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Geremia
- Capitolo 1
Titolo
[1]Parole
di Geremia figlio di Chelkia, uno dei sacerdoti che dimoravano
in Anatòt, nel territorio di Beniamino. [2]A lui fu
rivolta la parola del Signore al tempo di Giosia figlio di
Amon, re di Giuda, l'anno decimoterzo del suo regno, [3]e
quindi anche al tempo di Ioiakìm figlio di Giosia, re di
Giuda, fino alla fine dell'anno undecimo di Sedecìa figlio di
Giosìa, re di Giuda, cioè fino alla deportazione di
Gerusalemme avvenuta nel quinto mese.
I.
ORACOLI CONTRO GIUDA E GERUSALEMME
1. AL TEMPO DI GIOSIA
Vocazione
di Geremia
[4]Mi
fu rivolta la parola del Signore:
[5]«Prima
di formarti nel grembo materno, ti conoscevo,
prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato;
ti ho stabilito profeta delle nazioni».
[6]Risposi: «Ahimè, Signore Dio, ecco io non so
parlare,
perché sono giovane».
[7]Ma il Signore mi disse: «Non dire: Sono giovane,
ma và da coloro a cui ti manderò
e annunzia ciò che io ti ordinerò.
[8]Non temerli,
perché io sono con te per proteggerti».
Oracolo del Signore.
[9]Il Signore stese la mano, mi toccò la bocca
e il Signore mi disse:
«Ecco, ti metto le mie parole sulla bocca.
[10]Ecco, oggi ti costituisco
sopra i popoli e sopra i regni
per sradicare e demolire,
per distruggere e abbattere,
per edificare e piantare».
[11]Mi
fu rivolta questa parola del Signore: «Che cosa vedi,
Geremia?». Risposi: «Vedo un ramo di mandorlo». [12]Il
Signore soggiunse: «Hai visto bene, poiché io vigilo sulla
mia parola per realizzarla». [13]Quindi mi fu rivolta
di nuovo questa parola del Signore: «Che cosa vedi?».
Risposi: «Vedo una caldaia sul fuoco inclinata verso
settentrione».
[14]Il Signore mi disse:
«Dal
settentrione si rovescerà la sventura
su tutti gli abitanti del paese.
[15]Poiché, ecco, io sto per chiamare
tutti i regni del settentrione.
Oracolo del Signore.
Essi verranno e ognuno porrà il trono
davanti alle porte di Gerusalemme,
contro tutte le sue mura
e contro tutte le città di Giuda.
[16]Allora pronunzierò i miei giudizi contro di loro,
per tutto il male che hanno commesso abbandonandomi,
per sacrificare ad altri dèi
e prostrarsi davanti al lavoro delle proprie mani.
[17]Tu, poi, cingiti i fianchi,
alzati e dì loro tutto ciò che ti ordinerò;
non spaventarti alla loro vista,
altrimenti ti farò temere davanti a loro.
[18]Ed ecco oggi io faccio di te
come una fortezza,
come un muro di bronzo
contro tutto il paese,
contro i re di Giuda e i suoi capi,
contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese.
[19]Ti muoveranno guerra ma non ti vinceranno,
perché io sono con te per salvarti».
Oracolo del Signore.
Geremia
- Capitolo 2
Le
predicazioni più antiche. L'apostasia di Israele
[1]Mi
fu rivolta questa parola del signore:
[2]«Va' e grida agli orecchi di Gerusalemme:
Così dice il Signore:
Mi ricordo di te, dell'affetto della tua giovinezza,
dell'amore al tempo del tuo fidanzamento,
quando mi seguivi nel deserto,in una terra non seminata.
[3]Israele era cosa sacra al Signore
la primizia del suo raccolto;
quanti ne mangiavano dovevano pagarla,
la sventura si abbatteva su di loro.
Oracolo del Signore.
[4]Udite la parola del Signore, casa di Giacobbe,
voi, famiglie tutte della casa di Israele!
[5]Così dice il Signore:
Quale ingiustizia trovarono in me i vostri padri,
per allontanarsi da me?
Essi seguirono ciò ch'è vano,
diventarono loro stessi vanità
[6]e non si domandarono: Dov'è il Signore
che ci fece uscire dal paese d'Egitto,
ci guidò nel deserto,
per una terra di steppe e di frane,
per una terra arida e tenebrosa,
per una terra che nessuno attraversa
e dove nessuno dimora?
[7]Io vi ho condotti in una terra da giardino,
perché ne mangiaste i frutti e i prodotti.
Ma voi, appena entrati, avete contaminato la mia terra
e avete reso il mio possesso un abominio.
[8]Neppure i sacerdoti si domandarono:
Dov'è il Signore?
I detentori della legge non mi hanno conosciuto,
i pastori mi si sono ribellati,
i profeti hanno predetto nel nome di Baal
e hanno seguito esseri inutili.
[9]Per questo intenterò ancora un processo contro di
voi,
- oracolo del Signore -
e farò causa ai vostri nipoti.
[10]Recatevi nelle isole del Kittìm e osservate,
mandate pure a Kedàr e considerate bene;
vedete se là è mai accaduta una cosa simile.
[11]Ha mai un popolo cambiato dèi?
Eppure quelli non sono dèi!
Ma il mio popolo ha cambiato colui che è la sua gloria
con un essere inutile e vano.
[12]Stupitene, o cieli;
inorridite come non mai.
Oracolo del Signore.
[13]Perché il mio popolo ha commesso due iniquità:
essi hanno abbandonato me,
sorgente di acqua viva,
per scavarsi cisterne, cisterne screpolate,
che non tengono l'acqua.
[14]Israele è forse uno schiavo,
o un servo nato in casa?
Perché allora è diventato una preda?
[15]Contro di lui ruggiscono i leoni,
fanno udire i loro urli.
La sua terra è ridotta a deserto,
le sue città sono state bruciate e nessuno vi abita.
[16]Perfino i figli di Menfi e di Tafni
ti hanno raso la testa.
[17]Tutto ciò, forse, non ti accade
perché hai abbandonato il Signore tuo Dio?
[18]E ora perchè corri verso l'Egitto
a bere le acque del Nilo?
Perché corri verso l'Assiria
a bere le acque dell'Eufrate?
[19]La tua stessa malvagità ti castiga
e le tue ribellioni ti puniscono.
Riconosci e vedi quanto è cosa cattiva e amara
l'avere abbandonato il Signore tuo Dio
e il non avere più timore di me.
Oracolo del Signore degli eserciti.
[20]Poiché già da tempo hai infranto il tuo giogo,
hai spezzato i tuoi legami
e hai detto: Non ti servirò!
Infatti sopra ogni colle elevato
e sotto ogni albero verde ti sei prostituita.
[21]Io ti avevo piantato come vigna scelta,
tutta di vitigni genuini;
ora, come mai ti sei mutata
in tralci degeneri di vigna bastarda?
[22]Anche se ti lavassi con la soda
e usassi molta potassa,
davanti a me resterebbe la macchia della tua iniquità.
Oracolo del Signore.
[23]Perché osi dire: Non mi sono contaminata,
non ho seguito i Baal?
Considera i tuoi passi là nella valle
riconosci quello che hai fatto,
giovane cammella leggera e vagabonda,
[24]asina selvatica abituata al deserto:
nell'ardore del suo desiderio aspira l'aria;
chi può frenare la sua brama?
Quanti la cercano non devono stancarsi:
la troveranno sempre nel suo mese.
[25]Bada che il tuo piede non resti scalzo
e che la tua gola non si inaridisca!
Ma tu rispondi: No. E' inutile,
perché io amo gli stranieri,
voglio seguirli.
[26]Come si vergogna un ladro preso in flagrante
così restano svergognati quelli della casa di Israele,
essi, i loro re, i loro capi,
i loro sacerdoti e i loro profeti.
[27]Dicono a un pezzo di legno: Tu sei mio padre,
e a una pietra: Tu mi hai generato.
A me essi voltan le spalle e non la fronte;
ma al tempo della sventura invocano:
Alzati,salvaci!
[28]E dove sono gli dei che ti sei costruiti?
Si alzino, se posson salvarti
nel tempo della tua sventura;
poiché numerosi come le tue città
sono, o Giuda, i tuoi dei!
[29]Perché vi lamentate con me?
Tutti voi mi siete stati infedeli.
Oracolo del Signore.
[30]Invano ho colpito i vostri figli,
voi non avete imparato la lezione.
La vostra stessa spada ha divorato i vostri profeti
come un leone distruttore.
[31]O generazione!
Proprio voi badate alla parola del Signore!
Sono forse divenuto un deserto per Israele
o una terra di tenebre densissime?
Perché il mio popolo dice: Ci siamo emancipati,
più non faremo ritorno a te?
[32]Si dimentica forse una vergine dei suoi ornamenti,
una sposa della sua cintura?
Eppure il mio popolo mi ha dimenticato
per giorni innumerevoli.
[33]Come sai ben scegliere la tua via
in cerca di amore!
Per questo hai insegnato i tuoi costumi
anche alle donne peggiori.
[34]Perfino sugli orli delle tue vesti si trova
il sangue di poveri innocenti,
da te non sorpresi nell'atto di scassinare,
ma presso ogni quercia.
[35]Eppure protesti: Io sono innocente,
la sua ira è gia lontana da me.
Eccomi pronto a entrare in giudizio con te,
perché hai detto: Non ho peccato!
[36]Perché ti sei ridotta così vile
nel cambiare la strada?
Anche dall'Egitto sarai delusa
come fosti delusa dall'Assiria.
[37]Anche di là tornerai con le mani sul capo,
perché il Signore ha rigettato coloro nei quali confidavi;
da loro non avrai alcun vantaggio.
Geremia
- Capitolo 3
La
conversione
[1]Se
un uomo ripudia la moglie
ed essa, allontanatasi da lui,
si sposa con un altro uomo,
tornerà il primo ancora da lei?
Forse una simile donna non è tutta contaminata?
Tu ti sei disonorata con molti amanti
e osi tornare da me? Oracolo del Signore.
[2]Alza gli occhi sui colli e osserva:
dove non ti sei disonorata?
Tu sedevi sulle vie aspettandoli,
come fa l'Arabo nel deserto.
Così anche la terra hai contaminato
con impudicizia e perversità.
[3]Per questo sono state fermate le piogge
e gli scrosci di primavera non sono venuti.
Sfrontatezza di prostituta è la tua,
ma tu non vuoi arrossire.
[4]E ora forse non gridi verso di me: Padre mio,
amico della mia giovinezza tu sei!
[5]Serberà egli rancore per sempre?
Conserverà in eterno la sua ira?
Così parli, ma intanto ti ostini
a commettere il male che puoi».
L'Israele
del nord invitato alla conversione
[6]Il
Signore mi disse al tempo del re Giosia: «Hai visto ciò che
ha fatto Israele, la ribelle? Si è recata su ogni luogo
elevato e sotto ogni albero verde per prostituirsi. [7]E
io pensavo: Dopo che avrà fatto tutto questo tornerà a me,
ma essa non è ritornata. La perfida Giuda sua sorella ha
visto ciò, [8]ha visto che ho ripudiato la ribelle
Israele proprio per tutti i suoi adultèri, consegnandole il
documento del divorzio, ma la perfida Giuda sua sorella non ha
avuto alcun timore. Anzi anch'essa è andata a prostituirsi; [9]e
con il clamore delle sue prostituzioni ha contaminato il
paese; ha commesso adulterio davanti alla pietra e al legno. [10]Ciò
nonostante, la perfida Giuda sua sorella non è ritornata a me
con tutto il cuore, ma soltanto con menzogna». Parola del
Signore. [11]Allora il Signore mi disse: «Israele
ribelle si è dimostrata più giusta della perfida Giuda. [12]Và
e grida tali cose verso il settentrione dicendo:
Ritorna,
Israele ribelle, dice il Signore.
Non ti mostrerò la faccia sdegnata,
perché io sono pietoso, dice il Signore.
Non conserverò l'ira per sempre.
[13]Su, riconosci la tua colpa,
perché sei stata infedele al Signore tuo Dio;
hai profuso l'amore agli stranieri
sotto ogni albero verde
e non hai ascoltato la mia voce. Oracolo del Signore.
Il
popolo messianico a Sion
[14]Ritornate,
figli traviati - dice il Signore - perché io sono il vostro
padrone. Io vi prenderò uno da ogni città e due da ciascuna
famiglia e vi condurrò a Sion. [15]Vi darò pastori
secondo il mio cuore, i quali vi guideranno con scienza e
intelligenza. [16]Quando poi vi sarete moltiplicati e
sarete stati fecondi nel paese, in quei giorni - dice il
Signore - non si parlerà più dell'arca dell'alleanza del
Signore; nessuno ci penserà né se ne ricorderà; essa non
sarà rimpianta né rifatta. [17]In quel tempo
chiameranno Gerusalemme trono del Signore; tutti i popoli vi
si raduneranno nel nome del Signore e non seguiranno più la
caparbietà del loro cuore malvagio. [18]In quei giorni
la casa di Giuda andrà verso la casa di Israele e tutte e due
torneranno insieme dalla regione settentrionale nel paese che
io avevo dato in eredità ai loro padri.
Seguito
del poema sulla conversione
[19]Io
pensavo:
Come vorrei considerarti tra i miei figli
e darti una terra invidiabile,
un'eredità che sia l'ornamento più prezioso dei popoli!
Io pensavo: Voi mi direte: Padre mio,
e non tralascerete di seguirmi.
[20]Ma come una donna è infedele al suo amante,
così voi, casa di Israele, siete stati infedeli a me».
Oracolo del Signore.
[21]Sui colli si ode una voce,
pianto e gemiti degli Israeliti,
perché hanno reso tortuose le loro vie,
si sono dimenticati del Signore loro Dio.
[22]«Ritornate, figli traviati,
io risanerò le vostre ribellioni».
«Ecco, noi veniamo a te
perché tu sei il Signore nostro Dio.
[23]In realtà, menzogna sono le colline,
come anche il clamore sui monti;
davvero nel Signore nostro Dio
è la salvezza di Israele.
[24]L'infamia ha divorato fino dalla nostra giovinezza
il frutto delle fatiche dei nostri padri,
i loro greggi e i loro armenti,
i loro figli e le loro figlie.
[25]Avvolgiamoci nella nostra vergogna,
la nostra confusione ci ricopra,
perché abbiamo peccato contro il Signore nostro Dio,
noi e i nostri padri,
dalla nostra giovinezza fino ad oggi;
non abbiamo ascoltato la voce del Signore nostro Dio».
Geremia
- Capitolo 4
[1]«Se
vuoi ritornare, o Israele - dice il Signore -
a me dovrai ritornare.
Se rigetterai i tuoi abomini,
non dovrai più vagare lontano da me.
[2]Il tuo giuramento sarà: Per la vita del Signore,
con verità, rettitudine e giustizia.
Allora i popoli si diranno benedetti da te
e di te si vanteranno».
[3]Dice il Signore
agli uomini di Giuda e a Gerusalemme:
«Dissodatevi un terreno incolto
e non seminate fra le spine.
[4]Circoncidetevi per il Signore,
circoncidete il vostro cuore,
uomini di Giuda e abitanti di Gerusalemme,
perché la mia ira non divampi come fuoco
e non bruci senza che alcuno la possa spegnere,
a causa delle vostre azioni perverse.
L'invasione
dal nord
[5]Annunziatelo
in Giuda,
fatelo udire a Gerusalemme;
suonate la tromba nel paese,
gridate a piena voce e dite:
Radunatevi ed entriamo nelle città fortificate.
[6]Alzate un segnale verso Sion;
fuggite, non indugiate,
perchè io mando da settentrione una sventura
e una grande rovina.
[7]Il leone è balzato dalla boscaglia,
il distruttore di nazioni
si è mosso dalla sua dimora
per ridurre la tua terra a una desolazione:
le tue città saranno distrutte,
non vi rimarranno abitanti.
[8]Per questo vestitevi di sacco,
lamentatevi e alzate grida,
perché non si è allontanata
l'ira ardente del Signore da noi.
[9]E in quel giorno, dice il Signore,
verrà meno il coraggio del re
e il coraggio dei capi;
i sacerdoti saranno costernati
e i profeti saranno stupiti.
[10]Essi diranno: Ah, Signore Dio
hai dunque del tutto ingannato
questo popolo e Gerusalemme,
quando dicevi: Voi avrete pace,
mentre una spada giunge fino alla gola».
[11]In quel tempo si dirà
a questo popolo e a Gerusalemme:
«Il vento ardente delle dune soffia dal deserto
verso la figlia del mio popolo,
non per vagliare, né per mondare il grano.
[12]Un vento minaccioso si alza per mio ordine.
Ora, anch'io voglio pronunziare
contro di essi la condanna».
[13]Ecco, egli sale come nubi
e come un turbine sono i suoi carri,
i suoi cavalli sono più veloci delle aquile.
Guai a noi che siamo perduti!
[14]Purifica il tuo cuore dalla malvagità,
Gerusalemme,
perché possa uscirne salva.
Fino a quando albergheranno in te
pensieri d'iniquità?
[15]Ecco, una voce reca la notizia da Dan,
si annunzia la sventura dalle montagne di Efraim.
[16]Annunziatelo alle genti, fatelo sapere a
Gerusalemme.
Gli assedianti vengono da una terra lontana,
mandano urla contro le città di Giuda,
[17]Come custodi d'un campo l'hanno circondata,
perché si è ribellata contro di me. Oracolo del Signore.
[18]La tua condotta e le tue azioni
ti hanno causato tutto ciò.
Questo il guadagno della tua malvagità; com'è amaro!
Ora ti penetra fino al cuore.
[19]Le mie viscere, le mie viscere! Sono straziato.
Le pareti del mio cuore!
Il cuore mi batte forte;
non riesco a tacere,
perché ho udito uno squillo di tromba,
un fragore di guerra.
[20]Si annunzia rovina sopra rovina:
tutto il paese è devastato.
A un tratto sono distrutte le mie tende,
in un attimo i miei padiglioni.
[21]Fino a quando dovrò vedere segnali
e udire squilli di tromba?
[22]«Stolto è il mio popolo:
non mi conoscono,
sono figli insipienti,
senza intelligenza;
sono esperti nel fare il male,
ma non sanno compiere il bene».
[23]Guardai la terra ed ecco solitudine e vuoto,
i cieli, e non v'era luce.
[24]Guardai i monti ed ecco tremavano
e tutti i colli ondeggiavano.
[25]Guardai ed ecco non c'era nessuno
e tutti gli uccelli dell'aria erano volati via.
[26]Guardai ed ecco la terra fertile era un deserto
e tutte le sue città erano state distrutte
dal Signore e dalla sua ira ardente.
[27]Poiché dice il Signore:
«Devastato sarà tutto il paese;
io compirò uno sterminio.
[28]Pertanto la terra sarà in lutto
e i cieli lassù si oscureranno,
perché io l'ho detto e non me ne pento,
l'ho stabilito e non ritratterò».
[29]Per lo strepito di cavalieri e di arcieri
ogni città è in fuga,
vanno nella folta boscaglia
e salgono sulle rupi.
Ogni città è abbandonata,
non c'è rimasto un sol uomo.
[30]E tu, devastata, che farai?
Anche se ti vestissi di scarlatto,
ti adornassi di fregi d'oro
e ti facessi gli occhi grandi con il bistro,
invano ti faresti bella.
I tuoi amanti ti disprezzano;
essi vogliono la tua vita.
[31]Sento un grido come di donna nei dolori,
un urlo come di donna al primo parto,
è il grido della figlia di Sion,
che spasima e tende le mani:
«Guai a me! Sono affranta,
affranta per tutti gli uccisi».
Geremia
- Capitolo 5
Le
ragioni dell'invasione
[1]Percorrete
le vie di Gerusalemme,
osservate bene e informatevi,
cercate nelle sue piazze
se trovate un uomo,
uno solo che agisca giustamente
e cerchi di mantenersi fedele,
e io le perdonerò, dice il Signore.
[2]Anche quando esclamano: «Per la vita del Signore!»,
certo giurano il falso.
[3]Signore, i tuoi occhi non cercano forse la fedeltà?
Tu li hai percossi, ma non mostrano dolore;
li hai fiaccati, ma rifiutano di comprendere la correzione.
Hanno indurito la faccia più di una rupe,
non vogliono convertirsi.
[4]Io pensavo: «Certo, sono di bassa condizione,
agiscono da stolti,
perchè non conoscono la via del Signore,
il diritto del loro Dio.
[5]Mi rivolgerò ai grandi e parlerò loro.
Certo, essi conoscono la via del Signore,
il diritto del loro Dio».
Ahimè, anche questi hanno rotto il giogo,
hanno spezzato i legami!
[6]Per questo li azzanna il leone della foresta,
il lupo delle steppe ne fa scempio,
il leopardo sta in agguato vicino alle loro città
quanti ne escono saranno sbranati;
perchè si sono moltiplicati i loro peccati,
sono aumentate le loro ribellioni.
[7]Perchè ti dovrei perdonare?
I tuoi figli mi hanno abbandonato,
hanno giurato per chi non è Dio.
Io li ho saziati ed essi hanno commesso adulterio,
si affollano nelle case di prostituzione.
[8]Sono come stalloni ben pasciuti e focosi;
ciascuno nitrisce dietro la moglie del suo prossimo.
[9]Non dovrei forse punirli per questo?
Oracolo del Signore.
E di un popolo come questo
non dovrei vendicarmi?
[10]Salite sui suoi filari e distruggeteli,
compite uno sterminio;
strappatene i tralci,
perchè non sono del Signore.
[11]Poichè, certo, mi si sono ribellate
la casa di Israele e la casa di Giuda».
Oracolo del Signore.
[12]Hanno rinnegato il Signore,
hanno proclamato: «Non è lui!
Non verrà sopra di noi la sventura,
non vedremo né spada né fame.
[13]I profeti sono come il vento,
la sua parola non è in essi».
[14]Perciò dice il Signore,
Dio degli eserciti:
«Questo sarà fatto loro,
poichè hanno pronunziato questo discorso:
Ecco io farò delle mie parole
come un fuoco sulla tua bocca.
Questo popolo sarà la legna che esso divorerà.
[15]Ecco manderò contro di voi
una nazione da lontano, o casa di Israele.
Oracolo del Signore.
E' una nazione valorosa,
è una nazione antica!
Una nazione di cui non conosci la lingua
e non comprendi che cosa dice.
[16]La sua faretra è come un sepolcro aperto.
Essi sono tutti prodi.
[17]Divorerà le tue messi e il tuo pane;
divorerà i tuoi figli e le tue figlie;
divorerà i greggi e gli armenti;
divorerà le tue vigne e i tuoi fichi;
distruggerà le città fortificate
nelle quali riponevi la fiducia.
La
pedagogia del castigo
[18]Ma
anche in quei giorni, dice il Signore,
non farò di voi uno sterminio».
[19]Allora,
se diranno: «Perché il Signore nostro Dio ci fa tutte queste
cose?», tu risponderai: «Come voi avete abbandonato il
Signore e avete servito divinità straniere nel vostro paese,
così servirete gli stranieri in un paese non vostro».
In
occasione di una carestia (?)
[20]Annunziatelo
nella casa di Giacobbe,
fatelo udire in Giuda dicendo:
[21]«Questo dunque ascoltate,
o popolo stolto e privo di senno,
che ha occhi ma non vede,
che ha orecchi ma non ode.
[22]Voi non mi temerete? Oracolo del Signore.
Non tremerete dinanzi a me,
che ho posto la sabbia per confine al mare,
come barriera perenne che esso non varcherà?
Le sue onde si agitano ma non prevalgono,
rumoreggiano ma non l'oltrepassano».
[23]Ma questo popolo ha un cuore
indocile e ribelle;
si voltano indietro e se ne vanno,
[24]e non dicono in cuor loro:
«Temiamo il Signore nostro Dio
che elargisce la pioggia d'autunno
e quella di primavera a suo tempo,
ha fissato le settimane per la messe
e ce le mantiene costanti».
[25]Le vostre iniquità hanno sconvolto queste cose
e i vostri peccati tengono lontano da voi il benessere;
Ripresa
del tema
[26]poiché
tra il mio popolo vi sono malvagi
che spiano come cacciatori in agguato,
pongono trappole
per prendere uomini.
[27]Come una gabbia piena di uccelli,
così le loro case sono piene di inganni;
perciò diventano grandi e ricchi.
[28]Sono grassi e pingui,
oltrepassano i limiti del male;
non difendono la giustizia,
non si curano della causa dell'orfano,
non fanno giustizia ai poveri.
[29]Non dovrei forse punire queste colpe?
Oracolo del Signore.
Di un popolo come questo
non dovrei vendicarmi?
[30]Cose spaventose e orribili
avvengono nel paese.
[31]I profeti predicono in nome della menzogna
e i sacerdoti governano al loro cenno;
eppure il mio popolo è contento di questo.
Che farete quando verrà la fine?
Geremia
- Capitolo 6
Ancora
l'invasione
[1]Mettetevi
in salvo, figli di Beniamino,
fuori di Gerusalemme.
In Tekòa date fiato alle trombe;
innalzate segnali su Bet-Chèrem,
perchè dal settentrione si affaccia una sventura
e una grande rovina.
[2]E' forse simile a un tenero prato la figlia di Sion?
[3]Verso di essa muovono i pastori
con i loro greggi;
le fissano le tende tutto intorno,
ognuno di loro pascola la sua parte.
[4]«Ingaggiate la santa battaglia contro di essa;
su, assaliamola in pieno giorno.
Noi sventurati! Già il giorno declina,
già si allungano le ombre della sera.
[5]Su, allora, assaliamola di notte,
distruggiamo i suoi palazzi».
[6]Perchè così dice il Signore degli eserciti:
«Tagliate i suoi alberi,
costruite un terrapieno davanti a Gerusalemme.
Essa è la città della menzogna,
in essa tutto è oppressione.
[7]Come una sorgente fa scorrere l'acqua,
così essa fa scorrere la sua iniquità.
Violenza e oppressione risuonano in essa,
dinanzi a me stanno sempre dolori e piaghe.
[8]Lasciati correggere, o Gerusalemme,
perchè io non mi allontani da te
e non ti riduca a un deserto,
a una regione disabitata».
[9]Così dice il Signore degli eserciti:
«Racimolate, racimolate come una vigna
il resto di Israele;
stendi ancora la tua mano come un vendemmiatore
verso i tuoi tralci».
[10]A chi parlerò
e chi scongiurerò perchè mi ascoltino?
Ecco, il loro orecchio non è circonciso,
sono incapaci di prestare attenzione.
Ecco, la parola del Signore è per loro
oggetto di scherno; non la gustano.
[11]Io perciò sono pieno dell'ira del Signore,
non posso più contenerla.
«Riversala sui bambini nella strada,
e anche sull'adunanza dei giovani,
perchè saranno presi insieme uomini e donne,
l'anziano e il decrepito.
[12]Le loro case passeranno a stranieri,
anche i loro campi e le donne,
perchè io stenderò la mano
sugli abitanti di questo paese».
Oracolo del Signore.
[13]Perchè dal piccolo al grande
tutti commettono frode;
dal profeta al sacerdote
tutti praticano la menzogna.
[14]Essi curano la ferita del mio popolo,
ma solo alla leggera, dicendo:
«Bene, bene!» ma bene non va.
[15]Dovrebbero vergognarsi dei loro atti abominevoli,
ma non si vergognano affatto,
non sanno neppure arrossire.
«er questo cadranno con le altre vittime,
nell'ora del castigo saranno prostrati», dice il Signore.
[16]Così il Signore:
«Fermatevi nelle strade e guardate,
informatevi circa i sentieri del passato,
dove sta la strada buona e prendetela,
così troverete pace per le anime vostre».
Ma essi risposero: «Non la prenderemo!».
[17]Io ho posto sentinelle presso di voi:
«Fate attenzione allo squillo di tromba».
Essi hanno risposto: «Non ci baderemo!».
[18]Per questo ascoltate, o popoli,
e sappi, o assemblea, ciò che avverrà di loro.
[19]Ascolta, o terra!
«Ecco, io mando contro questo popolo la sventura,
il frutto dei loro pensieri,
perchè non hanno prestato attenzione alle mie parole
e hanno rigettato la mia legge.
[20]Perchè mi offrite incenso portato da Saba
e la preziosa cannella che giunge da un paese lontano?
I vostri olocausti non mi sono graditi
e non mi piacciono i vostri sacrifici».
[21]Perciò, dice il Signore:
«Ecco, io porrò per questo popolo
pietre di inciampo,
in esse inciamperanno insieme padri e figli;
vicini e amici periranno».
[22]Così dice il Signore:
«Ecco un popolo viene da un paese del settentrione,
una grande nazione si muove dall'etremità della terra.
[23]Impugnano archi e lance;
sono crudeli, senza pietà.
Il loro clamore è come quello di un mare agitato;
essi montano cavalli:
sono pronti come un solo guerriero alla battaglia
contro di te, figlia di Sion».
[24]«Abbiamo udito la loro fama,
ci sono cadute le braccia;
l'angoscia si è impadronita di noi,
come spasimo di partoriente».
[25]Non uscite nei campi
e non camminate per le strade,
perchè la spada nemica
e il terrore sono tutt'intorno.
[26]Figlia del mio popolo, vèstiti di sacco
e ròtolati nella polvere.
Fa' lutto come per un figlio unico,
lamèntati amaramente,
perchè piomberà improvviso
il distruttore su di noi!
[27]Io ti ho posto come saggiatore fra il mio popolo,
perché tu conoscessi e saggiassi la loro condotta.
[28]Essi sono tutti ribelli,
spargono calunnie,
tutti sono corrotti.
[29]Il mantice soffia con forza,
il piombo è consumato dal fuoco;
invano si vuol raffinarlo a ogni costo,
le scorie non si separano.
[30]Scoria di argento si chiamano,
perché il Signore li ha rigettati.
Geremia
- Capitolo 7
2. ORACOLI PRONUNZIATI SOPRATTUTTO
AL TEMPO DI IOIAKIM
Il
vero culto
a)
L'attacco contro il tempio
[1]Questa
è la parola che fu rivolta dal Signore a Geremia: [2]«Fermati
alla porta del tempio del Signore e là pronunzia questo
discorso dicendo: Ascoltate la parola del Signore, voi tutti
di Giuda che attraversate queste porte per prostrarvi al
Signore. [3]Così dice il Signore degli eserciti, Dio
di Israele: Migliorate la vostra condotta e le vostre azioni e
io vi farò abitare in questo luogo. [4]Pertanto non
confidate nelle parole menzognere di coloro che dicono: Tempio
del Signore, tempio del Signore, tempio del Signore è questo!
[5]Poiché,
se veramente emenderete la vostra condotta e le vostre azioni,
se realmente pronunzierete giuste sentenze fra un uomo e il
suo avversario; [6]se non opprimerete lo straniero,
l'orfano e la vedova, se non spargerete il sangue innocente in
questo luogo e se non seguirete per vostra disgrazia altri
dei, [7]io vi farò abitare in questo luogo, nel paese
che diedi ai vostri padri da lungo tempo e per sempre. [8]Ma
voi confidate in parole false e ciò non vi gioverà: [9]rubare,
uccidere, commettere adulterio, giurare il falso, bruciare
incenso a Baal, seguire altri dei che non conoscevate. [10]Poi
venite e vi presentate alla mia presenza in questo tempio, che
prende il nome da me, e dite: Siamo salvi! per poi compiere
tutti questi abomini. [11]Forse è una spelonca di
ladri ai vostri occhi questo tempio che prende il nome da me?
Anch'io, ecco, vedo tutto questo. Parola del Signore. [12]Andate,
dunque, nella mia dimora che era in Silo, dove avevo da
principio posto il mio nome; considerate che cosa io ne ho
fatto a causa della malvagità di Israele, mio popolo. [13]Ora,
poiché avete compiuto tutte queste azioni - parola del
Signore - e, quando vi ho parlato con premura e sempre, non mi
avete ascoltato e, quando vi ho chiamato, non mi avete
risposto, [14]io tratterò questo tempio che porta il
mio nome e nel quale confidate e questo luogo che ho concesso
a voi e ai vostri padri, come ho trattato Silo.
[15]Vi scaccerò davanti a me come ho scacciato tutti i
vostri fratelli, tutta la discendenza di Efraim.
b)
Gli dei stranieri
[16]Tu
poi, non pregare per questo popolo, non innalzare per esso
suppliche e preghiere né insistere presso di me, perché non
ti ascolterò. [17]Non vedi che cosa fanno nelle città
di Giuda e nelle strade di Gerusalemme? [18]I figli
raccolgono la legna, i padri accendono il fuoco e le donne
impastano la farina per preparare focacce alla Regina del
cielo; poi si compiono libazioni ad altri dei per offendermi. [19]Ma
forse costoro offendono me - oracolo del Signore - o non
piuttosto se stessi a loro vergogna?». [20]Pertanto,
dice il Signore Dio: «Ecco il mio furore, la mia ira si
riversa su questo luogo, sugli uomini e sul bestiame, sugli
alberi dei campi e sui frutti della terra e brucerà senza
estinguersi».
c)
Il culto senza fedeltà
[21]Dice
il Signore degli eserciti, Dio di Israele: «Aggiungete pure i
vostri olocausti ai vostri sacrifici e mangiatene la carne! [22]In
verità io non parlai né diedi comandi sull'olocausto e sul
sacrificio ai vostri padri, quando li feci uscire dal paese
d'Egitto. [23]Ma questo comandai loro: Ascoltate la mia
voce! Allora io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio
popolo; e camminate sempre sulla strada che vi prescriverò,
perché siate felici. [24]Ma essi non ascoltarono né
prestarono orecchio; anzi procedettero secondo l'ostinazione
del loro cuore malvagio e invece di voltarmi la faccia mi han
voltato le spalle, [25]da quando i loro padri uscirono
dal paese d'Egitto fino ad oggi. Io inviai a voi tutti i miei
servitori, i profeti, con premura e sempre; [26]eppure
essi non li ascoltarono e non prestarono orecchio. Resero dura
la loro nuca, divennero peggiori dei loro padri. [27]Tu
dirai loro tutte queste cose, ma essi non ti ascolteranno; li
chiamerai, ma non ti risponderanno. [28]Allora dirai
loro: Questo è il popolo che non ascolta la voce del Signore
suo Dio né accetta la correzione. La fedeltà è sparita, è
stata bandita dalla loro bocca.
d)
Di nuovo il culto illegittimo; minaccia di esilio
[29]Taglia
la tua chioma e gettala via
e intona sulle alture un canto lugubre,
perché il Signore ha rigettato e abbandonato
la generazione che è oggetto della sua ira.
[30]Perché
i figli di Giuda hanno commesso ciò che è male ai miei
occhi, oracolo del Signore. Hanno posto i loro abomini nel
tempio che prende il nome da me, per contaminarlo. [31]Hanno
costruito l'altare di Tofet, nella valle di Ben-Hinnòn, per
bruciare nel fuoco i figli e le figlie, cosa che io non ho mai
comandato e che non mi è mai venuta in mente. [32]Perciò
verranno giorni - oracolo del Signore - nei quali non si
chiamerà più Tofet né valle di Ben-Hinnòn, ma valle della
Strage. Allora si seppellirà in Tofet, perché non ci sarà
altro luogo. [33]I cadaveri di questo popolo saranno
pasto agli uccelli dell'aria e alle bestie selvatiche e
nessuno li scaccerà. [34]Io farò cessare nelle città
di Giuda e nelle vie di Gerusalemme le grida di gioia e la
voce dell'allegria, la voce dello sposo e della sposa, poiché
il paese sarà ridotto un deserto».
Geremia
- Capitolo 8
[1]«In
quel tempo - oracolo del Signore - si estrarranno dai loro
sepolcri le ossa dei re di Giuda, le ossa dei suoi capi, dei
sacerdoti, dei profeti e degli abitanti di Gerusalemme. [2]Esse
saranno sparse in onore del sole, della luna e di tutta la
milizia del cielo che essi amarono, servirono, seguirono,
consultarono e adorarono. Non saranno più raccolte né
sepolte, ma rimarranno come letame sulla terra. [3]Allora
la morte sarà preferibile alla vita per tutti quelli che
resteranno di questa razza malvagia in ogni luogo, dove li avrò
dispersi». Oracolo del Signore degli eserciti.
Minacce,
lamenti, istruzioni. Traviamento di Israele
[4]Tu
dirai loro: «Così dice il Signore:
Forse chi cade non si rialza
e chi perde la strada non torna indietro?
[5]Perché allora questo popolo
si ribella con continua ribellione?
Persistono nella malafede,
rifiutano di convertirsi.
[6]Ho fatto attenzione e ho ascoltato;
essi non parlano come dovrebbero.
Nessuno si pente della sua malizia,
dicendo: Che ho fatto?
Ognuno segue senza voltarsi la sua corsa
come un cavallo che si lanci nella battaglia.
[7]Anche la cicogna nel cielo
conosce i suoi tempi;
la tortora, la rondinella e la gru
osservano la data del loro ritorno;
il mio popolo, invece, non conosce
il comando del Signore.
La
legge nelle mani dei sacerdoti
[8]Come
potete dire: Noi siamo saggi,
la legge del Signore è con noi?
A menzogna l'ha ridotta
la penna menzognera degli scribi!
[9]I saggi saranno confusi,
sconcertati e presi come in un laccio.
Essi hanno rigettato la parola del Signore,
quale sapienza possono avere?
Ripresa
di un frammento con minacce
[10]Per
questo darò le loro donne ad altri,
i loro campi ai conquistatori,
perché, dal piccolo al grande,
tutti commettono frode;
dal profeta al sacerdote,
tutti praticano la menzogna.
[11]Essi curano la ferita del mio popolo
ma solo alla leggera, dicendo: Bene, bene!
ma bene non va.
[12]Dovrebbero vergognarsi dei loro atti abominevoli,
ma non si vergognano affatto,
non sanno neppure arrossire.
Per questo cadranno con le altre vittime,
nell'ora del castigo saranno prostrati» dice il Signore.
Minacce
alla vigna - Giuda
[13]«Li
mieto e li anniento,
dice il Signore,
non c'è più uva nella vigna
né frutti sui fichi;
anche le foglie son avvizzite.
Ho procurato per loro degli invasori».
[14]«Perché ce ne stiamo seduti?
Riunitevi, entriamo nelle fortezze
e moriamo in esse,
poiché il Signore nostro Dio ci fa perire.
Egli ci fa bere acque avvelenate,
perché abbiamo peccato contro di lui.
[15]Aspettavamo la pace, ma non c'è alcun bene;
l'ora della salvezza, ed ecco il terrore».
[16]Da Dan si sente
lo sbuffare dei suoi cavalli;
al rumore dei nitriti dei suoi destrieri
trema tutta la terra.
Vengono e divorano il paese e quanto in esso si trova,
la città e i suoi abitanti.
[17]«Ecco, io sto per mandarvi
serpenti velenosi
contro i quali non esiste incantesimo,
ed essi vi morderanno»
dice il Signore.
Lamento
del profeta per una carestia
[18]Cercai
di rasserenarmi, superando il mio dolore,
ma il mio cuore vien meno.
[19]Ecco odo le grida della figlia del mio popolo
da una terra lunga e larga:
«Forse il Signore non si trova in Sion,
il suo re non vi abita più?».
Perché mi hanno provocato all'ira con i loro idoli
e con queste nullità straniere?
[20]E' passata la stagione della messe, è finita
l'estate
e noi non siamo stati soccorsi.
[21]Per la ferita della figlia del mio popolo sono
affranto,
sono costernato, l'orrore mi ha preso.
[22]Non v'è forse balsamo in Gàlaad?
Non c'è più nessun medico?
Perché non si cicatrizza
la ferita della figlia del mio popolo?
[23]Chi farà del mio capo una fonte di acqua,
dei miei occhi una sorgente di lacrime,
perché pianga giorno e notte
gli uccisi della figlia del mio popolo?
Geremia
- Capitolo 9
Corruzione
morale di Giuda
[1]Chi
mi darà nel deserto un rifugio per viandanti?
Io lascerei il mio popolo e mi allontanerei da lui,
perché sono tutti adùlteri, una massa di traditori.
[2]Tendono la loro lingua come un arco;
la menzogna e non la verità
domina nel paese.
Passano da un delitto all'altro
e non conoscono il Signore.
[3]Ognuno si guardi dal suo amico,
non fidatevi neppure del fratello,
poiché ogni fratello inganna il fratello,
e ogni amico va spargendo calunnie.
[4]Ognuno si beffa del suo prossimo,
nessuno dice la verità.
Hanno abituato la lingua a dire menzogne,
operano l'iniquità, incapaci di convertirsi.
[5]Angheria sopra angheria, inganno su inganno;
rifiutano di conoscere il Signore.
[6]Perciò dice il Signore degli eserciti:
«Ecco li raffinerò al crogiuolo e li saggerò;
come dovrei comportarmi con il mio popolo?
[7]Una saetta micidiale è la loro lingua,
inganno le parole della loro bocca.
Ognuno parla di pace con il prossimo,
mentre nell'intimo gli ordisce un tranello
[8]Non dovrei forse punirli per tali cose?
Oracolo del Signore.
Di un popolo come questo non dovrei vendicarmi?».
Lamenti
a Sion
[9]Sui
monti alzerò gemiti e lamenti,
un pianto di lutto sui pascoli della steppa,
perché sono riarsi, nessuno più vi passa,
né più si ode il grido del bestiame.
Dagli uccelli dell'aria alle bestie
tutti sono fuggiti, scomparsi.
[10]«Ridurrò Gerusalemme un cumulo di rovine,
rifugio di sciacalli;
le città di Giuda ridurrò alla desolazione,
senza abitanti».
[11]Chi è tanto saggio da comprendere questo?
A chi la bocca del Signore ha parlato perché lo annunzi?
Perché il paese è devastato,
desolato come un deserto senza passanti?
[12]Ha
detto il Signore: «E' perché hanno abbandonato la legge che
avevo loro posto innanzi e non hanno ascoltato la mia voce e
non l'hanno seguita, [13]ma han seguito la caparbietà
del loro cuore e i Baal, che i loro padri avevano fatto loro
conoscere». [14]Pertanto così dice il Signore degli
eserciti, Dio di Israele: «Ecco, darò loro in cibo assenzio,
farò loro bere acque avvelenate; [15]li disperderò in
mezzo a popoli che né loro né i loro padri hanno conosciuto
e manderò dietro a loro la spada finché non li abbia
sterminati».
Così
dice il Signore degli eserciti:
[16]Attenti, chiamate le lamentatrici, che vengano!
Fate venire le più brave!
Accorrano
[17]e facciano presto, per intonare su di noi un
lamento.
Sgorghino lacrime dai nostri occhi,
il pianto scorra dalle nostre ciglia,
[18]perché una voce di lamento si ode da Sion:
«Come siamo rovinati,
come profondamente confusi,
poiché dobbiamo abbandonare il paese,
lasciare le nostre abitazioni».
[19]Udite, dunque, o donne, la parola del Signore;
i vostri orecchi accolgano la parola della sua bocca.
Insegnate alle vostre figlie il lamento,
l'una all'altra un canto di lutto:
[20]«La morte è entrata per le nostre finestre,
si è introdotta nei nostri palazzi,
abbattendo i fanciulli nella via
e i giovani nelle piazze.
[21]I cadaveri degli uomini giacciono - dice il Signore
-
come letame sui campi,
come covoni dietro il mietitore
e nessuno li raccoglie».
La
vera saggezza
[22]Così
dice il Signore:
«Non si vanti il saggio della sua saggezza
e non si vanti il forte della sua forza,
non si vanti il ricco delle sue ricchezze.
[23]Ma chi vuol gloriarsi si vanti di questo,
di avere senno e di conoscere me,
perché io sono il Signore che agisce con misericordia,
con diritto e con giustizia sulla terra;
di queste cose mi compiaccio».
Parola del Signore.
La
circoncisione, falsa garanzia
[24]«Ecco,
giorni verranno - oracolo del Signore - nei quali punirò
tutti i circoncisi che rimangono non circoncisi: [25]l'Egitto,
Giuda, Edom, gli Ammoniti e i Moabiti e tutti coloro che si
tagliano i capelli alle estremità delle tempie, i quali
abitano nel deserto, perché tutte queste nazioni e tutta la
casa di Israele sono incirconcisi nel cuore».
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Geremia
- Capitolo 10
Idoli
e vero Dio
[1]Ascoltate
la parola che il Signore vi rivolge,
casa di Israele.
[2]Così dice il Signore:
«Non imitate la condotta delle genti
e non abbiate paura dei segni del cielo,
perché le genti hanno paura di essi.
[3]Poiché ciò che è il terrore dei popoli è un
nulla,
non è che un legno tagliato nel bosco,
opera delle mani di chi lavora con l'ascia.
[4]E' ornato di argento e di oro,
è fissato con chiodi e con martelli,
perché non si muova.
[5]Gli idoli sono come uno spauracchio
in un campo di cocòmeri,
non sanno parlare,
bisogna portarli, perché non camminano.
Non temeteli, perché non fanno alcun male,
come non è loro potere fare il bene».
[6]Non sono come te, Signore;
tu sei grande
e grande la potenza del tuo nome.
[7]Chi non ti temerà, re delle nazioni?
Questo ti conviene,
poiché fra tutti i saggi delle nazioni
e in tutti i loro regni
nessuno è simile a te.
[8]Sono allo stesso tempo stolti e testardi;
vana la loro dottrina, come un legno.
[9]Argento battuto e laminato portato da Tarsìs
e oro di Ofir,
lavoro di artista e di mano di orafo,
di porpora e di scarlatto è la loro veste:
tutti lavori di abili artisti.
[10]Il Signore, invece, è il vero Dio,
egli è Dio vivente e re eterno;
al suo sdegno trema la terra,
i popoli non resistono al suo furore.
[11]Direte
loro:
«Gli dei che non hanno fatto il cielo e la terra
scompariranno dalla terra e sotto il cielo».
[12]Egli
ha formato la terra con potenza,
ha fissato il mondo con sapienza,
con intelligenza ha disteso i cieli.
[13]Al rombo della sua voce rumoreggiano le acque nel
cielo.
Egli fa salire le nubi dall'estremità della terra,
produce lampi per la pioggia
e manda fuori il vento dalle sue riserve.
[14]Rimane inebetito ogni uomo, senza comprendere;
resta confuso ogni orafo per i suoi idoli,
poiché è menzogna ciò che ha fuso
e non ha soffio vitale.
[15]Essi sono vanità, opere ridicole;
al tempo del loro castigo periranno.
[16]Non è tale l'eredità di Giacobbe,
perché egli ha formato ogni cosa.
Israele è la tribù della sua eredità,
Signore degli eserciti è il suo nome.
Panico
nel paese
[17]Raccogli
il tuo fardello fuori dal paese,
tu che sei cinta d'assedio,
[18]poiché dice il Signore:
«Ecco, questa volta, caccerò lontano
gli abitanti del paese;
li ridurrò alle strette, perché mi ritrovino».
[19]Guai a me a causa della mia ferita;
la mia piaga è incurabile.
Eppure io avevo pensato:
«E' solo un dolore che io posso sopportare».
[20]La mia tenda è sfasciata
tutte le mie corde sono rotte.
I miei figli si sono allontanati da me e più non sono.
Nessuno pianta ancora la mia tenda
e stende i miei teli.
[21]I pastori sono diventati insensati,
non hanno ricercato più il Signore;
per questo non hanno avuto successo,
anzi è disperso tutto il loro gregge.
[22]Si ode un rumore che avanza
e un grande frastuono giunge da settentrione,
per ridurre le città di Giuda un deserto,
un rifugio di sciacalli.
[23]«Lo so, Signore, che l'uomo non è padrone della
sua via,
non è in potere di chi cammina il dirigere i suoi passi.
[24]Correggimi, Signore, ma con giusta misura,
non secondo la tua ira, per non farmi vacillare».
[25]Riversa la tua collera sui popoli
che non ti conoscono
e sulle stirpi
che non invocano il tuo nome,
poiché hanno divorato Giacobbe
l'hanno divorato e consumato,
e hanno distrutto la sua dimora.
Geremia
- Capitolo 11
Geremia
e le parole dell'alleanza
[1]Questa
la parola che fu rivolta a Geremia da parte del Signore: [2]«Ascolta
le parole di questa alleanza e tu riferiscile agli uomini di
Giuda e agli abitanti di Gerusalemme. [3]Dirai loro:
Dice il Signore Dio di Israele: Maledetto l'uomo che non
ascolta le parole di questa alleanza, [4]che io imposi
ai vostri padri quando li feci uscire dal paese d'Egitto, dal
crogiuolo di ferro, dicendo: Ascoltate la mia voce ed eseguite
quanto vi ho comandato; allora voi sarete il mio popolo e io
sarò il vostro Dio, [5]così che io possa mantenere il
giuramento fatto ai vostri padri di dare loro una terra dove
scorrono latte e miele, come oggi possedete». Io risposi: «Così
sia, Signore!». [6]E il Signore mi disse: «Proclama
tutte queste parole nelle città di Giuda e nelle strade di
Gerusalemme, dicendo: Ascoltate le parole di questa alleanza e
mettetele in pratica! [7]Poiché io ho più volte
scongiurato i vostri padri quando li feci uscire dal paese
d'Egitto e fino ad oggi, ammonendoli premurosamente ogni
giorno: Ascoltate la mia voce! [8]Ma essi non
ascoltarono né prestarono orecchio; ognuno seguì la
caparbietà del suo cuore malvagio. Perciò ho attuato nei
loro riguardi tutte le parole di questa alleanza che avevo
ordinato loro di osservare e non osservarono».
[9]Il
Signore mi disse: «Si è formata una congiura fra gli uomini
di Giuda e gli abitanti di Gerusalemme; [10]sono
ritornati alle iniquità dei loro primi padri che avevano
rifiutato di ascoltare le mie parole, anch'essi hanno seguito
altri dei per servirli. La casa di Israele e la casa di Giuda
hanno violato l'alleanza che io avevo concluso con i loro
padri. [11]Perciò dice il Signore: Ecco manderò su di
loro una sventura alla quale non potranno sfuggire. Allora
leveranno grida di aiuto verso di me, ma io non li ascolterò;
[12]allora le città di Giuda e gli abitanti di
Gerusalemme alzeranno grida di aiuto agli dei ai quali hanno
offerto incenso, ma quelli certamente non li salveranno nel
tempo della loro sciagura. [13]Perché numerosi come le
tue città sono i tuoi dei, o Giuda; numerosi come le strade
di Gerusalemme gli altari che avete eretto all'idolo, altari
per bruciare incenso a Baal.
[14]Tu
poi, non intercedere per questo popolo, non innalzare per esso
suppliche e preghiere, perché non ascolterò quando mi
invocheranno nel tempo della loro sventura».
Rimprovero
ai frequentatori del tempio
[15]Che
ha da fare il mio diletto nella mia casa,
con la sua perversa condotta?
Voti e carne di sacrifici allontanano forse
da te la tua sventura,
e così potrai ancora schiamazzare di gioia?
[16]Ulivo verde, maestoso,
era il nome che il Signore ti aveva imposto.
Con grande strepito ha dato fuoco alle sue foglie,
i suoi rami si sono bruciati.
[17]Il
Signore degli eserciti che ti ha piantato preannunzia la
sventura contro di te, a causa della malvagità che hanno
commesso a loro danno la casa di Israele e la casa di Giuda
irritandomi con il bruciare incenso a Baal.
Geremia
perseguitato ad Anatot
[18]Il
Signore me lo ha manifestato e io l'ho saputo;
allora ha aperto i miei occhi sui loro intrighi.
[19]Ero
come un agnello mansueto che viene portato al macello, non
sapevo che essi tramavano contro di me, dicendo: «Abbattiamo
l'albero nel suo rigoglio, strappiamolo dalla terra dei
viventi; il suo nome non sia più ricordato».
[20]Ora,
Signore degli eserciti, giusto giudice,
che scruti il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa.
[21]Perciò
dice il Signore riguardo agli uomini di Anatòt che attentano
alla mia vita dicendo: «Non profetare nel nome del Signore,
se no morirai per mano nostra»; [22]così dunque dice
il Signore degli eserciti: «Ecco, li punirò. I loro giovani
moriranno di spada, i loro figli e le loro figlie moriranno di
fame. [23]Non rimarrà di loro alcun superstite, perché
manderò la sventura contro gli uomini di Anatòt nell'anno
del loro castigo».
Geremia
- Capitolo 12
La
felicità dei cattivi
[1]Tu
sei troppo giusto, Signore,
perché io possa discutere con te;
ma vorrei solo rivolgerti una parola sulla giustizia.
Perché le cose degli empi prosperano?
Perché tutti i traditori sono tranquilli?
[2]Tu li hai piantati ed essi hanno messo radici,
crescono e producono frutto;
tu sei vicino alla loro bocca,
ma lontano dai loro cuori.
[3]Ma tu, Signore, mi conosci, mi vedi,
tu provi che il mio cuore è con te.
Strappali via come pecore per il macello,
riservali per il giorno dell'uccisione.
[4]Fino a quando sarà in lutto la terra
e seccherà tutta l'erba dei campi?
Per la malvagità dei suoi abitanti
le fiere e gli uccelli periscono,
poiché essi dicono: «Dio non vede i nostri passi».
[5]«Se, correndo con i pedoni, ti stanchi,
come potrai gareggiare con i cavalli?
Se non ti senti al sicuro in una regione pacifica,
che farai nella boscaglia del Giordano?
[6]Perfino i tuoi fratelli e la casa di tuo padre,
perfino loro sono sleali con te;
anch'essi ti gridano dietro a piena voce;
non fidarti di loro quando ti dicono buone parole.
Lamenti
del Signore sulla sua eredità invasa
[7]Io
ho abbandonato la mia casa,
ho ripudiato la mia eredità;
ho consegnato ciò che ho di più caro
nelle mani dei suoi nemici.
[8]La mia eredità è divenuta per me
come un leone nella foresta;
ha ruggito contro di me,
perciò ho cominciato a odiarla.
[9]La mia eredità è forse per me come un uccello
screziato?
Gli uccelli rapaci l'assalgono da ogni parte.
Venite, radunatevi, voi tutte bestie selvatiche,
venite a divorare.
[10]Molti pastori hanno devastato la mia vigna,
hanno calpestato il mio campo.
Hanno fatto del mio campo prediletto
un deserto desolato,
[11]lo hanno ridotto una landa deserta,
in uno stato deplorevole;
sta desolato dinanzi a me.
E' devastato tutto il paese,
e nessuno se ne dà pensiero.
[12]Su tutte le alture del deserto giungono
devastatori,
poiché il Signore ha una spada che divora,
da un estremo all'altro della terra;
non c'è scampo per nessuno.
[13]Essi hanno seminato grano e mietuto spine,
si sono stancati senz'alcun vantaggio;
restano confusi per il loro raccolto
a causa dell'ira ardente del Signore».
Giudizio
e salvezza dei popoli vicini
[14]Così
dice il Signore: «Sradicherò dalla loro terra tutti i miei
vicini malvagi, che han messo le mani sull'eredità da me data
in possesso al mio popolo Israele, come anche strapperò la
casa di Giuda di mezzo a loro. [15]Allora, dopo averli
strappati, avrò di nuovo compassione di loro e farò tornare
ognuno al suo possesso e ognuno al suo paese. [16]Se
impareranno accuratamente le usanze del mio popolo sì da
giurare nel mio nome: Per la vita del Signore, come hanno
insegnato al mio popolo a giurare per Baal, allora potranno
stabilirsi in mezzo al mio popolo. [17]Se invece non
ascoltano, estirperò tutto questo popolo ed esso perirà».
Oracolo del Signore.
Geremia
- Capitolo 13
La
cintura inutilizzabile
[1]Il
Signore mi parlò così: «Và a comprarti una cintura di lino
e mettitela ai fianchi senza immergerla nell'acqua». [2]Io
comprai la cintura secondo il comando del Signore e me la misi
ai fianchi.
[3]Poi
la parola del Signore mi fu rivolta una seconda volta: [4]«Prendi
la cintura che hai comprato e che porti ai fianchi e và
subito verso l'Eufrate e nascondila nella fessura di una
pietra». [5]Io andai e la nascosi presso l'Eufrate,
come mi aveva comandato il Signore. [6]Ora, dopo molto
tempo, il Signore mi disse: «Alzati, và all'Eufrate e prendi
di là la cintura che ti avevo comandato di nascondervi». [7]Io
andai verso l'Eufrate, cercai e presi la cintura dal luogo in
cui l'avevo nascosta; ed ecco, la cintura era marcita, non era
più buona a nulla.
[8]Allora
mi fu rivolta questa parola del Signore: [9]«Dice il
Signore: In questo modo ridurrò in marciume la grande gloria
di Giuda e di Gerusalemme. [10]Questo popolo malvagio,
che rifiuta di ascoltare le mie parole, che si comporta
secondo la caparbietà del suo cuore e segue altri dei per
servirli e per adorarli, diventerà come questa cintura, che
non è più buona a nulla. [11]Poiché, come questa
cintura aderisce ai fianchi di un uomo, così io volli che
aderisse a me tutta la casa di Israele e tutta la casa di
Giuda - parola del Signore - perché fossero mio popolo, mia
fama, mia lode e mia gloria, ma non mi ascoltarono.
I
boccali di vino fracassati
[12]Ora,
tu riferirai a questo popolo: Così dice il Signore Dio di
Israele: Ogni boccale va riempito di vino. Se essi ti diranno:
Forse non sappiamo che ogni boccale va riempito di vino? [13]tu
risponderai loro : Così parla il Signore: Ecco io renderò
tutti ubriachi gli abitanti di questo paese, i re che siedono
sul trono di Davide, i sacerdoti, i profeti e tutti gli
abitanti di Gerusalemme. [14]Poi fracasserò, gli uni
contro gli |