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Capitoli
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Ezechiele
- Capitolo 1
Introduzione
[1]Il
cinque del quarto mese dell'anno trentesimo, mentre mi trovavo
fra i deportati sulle rive del canale Chebàr, i cieli si
aprirono ed ebbi visioni divine. [2]Il cinque del mese
- era l'anno quinto della deportazione del re Ioiachìn - [3]la
parola del Signore fu rivolta al sacerdote Ezechiele figlio di
Buzì, nel paese dei Caldei, lungo il canale Chebàr. Qui fu
sopra di lui la mano del Signore.
Visione
del carro del Signore
[4]Io
guardavo ed ecco un uragano avanzare dal settentrione, una
grande nube e un turbinìo di fuoco, che splendeva tutto
intorno, e in mezzo si scorgeva come un balenare di elettro
incandescente. [5]Al centro apparve la figura di
quattro esseri animati, dei quali questo era l'aspetto:
avevano sembianza umana [6]e avevano ciascuno quattro
facce e quattro ali. [7]Le loro gambe erano diritte e
gli zoccoli dei loro piedi erano come gli zoccoli dei piedi
d'un vitello, splendenti come lucido bronzo. [8]Sotto
le ali, ai quattro lati, avevano mani d'uomo; tutti e quattro
avevano le medesime sembianze e le proprie ali, [9]e
queste ali erano unite l'una all'altra. Mentre avanzavano, non
si volgevano indietro, ma ciascuno andava diritto avanti a sé.
[10]Quanto
alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d'uomo;
poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra e,
ognuno dei quattro, fattezze d'aquila. [11]Le loro ali
erano spiegate verso l'alto; ciascuno aveva due ali che si
toccavano e due che coprivano il corpo. [12]Ciascuno si
muoveva davanti a sé; andavano là dove lo spirito li
dirigeva e, muovendosi, non si voltavano indietro.
[13]Tra
quegli esseri si vedevano come carboni ardenti simili a torce
che si muovevano in mezzo a loro. Il fuoco risplendeva e dal
fuoco si sprigionavano bagliori. [14]Gli esseri
andavano e venivano come un baleno. [15]Io guardavo
quegli esseri ed ecco sul terreno una ruota al loro fianco, di
tutti e quattro.
[16]Le
ruote avevano l'aspetto e la struttura come di topazio e
tutt'e quattro la medesima forma, il loro aspetto e la loro
struttura era come di ruota in mezzo a un'altra ruota. [17]Potevano
muoversi in quattro direzioni, senza aver bisogno di voltare
nel muoversi. [18]La loro circonferenza era assai
grande e i cerchi di tutt'e quattro erano pieni di occhi
tutt'intorno. [19]Quando quegli esseri viventi si
muovevano, anche le ruote si muovevano accanto a loro e,
quando gli esseri si alzavano da terra, anche le ruote si
alzavano. [20]Dovunque lo spirito le avesse spinte, le
ruote andavano e ugualmente si alzavano, perché lo spirito
dell'essere vivente era nelle ruote. [21]Quando essi si
muovevano, esse si muovevano; quando essi si fermavano, esse
si fermavano e, quando essi si alzavano da terra, anche le
ruote ugualmente si alzavano, perché lo spirito dell'essere
vivente era nelle ruote.
[22]Al
di sopra delle teste degli esseri viventi vi era una specie di
firmamento, simile ad un cristallo splendente, disteso sopra
le loro teste, [23]e sotto il firmamento vi erano le
loro ali distese, l'una di contro all'altra; ciascuno ne aveva
due che gli coprivano il corpo. [24]Quando essi si
muovevano, io udivo il rombo delle ali, simile al rumore di
grandi acque, come il tuono dell'Onnipotente, come il fragore
della tempesta, come il tumulto d'un accampamento. Quando poi
si fermavano, ripiegavano le ali. [25]Ci fu un rumore
al di sopra del firmamento che era sulle loro teste.
[26]Sopra
il firmamento che era sulle loro teste apparve come una pietra
di zaffiro in forma di trono e su questa specie di trono, in
alto, una figura dalle sembianze umane. [27]Da ciò che
sembrava essere dai fianchi in su, mi apparve splendido come
l'elettro e da ciò che sembrava dai fianchi in giù, mi
apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore [28]il
cui aspetto era simile a quello dell'arcobaleno nelle nubi in
un giorno di pioggia. Tale mi apparve l'aspetto della gloria
del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra e
udii la voce di uno che parlava.
Ezechiele
- Capitolo 2
Visione
del libro
[1]Mi
disse: «Figlio dell'uomo, alzati, ti voglio parlare». [2]Ciò
detto, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io
ascoltai colui che mi parlava.
[3]Mi
disse: «Figlio dell'uomo, io ti mando agli Israeliti, a un
popolo di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e
i loro padri hanno peccato contro di me fino ad oggi. [4]Quelli
ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu
dirai loro: Dice il Signore Dio. [5]Ascoltino o non
ascoltino - perché sono una genìa di ribelli - sapranno
almeno che un profeta si trova in mezzo a loro.
[6]Ma
tu, figlio dell'uomo non li temere, non aver paura delle loro
parole; saranno per te come cardi e spine e ti troverai in
mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole, non
t'impressionino le loro facce, sono una genìa di ribelli. [7]Tu
riferirai loro le mie parole, ascoltino o no, perché sono una
genìa di ribelli.
[8]E
tu, figlio dell'uomo, ascolta ciò che ti dico e non esser
ribelle come questa genìa di ribelli; apri la bocca e mangia
ciò che io ti do». [9]Io guardai ed ecco, una mano
tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spiegò davanti a me;
era scritto all'interno e all'esterno e vi erano scritti
lamenti, pianti e guai.
Ezechiele
- Capitolo 3
[1]Mi
disse: «Figlio dell'uomo, mangia ciò che hai davanti, mangia
questo rotolo, poi và e parla alla casa d'Israele». [2]Io
aprii la bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo, [3]dicendomi:
«Figlio dell'uomo, nutrisci il ventre e riempi le viscere con
questo rotolo che ti porgo». Io lo mangiai e fu per la mia
bocca dolce come il miele. [4]Poi egli mi disse: «Figlio
dell'uomo, và, recati dagli Israeliti e riferisci loro le mie
parole, [5]poiché io non ti mando a un popolo dal
linguaggio astruso e di lingua barbara, ma agli Israeliti: [6]non
a grandi popoli dal linguaggio astruso e di lingua barbara,
dei quali tu non comprendi le parole: se a loro ti avessi
inviato, ti avrebbero ascoltato; [7]ma gli Israeliti
non vogliono ascoltar te, perché non vogliono ascoltar me:
tutti gli Israeliti sono di dura cervice e di cuore ostinato. [8]Ecco
io ti do una faccia tosta quanto la loro e una fronte dura
quanto la loro fronte. [9]Come diamante, più dura
della selce ho reso la tua fronte. Non li temere, non
impaurirti davanti a loro; sono una genìa di ribelli».
[10]Mi
disse ancora: «Figlio dell'uomo, tutte le parole che ti dico
accoglile nel cuore e ascoltale con gli orecchi: [11]poi
và, recati dai deportati, dai figli del tuo popolo, e parla
loro. Dirai: Così dice il Signore, ascoltino o non ascoltino».
[12]Allora
uno spirito mi sollevò e dietro a me udii un grande fragore:
«Benedetta la gloria del Signore dal luogo della sua dimora!».
[13]Era il rumore delle ali degli esseri viventi che le
battevano l'una contro l'altra e contemporaneamente il rumore
delle ruote e il rumore di un grande frastuono. [14]Uno
spirito dunque mi sollevò e mi portò via; io ritornai triste
e con l'animo eccitato, mentre la mano del Signore pesava su
di me. [15]Giunsi dai deportati di Tel-Avìv, che
abitano lungo il canale Chebàr, dove hanno preso dimora, e
rimasi in mezzo a loro sette giorni come stordito.
Il
profeta come sentinella
[16]Al
termine di questi sette giorni mi fu rivolta questa parola del
Signore: «Figlio dell'uomo, ti ho posto per sentinella alla
casa d'Israele. [17]Quando sentirai dalla mia bocca una
parola, tu dovrai avvertirli da parte mia. [18]Se io
dico al malvagio: Tu morirai! e tu non lo avverti e non parli
perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e
viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma
della sua morte io domanderò conto a te. [19]Ma se tu
ammonisci il malvagio ed egli non si allontana dalla sua
malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per il
suo peccato, ma tu ti sarai salvato.
[20]Così,
se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette
l'iniquità, io porrò un ostacolo davanti a lui ed egli morirà;
poiché tu non l'avrai avvertito, morirà per il suo peccato e
le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate; ma
della morte di lui domanderò conto a te. [21]Se tu
invece avrai avvertito il giusto di non peccare ed egli non
peccherà, egli vivrà, perché è stato avvertito e tu ti
sarai salvato».
I. PRIMA DELL'ASSEDIO DI GERUSALEMME
Ezechiele
privato della parola
[22]Anche
là venne sopra di me la mano del Signore ed egli mi disse: «Alzati
e và nella valle; là ti voglio parlare». [23]Mi
alzai e andai nella valle; ed ecco la gloria del Signore era là,
simile alla gloria che avevo vista sul canale Chebàr, e caddi
con la faccia a terra. [24]Allora uno spirito entrò in
me e mi fece alzare in piedi ed egli mi disse: «Và e
rinchiuditi in casa. [25]Ed ecco, figlio dell'uomo, ti
saranno messe addosso delle funi, sarai legato e non potrai più
uscire in mezzo a loro. [26]Ti farò aderire la lingua
al palato e resterai muto; così non sarai più per loro uno
che li rimprovera, perché sono una genìa di ribelli. [27]Ma
quando poi ti parlerò, ti aprirò la bocca e tu riferirai
loro: Dice il Signore Dio: chi vuole ascoltare ascolti e chi
non vuole non ascolti; perché sono una genìa di ribelli».
Ezechiele
- Capitolo 4
Annunzio
dell'assedio di Gerusalemme
[1]«Tu,
figlio dell'uomo, prendi una tavoletta d'argilla, mettila
dinanzi a te, disegnaci sopra una città, Gerusalemme, [2]e
disponi intorno ad essa l'assedio: rizza torri, costruisci
terrapieni, schiera gli accampamenti e colloca intorno gli
arieti. [3]Poi prendi una teglia di ferro e mettila
come muro di ferro fra te e la città, e tieni fisso lo
sguardo su di essa, che sarà assediata, anzi tu la
assedierai! Questo sarà un segno per gli Israeliti.
[4]Mettiti
poi a giacere sul fianco sinistro e sconta su di esso la
iniquità d'Israele. Per il numero di giorni in cui giacerai
su di esso, espierai le sue iniquità: [5]io ho
computato a te gli anni della sua espiazione come un numero di
giorni. Per centonovanta giorni tu espierai le iniquità degli
Israeliti.
[6]Terminati
questi, giacerai sul fianco destro e sconterai l'iniquità di
Giuda per quaranta giorni, computando un giorno per ogni anno.
[7]Terrai fisso lo sguardo contro il muro di
Gerusalemme, terrai il braccio disteso e profeterai contro di
essa. Ecco ti ho cinto di catene, [8]in modo che tu non
potrai voltarti né da una parte né dall'altra finché tu non
abbia compiuto i giorni della tua reclusione.
[9]Prendi
intanto grano, orzo, fave, lenticchie, miglio e spelta,
mettili in un recipiente e fattene del pane: ne mangerai
durante tutti i giorni che tu rimarrai disteso sul fianco, cioè
per centonovanta giorni. [10]Il cibo che ti prenderai
sarà del peso di venti sicli al giorno: lo consumerai nelle
ventiquattr'ore. [11]Anche l'acqua che berrai sarà
razionata: un sesto di hin, nelle ventiquattro ore. [12]Mangerai
questo cibo in forma di una schiacciata d'orzo, che cuocerai
sopra escrementi umani davanti ai loro occhi. [13]In
tal maniera, mi disse il Signore, mangeranno gli Israeliti il
loro pane impuro, in mezzo alle genti fra le quali li
disperderò».
[14]Io
esclamai: «Ah, Signore Dio, mai mi sono contaminato!
Dall'infanzia fino ad ora mai ho mangiato carne di bestia
morta o sbranata, né mai è entrato nella mia bocca cibo
impuro». [15]Egli mi rispose: «Ebbene, invece di
escrementi umani ti concedo sterco di bue; lì sopra cuocerai
il tuo pane».
[16]Poi
soggiunse: «Figlio dell'uomo, ecco io tolgo a Gerusalemme la
riserva del pane; mangeranno il pane a razione e con angoscia
e berranno l'acqua a misura in preda all'affanno; [17]così,
mancando pane e acqua, languiranno tutti insieme e si
consumeranno nella loro iniquità.
Ezechiele
- Capitolo 5
[1]E
tu, figlio dell'uomo, prendi una spada affilata, usala come un
rasoio da barbiere e raditi i capelli e la barba; poi prendi
una bilancia e dividi i peli tagliati.
[2]Un
terzo lo brucerai sul fuoco in mezzo alla città al termine
dei giorni dell'assedio; prenderai un altro terzo e lo
taglierai con la spada intorno alla città e l'altro terzo lo
disperderai al vento, mentre io sguainerò la spada dietro ad
essi. [3]Di questi ne prenderai un piccolo numero e li
legherai al lembo del tuo mantello; [4]ne prenderai
ancora una piccola parte e li getterai sul fuoco e li brucerai
e da essi si sprigionerà il fuoco. A tutti gli Israeliti
riferirai: [5]Così dice il Signore Dio: Questa è
Gerusalemme! Io l'avevo collocata in mezzo alle genti e
circondata di paesi stranieri. [6]Essa si è ribellata
con empietà alle mie leggi più delle genti e ai miei statuti
più dei paesi che la circondano: hanno disprezzato i miei
decreti e non han camminato secondo i miei comandamenti. [7]Perciò,
dice il Signore Dio: Poiché voi siete più ribelli delle
genti che vi circondano, non avete seguito i miei
comandamenti, non avete osservato i miei decreti e neppure
avete agito secondo i costumi delle genti che vi stanno
intorno, [8]ebbene, così dice il Signore Dio: Ecco
anche me contro di te: farò in mezzo a te giustizia di fronte
alle genti. [9]Farò in mezzo a te quanto non ho mai
fatto e non farò mai più, a causa delle tue colpe
abominevoli. [10]Perciò in mezzo a te i padri
divoreranno i figli e i figli divoreranno i padri. Compirò in
te i miei giudizi e disperderò ad ogni vento quel che resterà
di te. [11]Com'è vero ch'io vivo, dice il Signore Dio,
poiché tu hai profanato il mio santuario con tutte le tue
nefandezze e con tutte le tue cose abominevoli, anch'io raderò
tutto, il mio occhio non s'impietosirà, non avrò
compassione. [12]Un terzo dei tuoi morirà di peste e
perirà di fame in mezzo a te; un terzo cadrà di spada nei
tuoi dintorni e l'altro terzo lo disperderò a tutti i venti e
sguainerò la spada dietro di essi. [13]Allora darò
sfogo alla mia ira, sazierò su di loro il mio furore e mi
vendicherò; allora sapranno che io, il Signore, avevo parlato
con sdegno, quando sfogherò su di loro il mio furore. [14]Ti
ridurrò a un deserto, a un obbrobrio in mezzo alle nazioni
che ti stanno all'intorno, sotto gli sguardi di tutti i
passanti. [15]Sarai un obbrobrio e un vituperio, un
esempio e un orrore per le genti che ti circondano, quando in
mezzo a te farò giustizia, con sdegno e furore, con terribile
vendetta - io, il Signore, parlo - [16]quando scoccherò
contro di voi le terribili saette della fame, che portano
distruzione e che lancerò per distruggervi, e aumenterò la
fame contro di voi, togliendovi la riserva del pane. [17]Allora
manderò contro di voi la fame e le belve che ti
distruggeranno i figli; in mezzo a te passeranno la peste e la
strage, mentre farò piombare sopra di te la spada. Io, il
Signore, ho parlato».
Ezechiele
- Capitolo 6
Contro
i monti di Israele
[1]Mi
fu quindi rivolta questa parola del Signore: [2]«Figlio
dell'uomo, volgi la faccia verso i monti d'Israele e
profetizza contro di essi: [3]Monti d'Israele, udite la
parola del Signore Dio. Così dice il Signore Dio ai monti e
alle colline, alle gole e alle valli: Ecco, manderò sopra di
voi la spada e distruggerò le vostre alture; [4]i
vostri altari saranno devastati e infranti i vostri altari per
l'incenso; getterò i vostri cadaveri davanti ai vostri idoli [5]e
disseminerò le vostre ossa intorno ai vostri altari. [6]Su
tutto il vostro suolo le vostre città saranno rovinate, le
vostre alture demolite, distrutte, e i vostri altari
spariranno. Saranno frantumati e scompariranno i vostri idoli,
spezzati i vostri altari per l'incenso, periranno le vostre
opere. [7]Trafitti a morte cadranno in mezzo a voi e
saprete che io sono il Signore.
[8]Tuttavia
lascerò alcuni di voi scampati alla spada in mezzo alle
genti, quando vi avrò dispersi nei vari paesi: [9]i
vostri scampati si ricorderanno di me fra le genti in mezzo
alle quali saranno deportati; perché io avrò spezzato il
loro cuore infedele che si è allontanato da me e i loro occhi
che si sono prostituiti ai loro idoli; avranno orrore di se
stessi per le iniquità commesse e per tutte le loro
nefandezze.
[10]Sapranno
allora che io sono il Signore e che non invano ho minacciato
di infliggere loro questi mali.
I
peccati di Israele
[11]Così
dice il Signore Dio : Batti le mani, pesta i piedi in terra e
dì: Oh, per tutti i loro orribili abomini il popolo d'Israele
perirà di spada, di fame e di peste! [12]Chi è
lontano morirà di peste, chi è vicino cadrà di spada, chi
è assediato morirà di fame: sfogherò su di loro il mio
sdegno.
[13]Saprete
allora che io sono il Signore, quando i loro cadaveri
giaceranno fra i loro idoli, intorno ai loro altari, su ogni
colle elevato, su ogni cima di monte, sotto ogni albero verde
e ogni quercia frondosa, dovunque hanno bruciato profumi soavi
ai loro idoli. [14]Stenderò la mano su di loro e
renderò la terra desolata e brulla dal deserto fino a Ribla,
dovunque dimorino; sapranno allora che io sono il Signore».
Ezechiele
- Capitolo 7
La
fine è prossima
[1]Questa
parola del Signore mi fu rivolta: [2]«Ora, figlio
dell'uomo riferisci: Così dice il Signore Dio al paese
d'Israele: La fine! Giunge la fine per i quattro punti
cardinali del paese. [3]Ora che su di te pende la fine,
io scaglio contro di te la mia ira per giudicarti delle tue
opere e per domandarti conto delle tue nefandezze. [4]Non
s'impietosirà per te il mio occhio e non avrò compassione,
anzi ti terrò responsabile della tua condotta e saranno
palesi in mezzo a te le tue nefandezze; saprete allora che io
sono il Signore. [5]Così dice il Signore Dio: Sventura
su sventura, ecco, arriva. [6]Viene la fine, la fine
viene su di te; ecco, viene.
[7]Sopraggiunge
il tuo destino, o abitante del paese: arriva il tempo, è
prossimo il giorno terribile e non di tripudio sui monti. [8]Ora,
fra breve, rovescerò il mio furore su di te e su di te darò
sfogo alla mia ira. Ti giudicherò secondo le tue opere e ti
domanderò conto di tutte le tue nefandezze. [9]Né
s'impietosirà il mio occhio e non avrò compassione, ma ti
terrò responsabile della tua condotta e saranno palesi in
mezzo a te le tue nefandezze: saprete allora che sono io, il
Signore, colui che colpisce. [10]Ecco il giorno, eccolo
che arriva. E' giunta la tua sorte. L'ingiustizia fiorisce,
germoglia l'orgoglio [11]e la violenza si leva a
scettro d'iniquità. [12]E' giunto il tempo, è vicino
il giorno: chi ha comprato non si allieti, chi ha venduto non
rimpianga; perché l'ira pende su tutti! [13]Chi ha
venduto non tornerà in possesso di ciò che ha venduto anche
se rimarrà in vita, perché la condanna contro il loro fasto
non sarà revocata e nessuno nella sua perversità potrà
preservare la sua esistenza.
[14]Si
suona la tromba e tutto è pronto; ma nessuno muove a
battaglia, perché il mio furore è contro tutta quella
moltitudine.
I
peccati di Israele
[15]La
spada all'esterno, la peste e la fame di dentro: chi è per la
campagna perirà di spada, chi è in città sarà divorato
dalla fame e dalla peste. [16]Chi di loro potrà
fuggire e salvarsi sui monti gemerà come le colombe delle
valli, ognuno per la sua iniquità.
[17]Tutte
le mani cadranno
e tutte le ginocchia si scioglieranno come acqua.
[18]Vestiranno il sacco
e lo spavento li avvolgerà.
Su tutti i volti sarà la vergogna
e tutte le teste saranno rasate.
[19]Getteranno l'argento per le strade
e il loro oro si cambierà in immondizia,
con esso non si sfameranno,
non si riempiranno il ventre,
perché è stato per loro causa di peccato.
[20]Della bellezza dei loro gioielli
fecero oggetto d'orgoglio
e fabbricarono con essi
le abominevoli statue dei loro idoli:
per questo li tratterò come immondizia,
[21]li darò in preda agli stranieri
e in bottino alla feccia del paese
e lo profaneranno.
[22]Rivolgerò da loro la mia faccia,
sarà profanato il mio tesoro,
vi entreranno i ladri e lo profaneranno.
[23]Prepàrati una catena,
poiché il paese è pieno di assassini
e la città è piena di violenza.
[24]Io manderò i popoli più feroci
e s'impadroniranno delle loro case,
abbatterò la superbia dei potenti,
i santuari saranno profanati.
[25]Giungerà l'angoscia e cercheranno pace,
ma pace non vi sarà.
[26]Sventura seguirà a sventura,
allarme seguirà ad allarme:
ai profeti chiederanno responsi,
ai sacerdoti verrà meno la dottrina,
agli anziani il consiglio.
[27]Il re sarà in lutto, il principe ammantato di
desolazione,
tremeranno le mani del popolo del paese.
Li tratterò secondo la loro condotta,
li giudicherò secondo i loro giudizi:
così sapranno che io sono il Signore».
Ezechiele
- Capitolo 8
Visione
dei peccati di Gerusalemme
[1]Al
quinto giorno del sesto mese dell'anno sesto, mentre mi
trovavo in casa e dinanzi a me sedevano gli anziani di Giuda,
la mano del Signore Dio si posò su di me [2]e vidi
qualcosa dall'aspetto d'uomo: da ciò che sembravano i suoi
fianchi in giù, appariva come di fuoco e dai fianchi in su
appariva come uno splendore simile all'elettro. [3]Stese
come una mano e mi afferrò per i capelli: uno spirito mi
sollevò fra terra e cielo e mi portò in visioni divine a
Gerusalemme, all'ingresso del cortile interno, che guarda a
settentrione, dove era collocato l'idolo della gelosia, che
provocava la gelosia. [4]Ed ecco là era la gloria del
Dio d'Israele, simile a quella che avevo visto nella valle. [5]Mi
disse: «Figlio dell'uomo, alza gli occhi verso settentrione!».
Ed ecco a settentrione della porta dell'altare l'idolo della
gelosia, proprio all'ingresso. [6]Mi disse: «Figlio
dell'uomo, vedi che fanno costoro? Guarda i grandi abomini che
la casa d'Israele commette qui per allontanarmi dal mio
santuario! Ne vedrai altri ancora peggiori». [7]Mi
condusse allora all'ingresso del cortile e vidi un foro nella
parete. [8]Mi disse: «Figlio dell'uomo, sfonda la
parete». Sfondai la parete, ed ecco apparve una porta. [9]Mi
disse: «Entra e osserva gli abomini malvagi che commettono
costoro». [10]Io entrai e vidi ogni sorta di rettili e
di animali abominevoli e tutti gli idoli del popolo d'Israele
raffigurati intorno alle pareti [11]e settanta anziani
della casa d'Israele, fra i quali Iazanià figlio di Safàn,
in piedi, davanti ad essi, ciascuno con il turibolo in mano,
mentre il profumo saliva in nubi d'incenso. [12]Mi
disse: «Hai visto, figlio dell'uomo, quello che fanno gli
anziani del popolo d'Israele nelle tenebre, ciascuno nella
stanza recondita del proprio idolo? Vanno dicendo: Il Signore
non ci vede... il Signore ha abbandonato il paese...». [13]Poi
mi disse: «Hai visto, figlio dell'uomo? Vedrai che si
commettono nefandezze peggiori di queste». [14]Mi
condusse all'ingresso del portico della casa del Signore che
guarda a settentrione e vidi donne sedute che piangevano
Tammuz. [15]Mi disse: «Hai visto, figlio dell'uomo?
Vedrai abomini peggiori di questi». [16]Mi condusse
nell'atrio interno del tempio; ed ecco all'ingresso del
tempio, fra il vestibolo e l'altare, circa venticinque uomini,
con le spalle voltate al tempio e la faccia a oriente che,
prostrati, adoravano il sole. [17]Mi disse: «Hai
visto, figlio dell'uomo? Come se fosse piccola cosa per la
casa di Giuda, commettere simili nefandezze in questo luogo,
hanno riempito il paese di violenze, per provocare la mia
collera. Eccoli, vedi, che si portano il ramoscello sacro alle
narici. [18]Ebbene anch'io agirò con furore. Il mio
occhio non s'impietosirà; non avrò compassione: manderanno
alte grida ai miei orecchi, ma non li ascolterò».
Ezechiele
- Capitolo 9
Il
castigo
[1]Allora
una voce potente gridò ai miei orecchi: «Avvicinatevi, voi
che dovete punire la città, ognuno con lo strumento di
sterminio in mano». [2]Ecco sei uomini giungere dalla
direzione della porta superiore che guarda a settentrione,
ciascuno con lo strumento di sterminio in mano. In mezzo a
loro c'era un altro uomo, vestito di lino, con una borsa da
scriba al fianco. Appena giunti, si fermarono accanto
all'altare di bronzo. [3]La gloria del Dio di Israele,
dal cherubino sul quale si posava si alzò verso la soglia del
tempio e chiamò l'uomo vestito di lino che aveva al fianco la
borsa da scriba. [4]Il Signore gli disse: «Passa in
mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un tau
sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti
gli abomini che vi si compiono». [5]Agli altri disse,
in modo che io sentissi: «Seguitelo attraverso la città e
colpite! Il vostro occhio non perdoni, non abbiate
misericordia. [6]Vecchi, giovani, ragazze, bambini e
donne, ammazzate fino allo sterminio: solo non toccate chi
abbia il tau in fronte; cominciate dal mio santuario!».
Incominciarono dagli anziani che erano davanti al tempio. [7]Disse
loro: «Profanate pure il santuario, riempite di cadaveri i
cortili. Uscite!». Quelli uscirono e fecero strage nella città.
[8]Mentre essi facevano strage, io ero rimasto solo: mi
gettai con la faccia a terra e gridai: «Ah! Signore Dio,
sterminerai tu quanto è rimasto di Israele, rovesciando il
tuo furore sopra Gerusalemme?».
[9]Mi disse:
«L'iniquità di Israele e di Giuda è enorme, la terra è
coperta di sangue, la città è piena di violenza. Infatti
vanno dicendo: Il Signore ha abbandonato il paese: il Signore
non vede. [10]Ebbene, neppure il mio occhio avrà
compassione e non userò misericordia: farò ricadere sul loro
capo le loro opere». [11]Ed ecco l'uomo vestito di
lino, che aveva la borsa al fianco, fece questo rapporto: «Ho
fatto come tu mi hai comandato».
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Ezechiele
- Capitolo 10
[1]Io
guardavo ed ecco sul firmamento che stava sopra il capo dei
cherubini vidi come una pietra di zaffìro e al di sopra
appariva qualcosa che aveva la forma di un trono. [2]Disse
all'uomo vestito di lino: «Và fra le ruote che sono sotto il
cherubino e riempi il cavo delle mani dei carboni accesi che
sono fra i cherubini e spargili sulla città». Egli vi andò
mentre io lo seguivo con lo sguardo.
[3]Ora
i cherubini erano fermi a destra del tempio, quando l'uomo vi
andò, e una nube riempiva il cortile interno. [4]La
gloria del Signore si alzò sopra il cherubino verso la soglia
del tempio e il tempio fu riempito dalla nube e il cortile fu
pieno dello splendore della gloria del Signore. [5]Il
fragore delle ali dei cherubini giungeva fino al cortile
esterno, come la voce di Dio onnipotente quando parla.
[6]Appena
ebbe dato all'uomo vestito di lino l'ordine di prendere il
fuoco fra le ruote in mezzo ai cherubini, egli avanzò e si
fermò vicino alla ruota. [7]Il cherubino tese la mano
per prendere il fuoco che era fra i cherubini; ne prese e lo
mise nel cavo delle mani dell'uomo vestito di lino, il quale
lo prese e uscì. [8]Io stavo guardando: i cherubini
avevano sotto le ali la forma di una mano d'uomo. [9]Guardai
ancora ed ecco che al fianco dei cherubini vi erano quattro
ruote, una ruota al fianco di ciascun cherubino. Quelle ruote
avevano l'aspetto del topazio. [10]Sembrava che tutte e
quattro fossero di una medesima forma, come se una ruota fosse
in mezzo all'altra. [11]Muovendosi, potevano andare
nelle quattro direzioni senza voltarsi, perché si muovevano
verso il lato dove era rivolta la testa, senza voltarsi
durante il movimento.
[12]Tutto
il loro corpo, il dorso, le mani, le ali e le ruote erano
pieni di occhi tutt'intorno; ognuno dei quattro aveva la
propria ruota. [13]Io sentii che le ruote venivano
chiamate «Turbine». [14]Ogni cherubino aveva quattro
sembianze: la prima quella di cherubino, la seconda quella di
uomo, la terza quella di leone e la quarta quella di aquila. [15]I
cherubini si alzarono in alto: essi erano quegli esseri
viventi che avevo visti al canale Chebàr. [16]Quando i
cherubini si muovevano, anche le ruote avanzavano al loro
fianco: quando i cherubini spiegavano le ali per sollevarsi da
terra, le ruote non si allontanavano dal loro fianco; [17]quando
si fermavano, anche le ruote si fermavano; quando si alzavano,
anche le ruote si alzavano con loro perché lo spirito di
quegli esseri era in loro.
La
gloria del Signore abbandona il tempio
[18]La
gloria del Signore uscì dalla soglia del tempio e si fermò
sui cherubini. [19]I cherubini spiegarono le ali e si
sollevarono da terra sotto i miei occhi; anche le ruote si
alzarono con loro e si fermarono all'ingresso della porta
orientale del tempio, mentre la gloria del Dio d'Israele era
in alto su di loro. [20]Erano i medesimi esseri che io
avevo visti sotto il Dio d'Israele lungo il canale Chebàr e
riconobbi che erano cherubini. [21]Ciascuno aveva
quattro aspetti e ciascuno quattro ali e qualcosa simile a
mani d'uomo sotto le ali. [22]Il loro sembiante era il
medesimo che avevo visto lungo il canale Chebàr. Ciascuno di
loro procedeva di fronte a sé.
Ezechiele
- Capitolo 11
Seguito
dei peccati di Gerusalemme
[1]Uno
spirito mi sollevò e mi trasportò alla porta orientale del
tempio che guarda a oriente; ed ecco davanti alla porta vi
erano venticinque uomini e in mezzo a loro vidi Iazanià
figlio d'Azzùr, e Pelatìa figlio di Benaià, capi del
popolo. [2]Il Signore mi disse: «Figlio dell'uomo,
questi sono gli uomini che tramano il male e danno consigli
cattivi in questa città; [3]sono coloro che dicono:
Non in breve tempo si costruiscon le case: questa città è la
pentola e noi siamo la carne. [4]Per questo profetizza
contro di loro, profetizza, figlio dell'uomo».
[5]Lo
spirito del Signore venne su di me e mi disse: «Parla, dice
il Signore: Così avete detto, o Israeliti, e io conosco ciò
che vi passa per la mente. [6]Voi avete moltiplicato i
morti in questa città, avete riempito di cadaveri le sue
strade. [7]Per questo così dice il Signore Dio: I
cadaveri che avete gettati in mezzo a essa sono la carne, e la
città è la pentola. Ma io vi scaccerò. [8]Avete
paura della spada e io manderò la spada contro di voi, dice
il Signore Dio! [9]Vi scaccerò dalla città e vi
metterò in mano agli stranieri e farò giustizia su di voi. [10]Cadrete
di spada: sulla frontiera d'Israele io vi giudicherò e
saprete che io sono il Signore. [11]La città non sarà
per voi la pentola e voi non ne sarete la carne! Sulla
frontiera di Israele vi giudicherò: [12]allora saprete
che io sono il Signore, di cui non avete eseguito i comandi né
osservate le leggi, mentre avete agito secondo i costumi delle
genti vicine».
[13]Non
avevo finito di profetizzare quando Pelatìa figlio di Benaià
cadde morto. Io mi gettai con la faccia a terra e gridai con
tutta la voce: «Ah! Signore Dio, vuoi proprio distruggere
quanto resta d'Israele?».
La
nuova alleanza promessa agli esiliati
[14]Allora
mi fu rivolta questa parola del Signore: [15]«Figlio
dell'uomo, ai tuoi fratelli, ai deportati con te, a tutta la
casa d'Israele gli abitanti di Gerusalemme vanno dicendo: Voi
andate pure lontano dal Signore: a noi è stata data in
possesso questa terra. [16]Dì loro dunque: Dice il
Signore Dio: Se li ho mandati lontano fra le genti, se li ho
dispersi in terre straniere, sarò per loro un santuario per
poco tempo nelle terre dove hanno emigrato. [17]Riferisci:
Così dice il Signore Dio: Vi raccoglierò in mezzo alle genti
e vi radunerò dalle terre in cui siete stati dispersi e a voi
darò il paese d'Israele. [18]Essi vi entreranno e vi
elimineranno tutti i suoi idoli e tutti i suoi abomini. [19]Darò
loro un cuore nuovo e uno spirito nuovo metterò dentro di
loro; toglierò dal loro petto il cuore di pietra e darò loro
un cuore di carne, [20]perché seguano i miei decreti e
osservino le mie leggi e li mettano in pratica; saranno il mio
popolo e io sarò il loro Dio. [21]Ma su coloro che
seguono con il cuore i loro idoli e le loro nefandezze farò
ricadere le loro opere, dice il Signore Dio».
La
gloria del Signore abbandona Gerusalemme
[22]I
cherubini allora alzarono le ali e le ruote si mossero insieme
con loro mentre la gloria del Dio d'Israele era in alto su di
loro. [23]Quindi dal centro della città la gloria del
Signore si alzò e andò a fermarsi sul monte che è ad
oriente della città. [24]E uno spirito mi sollevò e
mi portò in Caldea fra i deportati, in visione, in spirito di
Dio, e la visione che avevo visto disparve davanti a me. [25]E
io raccontai ai deportati quanto il Signore mi aveva mostrato.
Ezechiele
- Capitolo 12
L'imitazione
dell'emigrante
[1]Questa
parola del Signore mi fu riferita: [2]«Figlio
dell'uomo, tu abiti in mezzo a una genìa di ribelli, che
hanno occhi per vedere e non vedono, hanno orecchi per udire e
non odono, perché sono una genìa di ribelli.
[3]Tu,
figlio dell'uomo, fà il tuo bagaglio da deportato e, di
giorno davanti ai loro occhi, prepàrati a emigrare; emigrerai
dal luogo dove stai verso un altro luogo, davanti ai loro
occhi: forse comprenderanno che sono una genìa di ribelli. [4]Prepara
di giorno il tuo bagaglio, come il bagaglio d'un esiliato,
davanti ai loro occhi; uscirai però al tramonto, davanti a
loro, come partirebbe un esiliato. [5]Fà alla loro
presenza un'apertura nel muro ed esci di lì. [6]Mettiti
alla loro presenza il bagaglio sulle spalle ed esci
nell'oscurità: ti coprirai la faccia in modo da non vedere il
paese, perché io ho fatto di te un simbolo per gli Israeliti».
[7]Io
feci come mi era stato comandato: preparai di giorno il mio
bagaglio come il bagaglio d'un esiliato e sul tramonto feci un
foro nel muro con le mani, uscii nell'oscurità e mi misi il
bagaglio sulle spalle sotto i loro occhi.
[8]Al
mattino mi fu rivolta questa parola del Signore: [9]«Figlio
dell'uomo, non t'ha chiesto il popolo d'Israele, quella genìa
di ribelli, che cosa stai facendo? [10]Rispondi loro:
Così dice il Signore Dio: Quest'oracolo è per il principe di
Gerusalemme e per tutti gli Israeliti che vi abitano.
[11]Tu
dirai: Io sono un simbolo per voi; infatti quello che ho fatto
a te, sarà fatto a loro; saranno deportati e andranno in
schiavitù. [12]Il principe, che è in mezzo a loro si
caricherà il bagaglio sulle spalle, nell'oscurità, e uscirà
per la breccia che verrà fatta nel muro per farlo partire; si
coprirà il viso, per non vedere con gli occhi il paese. [13]Ma
io tenderò la mia rete contro di lui ed egli rimarrà preso
nei miei lacci: lo condurrò in Babilonia, nel paese dei
Caldei, ma egli non la vedrà e là morirà. [14]Disperderò
ad ogni vento quanti sono intorno a lui, le sue guardie e
tutte le sue truppe, e snuderò dietro a loro la spada. [15]Allora
sapranno che io sono il Signore, quando li avrò dispersi fra
le genti e li avrò disseminati in paesi stranieri. [16]Tuttavia
ne risparmierò alcuni, superstiti alla spada, alla fame e
alla peste, perché raccontino tutte le loro scelleratezze
alle genti fra le quali andranno e anch'esse sappiano che io
sono il Signore».
[17]Mi
fu rivolta ancora questa parola del Signore: [18]«Figlio
dell'uomo, mangia il pane con paura e bevi l'acqua con
trepidazione e con angoscia. [19]Al popolo del paese
dirai: Così dice il Signore Dio agli abitanti di Gerusalemme,
al paese d'Israele: Mangeranno il loro pane nell'angoscia e
berranno la loro acqua nella desolazione, perché la loro
terra sarà spogliata della sua abbondanza per l'empietà di
tutti i suoi abitanti. [20]Le città popolose saranno
distrutte e la campagna ridotta a un deserto: saprete che io
sono il Signore».
Proverbi
popolari
[21]Mi
fu ancora rivolta questa parola del Signore: [22]«Figlio
dell'uomo, che cos'è questo proverbio che si va ripetendo nel
paese di Israele: Passano i giorni e ogni visione svanisce? [23]Ebbene,
riferisci loro: Così dice il Signore Dio: Farò cessare
questo proverbio e non si sentirà più ripetere in Israele;
anzi riferisci loro: Si avvicinano i giorni in cui si avvererà
ogni visione.
[24]Infatti
non ci sarà più visione falsa, né predizione fallace in
mezzo agli Israeliti, [25]perché io, il Signore,
parlerò e attuerò senza indugio la parola che ho detta.
Anzi, ai vostri giorni, o genìa di ribelli, pronunzierò una
parola e l'attuerò: parola del Signore Dio».
[26]Mi
fu rivolta ancora questa parola del Signore: [27]«Figlio
dell'uomo, ecco, gli Israeliti van dicendo: La visione che
costui vede è per i giorni futuri; costui predice per i tempi
lontani. [28]Ebbene, riferisci loro: Dice il Signore
Dio: Non sarà ritardata più a lungo ogni mia parola: la
parola che dirò l'eseguirò. Oracolo del Signore Dio».
Ezechiele
- Capitolo 13
Contro
i falsi profeti
[1]Mi
fu rivolta ancora questa parola del Signore: [2]«Figlio
dell'uomo, profetizza contro i profeti d'Israele, profetizza e
dì a coloro che profetizzano secondo i propri desideri: Udite
la parola del Signore: [3]Così dice il Signore Dio:
Guai
ai profeti stolti, che seguono il loro spirito senza avere
avuto visioni. [4]Come sciacalli fra le macerie, tali
sono i tuoi profeti, Israele. [5]Voi non siete saliti
sulle brecce e non avete costruito alcun baluardo in difesa
degli Israeliti, perché potessero resistere al combattimento
nel giorno del Signore. [6]Hanno avuto visioni false,
vaticini menzogneri coloro che dicono: Oracolo del Signore,
mentre il Signore non li ha inviati. Eppure confidano che si
avveri la loro parola! [7]Non avete forse avuto una
falsa visione e preannunziato vaticini bugiardi, quando dite:
Parola del Signore, mentre io non vi ho parlato? [8]Pertanto
dice il Signore Dio: Poiché voi avete detto il falso e avuto
visioni bugiarde, eccomi dunque contro di voi, dice il Signore
Dio. [9]La mia mano sarà sopra i profeti dalle false
visioni e dai vaticini bugiardi; non avranno parte
nell'assemblea del mio popolo, non saranno scritti nel libro
d'Israele e non entreranno nel paese d'Israele: saprete che io
sono il Signore Dio, [10]poiché ingannano il mio
popolo dicendo: Pace! e la pace non c'è; mentre egli
costruisce un muro, ecco essi lo intonacano di mota. [11]Dì
a quegli intonacatori di mota: Cadrà! Scenderà una pioggia
torrenziale, una grandine grossa, si scatenerà un uragano [12]ed
ecco, il muro è abbattuto. Allora non vi sarà forse
domandato: Dov'è la calcina con cui lo avevate intonacato? [13]Perciò
dice il Signore Dio: Con ira scatenerò un uragano, per la mia
collera cadrà una pioggia torrenziale, nel mio furore per la
distruzione cadrà grandine come pietre; [14]demolirò
il muro che avete intonacato di mota, lo atterrerò e le sue
fondamenta rimarranno scoperte; esso crollerà e voi perirete
insieme con esso e saprete che io sono il Signore.
[15]Quando
avrò sfogato l'ira contro il muro e contro coloro che lo
intonacarono di mota, io vi dirò: Il muro non c'è più e
neppure gli intonacatori, [16]i profeti d'Israele che
profetavano su Gerusalemme e vedevano per essa una visione di
pace, mentre non vi era pace. Oracolo del Signore.
Le
false profetesse
[17]Ora
tu, figlio dell'uomo, rivolgiti alle figlie del tuo popolo che
profetizzano secondo i loro desideri e profetizza contro di
loro. [18]Dirai loro: Dice il Signore Dio: Guai a
quelle che cuciono nastri magici a ogni polso e preparano veli
per le teste di ogni grandezza per dar la caccia alle persone.
Pretendete forse di dare la caccia alla gente del mio popolo e
salvare voi stesse? [19]Voi mi avete disonorato presso
il mio popolo per qualche manciata d'orzo e per un tozzo di
pane, facendo morire chi non doveva morire e facendo vivere
chi non doveva vivere, ingannando il mio popolo che crede alle
menzogne.
[20]Perciò
dice il Signore Dio: Eccomi contro i vostri nastri magici con
i quali voi date la caccia alla gente come a uccelli; li
strapperò dalle vostre braccia e libererò la gente che voi
avete catturato come uccelli. [21]Straccerò i vostri
veli e libererò il mio popolo dalle vostre mani e non sarà
più una preda in mano vostra; saprete così che io sono il
Signore. [22]Voi infatti avete rattristato con menzogne
il cuore del giusto, mentre io non l'avevo rattristato e avete
rafforzato il malvagio perché non desistesse dalla sua vita
malvagia e vivesse. [23]Per questo non avrete più
visioni false, né più spaccerete incantesimi: libererò il
mio popolo dalle vostre mani e saprete che io sono il Signore».
Ezechiele
- Capitolo 14
Contro
l'idolatria
[1]Vennero
a trovarmi alcuni anziani d'Israele e sedettero dinanzi a me. [2]Mi
fu rivolta allora questa parola del Signore: [3]«Figlio
dell'uomo, questi uomini hanno posto idoli nel loro cuore e
tengono fisso lo sguardo all'occasione della loro iniquità
appena si mostri. Mi lascerò interrogare da loro? [4]Parla
quindi e dì loro: Dice il Signore Dio: Qualunque Israelita
avrà innalzato i suoi idoli nel proprio cuore e avrà rivolto
lo sguardo all'occasione della propria iniquità e verrà dal
profeta, gli risponderò io, il Signore, riguardo alla
moltitudine dei suoi idoli, [5]per raggiungere al cuore
gli Israeliti, che si sono allontanati da me a causa di tutti
i loro idoli. [6]Riferisci pertanto al popolo
d'Israele: Dice il Signore Dio: Convertitevi, abbandonate i
vostri idoli e distogliete la faccia da tutte le vostre
immondezze, [7]poiché a qualunque Israelita e a
qualunque straniero abitante in Israele, che si allontana da
me e innalza nel suo cuore i suoi idoli e rivolge lo sguardo
all'occasione della propria iniquità e poi viene dal profeta
a consultarmi, risponderò io, il Signore, da me stesso. [8]Distoglierò
la faccia da costui e ne farò un esempio e un proverbio, e lo
sterminerò dal mio popolo: saprete così che io sono il
Signore.
[9]Se
un profeta si lascia sedurre e fa una profezia, io, il
Signore, ho sedotto quel profeta: stenderò la mano contro di
lui e lo cancellerò dal mio popolo Israele. [10]Ambedue
porteranno la pena della loro iniquità. La pena di chi
consulta sarà uguale a quella del profeta, [11]perché
gli Israeliti non vadano più errando lontano da me, né più
si contaminino con tutte le loro prevaricazioni: essi saranno
il mio popolo e io sarò il loro Dio. Parola del Signore».
Responsabilità
personale
[12]Mi
fu rivolta questa parola del Signore: [13]«Figlio
dell'uomo, se un paese pecca contro di me e si rende infedele,
io stendo la mano sopra di lui e gli tolgo la riserva del pane
e gli mando contro la fame e stèrmino uomini e bestie; [14]anche
se nel paese vivessero questi tre uomini: Noè, Daniele e
Giobbe, essi con la loro giustizia salverebbero solo se
stessi, dice il Signore Dio. [15]Oppure se io
infestassi quel paese di bestie feroci, che lo privassero dei
suoi figli e ne facessero un deserto che nessuno potesse
attraversare a causa delle bestie feroci, [16]anche se
in mezzo a quella terra ci fossero questi tre uomini, giuro
com'è vero ch'io vivo, dice il Signore Dio: non salverebbero
né figli né figlie, soltanto loro si salverebbero, ma la
terra sarebbe un deserto.
[17]Oppure,
se io mandassi la spada contro quel paese e dicessi: Spada,
percorri quel paese; e sterminassi uomini e bestie, [18]anche
se in mezzo a quel paese ci fossero questi tre uomini, giuro
com'è vero ch'io vivo, dice il Signore: non salverebbero né
figli né figlie, soltanto loro si salverebbero.
[19]Oppure,
se io mandassi la peste contro quella terra e sfogassi nella
strage lo sdegno e sterminassi uomini e bestie, [20]anche
se in mezzo a quella terra ci fossero Noè, Daniele e Giobbe,
giuro com'è vero ch'io vivo, dice il Signore Dio: non
salverebbero né figli né figlie, soltanto essi si
salverebbero per la loro giustizia.
[21]Dice
infatti il Signore Dio: Quando manderò contro Gerusalemme i
miei quattro tremendi castighi: la spada, la fame, le bestie
feroci e la peste, per estirpare da essa uomini e bestie, [22]ecco
vi sarà in mezzo un residuo che si metterà in salvo con i
figli e le figlie. Essi verranno da voi perché vediate la
loro condotta e le loro opere e vi consoliate del male che ho
mandato contro Gerusalemme, di quanto ho mandato contro di
lei. [23]Essi vi consoleranno quando vedrete la loro
condotta e le loro opere e saprete che non invano ho fatto
quello che ho fatto in mezzo a lei». Parola del Signore Dio.
Ezechiele
- Capitolo 15
Parabola
della vigna
[1]Mi
fu rivolta questa parola del Signore: [2]«Figlio
dell'uomo, che pregi ha il legno della vite di fronte a tutti
gli altri legni della foresta?
[3]Si
adopera forse quel legno per farne un oggetto?
Ci si fa forse un piolo per attaccarci qualcosa?
[4]Ecco, lo si getta sul fuoco a bruciare,
il fuoco ne divora i due capi
e anche il centro è bruciacchiato.
Potrà essere utile a qualche lavoro?
[5]Anche quand'era intatto,
non serviva a niente:
ora, dopo che il fuoco lo ha divorato,
l'ha bruciato,
ci si ricaverà forse qualcosa?
[6]Perciò così dice il Signore Dio:
Come il legno della vite
fra i legnami della foresta
io l'ho messo sul fuoco a bruciare,
così tratterò gli abitanti di Gerusalemme.
[7]Volgerò contro di loro la faccia.
Da un fuoco sono scampati,
ma un fuoco li divorerà!
Allora saprete che io sono il Signore
quando volgerò contro di loro la faccia
[8]e renderò il paese deserto,
poiché sono stati infedeli»,
dice il Signore Dio.
Ezechiele
- Capitolo 16
Storia
simbolica di Israele
[1]Mi
fu rivolta questa parola del Signore: [2]«Figlio
dell'uomo, fà conoscere a Gerusalemme tutti i suoi abomini. [3]Dirai
loro: Così dice il Signore Dio a Gerusalemme: Tu sei, per
origine e nascita, del paese dei Cananei; tuo padre era
Amorreo e tua madre Hittita. Alla tua nascita, quando fosti
partorita, non ti fu tagliato l'ombelico e non fosti lavata
con l'acqua per purificarti; non ti fecero le frizioni di
sale, né fosti avvolta in fasce. [5]Occhio pietoso non
si volse su di te per farti una sola di queste cose e usarti
compassione, ma come oggetto ripugnante fosti gettata via in
piena campagna, il giorno della tua nascita.
[6]Passai
vicino a te e ti vidi mentre ti dibattevi nel sangue e ti
dissi: Vivi nel tuo sangue [7]e cresci come l'erba del
campo. Crescesti e ti facesti grande e giungesti al fiore
della giovinezza: il tuo petto divenne fiorente ed eri giunta
ormai alla pubertà; ma eri nuda e scoperta.
[8]Passai
vicino a te e ti vidi; ecco, la tua età era l'età
dell'amore; io stesi il lembo del mio mantello su di te e
coprii la tua nudità; giurai alleanza con te, dice il Signore
Dio, e divenisti mia. [9]Ti lavai con acqua, ti ripulii
del sangue e ti unsi con olio; [10]ti vestii di ricami,
ti calzai di pelle di tasso, ti cinsi il capo di bisso e ti
ricoprii di seta; [11]ti adornai di gioielli: ti misi
braccialetti ai polsi e una collana al collo: [12]misi
al tuo naso un anello, orecchini agli orecchi e una splendida
corona sul tuo capo. [13]Così fosti adorna d'oro e
d'argento; le tue vesti eran di bisso, di seta e ricami; fior
di farina e miele e olio furono il tuo cibo; diventasti sempre
più bella e giungesti fino ad esser regina. [14]La tua
fama si diffuse fra le genti per la tua bellezza, che era
perfetta, per la gloria che io avevo posta in te, parola del
Signore Dio.
[15]Tu
però, infatuata per la tua bellezza e approfittando della tua
fama, ti sei prostituita concedendo i tuoi favori ad ogni
passante. [16]Prendesti i tuoi abiti per adornare a
vari colori le alture su cui ti prostituivi. [17]Con i
tuoi splendidi gioielli d'oro e d'argento, che io ti avevo
dati, facesti immagini umane e te ne servisti per peccare; [18]poi
tu le adornasti con le tue vesti ricamate e davanti a quelle
immagini presentasti il mio olio e i miei profumi. [19]Il
pane che io ti avevo dato, il fior di farina, l'olio e il
miele di cui ti nutrivo ponesti davanti ad esse come offerta
di soave odore. Oracolo del Signore Dio.
[20]Prendesti
i figli e le figlie che mi avevi generati e li sacrificasti
loro in cibo. Erano forse poca cosa le tue infedeltà? [21]Immolasti
i miei figli e li offristi a loro, facendoli passare per il
fuoco. [22]Fra tutte le tue nefandezze e infedeltà non
ti ricordasti del tempo della tua giovinezza, quando eri nuda
e ti dibattevi nel sangue! [23]Ora, dopo tutta la tua
perversione, guai, guai a te! Oracolo del Signore Dio. [24]In
ogni piazza ti sei fabbricata un tempietto e costruita una
altura; [25]ad ogni crocicchio ti sei fatta un altare,
disonorando la tua bellezza, offrendo il tuo corpo a ogni
passante, moltiplicando le tue prostituzioni. [26]Hai
concesso i tuoi favori ai figli d'Egitto, tuoi corpulenti
vicini, e hai moltiplicato le tue infedeltà per irritarmi. [27]Ed
ecco io ho steso la mano su di te; ho ridotto il tuo cibo e ti
ho abbandonato in potere delle tue nemiche, le figlie dei
Filistei, che erano disgustate della tua condotta sfrontata.
[28]Non
ancora sazia, hai concesso i tuoi favori agli Assiri; ma non
soddisfatta [29]hai moltiplicato le tue infedeltà nel
paese di Canaan, fino nella Caldea: e neppure allora ti sei
saziata. [30]Come è stato abbietto il tuo cuore - dice
il Signore Dio - facendo tutte queste azioni degne di una
spudorata sgualdrina! [31]Quando ti costruivi un
postribolo ad ogni crocevia e ti facevi un'altura in ogni
piazza, tu non eri come una prostituta in cerca di guadagno, [32]ma
come un'adultera che, invece del marito, accoglie gli
stranieri! [33]Ad ogni prostituta si dà un compenso,
ma tu hai dato il compenso a tutti i tuoi amanti e hai
distruibuito loro doni perché da ogni parte venissero da te
per le tue prostituzioni. [34]Tu hai fatto il contrario
delle altre donne, quando ti prostituivi: nessuno è corso
dietro a te, mentre tu hai distribuito doni e non ne hai
ricevuti, tanto eri pervertita.
[35]Perciò,
o prostituta, ascolta la parola del Signore. [36]Così
dice il Signore Dio: Per le tue ricchezze sperperate, per la
tua nudità scoperta nelle prostituzioni con i tuoi amanti e
con tutti i tuoi idoli abominevoli, per il sangue dei tuoi
figli che hai offerto a loro, [37]ecco, io adunerò da
ogni parte tutti i tuoi amanti con i quali sei stata
compiacente, coloro che hai amati insieme con coloro che hai
odiati, e scoprirò di fronte a loro la tua nudità perché
essi la vedano tutta.
[38]Ti
infliggerò la condanna delle adultere e delle sanguinarie e
riverserò su di te furore e gelosia.
[39]Ti
abbandonerò nelle loro mani e distruggeranno i tuoi
postriboli, demoliranno le tue alture; ti spoglieranno delle
tue vesti e ti toglieranno i tuoi splendidi ornamenti: ti
lasceranno scoperta e nuda. [40]Poi ecciteranno contro
di te la folla, ti lapideranno e ti trafiggeranno con la
spada. [41]Incendieranno le tue case e sarà fatta
giustizia di te sotto gli occhi di numerose donne: ti farò
smettere di prostituirti e non distribuirai più doni. [42]Quando
avrò saziato il mio sdegno su di te, la mia gelosia si
allontanerà da te; mi calmerò e non mi adirerò più. [43]Per
il fatto che tu non ti sei ricordata del tempo della tua
giovinezza e mi hai provocato all'ira con tutte queste cose,
ecco anch'io farò ricadere sul tuo capo le tue azioni, parola
del Signore Dio; non accumulerai altre scelleratezze oltre
tutti gli altri tuoi abomini.
[44]Ecco,
ogni esperto di proverbi dovrà dire questo proverbio a tuo
riguardo: Quale la madre, tale la figlia. [45]Tu sei la
degna figlia di tua madre, che ha abbandonato il marito e i
suoi figli: tu sei sorella delle tue sorelle, che hanno
abbandonato il marito e i loro figli. Vostra madre era una
Hittita e vostro padre un Amorreo. [46]Tua sorella
maggiore è Samaria, che con le sue figlie abita alla tua
sinistra; tua sorella più piccola è Sòdoma, che con le sue
figlie abita alla tua destra. [47]Tu non soltanto hai
seguito la loro condotta e agito secondo i loro costumi
abominevoli, ma come se ciò fosse stato troppo poco, ti sei
comportata peggio di loro in tutta la tua condotta. [48]Per
la mia vita - dice il Signore Dio - tua sorella Sòdoma e le
sue figlie non fecero quanto hai fatto tu e le tue figlie! [49]Ecco,
questa fu l'iniquità di tua sorella Sòdoma: essa e le sue
figlie avevano superbia, ingordigia, ozio indolente, ma non
stesero la mano al povero e all'indigente: [50]insuperbirono
e commisero ciò che è abominevole dinanzi a me: io le vidi e
le eliminai. [51]Samaria non ha peccato la metà di
quanto hai peccato tu. Tu hai moltiplicato le tue nefandezze
più di loro, le tue sorelle, tanto da farle apparire giuste,
con tutte le nefandezze che hai commesse.
[52]Devi
portare anche tu la tua umiliazione, tu che hai giustificato
le tue sorelle. Per i tuoi peccati che superano i loro esse
sono più giuste di te: anche tu dunque devi essere
svergognata e portare la tua umiliazione, perché hai
giustificato le tue sorelle. [53]Ma io cambierò le
loro sorti: cambierò le sorti di Sòdoma e delle città
dipendenti, cambierò le sorti di Samaria e delle città
dipendenti; anche le tue sorti muterò in mezzo a loro, [54]perché
tu porti la tua umiliazione e tu senta vergogna di quanto hai
fatto per consolarle. [55]Tua sorella Sòdoma e le città
dipendenti torneranno al loro stato di prima; Samaria e le
città dipendenti torneranno al loro stato di prima e anche tu
e le città dipendenti tornerete allo stato di prima. [56]Eppure
tua sorella Sòdoma non era forse sulla tua bocca al tempo del
tuo orgoglio, [57]prima che fosse scoperta la tua
malvagità? Perché ora tu sei disprezzata dalle figlie di
Aram e da tutte le figlie dei Filistei che sono intorno a te,
le quali ti dileggiano da ogni parte? [58]Tu stai
scontando la tua scelleratezza e i tuoi abomini. Parola del
Signore. [59]Poiché, dice il Signore Dio: Io ho
ricambiato a te quello che hai fatto tu, che hai disprezzato
il giuramento e violato l'alleanza. [60]Anch'io mi
ricorderò dell'alleanza conclusa con te al tempo della tua
giovinezza e stabilirò con te un'alleanza eterna. [61]Allora
ti ricorderai della tua condotta e ne sarai confusa, quando
riceverai le tue sorelle maggiori insieme a quelle più
piccole e io le darò a te per figlie, ma non in forza della
tua alleanza; [62]io ratificherò la mia alleanza con
te e tu saprai che io sono il Signore, [63]perché te
ne ricordi e ti vergogni e, nella tua confusione, tu non apra
più bocca, quando ti avrò perdonato quello che hai fatto.
Parola del Signore Dio».
Ezechiele
- Capitolo 17
Allegoria
dell'aquila
[1]Mi
fu rivolta ancora questa parola del Signore: [2]«Figlio
dell'uomo, proponi un enigma e racconta una parabola agli
Israeliti. [3]Tu dirai: Dice il Signore Dio:
Un'aquila
grande
dalle grandi ali
e dalle lunghe penne,
folta di piume
dal colore variopinto,
venne sul Libano
e portò via la cima del cedro;
[4]stroncò il ramo più alto
e lo portò in un paese di mercanti,
lo depose in una città di negozianti.
[5]Scelse un germoglio del paese
e lo depose in un campo da seme;
lungo il corso di grandi acque,
lo piantò come un salice,
[6]perché germogliasse
e diventasse una vite estesa,
poco elevata,
che verso l'aquila volgesse i rami
e le radici crescessero sotto di essa.
Divenne una vite,
che fece crescere i tralci
e distese i rami.
[7]Ma c'era un'altra aquila grande,
larga di ali,
folta di penne.
Ed ecco quella vite
rivolse verso di lei le radici
e tese verso di lei i suoi tralci,
perché la irrigasse
dall'aiuola dove era piantata.
[8]In un campo fertile,
lungo il corso di grandi acque,
essa era piantata,
per metter rami e dar frutto
e diventare una vite magnifica.
[9]Riferisci loro: Dice il Signore Dio:
Riuscirà a prosperare?
O non svellerà forse l'aquila le sue radici
e vendemmierà il suo frutto
e seccheranno tutti i tralci che ha messo?
Non ci vorrà un grande sforzo
o molta gente
per svellerla dalle radici.
[10]Ecco, essa è piantata:
riuscirà a prosperare?
O non seccherà del tutto
non appena l'avrà sfiorata il vento d'oriente?
Proprio nell'aiuola dove è germogliata, seccherà!».
[11]Mi
fu rivolta ancora questa | |