono dai loro fratelli e riferirono quanto
avevano detto i sommi sacerdoti e gli anziani. [24]All'udire ciò,
tutti insieme levarono la loro voce a Dio dicendo: «Signore, tu che hai
creato il cielo, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, [25]tu
che per mezzo dello Spirito Santo dicesti per bocca del nostro padre, il
tuo servo Davide: Perché
si agitarono le genti [31]Quand'ebbero
terminato la preghiera, il luogo in cui erano radunati tremò e tutti
furono pieni di Spirito Santo e annunziavano la parola di Dio con
franchezza. La
prima comunità cristiana
[32]La
moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e
un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli
apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. [33]Con grande
forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del
Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. [34]Nessuno
infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case
li vendevano, portavano l'importo di ciò che era stato venduto [35]e
lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a
ciascuno secondo il bisogno. La
generosità di Barnaba
[36]Così
Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba, che significa «figlio
dell'esortazione», un levita originario di Cipro, [37]che era
padrone di un campo, lo vendette e ne consegnò l'importo deponendolo ai
piedi degli apostoli. Atti
- Capitolo 5
La
frode di Anania e di Saffira
[1]Un
uomo di nome Anania con la moglie Saffira vendette un suo podere [2]e,
tenuta per sé una parte dell'importo d'accordo con la moglie, consegnò
l'altra parte deponendola ai piedi degli apostoli. [3]Ma Pietro
gli disse: «Anania, perché mai satana si è così impossessato del tuo
cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei trattenuto parte
del prezzo del terreno? [4]Prima di venderlo, non era forse tua
proprietà e, anche venduto, il ricavato non era sempre a tua
disposizione? Perché hai pensato in cuor tuo a quest'azione? Tu non hai
mentito agli uomini, ma a Dio». [5]All'udire queste parole,
Anania cadde a terra e spirò. E un timore grande prese tutti quelli che
ascoltavano. [6]Si alzarono allora i più giovani e, avvoltolo in
un lenzuolo, lo portarono fuori e lo seppellirono. [7]Avvenne
poi che, circa tre ore più tardi, entrò anche sua moglie, ignara
dell'accaduto. [8]Pietro le chiese: «Dimmi: avete venduto il
campo a tal prezzo?». Ed essa: «Sì, a tanto». [9]Allora
Pietro le disse: «Perché vi siete accordati per tentare lo Spirito del
Signore? Ecco qui alla porta i passi di coloro che hanno seppellito tuo
marito e porteranno via anche te». [10]D'improvviso cadde ai
piedi di Pietro e spirò. Quando i giovani entrarono, la trovarono morta
e, portatala fuori, la seppellirono accanto a suo marito. [11]E
un grande timore si diffuse in tutta la Chiesa e in quanti venivano a
sapere queste cose. Quadro
di insieme
[12]Molti
miracoli e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli.
Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; [13]degli
altri, nessuno osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava. [14]Intanto
andava aumentando il numero degli uomini e delle donne che credevano nel
Signore [15]fino al punto che portavano gli ammalati nelle
piazze, ponendoli su lettucci e giacigli, perché, quando Pietro
passava, anche solo la sua ombra coprisse qualcuno di loro. [16]Anche
la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e
persone tormentate da spiriti immondi e tutti venivano guariti. Arresto
e liberazione miracolosa degli apostoli
[17]Si
alzò allora il sommo sacerdote e quelli della sua parte, cioè la setta
dei sadducei, pieni di livore, [18]e fatti arrestare gli apostoli
li fecero gettare nella prigione pubblica. [19]Ma durante la
notte un angelo del Signore aprì le porte della prigione, li condusse
fuori e disse: [20]«Andate, e mettetevi a predicare al popolo
nel tempio tutte queste parole di vita». [21]Udito questo,
entrarono nel tempio sul far del giorno e si misero a insegnare. Gli
apostoli davanti al sinedrio
Quando
arrivò il sommo sacerdote con quelli della sua parte, convocarono il
sinedrio e tutti gli anziani dei figli d'Israele; mandarono quindi a
prelevare gli apostoli nella prigione. [22]Ma gli incaricati,
giunti sul posto, non li trovarono nella prigione e tornarono a
riferire: [23]«Abbiamo trovato il carcere scrupolosamente
sbarrato e le guardie ai loro posti davanti alla porta, ma, dopo aver
aperto, non abbiamo trovato dentro nessuno». [24]Udite queste
parole, il capitano del tempio e i sommi sacerdoti si domandavano
perplessi che cosa mai significasse tutto questo, [25]quando
arrivò un tale ad annunziare: «Ecco, gli uomini che avete messo in
prigione si trovano nel tempio a insegnare al popolo». [26]Allora
il capitano uscì con le sue guardie e li condusse via, ma senza
violenza, per timore di esser presi a sassate dal popolo. [27]Li
condussero e li presentarono nel sinedrio; il sommo sacerdote cominciò
a interrogarli dicendo: [28]«Vi avevamo espressamente ordinato
di non insegnare più nel nome di costui, ed ecco voi avete riempito
Gerusalemme della vostra dottrina e volete far ricadere su di noi il
sangue di quell'uomo». [29]Rispose allora Pietro insieme agli
apostoli: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. [30]Il
Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avevate ucciso
appendendolo alla croce. [31]Dio lo ha innalzato con la sua
destra facendolo capo e salvatore, per dare a Israele la grazia della
conversione e il perdono dei peccati. [32]E di questi fatti siamo
testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che si
sottomettono a lui». [33]All'udire queste cose essi si
irritarono e volevano metterli a morte. L'intervento
di Gamaliele
[34]Si
alzò allora nel sinedrio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della
legge, stimato presso tutto il popolo. Dato ordine di far uscire per un
momento gli accusati, [35]disse: «Uomini di Israele, badate bene
a ciò che state per fare contro questi uomini. [36]Qualche tempo
fa venne Tèuda, dicendo di essere qualcuno, e a lui si aggregarono
circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quanti s'erano lasciati
persuadere da lui si dispersero e finirono nel nulla. [37]Dopo di
lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse molta
gente a seguirlo, ma anch'egli perì e quanti s'erano lasciati
persuadere da lui furono dispersi. [38]Per quanto riguarda il
caso presente, ecco ciò che vi dico: Non occupatevi di questi uomini e
lasciateli andare. Se infatti questa teoria o questa attività è di
origine umana, verrà distrutta; [39]ma se essa viene da Dio, non
riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di trovarvi a combattere contro
Dio!». [40]Seguirono
il suo parere e, richiamati gli apostoli, li fecero fustigare e
ordinarono loro di non continuare a parlare nel nome di Gesù; quindi li
rimisero in libertà. [41]Ma essi se ne andarono dal sinedrio
lieti di essere stati oltraggiati per amore del nome di Gesù. [42]E
ogni giorno, nel tempio e a casa, non cessavano di insegnare e di
portare il lieto annunzio che Gesù è il Cristo. Atti
- Capitolo 6
II. LE PRIME MISSIONI
L'istituzione
dei sette
[1]In
quei giorni, mentre aumentava il numero dei discepoli, sorse un
malcontento fra gli ellenisti verso gli Ebrei, perché venivano
trascurate le loro vedove nella distribuzione quotidiana. [2]Allora
i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto
che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense. [3]Cercate
dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, pieni di
Spirito e di saggezza, ai quali affideremo quest'incarico. [4]Noi,
invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della parola». [5]Piacque
questa proposta a tutto il gruppo ed elessero Stefano, uomo pieno di
fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timòne, Parmenàs
e Nicola, un proselito di Antiochia. [6]Li presentarono quindi
agli apostoli i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani. [7]Intanto
la parola di Dio si diffondeva e si moltiplicava grandemente il numero
dei discepoli a Gerusalemme; anche un gran numero di sacerdoti aderiva
alla fede. L'arresto
di Stefano
[8]Stefano
intanto, pieno di grazia e di fortezza, faceva grandi prodigi e miracoli
tra il popolo. [9]Sorsero allora alcuni della sinagoga detta dei
«liberti» comprendente anche i Cirenei, gli Alessandrini e altri della
Cilicia e dell'Asia, a disputare con Stefano, [10]ma non
riuscivano a resistere alla sapienza ispirata con cui egli parlava. [11]Perciò
sobillarono alcuni che dissero: «Lo abbiamo udito pronunziare
espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio». [12]E così
sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso,
lo catturarono e lo trascinarono davanti al sinedrio. [13]Presentarono
quindi dei falsi testimoni, che dissero: «Costui non cessa di proferire
parole contro questo luogo sacro e contro la legge. [14]Lo
abbiamo udito dichiarare che Gesù il Nazareno distruggerà questo luogo
e sovvertirà i costumi tramandatici da Mosè». [15]E
tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui,
videro il suo volto come quello di un angelo. Atti
- Capitolo 7
Il
discorso di Stefano
[1]Gli
disse allora il sommo sacerdote: «Queste cose stanno proprio così?». [2]Ed
egli rispose: «Fratelli e padri, ascoltate: il Dio della gloria
apparve al nostro padre Abramo quando era ancora in Mesopotamia, prima
che egli si stabilisse in Carran, [3]e gli disse: Esci dalla
tua terra e dalla tua gente e và nella terra che io ti indicherò. [4]Allora,
uscito dalla terra dei Caldei, si stabilì in Carran; di là, dopo la
morte del padre, Dio lo fece emigrare in questo paese dove voi ora
abitate, [5]ma non gli diede alcuna proprietà in esso, neppure
quanto l'orma di un piede, ma gli promise di darlo in possesso a
lui e alla sua discendenza dopo di lui, sebbene non avesse ancora
figli. [6]Poi Dio parlò così: La discendenza di Abramo sarà
pellegrina in terra straniera, tenuta in schiavitù e oppressione per
quattrocento anni. [7]Ma del popolo di cui saranno schiavi
io farò giustizia, disse Dio: dopo potranno uscire e mi
adoreranno in questo luogo. [8]E gli diede l'alleanza della
circoncisione. E così Abramo generò Isacco e lo circoncise l'ottavo
giorno e Isacco generò Giacobbe e Giacobbe i dodici patriarchi. [9]Ma
i patriarchi, gelosi di Giuseppe, lo vendettero schiavo in
Egitto. Dio però era con lui [10]e lo liberò da tutte le
sue afflizioni e gli diede grazia e saggezza davanti al
faraone re d'Egitto, il quale lo nominò amministratore dell'Egitto e di
tutta la sua casa. [11]Venne una carestia su tutto
l'Egitto e in Canaan e una grande miseria, e i nostri padri
non trovavano da mangiare. [12]Avendo udito Giacobbe che in
Egitto c'era del grano, vi inviò i nostri padri una prima volta; [13]la
seconda volta Giuseppe si fece riconoscere dai suoi fratelli e fu
nota al faraone la sua origine. [14]Giuseppe allora mandò a
chiamare Giacobbe suo padre e tutta la sua parentela, settantacinque
persone in tutto. [15]E Giacobbe si recò in Egitto, e qui
egli morì come anche i nostri padri; [16]essi furono poi
trasportati in Sichem e posti nel sepolcro che Abramo aveva
acquistato e pagato in denaro dai figli di Emor, a Sichem. [17]Mentre
si avvicinava il tempo della promessa fatta da Dio ad Abramo, il popolo crebbe
e si moltiplicò in Egitto, [18]finché salì al trono
d'Egitto un altro re, che non conosceva Giuseppe. [19]Questi,
adoperando l'astuzia contro la nostra gente, perseguitò i nostri
padri fino a costringerli a esporre i loro figli, perché non sopravvivessero.
[20]In quel tempo nacque Mosè e piacque a Dio; egli fu
allevato per tre mesi nella casa paterna, poi, [21]essendo
stato esposto, lo raccolse la figlia del faraone e lo allevò come
figlio. [22]Così Mosè venne istruito in tutta la sapienza
degli Egiziani ed era potente nelle parole e nelle opere. [23]Quando
stava per compiere i quarant'anni, gli venne l'idea di far visita ai suoi
fratelli, i figli di Israele, [24]e vedendone uno trattato
ingiustamente, ne prese le difese e vendicò l'oppresso, uccidendo
l'Egiziano. [25]Egli pensava che i suoi connazionali
avrebbero capito che Dio dava loro salvezza per mezzo suo, ma essi non
compresero. [26]Il giorno dopo si presentò in mezzo a loro
mentre stavano litigando e si adoperò per metterli d'accordo, dicendo:
Siete fratelli; perché vi insultate l'un l'altro? [27]Ma quello
che maltrattava il vicino lo respinse, dicendo: Chi ti ha
nominato capo e giudice sopra di noi? [28]Vuoi forse
uccidermi, come hai ucciso ieri l'Egiziano? [29]Fuggì via
Mosè a queste parole, e andò ad abitare nella terra di Madian,
dove ebbe due figli. [30]Passati
quarant'anni, gli apparve nel deserto del monte Sinai un
angelo, in mezzo alla fiamma di un roveto ardente. [31]Mosè
rimase stupito di questa visione; e mentre si avvicinava per veder
meglio, si udì la voce del Signore: [32]Io sono il Dio dei
tuoi padri, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Esterrefatto,
Mosè non osava guardare. [33]Allora il Signore gli disse:
Togliti dai piedi i calzari, perché il luogo in cui stai è terra santa.
[34]Ho visto l'afflizione del mio popolo in Egitto, ho udito
il loro gemito e sono sceso a liberarli; ed ora vieni, che ti mando in
Egitto. [35]Questo Mosè che avevano rinnegato dicendo: Chi
ti ha nominato capo e giudice?, proprio lui Dio aveva mandato per
esser capo e liberatore, parlando per mezzo dell'angelo che gli era
apparso nel roveto. [36]Egli li fece uscire, compiendo miracoli
e prodigi nella terra d'Egitto, nel Mare Rosso, e nel deserto per
quarant'anni. [37]Egli è quel Mosè che disse ai figli
d'Israele: Dio vi farà sorgere un profeta tra i vostri fratelli, al
pari di me. [38]Egli è colui che, mentre erano radunati nel
deserto, fu mediatore tra l'angelo che gli parlava sul monte Sinai e i
nostri padri; egli ricevette parole di vita da trasmettere a noi. [39]Ma
i nostri padri non vollero dargli ascolto, lo respinsero e si volsero
in cuor loro verso l'Egitto, [40]dicendo ad Aronne: Fà
per noi una divinità che ci vada innanzi, perché a questo Mosè che ci
condusse fuori dall'Egitto non sappiamo che cosa sia accaduto. [41]E
in quei giorni fabbricarono un vitello e offrirono sacrifici
all'idolo e si rallegrarono per l'opera delle loro mani. [42]Ma
Dio si ritrasse da loro e li abbandonò al culto dell'esercito del
cielo, come è scritto nel libro dei Profeti: [43]Mi
avete forse offerto vittime e sacrifici [44]I
nostri padri avevano nel deserto la tenda della testimonianza,
come aveva ordinato colui che disse a Mosè di costruirla secondo il
modello che aveva visto. [45]E dopo averla ricevuta, i nostri
padri con Giosuè se la portarono con sé nella conquista dei popoli
che Dio scacciò davanti a loro, fino ai tempi di Davide. [46]Questi
trovò grazia innanzi a Dio e domandò di poter trovare una dimora
per il Dio di Giacobbe; [47]Salomone poi gli edificò
una casa. [48]Ma l'Altissimo non abita in costruzioni fatte
da mano d'uomo, come dice il Profeta: [49]Il
cielo è il mio trono [51]O
gente testarda e pagana nel cuore e nelle orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo; come i
vostri padri, così anche voi. [52]Quale dei profeti i vostri
padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano
la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti traditori e
uccisori; [53]voi che avete ricevuto la legge per mano degli
angeli e non l'avete osservata». [54]All'udire
queste cose, fremevano in cuor loro e digrignavano i denti contro di
lui. Lapidazione
di Stefano. Saulo persecutore
[55]Ma
Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la
gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra [56]e disse: «Ecco,
io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di
Dio». [57]Proruppero allora in grida altissime turandosi gli
orecchi; poi si scagliarono tutti insieme contro di lui, [58]lo
trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni
deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. [59]E
così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: «Signore Gesù,
accogli il mio spirito». [60]Poi piegò le ginocchia e gridò
forte: «Signore, non imputar loro questo peccato». Detto questo, morì.
Atti
- Capitolo 8
[1]Saulo
era fra coloro che approvarono la sua uccisione. In quel giorno scoppiò
una violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme e tutti, ad
eccezione degli apostoli, furono dispersi nelle regioni della Giudea e
della Samaria. [2]Persone pie seppellirono Stefano e fecero un
grande lutto per lui. [3]Saulo intanto infuriava contro la Chiesa
ed entrando nelle case prendeva uomini e donne e li faceva mettere in
prigione. [4]Quelli
però che erano stati dispersi andavano per il paese e diffondevano la
parola di Dio. Filippo
in Samaria
[5]Filippo,
sceso in una città della Samaria, cominciò a predicare loro il Cristo.
[6]E le folle prestavano ascolto unanimi alle parole di Filippo
sentendolo parlare e vedendo i miracoli che egli compiva. [7]Da
molti indemoniati uscivano spiriti immondi, emettendo alte grida e molti
paralitici e storpi furono risanati. [8]E vi fu grande gioia in
quella città. Simone
il mago
[9]V'era
da tempo in città un tale di nome Simone, dedito alla magia, il quale
mandava in visibilio la popolazione di Samaria, spacciandosi per un gran
personaggio. [10]A lui aderivano tutti, piccoli e grandi,
esclamando: «Questi è la potenza di Dio, quella che è chiamata Grande».
[11]Gli davano ascolto, perché per molto tempo li aveva fatti
strabiliare con le sue magie. [12]Ma quando cominciarono a
credere a Filippo, che recava la buona novella del regno di Dio e del
nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare. [13]Anche
Simone credette, fu battezzato e non si staccava più da Filippo. Era
fuori di sé nel vedere i segni e i grandi prodigi che avvenivano. [14]Frattanto
gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la
parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni. [15]Essi
discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; [16]non
era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto
battezzati nel nome del Signore Gesù. [17]Allora imponevano loro
le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo. [18]Simone,
vedendo che lo Spirito veniva conferito con l'imposizione delle mani
degli apostoli, offrì loro del denaro [19]dicendo: «Date anche
a me questo potere perché a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo
Spirito Santo». [20]Ma Pietro gli rispose: «Il tuo denaro vada
con te in perdizione, perché hai osato pensare di acquistare con denaro
il dono di Dio. [21]Non v'è parte né sorte alcuna per te in
questa cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. [22]Pentiti
dunque di questa tua iniquità e prega il Signore che ti sia perdonato
questo pensiero. [23]Ti vedo infatti chiuso in fiele amaro e
in lacci d'iniquità». [24]Rispose Simone: «Pregate voi per
me il Signore, perché non mi accada nulla di ciò che avete detto». [25]Essi
poi, dopo aver testimoniato e annunziato la parola di Dio, ritornavano a
Gerusalemme ed evangelizzavano molti villaggi della Samaria. Filippo
battezza un ministro etiope
[26]Un
angelo del Signore parlò intanto a Filippo: «Alzati, e và verso il
mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza; essa è
deserta». [27]Egli si alzò e si mise in cammino, quand'ecco un
Etiope, un eunuco, funzionario di Candàce, regina di Etiopia,
sovrintendente a tutti i suoi tesori, venuto per il culto a Gerusalemme,
[28]se ne ritornava, seduto sul suo carro da viaggio, leggendo il
profeta Isaia. [29]Disse allora lo Spirito a Filippo: «Và
avanti, e raggiungi quel carro». [30]Filippo corse innanzi e,
udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Capisci quello che stai
leggendo?». [31]Quegli rispose: «E come lo potrei, se nessuno
mi istruisce?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. [32]Il
passo della Scrittura che stava leggendo era questo: Come
una pecora fu condotto al macello [34]E
rivoltosi a Filippo l'eunuco disse: «Ti prego, di quale persona il
profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?». [35]Filippo,
prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli
annunziò la buona novella di Gesù. [36]Proseguendo lungo la
strada, giunsero a un luogo dove c'era acqua e l'eunuco disse: «Ecco
qui c'è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?». [37].
[38]Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell'acqua,
Filippo e l'eunuco, ed egli lo battezzò. [39]Quando furono
usciti dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l'eunuco non
lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino. [40]Quanto
a Filippo, si trovò ad Azoto e, proseguendo, predicava il vangelo a
tutte le città, finché giunse a Cesarèa. Atti
- Capitolo 9
La
vocazione di Saulo
[1]Saulo
frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del
Signore, si presentò al sommo sacerdote [2]e gli chiese lettere
per le sinagoghe di Damasco al fine di essere autorizzato a condurre in
catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo,
che avesse trovati. [3]E avvenne che, mentre era in viaggio e
stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal
cielo [4]e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: «Saulo,
Saulo, perché mi perseguiti?». [5]Rispose: «Chi sei, o
Signore?». E la voce: «Io sono Gesù, che tu perseguiti! [6]Orsù,
alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». [7]Gli
uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti,
sentendo la voce ma non vedendo nessuno. [8]Saulo si alzò da
terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per
mano, lo condussero a Damasco, [9]dove rimase tre giorni senza
vedere e senza prendere né cibo né bevanda. [10]Ora
c'era a Damasco un discepolo di nome Anania e il Signore in una visione
gli disse: «Anania!». Rispose: «Eccomi, Signore!». [11]E il
Signore a lui: «Su, và sulla strada chiamata Diritta, e cerca nella
casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco sta pregando, [12]e
ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire e imporgli le mani
perché ricuperi la vista». [13]Rispose Anania: «Signore,
riguardo a quest'uomo ho udito da molti tutto il male che ha fatto ai
tuoi fedeli in Gerusalemme. [14]Inoltre ha l'autorizzazione dai
sommi sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome». [15]Ma
il Signore disse: «Và, perché egli è per me uno strumento eletto per
portare il mio nome dinanzi ai popoli, ai re e ai figli di Israele; [16]e
io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome». [17]Allora
Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Saulo,
fratello mio, mi ha mandato a te il Signore Gesù, che ti è apparso
sulla via per la quale venivi, perché tu riacquisti la vista e sia
colmo di Spirito Santo». [18]E improvvisamente gli caddero dagli
occhi come delle squame e ricuperò la vista; fu subito battezzato, [19]poi
prese cibo e le forze gli ritornarono. Predicazione
di Saulo a Damasco
Rimase
alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco, [20]e
subito nelle sinagoghe proclamava Gesù Figlio di Dio. [21]E
tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: «Ma
costui non è quel tale che a Gerusalemme infieriva contro quelli che
invocano questo nome ed era venuto qua precisamente per condurli in
catene dai sommi sacerdoti?». [22]Saulo frattanto si rinfrancava
sempre più e confondeva i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che
Gesù è il Cristo. [23]Trascorsero così parecchi giorni e i
Giudei fecero un complotto per ucciderlo; [24]ma i loro piani
vennero a conoscenza di Saulo. Essi facevano la guardia anche alle porte
della città di giorno e di notte per sopprimerlo; [25]ma i suoi
discepoli di notte lo presero e lo fecero discendere dalle mura,
calandolo in una cesta. Visita
di Saulo a Gerusalemme
[26]Venuto
a Gerusalemme, cercava di unirsi con i discepoli, ma tutti avevano paura
di lui, non credendo ancora che fosse un discepolo. [27]Allora
Barnaba lo prese con sé, lo presentò agli apostoli e raccontò loro
come durante il viaggio aveva visto il Signore che gli aveva parlato, e
come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù. [28]Così
egli potè stare con loro e andava e veniva a Gerusalemme, parlando
apertamente nel nome del Signore [29]e parlava e discuteva con
gli Ebrei di lingua greca; ma questi tentarono di ucciderlo. [30]Venutolo
però a sapere i fratelli, lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire
per Tarso. Periodo
di tranquillità
[31]La
Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria;
essa cresceva e camminava nel timore del Signore, colma del conforto
dello Spirito Santo. Pietro
guarisce un paralitico a Lidda
[32]E
avvenne che mentre Pietro andava a far visita a tutti, si recò anche
dai fedeli che dimoravano a Lidda. [33]Qui trovò un uomo di nome
Enea, che da otto anni giaceva su un lettuccio ed era paralitico. [34]Pietro
gli disse: «Enea, Gesù Cristo ti guarisce; alzati e rifatti il letto».
E subito si alzò. [35]Lo videro tutti gli abitanti di Lidda e
del Saròn e si convertirono al Signore. Pietro
risuscita una donna a Giaffa
[36]A
Giaffa c'era una discepola chiamata Tabità, nome che significa «Gazzella»,
la quale abbondava in opere buone e faceva molte elemosine. [37]Proprio
in quei giorni si ammalò e morì. La lavarono e la deposero in una
stanza al piano superiore. [38]E poiché Lidda era vicina a
Giaffa i discepoli, udito che Pietro si trovava là, mandarono due
uomini ad invitarlo: «Vieni subito da noi!». [39]E Pietro
subito andò con loro. Appena arrivato lo condussero al piano superiore
e gli si fecero incontro tutte le vedove in pianto che gli mostravano le
tuniche e i mantelli che Gazzella confezionava quando era fra loro. [40]Pietro
fece uscire tutti e si inginocchiò a pregare; poi rivolto alla salma
disse: «Tabità, alzati!». Ed essa aprì gli occhi, vide Pietro e si
mise a sedere. [41]Egli le diede la mano e la fece alzare, poi
chiamò i credenti e le vedove, e la presentò loro viva. [42]La
cosa si riseppe in tutta Giaffa, e molti credettero nel Signore. [43]Pietro
rimase a Giaffa parecchi giorni, presso un certo Simone conciatore. Atti
- Capitolo 10
Pietro
si reca da un centurione romano
[1]C'era
in Cesarèa un uomo di nome Cornelio, centurione della coorte Italica, [2]uomo
pio e timorato di Dio con tutta la sua famiglia; faceva molte elemosine
al popolo e pregava sempre Dio. [3]Un giorno verso le tre del
pomeriggio vide chiaramente in visione un angelo di Dio venirgli
incontro e chiamarlo: «Cornelio!». [4]Egli lo guardò e preso
da timore disse: «Che c'è, Signore?». Gli rispose: «Le tue preghiere
e le tue elemosine sono salite, in tua memoria, innanzi a Dio. [5]E
ora manda degli uomini a Giaffa e fà venire un certo Simone detto anche
Pietro. [6]Egli è ospite presso un tal Simone conciatore, la cui
casa è sulla riva del mare». [7]Quando l'angelo che gli parlava
se ne fu andato, Cornelio chiamò due dei suoi servitori e un pio
soldato fra i suoi attendenti e, [8]spiegata loro ogni cosa, li
mandò a Giaffa. [9]Il
giorno dopo, mentre essi erano per via e si avvicinavano alla città,
Pietro salì verso mezzogiorno sulla terrazza a pregare. [10]Gli
venne fame e voleva prendere cibo. Ma mentre glielo preparavano, fu
rapito in estasi. [11]Vide il cielo aperto e un oggetto che
discendeva come una tovaglia grande, calata a terra per i quattro capi. [12]In
essa c'era ogni sorta di quadrupedi e rettili della terra e uccelli del
cielo. [13]Allora risuonò una voce che gli diceva: «Alzati,
Pietro, uccidi e mangia!». [14]Ma Pietro rispose: «No davvero,
Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla di profano e di immondo».
[15]E la voce di nuovo a lui: «Ciò che Dio ha purificato, tu
non chiamarlo più profano». [16]Questo accadde per tre volte;
poi d'un tratto quell'oggetto fu risollevato al cielo. [17]Mentre
Pietro si domandava perplesso tra sé e sé che cosa significasse ciò
che aveva visto, gli uomini inviati da Cornelio, dopo aver domandato
della casa di Simone, si fermarono all'ingresso. [18]Chiamarono e
chiesero se Simone, detto anche Pietro, alloggiava colà. [19]Pietro
stava ancora ripensando alla visione, quando lo Spirito gli disse: «Ecco,
tre uomini ti cercano; [20]alzati, scendi e và con loro senza
esitazione, perché io li ho mandati». [21]Pietro scese incontro
agli uomini e disse: «Eccomi, sono io quello che cercate. Qual è il
motivo per cui siete venuti?». [22]Risposero: «Il centurione
Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, stimato da tutto il popolo dei
Giudei, è stato avvertito da un angelo santo di invitarti nella sua
casa, per ascoltare ciò che hai da dirgli». [23]Pietro allora
li fece entrare e li ospitò. Il
giorno seguente si mise in viaggio con loro e alcuni fratelli di Giaffa
lo accompagnarono. [24]Il giorno dopo arrivò a Cesarèa.
Cornelio stava ad aspettarli ed aveva invitato i congiunti e gli amici
intimi. [25]Mentre Pietro stava per entrare, Cornelio andandogli
incontro si gettò ai suoi piedi per adorarlo. [26]Ma Pietro lo
rialzò, dicendo: «Alzati: anch'io sono un uomo!». [27]Poi,
continuando a conversare con lui, entrò e trovate riunite molte persone
disse loro: [28]«Voi sapete che non è lecito per un Giudeo
unirsi o incontrarsi con persone di altra razza; ma Dio mi ha mostrato
che non si deve dire profano o immondo nessun uomo. [29]Per
questo sono venuto senza esitare quando mi avete mandato a chiamare.
Vorrei dunque chiedere: per quale ragione mi avete fatto venire?». [30]Cornelio
allora rispose: «Quattro giorni or sono, verso quest'ora, stavo
recitando la preghiera delle tre del pomeriggio nella mia casa, quando
mi si presentò un uomo in splendida veste [31]e mi disse:
Cornelio, sono state esaudite le tue preghiere e ricordate le tue
elemosine davanti a Dio. [32]Manda dunque a Giaffa e fà venire
Simone chiamato anche Pietro; egli è ospite nella casa di Simone il
conciatore, vicino al mare. [33]Subito ho mandato a cercarti e tu
hai fatto bene a venire. Ora dunque tutti noi, al cospetto di Dio, siamo
qui riuniti per ascoltare tutto ciò che dal Signore ti è stato
ordinato». Discorso
di Pietro presso Cornelio
[34]Pietro
prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio
non fa preferenze di persone, [35]ma chi lo teme e pratica la
giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto. [36]Questa
è la parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, recando
la buona novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è il
Signore di tutti. [37]Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta
la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da
Giovanni; [38]cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e
potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti
coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
[39]E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella
regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una
croce, [40]ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che
apparisse, [41]non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da
Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua
risurrezione dai morti. [42]E ci ha ordinato di annunziare al
popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti
costituito da Dio. [43]Tutti i profeti gli rendono questa
testimonianza: chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati
per mezzo del suo nome». Il
battesimo dei primi pagani
[44]Pietro
stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo scese sopra
tutti coloro che ascoltavano il discorso. [45]E i fedeli
circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano che anche
sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo; [46]li
sentivano infatti parlare lingue e glorificare Dio. [47]Allora
Pietro disse: «Forse che si può proibire che siano battezzati con
l'acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?». [48]E
ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Dopo tutto
questo lo pregarono di fermarsi alcuni giorni. Atti
- Capitolo 11
A
Gerusalemme, Pietro giustifica la sua condotta
[1]Gli
apostoli e i fratelli che stavano nella Giudea vennero a sapere che
anche i pagani avevano accolto la parola di Dio. [2]E quando
Pietro salì a Gerusalemme, i circoncisi lo rimproveravano dicendo: [3]«Sei
entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con
loro!». [4]Allora
Pietro raccontò per ordine come erano andate le cose, dicendo: [5]«Io
mi trovavo in preghiera nella città di Giaffa e vidi in estasi una
visione: un oggetto, simile a una grande tovaglia, scendeva come calato
dal cielo per i quattro capi e giunse fino a me. [6]Fissandolo
con attenzione, vidi in esso quadrupedi, fiere e rettili della terra e
uccelli del cielo. [7]E sentii una voce che mi diceva: Pietro, àlzati,
uccidi e mangia! [8]Risposi: Non sia mai, Signore, poiché nulla
di profano e di immondo è entrato mai nella mia bocca. [9]Ribattè
nuovamente la voce dal cielo: Quello che Dio ha purificato, tu non
considerarlo profano. [10]Questo avvenne per tre volte e poi
tutto fu risollevato di nuovo nel cielo. [11]Ed ecco, in
quell'istante, tre uomini giunsero alla casa dove eravamo, mandati da
Cesarèa a cercarmi. [12]Lo Spirito mi disse di andare con loro
senza esitare. Vennero con me anche questi sei fratelli ed entrammo in
casa di quell'uomo. [13]Egli ci raccontò che aveva visto un
angelo presentarsi in casa sua e dirgli: Manda a Giaffa e fà venire
Simone detto anche Pietro; [14]egli ti dirà parole per mezzo
delle quali sarai salvato tu e tutta la tua famiglia. [15]Avevo
appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo scese su di loro,
come in principio era sceso su di noi. [16]Mi ricordai allora di
quella parola del Signore che diceva: Giovanni battezzò con acqua,
voi invece sarete battezzati in Spirito Santo. [17]Se dunque
Dio ha dato a loro lo stesso dono che a noi per aver creduto nel Signore
Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?». [18]All'udir
questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: «Dunque
anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la
vita!». Fondazione
della chiesa di Antiochia
[19]Intanto
quelli che erano stati dispersi dopo la persecuzione scoppiata al tempo
di Stefano, erano arrivati fin nella Fenicia, a Cipro e ad Antiochia e
non predicavano la parola a nessuno fuorchè ai Giudei. [20]Ma
alcuni fra loro, cittadini di Cipro e di Cirène, giunti ad Antiochia,
cominciarono a parlare anche ai Greci, predicando la buona novella del
Signore Gesù. [21]E la mano del Signore era con loro e così un
gran numero credette e si convertì al Signore. [22]La notizia
giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, la quale mandò Barnaba
ad Antiochia. [23]Quando
questi giunse e vide la grazia del Signore, si rallegrò e, [24]da
uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede, esortava
tutti a perseverare con cuore risoluto nel Signore. E una folla
considerevole fu condotta al Signore. [25]Barnaba poi partì alla
volta di Tarso per cercare Saulo e trovatolo lo condusse ad Antiochia. [26]Rimasero
insieme un anno intero in quella comunità e istruirono molta gente; ad
Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati Cristiani. Barnaba
e Saulo a Gerusalemme
[27]In
questo tempo alcuni profeti scesero ad Antiochia da Gerusalemme. [28]E
uno di loro, di nome Agabo, alzatosi in piedi, annunziò per impulso
dello Spirito che sarebbe scoppiata una grave carestia su tutta la
terra. Ciò che di fatto avvenne sotto l'impero di Claudio. [29]Allora
i discepoli si accordarono, ciascuno secondo quello che possedeva, di
mandare un soccorso ai fratelli abitanti nella Giudea; [30]questo
fecero, indirizzandolo agli anziani, per mezzo di Barnaba e Saulo. Atti
- Capitolo 12
Arresto
di Pietro e sua liberazione miracolosa
[1]In
quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della
Chiesa [2]e fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni.
[3]Vedendo che questo era gradito ai Giudei, decise di arrestare
anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Azzimi. [4]Fattolo
catturare, lo gettò in prigione, consegnandolo in custodia a quattro
picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire
davanti al popolo dopo la Pasqua. [5]Pietro dunque era tenuto in
prigione, mentre una preghiera saliva incessantemente a Dio dalla Chiesa
per lui. [6]E in quella notte, quando poi Erode stava per farlo
comparire davanti al popolo, Pietro piantonato da due soldati e legato
con due catene stava dormendo, mentre davanti alla porta le sentinelle
custodivano il carcere. [7]Ed ecco gli si presentò un angelo del
Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di
Pietro, lo destò e disse: «Alzati, in fretta!». E le catene gli
caddero dalle mani. [8]E l'angelo a lui: «Mettiti la cintura e
legati i sandali». Ecosì fece. L'angelo disse: «Avvolgiti il
mantello, e seguimi!». [9]Pietro uscì e prese a seguirlo, ma
non si era ancora accorto che era realtà ciò che stava succedendo per
opera dell'angelo: credeva infatti di avere una visione. [10]Essi
oltrepassarono la prima guardia e la seconda e arrivarono alla porta di
ferro che conduce in città: la porta si aprì da sé davanti a loro.
Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l'angelo si dileguò da
lui. [11]Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora sono
veramente certo che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha
strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che si attendeva il popolo
dei Giudei». [12]Dopo aver riflettuto, si recò alla casa di
Maria, madre di Giovanni detto anche Marco, dove si trovava un buon
numero di persone raccolte in preghiera. [13]Appena ebbe bussato
alla porta esterna, una fanciulla di nome Rode si avvicinò per sentire
chi era. [14]Riconosciuta la voce di Pietro, per la gioia non aprì
la porta, ma corse ad annunziare che fuori c'era Pietro. [15]«Tu
vaneggi!» le dissero. Ma essa insisteva che la cosa stava così. E
quelli dicevano: «E' l'angelo di Pietro». [16]Questi intanto
continuava a bussare e quando aprirono la porta e lo videro, rimasero
stupefatti. [17]Egli allora, fatto segno con la mano di tacere,
narrò come il Signore lo aveva tratto fuori del carcere, e aggiunse: «Riferite
questo a Giacomo e ai fratelli». Poi uscì e s'incamminò verso un
altro luogo. [18]Fattosi
giorno, c'era non poco scompiglio tra i soldati: che cosa mai era
accaduto di Pietro? [19]Erode lo fece cercare accuratamente, ma
non essendo riuscito a trovarlo, fece processare i soldati e ordinò che
fossero messi a morte; poi scese dalla Giudea e soggiornò a Cesarèa. La
morte del persecutore
[20]Egli
era infuriato contro i cittadini di Tiro e Sidone. Questi però si
presentarono a lui di comune accordo e, dopo aver tratto alla loro causa
Blasto, ciambellano del re, chiedevano pace, perché il loro paese
riceveva i viveri dal paese del re. [21]Nel giorno fissato Erode,
vestito del manto regale e seduto sul podio, tenne loro un discorso. [22]Il
popolo acclamava: «Parola di un dio e non di un uomo!». [23]Ma
improvvisamente un angelo del Signore lo colpì, perché non aveva dato
gloria a Dio; e roso, dai vermi, spirò. Barnaba
e Saulo ritornano ad Antiochia
[24]Intanto
la parola di Dio cresceva e si diffondeva. [25]Barnaba e Saulo
poi, compiuta la loro missione, tornarono da Gerusalemme prendendo con
loro Giovanni, detto anche Marco. Atti
- Capitolo 13
III. LA MISSIONE DI BARNABA E DI PAOLO IL CONCILIO DI GERUSALEMME
L'invio
in missione
[1]C'erano
nella comunità di Antiochia profeti e dottori: Barnaba, Simeone
soprannominato Niger, Lucio di Cirène, Manaèn, compagno d'infanzia di
Erode tetrarca, e Saulo. [2]Mentre essi stavano celebrando il
culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: «Riservate per
me Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati». [3]Allora,
dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li accomiatarono.
A
Cipro, il mago Elimas
[4]Essi
dunque, inviati dallo Spirito Santo, discesero a Selèucia e di qui
salparono verso Cipro. [5]Giunti a Salamina cominciarono ad
annunziare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei, avendo con loro
anche Giovanni come aiutante. [6]Attraversata tutta l'isola fino
a Pafo, vi trovarono un tale, mago e falso profeta giudeo, di nome
Bar-Iesus, [7]al seguito del proconsole Sergio Paolo, persona di
senno, che aveva fatto chiamare a sé Barnaba e Saulo e desiderava
ascoltare la parola di Dio. [8]Ma Elimas, il mago, - ciò infatti
significa il suo nome - faceva loro opposizione cercando di distogliere
il proconsole dalla fede. [9]Allora Saulo, detto anche Paolo,
pieno di Spirito Santo, fissò gli occhi su di lui e disse: [10]«O
uomo pieno di ogni frode e di ogni malizia, figlio del diavolo, nemico
di ogni giustizia, quando cesserai di sconvolgere le vie diritte del
Signore? [11]Ecco la mano del Signore è sopra di te: sarai cieco
e per un certo tempo non vedrai il sole». Di colpo piombò su di lui
oscurità e tenebra, e brancolando cercava chi lo guidasse per mano. [12]Quando
vide l'accaduto, il proconsole credette, colpito dalla dottrina del
Signore. Arrivo
ad Antiochia di Pisidia
[13]Salpati
da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge di Panfilia. Giovanni
si separò da loro e ritornò a Gerusalemme. [14]Essi invece
proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiochia di Pisidia ed entrati
nella sinagoga nel giorno di sabato, si sedettero. [15]Dopo la
lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagoga mandarono a
dire loro: «Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il
popolo, parlate!». La
predicazione di Paolo davanti ai Giudei
[16]Si
alzò Paolo e fatto cenno con la mano disse: «Uomini di Israele e voi
timorati di Dio, ascoltate. [17]Il Dio di questo popolo d'Israele
scelse i nostri padri ed esaltò il popolo durante il suo esilio in
terra d'Egitto, e con braccio potente li condusse via di là. [18]Quindi,
dopo essersi preso cura di loro per circa quarant'anni nel deserto,
[19]distrusse sette popoli nel paese di Canaan e concesse loro
in eredità quelle terre, [20]per circa quattrocentocinquanta
anni. Dopo questo diede loro dei Giudici, fino al profeta Samuele. [21]Allora
essi chiesero un re e Dio diede loro Saul, figlio di Cis, della tribù
di Beniamino, per quaranta anni. [22]E, dopo averlo rimosso dal
regno, suscitò per loro come re Davide, al quale rese questa
testimonianza: Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo
secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri. [23]Dalla
discendenza di lui, secondo la promessa, Dio trasse per Israele un
salvatore, Gesù. [24]Giovanni aveva preparato la sua venuta
predicando un battesimo di penitenza a tutto il popolo d'Israele. [25]Diceva
Giovanni sul finire della sua missione: Io non sono ciò che voi pensate
che io sia! Ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di
sciogliere i sandali. [26]Fratelli,
figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a
noi è stata mandata questa parola di salvezza. [27]Gli abitanti
di Gerusalemme infatti e i loro capi non l'hanno riconosciuto e
condannandolo hanno adempiuto le parole dei profeti che si leggono ogni
sabato; [28]e, pur non avendo trovato in lui nessun motivo di
condanna a morte, chiesero a Pilato che fosse ucciso. [29]Dopo
aver compiuto tutto quanto era stato scritto di lui, lo deposero dalla
croce e lo misero nel sepolcro. [30]Ma Dio lo ha risuscitato dai
morti [31]ed egli è apparso per molti giorni a quelli che erano
saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, e questi ora sono i suoi
testimoni davanti al popolo. [32]E
noi vi annunziamo la buona novella che la promessa fatta ai padri si è
compiuta, [33]poiché Dio l'ha attuata per noi, loro figli,
risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel salmo secondo: Mio
figlio sei tu, oggi ti ho generato. [34]E
che Dio lo ha risuscitato dai morti, in modo che non abbia mai più a
tornare alla corruzione, è quanto ha dichiarato: Darò
a voi le cose sante promesse a Davide, quelle Non
permetterai che il tuo santo subisca la [41]Mirate,
beffardi, [42]E,
mentre uscivano, li pregavano di esporre ancora queste cose nel prossimo
sabato. [43]Sciolta poi l'assemblea, molti Giudei e proseliti
credenti in Dio seguirono Paolo e Barnaba ed essi, intrattenendosi con
loro, li esortavano a perseverare nella grazia di Dio. Paolo
e Barnaba si rivolgono ai pagani
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