|
ParrocchiaCarpaneto.com |
|
La Sacra Bibbia - CEI Il Nuovo Testamento |
|
La Sacra Bibbia - Vangeli sinottici Vangelo di Matteo |
|
|
|
Capitoli |
|
Matteo
- Capitolo 1 I. NASCITA E INFANZIA DI GESU'
Ascendenti
di Gesù
[1]Genealogia
di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. [2]Abramo
generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi
fratelli, [3]Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò
Esròm, Esròm generò Aram, [4]Aram generò Aminadàb, Aminadàb
generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn, [5]Salmòn generò
Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, [6]Iesse
generò il re Davide. Davide
generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, [7]Salomone
generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asàf, [8]Asàf
generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, [9]Ozia
generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia, [10]Ezechia
generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, [11]Giosia
generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in
Babilonia. [12]Dopo
la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò
Zorobabèle, [13]Zorobabèle generò Abiùd, Abiùd generò Elìacim,
Elìacim generò Azor, [14]Azor generò Sadoc, Sadoc generò
Achim, Achim generò Eliùd, [15]Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar
generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, [16]Giacobbe generò
Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo. [17]La
somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di
quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di
quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di
quattordici. Giuseppe
assume la paternità legale di Gesù
[18]Ecco
come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo
promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò
incinta per opera dello Spirito Santo. [19]Giuseppe suo sposo,
che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in
segreto. [20]Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che
gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe,
figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché
quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. [21]Essa
partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il
suo popolo dai suoi peccati». [22]Tutto
questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore
per mezzo del profeta: [23]Ecco,
la vergine concepirà e partorirà un figlio che
significa Dio con noi. [24]Destatosi dal sonno, Giuseppe
fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua
sposa, [25]la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un
figlio, che egli chiamò Gesù. Matteo
- Capitolo 2
La
visita dei Magi
[1]Gesù
nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero
da oriente a Gerusalemme e domandavano: [2]«Dov'è il re dei
Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti
per adorarlo». [3]All'udire queste parole, il re Erode restò
turbato e con lui tutta Gerusalemme. [4]Riuniti tutti i sommi
sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui
doveva nascere il Messia. [5]Gli risposero: «A Betlemme di
Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: [6]E
tu, Betlemme,
terra di Giuda, [7]Allora
Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro
il tempo in cui era apparsa la stella [8]e li inviò a Betlemme
esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando
l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo». [9]Udite
le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto
nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo
dove si trovava il bambino. [10]Al vedere la stella, essi
provarono una grandissima gioia. [11]Entrati nella casa, videro
il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono
i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. [12]Avvertiti
poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno
al loro paese. Fuga
in Egitto e strage degli innocenti
[13]Essi
erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a
Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e
fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode
sta cercando il bambino per ucciderlo». [14]Giuseppe,
destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in
Egitto, [15]dove rimase fino alla morte di Erode, perché si
adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto
ho chiamato il mio figlio. [16]Erode,
accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad
uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni
in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. [17]Allora
si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: [18]Un
grido è stato udito in Rama, Ritorno
dall'Egitto e dimora a Nàzaret
[19]Morto
Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto [20]e
gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e và nel
paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del
bambino». [21]Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua
madre, ed entrò nel paese d'Israele. [22]Avendo però saputo che
era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di
andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea [23]e,
appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perché
si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: «Sarà chiamato
Nazareno». Matteo
- Capitolo 3
II. LA PROMULGAZIONE DEL REGNO DEI CIELI
1. SEZIONE NARRATIVA
Predicazione
di Giovanni Battista
[1]In
quei giorni comparve Giovanni il Battista a predicare nel deserto della
Giudea, [2]dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è
vicino!». [3]Egli
è colui che fu annunziato dal profeta Isaia quando disse: Voce
di uno che grida nel deserto: [4]Giovanni
portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai
fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico. [5]Allora
accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona
adiacente il Giordano; [6]e, confessando i loro peccati, si
facevano battezzare da lui nel fiume Giordano. [7]Vedendo
però molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza
di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all'ira imminente? [8]Fate
dunque frutti degni di conversione, [9]e non crediate di poter
dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio può far sorgere
figli di Abramo da queste pietre. [10]Gia la scure è posta alla
radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene
tagliato e gettato nel fuoco. [11]Io vi battezzo con acqua per la
conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io
non son degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in
Spirito santo e fuoco. [12]Egli ha in mano il ventilabro, pulirà
la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula
con un fuoco inestinguibile». Battesimo
di Gesù
[13]In
quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi
battezzare da lui. [14]Giovanni però voleva impedirglielo,
dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?».
[15]Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene
che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni acconsentì. [16]Appena
battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli
vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. [17]Ed
ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio
prediletto, nel quale mi sono compiaciuto». Matteo
- Capitolo 4
Tentazione
nel deserto
[1]Allora
Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal
diavolo. [2]E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta
notti, ebbe fame. [3]Il tentatore allora gli si accostò e gli
disse: «Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane». [4]Ma
egli rispose: «Sta scritto: Non
di solo pane vivrà l'uomo, [5]Allora
il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul
pinnacolo del tempio [6]e gli disse: «Se sei Figlio di Dio,
gettati giù, poiché sta scritto: Ai
suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, [7]Gesù
gli rispose: «Sta scritto anche: Non
tentare il Signore Dio tuo».
[8]Di
nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli
mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: [9]«Tutte
queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai». [10]Ma
Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto: Adora
il Signore Dio tuo [11]Allora
il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano. Ritorno
in Galilea
[12]Avendo
intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella
Galilea [13]e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao,
presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, [14]perché
si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: [15]Il
paese di Zàbulon e il paese di Nèftali, [17]Da
allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il
regno dei cieli è vicino». Chiamata
dei primi quattro discepoli
[18]Mentre
camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato
Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché
erano pescatori. [19]E
disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». [20]Ed
essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. [21]Andando oltre,
vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello,
che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti;
e li chiamò. [22]Ed essi subito, lasciata la barca e il padre,
lo seguirono. Gesù
insegna e guarisce
[23]Gesù
andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e
predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e
di infermità nel popolo. [24]La sua fama si sparse per tutta la
Siria e così condussero a lui tutti i malati, tormentati da varie
malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li
guariva. [25]E grandi folle cominciarono a seguirlo dalla
Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il
Giordano. Matteo
- Capitolo 5
2. DISCORSO EVANGELICO
Le
beatitudini
[1]Vedendo
le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si
avvicinarono i suoi discepoli. [2]Prendendo allora la parola, li
ammaestrava dicendo: [3]«Beati
i poveri in spirito, [11]Beati
voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni
sorta di male contro di voi per causa mia. [12]Rallegratevi ed
esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così
infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. Sale
della terra e luce del mondo
[13]Voi
siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che
cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere
gettato via e calpestato dagli uomini. [14]Voi
siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata
sopra un monte, [15]né si accende una lucerna per metterla sotto
il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che
sono nella casa. [16]Così risplenda la vostra luce davanti agli
uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro
Padre che è nei cieli. Il
compimento della legge
[17]Non
pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son
venuto per abolire, ma per dare compimento. [18]In verità vi
dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà
neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. [19]Chi
dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e
insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel
regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini,
sarà considerato grande nel regno dei cieli. La
nuova giustizia superiore all'antica
[20]Poiché
io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e
dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. [21]Avete
inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso
sarà sottoposto a giudizio. [22]Ma io vi dico: chiunque si adira
con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al
fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo,
sarà sottoposto al fuoco della Geenna. [23]Se
dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo
fratello ha qualche cosa contro di te, [24]lascia lì il tuo dono
davanti all'altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi
torna ad offrire il tuo dono. [25]Mettiti
presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché
l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu
venga gettato in prigione. [26]In verità ti dico: non uscirai di
là finché tu non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo! [27]Avete
inteso che fu detto: Non commettere adulterio; [28]ma io
vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gia commesso
adulterio con lei nel suo cuore. [29]Se
il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via
da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il
tuo corpo venga gettato nella Geenna. [30]E se la tua mano destra
ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che
perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a
finire nella Geenna. [31]Fu
pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto di ripudio;
[32]ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso
di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque sposa una ripudiata,
commette adulterio. [33]Avete
anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi
con il Signore i tuoi giuramenti; [34]ma io vi dico: non
giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio;
[35]né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi
piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran
re. [36]Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai
il potere di rendere bianco o nero un solo capello. [37]Sia
invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.
[38]Avete
inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; [39]ma
io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la
guanciadestra, tu porgigli anche l'altra; [40]e a chi ti vuol
chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il
mantello. [41]E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne
con lui due. [42]Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un
prestito non volgere le spalle. [43]Avete
inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo
nemico; [44]ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i
vostri persecutori, [45]perché siate figli del Padre vostro
celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e
fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. [46]Infatti se
amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche
i pubblicani? [47]E se date il saluto soltanto ai vostri
fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i
pagani? [48]Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre
vostro celeste. Matteo
- Capitolo 6
Fare
l'elemosina in segreto
[1]Guardatevi
dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da
loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro
che è nei cieli. [2]Quando dunque fai l'elemosina, non suonare
la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle
strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia
ricevuto la loro ricompensa. [3]Quando invece tu fai l'elemosina,
non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, [4]perché
la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti
ricompenserà. Pregare
in segreto
[5]Quando
pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti
nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli
uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. [6]Tu
invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega
il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti
ricompenserà. La
vera preghiera. Il Pater
[7]Pregando
poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire
ascoltati a forza di parole. [8]Non siate dunque come loro, perché
il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele
chiediate. [9]Voi dunque pregate così: Padre
nostro che sei nei cieli, [14]Se
voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro
celeste perdonerà anche a voi; [15]ma se voi non perdonerete
agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe. Digiunare
in segreto
[16]E
quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che
si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In
verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. [17]Tu
invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, [18]perché
la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto;
e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Il
vero tesoro
[19]Non
accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove
ladri scassinano e rubano; [20]accumulatevi invece tesori nel
cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non
scassinano e non rubano. [21]Perché là dov'è il tuo tesoro,
sarà anche il tuo cuore. L'occhio
lucerna del corpo
[22]La
lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto
il tuo corpo sarà nella luce; [23]ma se il tuo occhio è malato,
tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è
tenebra, quanto grande sarà la tenebra! Dio
e il denaro
[24]Nessuno
può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà
l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona. Abbandonarsi
alla Provvidenza
[25]Perciò
vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o
berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la
vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? [26]Guardate
gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei
granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse
più di loro? [27]E chi di voi, per quanto si dia da fare, può
aggiungere un'ora sola alla sua vita? [28]E perché vi affannate
per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano
e non filano. [29]Eppure io vi dico che neanche Salomone, con
tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. [30]Ora se Dio
veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel
forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? [31]Non
affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che
cosa indosseremo? [32]Di tutte queste cose si preoccupano i
pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. [33]Cercate
prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno
date in aggiunta. [34]Non affannatevi dunque per il domani, perché
il domani avrà gia le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua
pena. Matteo
- Capitolo 7
Non
giudicare
[1]Non
giudicate, per non essere giudicati; [2]perché col giudizio con
cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate
sarete misurati. [3]Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del
tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? [4]O
come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal
tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? [5]Ipocrita,
togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la
pagliuzza dall'occhio del tuo fratello. Non
profanare le cose sante
[6]Non
date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai
porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per
sbranarvi. Efficacia
della preghiera
[7]Chiedete
e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; [8]perché
chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. [9]Chi
tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? [10]O
se gli chiede un pesce, darà una serpe? [11]Se voi dunque che
siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il
Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele
domandano! La
regola d'oro
[12]Tutto
quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro:
questa infatti è la Legge ed i Profeti. Le
due vie
[13]Entrate
per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che
conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; [14]quanto
stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e
quanto pochi sono quelli che la trovano! I
falsi profeti
[15]Guardatevi
dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son
lupi rapaci. [16]Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie
forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? [17]Così ogni albero
buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi;
[18]un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un
albero cattivo produrre frutti buoni. [19]Ogni albero che non
produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. [20]Dai
loro frutti dunque li potrete riconoscere. I
veri discepoli
[21]Non
chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma
colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. [22]Molti
mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato
nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli
nel tuo nome? [23]Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai
conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. [24]Perciò
chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un
uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. [25]Cadde
la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su
quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. [26]Chiunque
ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo
stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. [27]Cadde la
pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su
quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande». Stupore
della folla
[28]Quando
Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo
insegnamento: [29]egli infatti insegnava loro come uno che ha
autorità e non come i loro scribi. Matteo
- Capitolo 8
III. LA PREDICAZIONE DEL REGNO DEI CIELI
1. SEZIONE NARRATIVA: DIECI MIRACOLI
Guarigione
di un lebbroso
[1]Quando
Gesù fu sceso dal monte, molta folla lo seguiva. [2]Ed ecco
venire un lebbroso e prostrarsi a lui dicendo: «Signore, se vuoi, tu
puoi sanarmi». [3]E Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: «Lo
voglio, sii sanato». E subito la sua lebbra scomparve. [4]Poi
Gesù gli disse: «Guardati dal dirlo a qualcuno, ma và a mostrarti al
sacerdote e presenta l'offerta prescritta da Mosè, e ciò serva come
testimonianza per loro». Guarigione
del servo del centurione
[5]Entrato
in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava: [6]«Signore,
il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente». [7]Gesù
gli rispose: «Io verrò e lo curerò». [8]Ma il centurione
riprese: «Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì
soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. [9]Perché
anch'io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Fà
questo, ed egli lo fa». [10]All'udire
ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: «In verità
vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande. [11]Ora
vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a
mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, [12]mentre
i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto
e stridore di denti». [13]E Gesù disse al centurione: «Và, e
sia fatto secondo la tua fede». In quell'istante il servo guarì. Guarigione
della suocera di Pietro
[14]Entrato
Gesù nella casa di Pietro, vide la suocera di lui che giaceva a letto
con la febbre. [15]Le toccò la mano e la febbre scomparve; poi
essa si alzò e si mise a servirlo. Varie
guarigioni
[16]Venuta
la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti
con la sua parola e guarì tutti i malati, [17]perché si
adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Egli
ha preso le nostre infermità Esigenze
della vocazione apostolica
[18]Vedendo
Gesù una gran folla intorno a sé, ordinò di passare all'altra riva. [19]Allora
uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, io ti seguirò dovunque
tu andrai». [20]Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane
e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove
posare il capo». [21]E
un altro dei discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andar prima a
seppellire mio padre». [22]Ma Gesù gli rispose: «Seguimi e
lascia i morti seppellire i loro morti». La
tempesta sedata
[23]Essendo
poi salito su una barca, i suoi discepoli lo seguirono. [24]Ed
ecco scatenarsi nel mare una tempesta così violenta che la barca era
ricoperta dalle onde; ed egli dormiva. [25]Allora, accostatisi a
lui, lo svegliarono dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». [26]Ed
egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?» Quindi
levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia. [27]I
presenti furono presi da stupore e dicevano: «Chi è mai costui al
quale i venti e il mare obbediscono?». Gli
indemoniati gadareni
[28]Giunto
all'altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai
sepolcri, gli vennero incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva
più passare per quella strada. [29]Cominciarono a gridare: «Che
cosa abbiamo noi in comune con te, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima
del tempo a tormentarci?». [30]A
qualche distanza da loro c'era una numerosa mandria di porci a
pascolare; [31]e i demòni presero a scongiurarlo dicendo: «Se
ci scacci, mandaci in quella mandria». [32]Egli disse loro: «Andate!».
Ed essi, usciti dai corpi degli uomini, entrarono in quelli dei porci:
ed ecco tutta la mandria si precipitò dal dirupo nel mare e perì nei
flutti. [33]I mandriani allora fuggirono ed entrati in città
raccontarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati. [34]Tutta la
città allora uscì incontro a Gesù e, vistolo, lo pregarono che si
allontanasse dal loro territorio. Matteo
- Capitolo 9
Guarigione
di un paralitico
[1]Salito
su una barca, Gesù passò all'altra riva e giunse nella sua città. [2]Ed
ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Gesù, vista la
loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i
tuoi peccati». [3]Allora alcuni scribi cominciarono a pensare:
«Costui bestemmia». [4]Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri,
disse: «Perché mai pensate cose malvagie nel vostro cuore? [5]Che
cosa dunque è più facile, dire: Ti sono rimessi i peccati, o dire:
Alzati e cammina? [6]Ora, perché sappiate che il Figlio
dell'uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati, disse
allora il paralitico, prendi il tuo letto e và a casa tua». [7]Ed
egli si alzò e andò a casa sua. [8]A quella vista, la folla fu
presa da timore e rese gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli
uomini. Chiamata
di Matteo
[9]Andando
via di là, Gesù vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato
Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Pasto
con i peccatori
[10]Mentre
Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e
peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli. [11]Vedendo
ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro
mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». [12]Gesù li udì
e disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. [13]Andate
dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non
sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i
peccatori». Discussione
sul digiuno
[14]Allora
gli si accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché,
mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?». [15]E
Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto
mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà
loro tolto e allora digiuneranno. [16]Nessuno
mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il
rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore. [17]Né
si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il
vino si versa e gli otri van perduti. Ma si versa vino nuovo in otri
nuovi, e così l'uno e gli altri si conservano». Guarigione
dell'emorroissa e risurrezione della figlia di un capo
[18]Mentre
diceva loro queste cose, giunse uno dei capi che gli si prostrò innanzi
e gli disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua
mano sopra di lei ed essa vivrà». [19]Alzatosi, Gesù lo
seguiva con i suoi discepoli. [20]Ed
ecco una donna, che soffriva d'emorragia da dodici anni, gli si accostò
alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. [21]Pensava
infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò
guarita». [22]Gesù, voltatosi, la vide e disse: «Coraggio,
figliola, la tua fede ti ha guarita». E in quell'istante la donna guarì.
[23]Arrivato
poi Gesù nella casa del capo e veduti i flautisti e la gente in
agitazione, disse: [24]«Ritiratevi, perché la fanciulla non è
morta, ma dorme». Quelli si misero a deriderlo. [25]Ma dopo che
fu cacciata via la gente egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si
alzò. [26]E se ne sparse la fama in tutta quella regione. Guarigione
di due ciechi
[27]Mentre
Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguivano urlando: «Figlio
di Davide, abbi pietà di noi». [28]Entrato in casa, i ciechi
gli si accostarono, e Gesù disse loro: «Credete voi che io possa fare
questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!». [29]Allora toccò
loro gli occhi e disse: «Sia fatto a voi secondo la vostra fede». [30]E
si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate
che nessuno lo sappia!». [31]Ma essi, appena usciti, ne sparsero
la fama in tutta quella regione. Guarigione
di un muto indemoniato
[32]Usciti
costoro, gli presentarono un muto indemoniato. [33]Scacciato il
demonio, quel muto cominciò a parlare e la folla presa da stupore
diceva: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». [34]Ma
i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei
demòni». Miseria
delle folle
[35]Gesù
andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro
sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e
infermità. [36]Vedendo le folle ne sentì compassione, perché
erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore. [37]Allora
disse ai suoi discepoli: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi! [38]Pregate
dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!». Matteo
- Capitolo 10
2. DISCORSO APOSTOLICO
Missione
dei Dodici
[1]Chiamati
a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti
immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d'infermità. [2]I
nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea,
suo fratello; Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, [3]Filippo
e Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo e Taddeo,
[4]Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, che poi lo tradì. [5]Questi
dodici Gesù li inviò dopo averli così istruiti: «Non
andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; [6]rivolgetevi
piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. [7]E strada
facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. [8]Guarite
gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. [9]Non
procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, [10]né
bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché
l'operaio ha diritto al suo nutrimento. [11]In
qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche
persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza. [12]Entrando
nella casa, rivolgetele il saluto. [13]Se quella casa ne sarà
degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la
vostra pace ritorni a voi. [14]Se qualcuno poi non vi accoglierà
e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da
quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi. [15]In
verità vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sòdoma e Gomorra
avrà una sorte più sopportabile di quella città. I
missionari saranno perseguitati
[16]Ecco:
io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i
serpenti e semplici come le colombe. [17]Guardatevi dagli uomini,
perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro
sinagoghe; [18]e sarete condotti davanti ai governatori e ai re
per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. [19]E
quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di
che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò
che dovrete dire: [20]non siete infatti voi a parlare, ma è lo
Spirito del Padre vostro che parla in voi. [21]Il
fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli
insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. [22]E sarete
odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine
sarà salvato. [23]Quando vi perseguiteranno in una città,
fuggite in un'altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere
le città di Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo. [24]Un
discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo
padrone; [25]è sufficiente per il discepolo essere come il suo
maestro e per il servo come il suo padrone. Se hanno chiamato Beelzebùl
il padrone di casa, quanto più i suoi familiari! Parlare
apertamente e senza timore
[26]Non
li temete dunque, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba
essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. [27]Quello
che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate
all'orecchio predicatelo sui tetti. [28]E non abbiate paura di
quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima;
temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il
corpo nella Geenna. [29]Due passeri non si vendono forse per un
soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre
vostro lo voglia. [30]Quanto
a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; [31]non
abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri! [32]Chi
dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò
davanti al Padre mio che è nei cieli; [33]chi invece mi
rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre
mio che è nei cieli. Gesù
causa di dissensi
[34]Non
crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a
portare pace, ma una spada. [35]Sono venuto infatti a separare il
figlio dal padre, la figlia dalla madre, Rinnegarsi
per seguire Gesù
[37]Chi
ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio
o la figlia più di me non è degno di me; [38]chi non prende la
sua croce e non mi segue, non è degno di me. [39]Chi avrà
trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per
causa mia, la troverà. Conclusione
del discorso apostolico
[40]Chi
accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha
mandato. [41]Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la
ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la
ricompensa del giusto. [42]E chi avrà dato anche solo un
bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio
discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». Matteo
- Capitolo 11
IV. IL MISTERO DEL REGNO DEI CIELI
1. SEZIONE NARRATIVA
[1]Quando
Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli,
partì di là per insegnare e predicare nelle loro città. Domanda
di Giovanni Battista e testimonianza che gli rende Gesù
[2]Giovanni
intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del
Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: [3]«Sei tu
colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?». [4]Gesù
rispose: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: [5]I
ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono
guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri
è predicata la buona novella, [6]e beato colui che non si
scandalizza di me». [7]Mentre questi se ne andavano, Gesù si
mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere
nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? [8]Che cosa dunque
siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che
portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re! [9]E allora, che
cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un
profeta. [10]Egli è colui, del quale sta scritto: Ecco,
io mando davanti a te il mio messaggero [11]In
verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di
Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più
grande di lui. [12]Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad
ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne
impadroniscono. [13]La Legge e tutti i Profeti infatti hanno
profetato fino a Giovanni. [14]E se lo volete accettare, egli è
quell'Elia che deve venire. [15]Chi ha orecchi intenda. Giudizio
di Gesù sulla sua generazione
[16]Ma
a chi paragonerò io questa generazione? Essa è simile a quei fanciulli
seduti sulle piazze che si rivolgono agli altri compagni e dicono: [17]Vi
abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, [18]E'
venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e hanno detto: Ha un
demonio. [19]E' venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e
dicono: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei
peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere». Sventura
alle città delle sponde del lago
[20]Allora
si mise a rimproverare le città nelle quali aveva compiuto il maggior
numero di miracoli, perché non si erano convertite: [21]«Guai a
te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché, se a Tiro e a Sidone fossero
stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, gia da
tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere. [22]Ebbene
io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte
meno dura della vostra. [23]E tu, Cafarnao, sarai
forse innalzata fino al cielo? Perché,
se in Sòdoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora
essa esisterebbe! [24]Ebbene io vi dico: Nel giorno del giudizio
avrà una sorte meno dura della tua!». IL
VANGELO RIVELATO AI SEMPLICI.
Il
Padre e il Figlio
[25]In
quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e
della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli
intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. [26]Sì, o Padre,
perché così è piaciuto a te. [27]Tutto mi è stato dato dal
Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce
il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
Gesù
Signore dal giogo leggero
[28]Venite
a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. [29]Prendete
il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di
cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. [30]Il mio
giogo infatti è dolce e il mio carico leggero». Matteo
- Capitolo 12
Le
spighe strappate
[1]In
quel tempo Gesù passò tra le messi in giorno di sabato, e i suoi
discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere spighe e le mangiavano. [2]Ciò
vedendo, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo
quello che non è lecito fare in giorno di sabato». [3]Ed egli
rispose: «Non avete letto quello che fece Davide quando ebbe fame
insieme ai suoi compagni? [4]Come entrò nella casa di Dio e
mangiarono i pani dell'offerta, che non era lecito mangiare né a lui né
ai suoi compagni, ma solo ai sacerdoti? [5]O non avete letto
nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio infrangono
il sabato e tuttavia sono senza colpa? [6]Ora io vi dico che qui
c'è qualcosa più grande del tempio. [7]Se aveste compreso che
cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non
avreste condannato individui senza colpa. [8]Perché il Figlio
dell'uomo è signore del sabato». Guarigione
di un uomo dalla mano inaridita
[9]Allontanatosi
di là, andò nella loro sinagoga. [10]Ed ecco, c'era un uomo che
aveva una mano inaridita, ed essi chiesero a Gesù: «E' permesso curare
di sabato?». Dicevano ciò per accusarlo. [11]Ed egli disse
loro: «Chi tra voi, avendo una pecora, se questa gli cade di sabato in
una fossa, non l'afferra e la tira fuori? [12]Ora, quanto è più
prezioso un uomo di una pecora! Perciò è permesso fare del bene anche
di sabato». [13]E rivolto all'uomo, gli disse: «Stendi la mano».
Egli la stese, e quella ritornò sana come l'altra. [14]I farisei
però, usciti, tennero consiglio contro di lui per toglierlo di mezzo. Gesù
è il "servo del Signore"
[15]Ma
Gesù, saputolo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli guarì
tutti, [16]ordinando loro di non divulgarlo, [17]perché
si adempisse ciò che era stato detto dal profeta Isaia: [18]Ecco
il mio servo che io ho scelto; Gesù
e Beelzebùl
[22]In
quel tempo gli fu portato un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì,
sicché il muto parlava e vedeva. [23]E tutta la folla era
sbalordita e diceva: «Non è forse costui il figlio di Davide?». [24]Ma
i farisei, udendo questo, presero a dire: «Costui scaccia i demòni in
nome di Beelzebùl, principe dei demòni». [25]Ma
egli, conosciuto il loro pensiero, disse loro: «Ogni regno discorde
cade in rovina e nessuna città o famiglia discorde può reggersi. [26]Ora,
se satana scaccia satana, egli è discorde con se stesso; come potrà
dunque reggersi il suo regno? [27]E se io scaccio i demòni in
nome di Beelzebùl, i vostri figli in nome di chi li scacciano? Per
questo loro stessi saranno i vostri giudici. [28]Ma se io scaccio
i demòni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il
regno di Dio. [29]Come potrebbe uno penetrare nella casa
dell'uomo forte e rapirgli le sue cose, se prima non lo lega? Allora
soltanto gli potrà saccheggiare la casa. [30]Chi non è con me
è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde. [31]Perciò
io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini,
ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. [32]A
chiunque parlerà male del Figlio dell'uomo sarà perdonato; ma la
bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo
secolo, né in quello futuro. Le
parole rivelano il cuore
[33]Se
prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono; se prendete
un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti
si conosce l'albero. [34]Razza di vipere, come potete dire cose
buone, voi che siete cattivi? Poiché la bocca parla dalla pienezza del
cuore. [35]L'uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone,
mentre l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive. [36]Ma
io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel
giorno del giudizio; [37]poiché in base alle tue parole sarai
giustificato e in base alle tue parole sarai condannato». Il
segno di Giona
[38]Allora
alcuni scribi e farisei lo interrogarono: «Maestro, vorremmo che tu ci
facessi vedere un segno». Ed egli rispose: [39]«Una generazione
perversa e adultera pretende un segno! Ma nessun segno le sarà dato, se
non il segno di Giona profeta. [40]Come infatti Giona rimase
tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio
dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. [41]Quelli
di Nìnive si alzeranno a giudicare questa generazione e la
condanneranno, perché essi si convertirono alla predicazione di Giona.
Ecco, ora qui c'è più di Giona! [42]La regina del sud si leverà
a giudicare questa generazione e la condannerà, perché essa venne
dall'estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone; ecco,
ora qui c'è più di Salomone! Ritorno
offensivo dello spirito immondo
[43]Quando
lo spirito immondo esce da un uomo, se ne va per luoghi aridi cercando
sollievo, ma non ne trova. [44]Allora dice: Ritornerò alla mia
abitazione, da cui sono uscito. E tornato la trova vuota, spazzata e
adorna. [45]Allora va, si prende sette altri spiriti peggiori ed
entra a prendervi dimora; e la nuova condizione di quell'uomo diventa
peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione perversa».
I
veri parenti di Gesù
[46]Mentre
egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando
fuori in disparte, cercavano di parlargli. [47]Qualcuno gli
disse: «Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti».
[48]Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: «Chi è mia
madre e chi sono i miei fratelli?». [49]Poi stendendo la mano
verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; [50]perché
chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me
fratello, sorella e madre». Matteo
- Capitolo 13
2. DISCORSO PARABOLICO
Introduzione
[1]Quel
giorno Gesù uscì di casa e si sedette in riva al mare. [2]Si
cominciò a raccogliere attorno a lui tanta folla che dovette salire su
una barca e là porsi a sedere, mentre tutta la folla rimaneva sulla
spiaggia. [3]Egli
parlò loro di molte cose in parabole. Parabola
del seminatore
E
disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. [4]E mentre
seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e
la divorarono. [5]Un'altra parte cadde in luogo sassoso, dove non
c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era
profondo. [6]Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo
radici si seccò. [7]Un'altra parte cadde sulle spine e le spine
crebbero e la soffocarono. [8]Un'altra parte cadde sulla terra
buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta. [9]Chi
ha orecchi intenda». Perché
Gesù parla in parabole
[10]Gli
si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché parli loro
in parabole?». [11]Egli
rispose: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei
cieli, ma a loro non è dato. [12]Così a chi ha sarà dato e sarà
nell'abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. [13]Per
questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur
udendo non odono e non comprendono. [14]E così si adempie per
loro la profezia di Isaia che dice: Voi
udrete, ma non comprenderete, [16]Ma
beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono. [17]In
verità vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che
voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non
l'udirono! Spiegazione
della parabola del seminatore
[18]Voi
dunque intendete la parabola del seminatore: [19]tutte le volte
che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il maligno
e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme
seminato lungo la strada. [20]Quello che è stato seminato nel
terreno sassoso è l'uomo che ascolta la parola e subito l'accoglie con
gioia, [21]ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché
appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli
ne resta scandalizzato. [22]Quello seminato tra le spine è colui
che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l'inganno della
ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto. [23]Quello
seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la
comprende; questi dà frutto e produce ora il cento, ora il sessanta,
ora il trenta». Parabola
della zizzania
[24]Un'altra
parabola espose loro così: «Il regno dei cieli si può paragonare a un
uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. [25]Ma mentre
tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano
e se ne andò. [26]Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco
apparve anche la zizzania. [27]Allora i servi andarono dal
padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme
nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? [28]Ed egli
rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi
dunque che andiamo a raccoglierla? [29]No, rispose, perché non
succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.
[30]Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla
mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete
prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece
riponetelo nel mio granaio». Parabola
del grano di senapa
|