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La Sacra Bibbia - CEI Il Nuovo Testamento |
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La Sacra Bibbia - Vangeli sinottici Vangelo di Marco |
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Capitoli |
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Marco
- Capitolo 1
I.
LA PREPARAZIONE DEL MINISTERO DI GESU'
Predicazione
di Giovanni Battista
[1]Inizio
del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. [2]Come è scritto nel
profeta Isaia: Ecco,
io mando il mio messaggero davanti a te, [4]si
presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di
conversione per il perdono dei peccati. [5]Accorreva a lui tutta la
regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano
battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. [6]Giovanni
era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi,
si cibava di locuste e miele selvatico [7]e predicava: «Dopo di me
viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per
sciogliere i legacci dei suoi sandali. [8]Io vi ho battezzati con
acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo». Battesimo
di Gesù
[9]In
quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da
Giovanni. [10]E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito
discendere su di lui come una colomba. [11]E si sentì una voce dal
cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto». Tentazione
nel deserto
[12]Subito
dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto [13]e vi rimase quaranta
giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano. II.
IL MINISTERO DI GESU' IN GALILEA
Gesù
inaugura la sua predicazione
[14]Dopo
che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo
di Dio e diceva: [15]«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è
vicino; convertitevi e credete al vangelo». Chiamata
dei primi quattro discepoli
[16]Passando
lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre
gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. [17]Gesù disse
loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini». [18]E
subito, lasciate le reti, lo seguirono. [19]Andando un poco oltre, vide
sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre
riassettavano le reti. [20]Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre
Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono. Gesù
insegna a Cafarnao e guarisce un indemoniato
[21]Andarono
a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad
insegnare. [22]Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava
loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. [23]Allora un
uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a
gridare: [24]«Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a
rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». [25]E Gesù lo sgridò:
«Taci! Esci da quell'uomo». [26]E lo spirito immondo, straziandolo e
gridando forte, uscì da lui. [27]Tutti furono presi da timore, tanto
che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata
con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». [28]La
sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea. Guarigione
della suocera di Simone
[29]E,
usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in
compagnia di Giacomo e di Giovanni. [30]La suocera di Simone era a
letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. [31]Egli,
accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si
mise a servirli. Molte
guarigioni
[32]Venuta
la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli
indemoniati. [33]Tutta la città era riunita davanti alla porta. [34]Guarì
molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non
permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Gesù
abbandona in segreto Cafarnao e percorre la Galilea
[35]Al
mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un
luogo deserto e là pregava. [36]Ma Simone e quelli che erano con lui
si misero sulle sue tracce [37]e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti
cercano!». [38]Egli disse loro: «Andiamocene altrove per i villaggi
vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». [39]E
andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
Guarigione
di un lebbroso
[40]Allora
venne a lui un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi,
puoi guarirmi!». [41]Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e
gli disse: «Lo voglio, guarisci!». [42]Subito la lebbra scomparve ed
egli guarì. [43]E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: [44]«Guarda
di non dir niente a nessuno, ma và, presentati al sacerdote, e offri per la
tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro». [45]Ma
quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto
che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava
fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte. Marco
- Capitolo 2
Guarigione
di un paralitico
[1]Ed
entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa [2]e
si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla
porta, ed egli annunziava loro la parola. [3]Si
recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. [4]Non
potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il
tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il
lettuccio su cui giaceva il paralitico. [5]Gesù, vista la loro fede,
disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati». [6]Seduti
là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: [7]«Perché costui
parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?». [8]Ma
Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé,
disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori? [9]Che cosa è più
facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi
il tuo lettuccio e cammina? [10]Ora, perché sappiate che il Figlio
dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, [11]ti
ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa
tua». [12]Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in
presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non
abbiamo mai visto nulla di simile!». Chiamata
di Levi
[13]Uscì
di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli li ammaestrava. [14]Nel
passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli
disse: «Seguimi». Egli,
alzatosi, lo seguì. Pasto
con i peccatori
[15]Mentre
Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a
mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo
seguivano. [16]Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo
mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Come
mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?». [17]Avendo
udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del
medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». Discussione
sul digiuno
[18]Ora
i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Si recarono
allora da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli
dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». [19]Gesù
disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è
con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. [20]Ma
verranno i giorni in cui sarà loro tolto lo sposo e allora digiuneranno. [21]Nessuno
cuce una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo
nuovo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore. [22]E
nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli
otri e si perdono vino e otri, ma vino nuovo in otri nuovi». Le
spighe strappate
[23]In
giorno di sabato Gesù passava per i campi di grano, e i discepoli,
camminando, cominciarono a strappare le spighe. [24]I farisei gli
dissero: «Vedi, perché essi fanno di sabato quel che non è permesso?». [25]Ma
egli rispose loro: «Non avete mai letto che cosa fece Davide quando si trovò
nel bisogno ed ebbe fame, lui e i suoi compagni? [26]Come entrò nella
casa di Dio, sotto il sommo sacerdote Abiatàr, e mangiò i pani dell'offerta,
che soltanto ai sacerdoti è lecito mangiare, e ne diede anche ai suoi
compagni?». [27]E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l'uomo e
non l'uomo per il sabato! [28]Perciò il Figlio dell'uomo è signore
anche del sabato». Marco
- Capitolo 3
Guarigione
di un uomo dalla mano inaridita
[1]Entrò
di nuovo nella sinagoga. C'era un uomo che aveva una mano inaridita, [2]e
lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato per poi accusarlo.
[3]Egli disse all'uomo che aveva la mano inaridita: «Mettiti nel
mezzo!». [4]Poi domandò loro: «E' lecito in giorno di sabato fare il
bene o il male, salvare una vita o toglierla?». [5]Ma essi tacevano. E
guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro
cuori, disse a quell'uomo: «Stendi la mano!». La stese e la sua mano fu
risanata. [6]E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero
consiglio contro di lui per farlo morire. Le
folle al seguito di Gesù
[7]Gesù
intanto si ritirò presso il mare con i suoi discepoli e lo seguì molta folla
dalla Galilea. [8]Dalla Giudea e da Gerusalemme e dall'Idumea e dalla
Transgiordania e dalle parti di Tiro e Sidone una gran folla, sentendo ciò
che faceva, si recò da lui. [9]Allora egli pregò i suoi discepoli che
gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo
schiacciassero. [10]Infatti ne aveva guariti molti, così che quanti
avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo. [11]Gli
spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu
sei il Figlio di Dio!». [12]Ma egli li sgridava severamente perché
non lo manifestassero. Istituzione
dei Dodici
[13]Salì
poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. [14]Ne
costituì Dodici che stessero con lui [15]e anche per mandarli a
predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni. [16]Costituì
dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; [17]poi
Giacomo di Zebedèo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di
Boanèrghes, cioè figli del tuono; [18]e Andrea, Filippo, Bartolomeo,
Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananèo [19]e
Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì. Passi
dei parenti di Gesù
[20]Entrò
in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non
potevano neppure prendere cibo. [21]Allora i suoi, sentito questo,
uscirono per andare a prenderlo; poiché dicevano: «E' fuori di sé». Calunnie
degli scribi
[22]Ma
gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto
da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni». [23]Ma
egli, chiamatili, diceva loro in parabole: «Come può satana scacciare
satana? [24]Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può
reggersi; [25]se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può
reggersi. [26]Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se
stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire. [27]Nessuno
può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà
legato l'uomo forte; allora ne saccheggerà la casa. [28]In verità vi
dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le
bestemmie che diranno; [29]ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito
santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna». [30]Poiché
dicevano: «E' posseduto da uno spirito immondo». I
veri parenti di Gesù
[31]Giunsero
sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. [32]Tutto
attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e
le tue sorelle sono fuori e ti cercano». [33]Ma egli rispose loro: «Chi
è mia madre e chi sono i miei fratelli?». [34]Girando lo sguardo su
quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei
fratelli! [35]Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello,
sorella e madre». Marco
- Capitolo 4
Parabola
del seminatore
[1]Di
nuovo si mise a insegnare lungo il mare. E si riunì attorno a lui una folla
enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò seduto, stando in mare,
mentre la folla era a terra lungo la riva. [2]Insegnava loro molte cose
in parabole e diceva loro nel suo insegnamento: [3]«Ascoltate. Ecco,
uscì il seminatore a seminare. [4]Mentre seminava, una parte cadde
lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono. [5]Un'altra
cadde fra i sassi, dove non c'era molta terra, e subito spuntò perché non
c'era un terreno profondo; [6]ma quando si levò il sole, restò
bruciata e, non avendo radice, si seccò. [7]Un'altra cadde tra le
spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. [8]E
un'altra cadde sulla terra buona, diede frutto che venne su e crebbe, e rese
ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno». [9]E diceva:
«Chi ha orecchi per intendere intenda!». Perché
Gesù parla in parabole
[10]Quando
poi fu solo, i suoi insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli
disse loro: [11]«A voi è stato confidato il mistero del regno di Dio;
a quelli di fuori invece tutto viene esposto in parabole, [12]perché: guardino,
ma non vedano, ascoltino, ma non intendano, Spiegazione
della parabola del seminatore
[13]Continuò
dicendo loro: «Se non comprendete questa parabola, come potrete capire tutte
le altre parabole? [14]Il seminatore semina la parola. [15]Quelli
lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la parola; ma quando
l'ascoltano, subito viene satana, e porta via la parola seminata in loro. [16]Similmente
quelli che ricevono il seme sulle pietre sono coloro che, quando ascoltano la
parola, subito l'accolgono con gioia, [17]ma non hanno radice in se
stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o
persecuzione a causa della parola, subito si abbattono. [18]Altri sono
quelli che ricevono il seme tra le spine: sono coloro che hanno ascoltato la
parola, [19]ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e l'inganno
della ricchezza e tutte le altre bramosie, soffocano la parola e questa rimane
senza frutto.[20]Quelli poi che ricevono il seme su un terreno buono,
sono coloro che ascoltano la parola, l'accolgono e portano frutto nella misura
chi del trenta, chi del sessanta, chi del cento per uno». Come
ricevere e trasmettere l'insegnamento di Gesù
[21]Diceva
loro: «Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il
letto? O piuttosto per metterla sul lucerniere? [22]Non c'è nulla
infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che
non debba essere messo in luce. [23]Se uno ha orecchi per intendere,
intenda!». [24]Diceva
loro: «Fate attenzione a quello che udite: Con la stessa misura con la quale
misurate, sarete misurati anche voi; anzi vi sarà dato di più. [25]Poiché
a chi ha, sarà dato e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha». Parabola
del seme che spunta da solo
[26]Diceva:
«Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; [27]dorma
o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso
non lo sa. [28]Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo,
poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. [29]Quando il frutto è
pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura». Parabola
del grano di senapa
[30]Diceva:
«A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo
descriverlo? [31]Esso è come un granellino di senapa che, quando viene
seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che sono sulla terra; [32]ma
appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami
tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra». Conclusione
sulle parabole
[33]Con
molte parabole di questo genere annunziava loro la parola secondo quello che
potevano intendere. [34]Senza parabole non parlava loro; ma in privato,
ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa. La
tempesta sedata
[35]In
quel medesimo giorno, verso sera, disse loro: «Passiamo all'altra riva». [36]E
lasciata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano
anche altre barche con lui. [37]Nel frattempo si sollevò una gran
tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena. [38]Egli
se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli
dissero: «Maestro, non t'importa che moriamo?». [39]Destatosi, sgridò
il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e vi fu grande
bonaccia. [40]Poi disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete
ancora fede?». [41]E furono presi da grande timore e si dicevano l'un
l'altro: «Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare
obbediscono?». Marco
- Capitolo 5
L'indemoniato
garaseno
[1]Intanto
giunsero all'altra riva del mare, nella regione dei Gerasèni. [2]Come
scese dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno
spirito immondo. [3]Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più
riusciva a tenerlo legato neanche con catene, [4]perché più volte era
stato legato con ceppi e catene, ma aveva sempre spezzato le catene e infranto
i ceppi, e nessuno più riusciva a domarlo. [5]Continuamente, notte e
giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. [6]Visto
Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi, [7]e urlando a gran
voce disse: «Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti
scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». [8]Gli diceva infatti:
«Esci, spirito immondo, da quest'uomo!». [9]E gli domandò: «Come ti
chiami?». «Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti». [10]E
prese a scongiurarlo con insistenza perché non lo cacciasse fuori da quella
regione. [11]Ora
c'era là, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo. [12]E gli
spiriti lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi».
[13]Glielo permise. E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei
porci e il branco si precipitò dal burrone nel mare; erano circa duemila e
affogarono uno dopo l'altro nel mare. [14]I mandriani allora fuggirono,
portarono la notizia in città e nella campagna e la gente si mosse a vedere
che cosa fosse accaduto. [15]Giunti
che furono da Gesù, videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui
che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. [16]Quelli che
avevano visto tutto, spiegarono loro che cosa era accaduto all'indemoniato e
il fatto dei porci. [17]Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal
loro territorio. [18]Mentre risaliva nella barca, colui che era stato
indemoniato lo pregava di permettergli di stare con lui. [19]Non glielo
permise, ma gli disse: «Và nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che
il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato». [20]Egli se
ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli ciò che Gesù gli aveva
fatto, e tutti ne erano meravigliati. Guarigione
dell'emorragica e risurrezione della figlia di Giairo
[21]Essendo
passato di nuovo Gesù all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla, ed
egli stava lungo il mare. [22]Si recò da lui uno dei capi della
sinagoga, di nome Giàiro, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi [23]e
lo pregava con insistenza: «La mia figlioletta è agli estremi; vieni a
imporle le mani perché sia guarita e viva». [24]Gesù andò con lui.
Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. [25]Or
una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia [26]e aveva
molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza
nessun vantaggio, anzi peggiorando, [27]udito parlare di Gesù, venne
tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti: [28]«Se
riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita». [29]E
subito le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata
guarita da quel male. [30]Ma
subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla
dicendo: «Chi mi ha toccato il mantello?». [31]I discepoli gli
dissero: «Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha
toccato?». [32]Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che
aveva fatto questo. [33]E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò
che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità.
[34]Gesù rispose: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Và in pace e
sii guarita dal tuo male». [35]Mentre
ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: «Tua
figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». [36]Ma Gesù,
udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, continua
solo ad aver fede!». [37]E non permise a nessuno di seguirlo fuorchè
a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. [38]Giunsero alla
casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e
urlava. [39]Entrato, disse loro: «Perché fate tanto strepito e
piangete? La bambina non è morta, ma dorme». [40]Ed essi lo
deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre
della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina.[41]Presa
la mano della bambina, le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla,
io ti dico, alzati!». [42]Subito la fanciulla si alzò e si mise a
camminare; aveva dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. [43]Gesù
raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordinò di
darle da mangiare. Marco
- Capitolo 6
Visita
a Nazaret
[1]Partito
quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. [2]Venuto
il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo
rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza
è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani?
[3]Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di
Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da
noi?». E si scandalizzavano di lui. [4]Ma Gesù disse loro: «Un
profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa
sua». [5]E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le
mani a pochi ammalati e li guarì. [6]E si meravigliava della loro
incredulità. Missione
dei dodici
Gesù
andava attorno per i villaggi, insegnando. [7]Allora
chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere
sugli spiriti immondi. [8]E ordinò loro che, oltre al bastone, non
prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella
borsa; [9]ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. [10]E
diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da
quel luogo. [11]Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi
ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a
testimonianza per loro». [12]E partiti, predicavano che la gente si
convertisse, [13]scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti
infermi e li guarivano. Erode
e Gesù
[14]Il
re Erode sentì parlare di Gesù, poiché intanto il suo nome era diventato
famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risuscitato dai morti e per
questo il potere dei miracoli opera in lui». [15]Altri invece
dicevano: «E' Elia»; altri dicevano ancora: «E' un profeta, come uno dei
profeti». [16]Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni
che io ho fatto decapitare è risuscitato!». Esecuzione
di Giovanni Battista
[17]Erode
infatti aveva fatto arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di
Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, che egli aveva sposata. [18]Giovanni
diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello». [19]Per
questo Erodìade gli portava rancore e avrebbe voluto farlo uccidere, ma non
poteva, [20]perché Erode temeva Giovanni, sapendolo giusto e santo, e
vigilava su di lui; e anche se nell'ascoltarlo restava molto perplesso,
tuttavia lo ascoltava volentieri. [21]Venne
però il giorno propizio, quando Erode per il suo compleanno fece un banchetto
per i grandi della sua corte, gli ufficiali e i notabili della Galilea. [22]Entrata
la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali.
Allora il re disse alla ragazza: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò».
[23]E le fece questo giuramento: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la
darò, fosse anche la metà del mio regno». [24]La ragazza uscì e
disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di
Giovanni il Battista». [25]Ed entrata di corsa dal re fece la
richiesta dicendo: «Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di
Giovanni il Battista». [26]Il re divenne triste; tuttavia, a motivo
del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto. [27]Subito
il re mandò una guardia con l'ordine che gli fosse portata la testa. [28]La
guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa su un vassoio, la
diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre. [29]I discepoli
di Giovanni, saputa la cosa, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un
sepolcro. Prima
moltiplicazione dei pani
[30]Gli
apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che
avevano fatto e insegnato. [31]Ed egli disse loro: «Venite in
disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un pò». Era infatti molta la
folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. [32]Allora
partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte. [33]Molti
però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad
accorrere là a piedi e li precedettero. [34]Sbarcando, vide molta
folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si
mise a insegnare loro molte cose. [35]Essendosi ormai fatto tardi, gli
si avvicinarono i discepoli dicendo: «Questo luogo è solitario ed è ormai
tardi; [36]congedali perciò, in modo che, andando per le campagne e i
villaggi vicini, possano comprarsi da mangiare». [37]Ma egli rispose:
«Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andar noi a
comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». [38]Ma
egli replicò loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». E accertatisi,
riferirono: «Cinque pani e due pesci». [39]Allora ordinò loro di
farli mettere tutti a sedere, a gruppi, sull'erba verde. [40]E
sedettero tutti a gruppi e gruppetti di cento e di cinquanta. [41]Presi
i cinque pani e i due pesci, levò gli occhi al cielo, pronunziò la
benedizione, spezzò i pani e li dava ai discepoli perché li distribuissero;
e divise i due pesci fra tutti. [42]Tutti mangiarono e si sfamarono, [43]e
portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane e anche dei pesci. [44]Quelli
che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini. Gesù
cammina sulle acque
[45]Ordinò
poi ai discepoli di salire sulla barca e precederlo sull'altra riva, verso
Betsàida, mentre egli avrebbe licenziato la folla. [46]Appena li ebbe
congedati, salì sul monte a pregare. [47]Venuta la sera, la barca era
in mezzo al mare ed egli solo a terra. [48]Vedendoli però tutti
affaticati nel remare, poiché avevano il vento contrario, gia verso l'ultima
parte della notte andò verso di loro camminando sul mare, e voleva
oltrepassarli. [49]Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «E'
un fantasma», e cominciarono a gridare, [50]perché tutti lo avevano
visto ed erano rimasti turbati. Ma egli subito rivolse loro la parola e disse:
«Coraggio, sono io, non temete!». [51]Quindi salì con loro sulla
barca e il vento cessò. Ed erano enormemente stupiti in se stessi, [52]perché
non avevano capito il fatto dei pani, essendo il loro cuore indurito. Guarigioni
nel paese di Genesaret
[53]Compiuta
la traversata, approdarono e presero terra a Genèsaret. [54]Appena
scesi dalla barca, la gente lo riconobbe, [55]e accorrendo da tutta
quella regione cominciarono a portargli sui lettucci quelli che stavano male,
dovunque udivano che si trovasse. [56]E dovunque giungeva, in villaggi
o città o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli
toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano. Marco
- Capitolo 7
Discussione
sulle tradizioni farisaiche
[1]Allora
si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi venuti da
Gerusalemme. [2]Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano
cibo con mani immonde, cioè non lavate - [3]i farisei infatti e tutti
i Giudei non mangiano se non si sono lavate le mani fino al gomito,
attenendosi alla tradizione degli antichi, [4]e tornando dal mercato
non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per
tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame - [5]quei
farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si
comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani
immonde?». [6]Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi,
ipocriti, come sta scritto: Questo
popolo mi onora con le labbra, [8]Trascurando
il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». [9]E
aggiungeva: «Siete veramente abili nell'eludere il comandamento di Dio, per
osservare la vostra tradizione. [10]Mosè infatti disse: Onora tuo
padre e tua madre, e chi maledice il padre e la madre sia messo a morte.
[11]Voi invece dicendo: Se uno dichiara al padre o alla madre: è Korbàn,
cioè offerta sacra, quello che ti sarebbe dovuto da me, [12]non gli
permettete più di fare nulla per il padre e la madre, [13]annullando
così la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose
simili ne fate molte». Insegnamento
sul puro e sull'impuro
[14]Chiamata
di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene: [15]non
c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono
invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo». [16]. [17]Quando
entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul
significato di quella parabola. [18]E disse loro: «Siete anche voi così
privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di
fuori non può contaminarlo, [19]perché non gli entra nel cuore ma nel
ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli
alimenti. [20]Quindi soggiunse: «Ciò che esce dall'uomo, questo sì
contamina l'uomo. [21]Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli
uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, [22]adultèri,
cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia,
stoltezza. [23]Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e
contaminano l'uomo». III.
VIAGGI DI GESU' FUORI DALLA GALILEA
Guarigione
della figlia di una Siro-fenicia
[24]Partito
di là, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in una casa,
voleva che nessuno lo sapesse, ma non potè restare nascosto. [25]Subito
una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo,
appena lo seppe, andò e si gettò ai suoi piedi. [26]Ora, quella donna
che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine
siro-fenicia. [27]Ed egli le disse: «Lascia prima che si sfamino i
figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». [28]Ma
essa replicò: «Sì, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano
delle briciole dei figli». [29]Allora le disse: «Per questa tua
parola và, il demonio è uscito da tua figlia». [30]Tornata
a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era andato. Guarigione
di un sordomuto
[31]Di
ritorno dalla regione di Tiro, passò per Sidone, dirigendosi verso il mare di
Galilea in pieno territorio della Decàpoli. [32]E gli condussero un
sordomuto, pregandolo di imporgli la mano. [33]E portandolo in disparte
lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò
la lingua; [34]guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e
disse: «Effatà» cioè: «Apriti!». [35]E subito gli si aprirono gli
orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. [36]E
comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo raccomandava, più essi
ne parlavano [37]e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni
cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!». Marco
- Capitolo 8
Seconda
moltiplicazione dei pani
[1]In
quei giorni, essendoci di nuovo molta folla che non aveva da mangiare, chiamò
a sé i discepoli e disse loro: [2]«Sento compassione di questa folla,
perché gia da tre giorni mi stanno dietro e non hanno da mangiare. [3]Se
li rimando digiuni alle proprie case, verranno meno per via; e alcuni di loro
vengono di lontano». [4]Gli risposero i discepoli: «E come si
potrebbe sfamarli di pane qui, in un deserto?». [5]E domandò loro: «Quanti
pani avete?». Gli dissero: «Sette». [6]Gesù ordinò alla folla di
sedersi per terra. Presi allora quei sette pani, rese grazie, li spezzò e li
diede ai discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla
folla. [7]Avevano anche pochi pesciolini; dopo aver pronunziata la
benedizione su di essi, disse di distribuire anche quelli. [8]Così
essi mangiarono e si saziarono; e portarono via sette sporte di pezzi
avanzati. [9]Erano circa quattromila. E li congedò. [10]Salì
poi sulla barca con i suoi discepoli e andò dalle parti di Dalmanùta. I
farisei domandano un segno dal cielo
[11]Allora
vennero i farisei e incominciarono a discutere con lui, chiedendogli un segno
dal cielo, per metterlo alla prova. [12]Ma egli, traendo un profondo
sospiro, disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi
dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione». [13]E
lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all'altra sponda. Il
lievito dei farisei e di Erode
[14]Ma
i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé
sulla barca che un pane solo. [15]Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate
attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». [16]E
quelli dicevano fra loro: «Non abbiamo pane». [17]Ma Gesù, accortosi
di questo, disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non intendete e
non capite ancora? Avete il cuore indurito? [18]Avete occhi e non
vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, [19]quando
ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete
portato via?». Gli dissero: «Dodici». [20]«E quando ho spezzato i
sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?».
Gli dissero: «Sette». [21]E disse loro: «Non capite ancora?». Guarigione
di un cieco a Betsaida
[22]Giunsero
a Betsàida, dove gli condussero un cieco pregandolo di toccarlo. [23]Allora
preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo
della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?».
[24]Quegli, alzando gli occhi, disse: «Vedo gli uomini, poiché vedo
come degli alberi che camminano». [25]Allora gli impose di nuovo le
mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza
ogni cosa. [26]E lo rimandò a casa dicendo: «Non entrare nemmeno nel
villaggio». Professione
di fede di Pietro
[27]Poi
Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di
Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli dicendo: «Chi dice la gente
che io sia?». [28]Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista, altri
poi Elia e altri uno dei profeti». [29]Ma egli replicò: «E voi chi
dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». [30]E
impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno. Primo
annunzio della passione
[31]E
cominciò a insegnar loro che il Figlio dell'uomo doveva molto soffrire, ed
essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire
ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare. [32]Gesù faceva questo
discorso apertamente. Allora Pietro lo prese in disparte, e si mise a
rimproverarlo. [33]Ma egli, voltatosi e guardando i discepoli,
rimproverò Pietro e gli disse: «Lungi da me, satana! Perché tu non pensi
secondo Dio, ma secondo gli uomini». Condizioni
per seguire Gesù
[34]Convocata
la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire
dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. [35]Perché
chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria
vita per causa mia e del vangelo, la salverà. [36]Che giova infatti
all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? [37]E
che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima? [38]Chi
si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera
e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà
nella gloria del Padre suo con gli angeli santi». Marco
- Capitolo 9
[1]E
diceva loro: «In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non
morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza». La
trasfigurazione
[2]Dopo
sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra
un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro
[3]e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio
sulla terra potrebbe renderle così bianche. [4]E apparve loro Elia con
Mosè e discorrevano con Gesù. [5]Prendendo allora la parola, Pietro
disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una
per te, una per Mosè e una per Elia!». [6]Non sapeva infatti che cosa
dire, poiché erano stati presi dallo spavento. [7]Poi si formò una
nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: «Questi è il
Figlio mio prediletto; ascoltatelo!». [8]E subito guardandosi attorno,
non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro. Domanda
su Elia
[9]Mentre
scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che
avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai
morti. [10]Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa
volesse dire risuscitare dai morti. [11]E lo interrogarono: «Perché
gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». [12]Egli rispose loro:
«Sì, prima viene Elia e ristabilisce ogni cosa; ma come sta scritto del
Figlio dell'uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato. [13]Orbene,
io vi dico che Elia è gia venuto, ma hanno fatto di lui quello che hanno
voluto, come sta scritto di lui». L'epilettico
indemoniato
[14]E
giunti presso i discepoli, li videro circondati da molta folla e da scribi che
discutevano con loro. [15]Tutta la folla, al vederlo, fu presa da
meraviglia e corse a salutarlo. [16]Ed egli li interrogò: «Di che
cosa discutete con loro?». [17]Gli rispose uno della folla: «Maestro,
ho portato da te mio figlio, posseduto da uno spirito muto. [18]Quando
lo afferra, lo getta al suolo ed egli schiuma, digrigna i denti e si
irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti».
[19]Egli allora in risposta, disse loro: «O generazione incredula!
Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da
me». [20]E glielo portarono. Alla vista di Gesù lo spirito scosse con
convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava spumando. [21]Gesù
interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose:
«Dall'infanzia; [22]anzi, spesso lo ha buttato persino nel fuoco e
nell'acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci».
[23]Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». [24]Il
padre del fanciullo rispose ad alta voce: «Credo, aiutami nella mia
incredulità». [25]Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò
lo spirito immondo dicendo: «Spirito muto e sordo, io te l'ordino, esci da
lui e non vi rientrare più». [26]E gridando e scuotendolo fortemente,
se ne uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «E'
morto». [27]Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò ed egli si alzò
in piedi. [28]Entrò
poi in una casa e i discepoli gli chiesero in privato: «Perché noi non
abbiamo potuto scacciarlo?». [29]Ed egli disse loro: «Questa specie
di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera». Secondo
annunzio della passione
[30]Partiti
di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. [31]Istruiva
infatti i suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell'uomo sta per esser
consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo
tre giorni, risusciterà». [32]Essi però non comprendevano queste
parole e avevano timore di chiedergli spiegazioni. Chi
è il più grande?
[33]Giunsero
intanto a Cafarnao. E quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate
discutendo lungo la via?». [34]Ed essi tacevano. Per la via infatti
avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. [35]Allora,
sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuol essere il primo, sia
l'ultimo di tutti e il servo di tutti». [36]E, preso un bambino, lo
pose in mezzo e abbracciandolo disse loro: [37]«Chi
accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non
accoglie me, ma colui che mi ha mandato». Uso
del nome di Gesù
[38]Giovanni
gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e
glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri». [39]Ma Gesù
disse: «Non glielo proibite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo
nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me. [40]Chi non è
contro di noi è per noi. Carità
verso i discepoli
[41]Chiunque
vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi
dico in verità che non perderà la sua ricompensa. Lo
scandalo
[42]Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare. [43]Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. [44]. [45]Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna. [46]. [47]Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna, [48]dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. [49]Perché ciascuno sarà salato con il fuoco. [50]Buona cosa il sale; ma se il sale diventa senza sapore, con che cosa lo salerete? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri». |
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Marco
- Capitolo 10
Questione
sul divorzio
[1]Partito
di là, si recò nel territorio della Giudea e oltre il Giordano. La
folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l'ammaestrava, come era
solito fare. [2]E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla
prova, gli domandarono: «E' lecito ad un marito ripudiare la propria
moglie?». [3]Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?».
[4]Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio
e di rimandarla». [5]Gesù disse loro: «Per la durezza del
vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. [6]Ma all'inizio
della creazione Dio li creò maschio e femmina; [7]per
questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne
sola. [8]Sicché non sono più due, ma una sola carne. [9]L'uomo
dunque non separi ciò che Dio ha congiunto». [10]Rientrati a
casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli
disse: [11]«Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra,
commette adulterio contro di lei; [12]se la donna ripudia il
marito e ne sposa un altro, commette adulterio». Gesù
e i bambini
[13]Gli
presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li
sgridavano. [14]Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro:
«Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a
chi è come loro appartiene il regno di Dio. [15]In verità vi
dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in
esso». [16]E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra
di loro li benediceva. L'uomo
ricco
[17]Mentre
usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi
in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo
fare per avere la vita eterna?». [18]Gesù gli disse: «Perché
mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. [19]Tu
conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non
rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre
e la madre». [20]Egli
allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla
mia giovinezza». [21]Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli
disse: «Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dàllo ai
poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». [22]Ma
egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché
aveva molti beni. Il
pericolo delle ricchezze
[23]Gesù,
volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto
difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!».
[24]I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù
riprese: «Figlioli, com'è difficile entrare nel regno di Dio! [25]E'
più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco
entri nel regno di Dio». [26]Essi, ancora più sbigottiti,
dicevano tra loro: «E chi mai si può salvare?». [27]Ma Gesù,
guardandoli, disse: «Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio!
Perché tutto è possibile presso Dio». Ricompensa
promessa alla rinuncia
[28]Pietro
allora gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo
seguito». [29]Gesù gli rispose: «In verità vi dico: non c'è
nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o
figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, [30]che non
riceva gia al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e
madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita
eterna. [31]E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi».
Terzo
annunzio della passione
[32]Mentre
erano in viaggio per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a
loro ed essi erano stupiti; coloro che venivano dietro erano pieni di
timore. Prendendo di nuovo in disparte i Dodici, cominciò a dir loro
quello che gli sarebbe accaduto: [33]«Ecco, noi saliamo a
Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e
agli scribi: lo condanneranno a morte, lo consegneranno ai pagani, [34]lo
scherniranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno;
ma dopo tre giorni risusciterà». La
domanda dei figli di Zebedeo
[35]E
gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli:
«Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo». [36]Egli
disse loro: «Cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: [37]«Concedici
di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
[38]Gesù disse loro: «Voi non sapete ciò che domandate. Potete
bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono
battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». [39]E Gesù disse:
«Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io
ricevo anche voi lo riceverete. [40]Ma sedere alla mia destra o
alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è
stato preparato». I
capi devono servire
[41]All'udire
questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. [42]Allora
Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che coloro che sono
ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su
di esse il potere. [43]Fra voi però non è così; ma chi vuol
essere grande tra voi si farà vostro servitore, [44]e chi vuol
essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. [45]Il Figlio
dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e
dare la propria vita in riscatto per molti». Il
cieco all'uscita di Gerico
[46]E
giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a
molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la
strada a mendicare. [47]Costui, al sentire che c'era Gesù
Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi
pietà di me!». [48]Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma
egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». [49]Allora
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». E chiamarono il cieco
dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!». [50]Egli, gettato
via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. [51]Allora Gesù
gli disse: «Che vuoi che io ti faccia?». E il cieco a lui: «Rabbunì,
che io riabbia la vista!». [52]E Gesù gli disse: «Và, la tua
fede ti ha salvato». E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo
per la strada. Marco
- Capitolo 11
IV.
IL MINISTERO DI GESU' A GERUSALEMME
Ingresso
messianico in Gerusalemme
[1]Quando
si avvicinarono a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il
monte degli Ulivi, mandò due dei suoi discepoli [2]e disse loro:
«Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e subito entrando in esso
troverete un asinello legato, sul quale nessuno è mai salito.
Scioglietelo e conducetelo. [3]E se qualcuno vi dirà: Perché
fate questo?, rispondete: Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui
subito». [4]Andarono e trovarono un asinello legato vicino a una
porta, fuori sulla strada, e lo sciolsero. [5]E alcuni dei
presenti però dissero loro: «Che cosa fate, sciogliendo questo
asinello?». [6]Ed essi risposero come aveva detto loro il
Signore. E li lasciarono fare. [7]Essi condussero l'asinello da
Gesù, e vi gettarono sopra i loro mantelli, ed egli vi montò sopra. [8]E
molti stendevano i propri mantelli sulla strada e altri delle fronde,
che avevano tagliate dai campi. [9]Quelli poi che andavano
innanzi, e quelli che venivano dietro gridavano: Osanna! [11]Ed
entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa
attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici diretto a Betània.
Il
fico sterile
[12]La
mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. [13]E
avendo visto di lontano un fico che aveva delle foglie, si avvicinò per
vedere se mai vi trovasse qualche cosa; ma giuntovi sotto, non trovò
altro che foglie. Non era infatti quella la stagione dei fichi. [14]E
gli disse: «Nessuno possa mai più mangiare i tuoi frutti». E i
discepoli l'udirono. I
venditori cacciati dal tempio
[15]Andarono
intanto a Gerusalemme. Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli
che vendevano e comperavano nel tempio; rovesciò i tavoli dei
cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe [16]e non
permetteva che si portassero cose attraverso il tempio. [17]Ed
insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: La
mia casa sarà chiamata [18]L'udirono
i sommi sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire.
Avevano infatti paura di lui, perché tutto il popolo era ammirato del
suo insegnamento. [19]Quando venne la sera uscirono dalla città.
Il
fico seccato. Fede e preghiera
[20]La
mattina seguente, passando, videro il fico seccato fin dalle radici. [21]Allora
Pietro, ricordatosi, gli disse: «Maestro, guarda: il fico che hai
maledetto si è seccato». [22]Gesù allora disse loro: «Abbiate
fede in Dio! [23]In verità vi dico: chi dicesse a questo monte:
Lèvati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che
quanto dice avverrà, ciò gli sarà accordato. [24]Per questo vi
dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo
ottenuto e vi sarà accordato. [25]Quando vi mettete a pregare,
se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre
vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati». [26]. Obiezione
dei Giudei sull'autorità di Gesù
[27]Andarono
di nuovo a Gerusalemme. E mentre egli si aggirava per il tempio, gli si
avvicinarono i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: [28]«Con
quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l'autorità di farlo?».
[29]Ma Gesù disse loro: «Vi farò anch'io una domanda e, se mi
risponderete, vi dirò con quale potere lo faccio. [30]Il
battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». [31]Ed
essi discutevano tra sé dicendo: «Se rispondiamo "dal
cielo", dirà: Perché allora non gli avete creduto? [32]Diciamo
dunque "dagli uomini"?». Però temevano la folla, perché
tutti consideravano Giovanni come un vero profeta. [33]Allora
diedero a Gesù questa risposta: «Non sappiamo». E Gesù disse loro:
«Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose». Marco
- Capitolo 12
Parabola
dei vignaioli omicidi
[1]Gesù
si mise a parlare loro in parabole: «Un uomo piantò una vigna, vi
pose attorno una siepe, scavò un torchio, costruì una torre, poi
la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andò lontano. [2]A
suo tempo inviò un servo a ritirare da quei vignaioli i frutti della
vigna. [3]Ma essi, afferratolo, lo bastonarono e lo rimandarono a
mani vuote. [4]Inviò loro di nuovo un altro servo: anche quello
lo picchiarono sulla testa e lo coprirono di insulti. [5]Ne inviò
ancora un altro, e questo lo uccisero; e di molti altri, che egli ancora
mandò, alcuni li bastonarono, altri li uccisero. [6]Aveva ancora
uno, il figlio prediletto: lo inviò loro per ultimo, dicendo: Avranno
rispetto per mio figlio! [7]Ma quei vignaioli dissero tra di
loro: Questi è l'erede; su, uccidiamolo e l'eredità sarà nostra. [8]E
afferratolo, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. [9]Che
cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e sterminerà quei
vignaioli e darà la vigna ad altri. [10]Non avete forse letto
questa Scrittura: La
pietra che i costruttori hanno scartata [12]Allora
cercarono di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito
infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. E, lasciatolo,
se ne andarono. Il
tributo a Cesare
[13]Gli
mandarono però alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nel
discorso. [14]E venuti, quelli gli dissero: «Maestro, sappiamo
che sei veritiero e non ti curi di nessuno; infatti non guardi in faccia
agli uomini, ma secondo verità insegni la via di Dio. E' lecito o no
dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?». [15]Ma egli,
conoscendo la loro ipocrisia, disse: «Perché mi tentate? Portatemi un
denaro perché io lo veda». [16]Ed essi glielo portarono. Allora
disse loro: «Di chi è questa immagine e l'iscrizione?». Gli
risposero: «Di Cesare». [17]Gesù disse loro: «Rendete a
Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». E rimasero
ammirati di lui. La
risurrezione dei morti
[18]Vennero
a lui dei sadducei, i quali dicono che non c'è risurrezione, e lo
interrogarono dicendo: [19]«Maestro, Mosè ci ha lasciato
scritto che se muore il fratello di uno e lascia la moglie senza
figli, il fratello ne prenda la moglie per dare discendenti al fratello.
[20]C'erano sette fratelli: il primo prese moglie e morì senza
lasciare discendenza; [21]allora la prese il secondo, ma morì
senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, [22]e nessuno
dei sette lasciò discendenza. Infine, dopo tutti, morì anche la donna.
[23]Nella risurrezione, quando risorgeranno, a chi di loro
apparterrà la donna? Poiché in sette l'hanno avuta come moglie». [24]Rispose
loro Gesù: «Non siete voi forse in errore dal momento che non
conoscete le Scritture, né la potenza di Dio? [25]Quando
risusciteranno dai morti, infatti, non prenderanno moglie né marito, ma
saranno come angeli nei cieli. [26]A riguardo poi dei morti che
devono risorgere, non avete letto nel libro di Mosè, a proposito del
roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio
di Isacco e di Giacobbe? [27]Non è un Dio dei morti ma dei
viventi! Voi siete in grande errore». Il
primo comandamento
[28]Allora
si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come
aveva loro ben risposto, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i
comandamenti?». [29]Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta,
Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; [30]amerai
dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua
mente e con tutta la tua forza. [31]E il secondo è
questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro
comandamento più importante di questi». [32]Allora lo scriba
gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico
e non v'è altri all'infuori di lui; [33]amarlo con tutto
il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare
il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i
sacrifici». [34]Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente,
gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il
coraggio di interrogarlo. Il
Cristo, figlio e Signore di Davide
[35]Gesù
continuava a parlare, insegnando nel tempio: «Come mai dicono gli
scribi che il Messia è figlio di Davide? [36]Davide stesso
infatti ha detto, mosso dallo Spirito Santo: Disse
il Signore al mio Signore: [37]Davide
stesso lo chiama Signore: come dunque può essere suo figlio?». E la
numerosa folla lo ascoltava volentieri. Gli
scribi giudicati da Gesù
[38]Diceva
loro mentre insegnava: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare
in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, [39]avere i primi
seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. [40]Divorano
le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi
riceveranno una condanna più grave». L'obolo
della vedova
[41]E
sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel
tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. [42]Ma venuta una
povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino. [43]Allora,
chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa
vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. [44]Poiché
tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi
ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere». Marco
- Capitolo 13
Discorso
escatologico. Introduzione
[1]Mentre
usciva dal tempio, un discepolo gli disse: «Maestro, guarda che pietre
e che costruzioni!». [2]Gesù gli rispose: «Vedi queste grandi
costruzioni? Non rimarrà qui pietra su pietra, che non sia distrutta».
[3]Mentre era seduto sul monte degli Ulivi, di fronte al tempio,
Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: [4]«Dicci,
quando accadrà questo, e quale sarà il segno che tutte queste cose
staranno per compiersi?». L'inizio
dei dolori
[5]Gesù
si mise a dire loro: «Guardate che nessuno v'inganni! [6]Molti
verranno in mio nome, dicendo: "Sono io", e inganneranno
molti. [7]E quando sentirete parlare di guerre, non allarmatevi;
bisogna infatti che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine. [8]Si
leverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno
terremoti sulla terra e vi saranno carestie. Questo sarà il principio
dei dolori. [9]Ma
voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi
nelle sinagoghe, comparirete davanti a governatori e re a causa mia, per
render testimonianza davanti a loro. [10]Ma prima è necessario
che il vangelo sia proclamato a tutte le genti. [11]E quando vi
condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi di ciò che dovrete
dire, ma dite ciò che in quell'ora vi sarà dato: poiché non siete voi
a parlare, ma lo Spirito Santo. [12]Il fratello consegnerà a
morte il fratello, il padre il figlio e i figli insorgeranno contro i
genitori e li metteranno a morte. [13]Voi sarete odiati da tutti
a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà
salvato. La
grande tribolazione di Gerusalemme
[14]Quando
vedrete l'abominio della desolazione stare là dove non conviene,
chi legge capisca, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai
monti; [15]chi si trova sulla terrazza non scenda per entrare a
prender qualcosa nella sua casa; [16]chi è nel campo non torni
indietro a prendersi il mantello. [17]Guai alle donne incinte e a
quelle che allatteranno in quei giorni! [18]Pregate che ciò non
accada d'inverno; [19]perché quei giorni saranno una
tribolazione, quale non è mai stata dall'inizio della creazione,
fatta da Dio, fino al presente, né mai vi sarà. [20]Se
il Signore non abbreviasse quei giorni, nessun uomo si salverebbe. Ma a
motivo degli eletti che si è scelto ha abbreviato quei giorni. [21]Allora,
dunque, se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui, ecco è là",
non ci credete; [22]perché sorgeranno falsi cristi e falsi
profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile,
anche gli eletti. [23]Voi però state attenti! Io vi ho predetto
tutto. Manifestazione
gloriosa del Figlio dell'uomo
[24]In
quei giorni, dopo quella tribolazione, il
sole si oscurerà [26]Allora
vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza
e gloria. [27]Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi
eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità
del cielo. Parabola
del fico
[28] |