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Cronache
2 - Capitolo 1
III.
SALOMONE E LA COSTRUZIONE DEL TEMPIO
Salomone
riceve il dono della Saggezza
[1]Salomone
figlio di Davide si affermò nel regno. Il Signore suo Dio era
con lui e lo rese molto grande.
[2]Salomone
mandò ordini a tutto Israele, ai capi di migliaia e di
centinaia, ai magistrati, a tutti i principi di tutto Israele
e ai capifamiglia. [3]Poi Salomone e tutto Israele con
lui si recarono all'altura di Gàbaon, perché là si trovava
la tenda del convegno di Dio, eretta da Mosè, servo di Dio,
nel deserto. [4]Ma l'arca di Dio Davide l'aveva
trasportata da Kiriat-Iearìm nel luogo che aveva preparato
per essa, perché egli aveva innalzato per essa una tenda in
Gerusalemme. [5]L'altare di bronzo, opera di Bezalèel
figlio di Uri, figlio di Cur, era là davanti alla Dimora del
Signore. Salomone e l'assemblea vi andarono per consultare il
Signore. [6]Salomone salì all'altare di bronzo davanti
al Signore nella tenda del convegno e vi offrì sopra mille
olocausti.
[7]In
quella notte Dio apparve a Salomone e gli disse: «Chiedimi ciò
che vuoi che io ti conceda». [8]Salomone disse a Dio:
«Tu hai trattato mio padre Davide con grande benevolenza e mi
hai fatto regnare al suo posto. [9]Ora, Signore Dio, si
avveri la tua parola a Davide mio padre, perché mi hai
costituito re su un popolo numeroso come la polvere della
terra. [10]Ora concedimi saggezza e scienza e che io
possa guidare questo popolo; perché chi potrebbe mai
governare questo tuo grande popolo?».
[11]Dio
disse a Salomone: «Poiché ti sta a cuore una cosa simile e
poiché non hai domandato né ricchezze, né beni, né gloria,
né la vita dei tuoi nemici e neppure una lunga vita, ma hai
domandato piuttosto saggezza e scienza per governare il mio
popolo, su cui ti ho costituito re, [12]saggezza e
scienza ti saranno concesse. Inoltre io ti darò ricchezze,
beni e gloria, quali non ebbero mai i re tuoi predecessori e
non avranno mai i tuoi successori». [13]Salomone poi
dall'altura, che si trovava in Gàbaon, tornò a Gerusalemme,
lontano dalla tenda del convegno, e regnò su Israele.
[14]Salomone
radunò carri e cavalli; aveva millequattrocento carri e
dodicimila cavalli, distribuiti nelle città dei carri e
presso il re in Gerusalemme. [15]Il re fece in modo che
in Gerusalemme l'argento e l'oro abbondassero come i sassi e i
cedri fossero numerosi come i sicomòri nella Sefela. [16]I
cavalli di Salomone provenivano da Muzri e da Kue; i mercanti
del re li acquistavano in Kue. [17]Essi facevano venire
e importavano da Muzri un carro per seicento sicli d'argento,
un cavallo per centocinquanta. In tal modo ne importavano per
fornirli a tutti i re degli Hittiti e ai re di Aram.
Ultimi
preparativi. Chiram di Tiro
[18]Salomone
decise di costruire un tempio al nome del Signore e una reggia
per sé.
Cronache
2 - Capitolo 2
[1]Salomone
ingaggiò settantamila portatori, ottantamila scalpellini per
lavorare in montagna e tremilaseicento sorveglianti.
[2]Salomone
mandò a dire a Chiram, re di Tiro: «Come hai fatto con mio
padre Davide, al quale avevi spedito legno di cedro per la
costruzione della sua dimora, fà anche con me. [3]Ecco
ho deciso di costruire un tempio al nome del Signore mio Dio,
per consacrarlo a lui sì che io possa bruciare profumi
fragranti davanti a lui, esporre sempre i pani dell'offerta e
presentare olocausti mattina e sera, nei sabati, nei noviluni
e nelle feste del Signore nostro Dio. Per Israele questo è un
obbligo perenne. [4]Il tempio, che io intendo
costruire, deve essere grande, perché il nostro Dio è più
grande di tutti gli dei. [5]Ma chi avrà la capacità
di costruirgli un tempio, quando i cieli e i cieli dei cieli
non bastano per contenerlo? E chi sono io perché gli
costruisca un tempio, anche solo per bruciare incenso alla sua
presenza? [6]Ora mandami un uomo esperto nel lavorare
l'oro, l'argento, il bronzo, il ferro, filati di porpora, di
cremisi e di violetto e che sappia eseguire intagli di ogni
genere; egli lavorerà con gli altri artigiani che io ho in
Gerusalemme e in Giuda, preparati da mio padre Davide. [7]Mandami
legno di cedro, di abete e di sandalo dal Libano. Io so,
infatti, che i tuoi uomini sono abili nel tagliare gli alberi
del Libano. Ora i miei uomini si uniranno ai tuoi [8]per
prepararmi legno in grande quantità, perché il tempio che
intendo costruire deve essere grande e stupendo. [9]Ecco,
a quanti abbatteranno e taglieranno gli alberi io darò grano
per vettovagliamento; ai tuoi uomini darò ventimila kor
di grano, ventimila kor d'orzo, ventimila bat di
vino e ventimila bat d'olio».
[10]Chiram
re di Tiro mandò per iscritto a Salomone questo messaggio: «Per
l'amore che il Signore porta al suo popolo, ti ha costituito
re su di esso». [11]Quindi Chiram diceva: «Sia
benedetto il Signore Dio di Israele, che ha fatto il cielo e
la terra, che ha concesso al re Davide un figlio saggio, pieno
di senno e di intelligenza, il quale costruirà un tempio al
Signore e una reggia per sé. [12]Ora ti mando un uomo
esperto, pieno di saggezza, Curam-Abi, [13]figlio di
una donna della tribù di Dan e di un padre di Tiro. Egli sa
lavorare l'oro, l'argento, il bronzo, il ferro, le pietre, il
legno, i filati di porpora, di violetto, di bisso e di
cremisi; sa eseguire ogni intaglio e concretare genialmente
ogni progetto gli venga sottoposto. Egli lavorerà con i tuoi
artigiani e con gli artigiani del mio signore Davide tuo
padre. [14]Ora il mio Signore mandi ai suoi uomini il
grano, l'orzo, l'olio e il vino promessi. [15]Noi
taglieremo nel Libano il legname, quanto te ne occorrerà, e
te lo porteremo per mare su zattere fino a Giaffa e tu lo
farai salire a Gerusalemme».
I
lavori
[16]Salomone
censì tutti gli stranieri che erano nel paese di Israele: un
nuovo censimento dopo quello effettuato dal padre Davide. Ne
furono trovati centocinquantatremilaseicento. [17]Ne
prese settantamila come portatori, ottantamila come
scalpellini perché lavorassero sulle montagne e
tremilaseicento come sorveglianti perché facessero lavorare
quella gente.
Cronache
2 - Capitolo 3
[1]Salomone
cominciò a costruire il tempio del Signore in Gerusalemme sul
monte Moria dove il Signore era apparso a Davide suo padre,
nel luogo preparato da Davide sull'aia di Ornan il Gebuseo. [2]Incominciò
a costruire nel secondo mese dell'anno quarto del suo regno. [3]Queste
sono le misure delle fondamenta poste da Salomone per
edificare il tempio: lunghezza, in cubiti dell'antica misura,
sessanta cubiti; larghezza venti cubiti. [4]Il
vestibolo, che era di fronte al tempio nel senso della
larghezza del tempio, era di venti cubiti; la sua altezza era
di centoventi cubiti. Egli ricoprì l'interno di oro
purissimo. [5]Ricoprì con legno di abete il vano
maggiore e lo rivestì d'oro fino; sopra vi scolpì palme e
catenelle. [6]Rivestì l'aula con pietre preziose per
ornamento. L'oro era oro di Parvàim.
[7]Rivestì
d'oro la navata, cioè le travi, le soglie, le pareti e le
porte; sulle pareti scolpì cherubini.
[8]Costruì
la cella del Santo dei santi, lunga, nel senso della larghezza
della navata, venti cubiti e larga venti cubiti. La rivestì
di oro fino, impiegandone seicento talenti. [9]Il peso
dei chiodi era di cinquanta sicli d'oro; anche i piani di
sopra rivestì d'oro. [10]Nella cella del Santo dei
santi eresse due cherubini, lavoro di scultura e li rivestì
d'oro. [11]Le ali dei cherubini erano lunghe venti
cubiti. Un'ala del primo cherubino, lunga cinque cubiti,
toccava la parete della cella; l'altra, lunga cinque cubiti,
toccava l'ala del secondo cherubino. [12]Un'ala del
secondo cherubino, di cinque cubiti, toccava la parete della
cella; l'altra, di cinque cubiti, toccava l'ala del primo
cherubino.
[13]Queste
ali dei cherubini, spiegate, misuravano venti cubiti; essi
stavano in piedi, voltati verso l'interno.
[14]Salomone
fece la cortina di stoffa di violetto, di porpora, di cremisi
e di bisso; sopra vi fece ricamare cherubini.
[15]Di
fronte al tempio eresse due colonne, alte trentacinque cubiti;
il capitello sulla cima di ciascuna era di cinque cubiti. [16]Fece
ghirlande e le pose sulla cima delle colonne. Fece anche cento
melagrane e le collocò fra le ghirlande. [17]Eresse le
colonne di fronte alla navata, una a destra e una a sinistra;
quella a destra la chiamò Iachin e quella a sinistra Boaz.
Cronache
2 - Capitolo 4
[1]Salomone
fece l'altare di bronzo lungo venticinque cubiti, largo
venticinque e alto dieci. [2]Fece la vasca di metallo
fuso del diametro di dieci cubiti, rotonda, alta cinque
cubiti; ci voleva una corda di trenta cubiti per cingerla. [3]Sotto
l'orlo, per l'intera circonferenza, la circondavano animali
dalle sembianze di buoi, dieci per cubito, disposti in due
file e fusi insieme con la vasca. [4]Questa poggiava su
dodici buoi: tre guardavano verso settentrione, tre verso
occidente, tre verso meridione e tre verso oriente. La vasca
vi poggiava sopra e le loro parti posteriori erano rivolte
verso l'interno. [5]Il suo spessore era di un palmo; il
suo orlo era come l'orlo di un calice a forma di giglio.
Conteneva tremila bat.
[6]Fece
anche dieci recipienti per la purificazione ponendone cinque a
destra e cinque a sinistra; in essi si lavava quanto si
adoperava per l'olocausto. La vasca serviva alle abluzioni dei
sacerdoti.
[7]Fece
dieci candelabri d'oro, secondo la forma prescritta, e li pose
nella navata: cinque a destra e cinque a sinistra.
[8]Fece
dieci tavoli e li collocò nella navata, cinque a destra e
cinque a sinistra.
[9]Fece
il cortile dei sacerdoti, il gran cortile e le porte di detto
cortile, che rivestì di bronzo. [10]Collocò la vasca
dal lato destro, a sud-est.
[11]Curam
fece le caldaie, le palette e gli aspersori. Egli portò a
termine il lavoro, eseguito nel tempio per il re Salomone: [12]le
due colonne, i due globi dei capitelli sopra le colonne, i due
reticolati per coprire i globi dei capitelli sopra le colonne,
[13]le quattrocento melagrane per i due reticolati, due
file di melagrane per ogni reticolato per coprire i due globi
dei capitelli sopra le colonne, [14]le dieci basi e i
dieci recipienti sulle basi, [15]l'unica vasca e i
dodici buoi sotto di essa, [16]le caldaie, le palette,
i forchettoni e tutti gli accessori che Curam-Abi fece di
bronzo splendido per il re Salomone per il tempio. [17]Il
re li fece fondere nella valle del Giordano, nella fonderia,
fra Succot e Zereda. [18]Salomone fece tutti questi
oggetti in grande quantità da non potersi calcolare il peso
del bronzo.
[19]Salomone
fece tutti gli oggetti destinati al tempio: l'altare d'oro e
le tavole, su cui si ponevano i pani dell'offerta, [20]i
candelabri e le lampade d'oro da accendersi, come era
prescritto, di fronte alla cella, [21]i fiori, le
lampade e gli spegnitoi d'oro, di quello più raffinato, [22]i
coltelli, gli aspersori, le coppe e i bracieri d'oro fino.
Quanto alle porte del tempio, i battenti interni verso il
Santo dei santi e i battenti della navata del tempio erano
d'oro.
Cronache
2 - Capitolo 5
[1]Fu
ultimato così quanto Salomone aveva disposto per il tempio.
Allora Salomone fece portare gli oggetti consacrati da Davide
suo padre e depositò l'argento, l'oro e ogni arredo nel
tesoro del tempio.
Trasferimento
dell'arca
[2]Salomone
allora convocò in assemblea a Gerusalemme gli anziani di
Israele e tutti i capitribù, i principi dei casati israeliti,
per trasportare l'arca dell'alleanza del Signore dalla città
di Davide, cioè da Sion. [3]Si radunarono presso il re
tutti gli Israeliti per la festa che cadeva nel settimo mese. [4]Quando
furono giunti tutti gli anziani di Israele, i leviti
sollevarono l'arca. [5]Trasportarono l'arca e la tenda
del convegno e tutti gli oggetti sacri che erano nella tenda;
li trasportarono i sacerdoti e i leviti. [6]Il re
Salomone e tutta la comunità di Israele, convenuta presso di
lui, immolavano davanti all'arca pecore e buoi, da non potersi
contare né calcolare per il gran numero. [7]I
sacerdoti introdussero l'arca dell'alleanza del Signore al suo
posto nella cella del tempio, nel Santo dei santi, sotto le
ali dei cherubini. [8]Difatti i cherubini stendevano le
ali sopra l'arca; essi coprivano l'arca e le sue stanghe
dall'alto. [9]Le stanghe erano più lunghe, per questo
le loro punte si prolungavano oltre l'arca verso la cella, ma
non si vedevano di fuori; così è fino ad oggi. [10]Nell'arca
non c'era nulla se non le due tavole, che Mosè vi pose sull'Oreb,
le tavole dell'alleanza conclusa dal Signore con gli Israeliti
quando uscirono dall'Egitto.
Dio
prende possesso del suo tempio
[11]Ora
avvenne che, usciti i sacerdoti dal Santo - tutti i sacerdoti
presenti infatti si erano santificati senza badare alle classi
- [12]mentre tutti i leviti cantori, cioè Asaf, Eman,
Idutun e i loro figli e fratelli, vestiti di bisso, con
cembali, arpe e cetre stavano in piedi a oriente dell'altare e
mentre presso di loro 120 sacerdoti suonavano le trombe, [13]avvenne
che, quando i suonatori e i cantori fecero udire all'unisono
la voce per lodare e celebrare il Signore e il suono delle
trombe, dei cembali e degli altri strumenti si levò per
lodare il Signore perché è buono, perché la sua grazia
dura sempre, allora il tempio si riempì di una nube, cioè
della gloria del Signore. [14]I sacerdoti non
riuscivano a rimanervi per il loro servizio a causa della
nube, perché la gloria del Signore aveva riempito il tempio
di Dio.
Cronache
2 - Capitolo 6
[1]Allora
Salomone disse:
«Il
Signore ha deciso di abitare nella nube.
[2]Ora io ti ho costruito una casa sublime,
un luogo ove tu possa porre per sempre la dimora».
Discorso
di Salomone al popolo
[3]Il
re poi si voltò e benedisse tutta l'assemblea di Israele,
mentre tutta l'assemblea di Israele stava in piedi [4]e
disse: «Benedetto il Signore Dio di Israele, che ha adempiuto
con potenza quanto aveva predetto di sua bocca a Davide, mio
padre: [5]Da quando feci uscire il mio popolo dal paese
d'Egitto non mi sono scelto una città fra tutte le tribù di
Israele perché mi si costruisse un tempio ove abitasse il mio
nome e non mi sono scelto nessuno perché fosse guida del mio
popolo Israele; [6]ora mi sono scelto Gerusalemme perché
vi dimori il mio nome e mi sono scelto Davide perché governi
il mio popolo Israele. [7]Davide mio padre aveva deciso
di costruire un tempio al nome del Signore, Dio di Israele, [8]ma
il Signore disse a Davide mio padre: Hai deciso di costruire
un tempio al mio nome; hai fatto bene a formulare tale
progetto; [9]solo che tu non costruirai il tempio, ma
tuo figlio, generato da te, costruirà un tempio al mio nome. [10]Il
Signore ha attuato la sua parola; sono succeduto infatti a
Davide mio padre e siedo sul trono di Israele, come aveva
preannunziato il Signore e ho costruito il tempio al nome del
Signore, Dio di Israele. [11]Vi ho collocato l'arca
dell'alleanza che il Signore aveva conclusa con gli Israeliti».
Preghiera
personale di Salomone
[12]Egli
si pose poi davanti all'altare del Signore, di fronte a tutta
l'assemblea di Israele, e stese le mani. [13]Salomone,
infatti, aveva eretto una tribuna di bronzo e l'aveva
collocata in mezzo al grande cortile; era lunga cinque cubiti,
larga cinque e alta tre. Egli vi salì e si inginocchiò di
fronte a tutta l'assemblea di Israele. Stese le mani verso il
cielo e [14]disse: «Signore, Dio di Israele, non c'è
Dio simile a te in cielo e sulla terra. Tu mantieni l'alleanza
e la misericordia verso i tuoi servi che camminano davanti a
te con tutto il cuore. [15]Tu hai mantenuto, nei
riguardi del tuo servo Davide mio padre, quanto gli avevi
promesso; quanto avevi pronunziato con la bocca l'hai
adempiuto con potenza, come appare oggi. [16]Ora,
Signore Dio di Israele, mantieni, nei riguardi del tuo servo
Davide mio padre quanto gli hai promesso: Non ti mancherà mai
un discendente, il quale stia davanti a me e sieda sul trono
di Israele, purché i tuoi figli vigilino sulla loro condotta,
secondo la mia legge, come hai fatto tu con me. [17]Ora,
Signore Dio di Israele, si adempia la parola che tu hai
rivolta al tuo servo Davide!
[18]Ma
è proprio vero che Dio abita con gli uomini sulla terra? Ecco
i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno
questa casa che ti ho costruita! [19]Tuttavia volgiti
alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore mio
Dio; ascolta il grido e la preghiera che il tuo servo innalza
a te. [20]Siano i tuoi occhi aperti verso questa casa,
giorno e notte, verso il luogo dove hai promesso di porre il
tuo nome, per ascoltare la preghiera che il tuo servo innalza
in questo luogo.
Preghiera
per il popolo
[21]Ascolta
le suppliche del tuo servo e del tuo popolo Israele, quando
pregheranno in questo luogo. Tu ascoltali dai cieli, dal luogo
della tua dimora; ascolta e perdona!
[22]Se
uno pecca contro il suo prossimo e, perché gli è imposta una
maledizione, viene a giurare davanti al tuo altare in questo
tempio, [23]tu ascoltalo dal cielo, intervieni e fà
giustizia fra i tuoi servi; condanna l'empio, facendogli
ricadere sul capo la sua condotta, e dichiara giusto
l'innocente, rendendogli quanto merita la sua innocenza.
[24]Quando
il tuo popolo Israele sarà sconfitto dal nemico perché ha
peccato contro di te, se si convertirà e loderà il tuo nome,
pregherà e supplicherà davanti a te, in questo tempio, [25]tu
ascolta dal cielo, perdona il peccato del tuo popolo Israele e
fallo tornare nel paese che hai concesso loro e ai loro padri.
[26]Quando
si chiuderà il cielo e non ci sarà pioggia perché hanno
peccato contro di te, se ti pregheranno in questo luogo,
loderanno il tuo nome e si convertiranno dal loro peccato
perché tu li avrai umiliati, [27]tu ascolta dal cielo
e perdona il peccato dei tuoi servi e del tuo popolo Israele,
ai quali indicherai la strada buona su cui camminare, e
concedi la pioggia alla terra, che hai dato in eredità al tuo
popolo.
[28]Quando
nella regione ci sarà carestia o peste, carbonchio o ruggine,
invasione di cavallette o di bruchi, quando il nemico assedierà
il tuo popolo nella sua terra o nelle sue città, quando
scoppierà un'epidemia o un flagello qualsiasi, [29]ogni
preghiera e ogni supplica fatta da un individuo o da tutto il
tuo popolo Israele, in seguito alla prova del castigo e del
dolore, con le mani tese verso questo tempio, [30]tu
ascoltala dal cielo, luogo della tua dimora e perdona,
rendendo a ciascuno secondo la sua condotta, tu che conosci il
cuore di ognuno, poiché solo tu conosci il cuore dei figli
dell'uomo. [31]Fà sì che ti temano e camminino nelle
tue vie per tutti i giorni della loro vita nel paese che hai
dato ai nostri padri.
[32]Anche
lo straniero, che non appartiene al tuo popolo Israele, se
viene da un paese lontano a causa del tuo grande nome, della
tua mano potente e del tuo braccio teso, a pregare in questo
tempio, [33]tu ascolta dal cielo, luogo della tua
dimora, e soddisfa tutte le richieste dello straniero e tutti
i popoli della terra conoscano il tuo nome, ti temano come il
tuo popolo Israele e sappiano che il tuo nome è stato
invocato su questo tempio, che io ho costruito.
[34]Quando
il tuo popolo uscirà in guerra contro i suoi nemici, seguendo
la via per la quale l'avrai indirizzato, se ti pregheranno
rivolti verso questa città che ti sei scelta, e verso il
tempio che ho costruito al tuo nome, [35]ascolta dal
cielo la loro preghiera e la loro supplica e rendi loro
giustizia.
[36]Quando
peccheranno contro di te - non c'è, infatti, nessuno senza
peccato - e tu, adirato contro di loro, li consegnerai a un
nemico e i loro conquistatori li deporteranno in un paese
lontano o vicino, [37]se, nel paese in cui saranno
stati deportati, rientrando in se stessi, si convertiranno a
te supplicandoti nel paese della loro prigionia dicendo:
Abbiamo peccato, abbiamo agito da malvagi e da empi, [38]se
faranno ritorno a te con tutto il cuore e con tutta l'anima,
nel paese della loro prigionia ove li avranno deportati e ti
supplicheranno rivolti verso il paese che tu hai concesso ai
loro padri, verso la città che ti sei scelta e verso il
tempio che io ho costruito al tuo nome, [39]tu ascolta
dal cielo, luogo della tua dimora, la loro preghiera e la loro
supplica e rendi loro giustizia. Perdona al tuo popolo che ha
peccato contro di te.
Conclusione
della preghiera
[40]Ora,
mio Dio, i tuoi occhi siano aperti e le tue orecchie attente
alla preghiera innalzata in questo luogo. [41]Ora,
alzati, Signore Dio, vieni al luogo del tuo riposo, tu e
l'arca tua potente. Siano i tuoi sacerdoti, Signore Dio,
rivestiti di salvezza e i tuoi fedeli esultino nel benessere. [42]Signore
Dio, non rigettare il tuo consacrato; ricordati i favori fatti
a Davide tuo servo».
Cronache
2 - Capitolo 7
La
dedicazione
[1]Appena
Salomone ebbe finito di pregare, cadde dal cielo il fuoco, che
consumò l'olocausto e le altre vittime, mentre la gloria del
Signore riempiva il tempio. [2]I sacerdoti non potevano
entrare nel tempio, perché la gloria del Signore lo riempiva.
[3]Tutti gli Israeliti, quando videro scendere il fuoco
e la gloria del Signore sul tempio, si prostrarono con la
faccia a terra sul pavimento, adorarono e celebrarono il
Signore perché è buono, perché la sua grazia dura sempre.
[4]Il re e tutto il popolo sacrificarono vittime al
Signore. [5]Il re Salomone offrì in sacrificio
ventiduemila buoi e centoventimila pecore; così il re e tutto
il popolo dedicarono il tempio. [6]I sacerdoti
attendevano al servizio; i leviti con tutti gli strumenti
musicali, fatti dal re Davide, celebravano il Signore, perché
la sua grazia dura sempre, eseguendo le laudi composte da
Davide. I sacerdoti suonavano le trombe di fronte ai leviti,
mentre tutti gli Israeliti stavano in piedi.
[7]Salomone
consacrò il centro del cortile di fronte al tempio; infatti
ivi offrì gli olocausti e il grasso dei sacrifici di
comunione, poiché l'altare di bronzo, eretto da Salomone, non
poteva contenere gli olocausti, le offerte e i grassi. [8]In
quel tempo Salomone celebrò la festa per sette giorni; tutto
Israele, dall'ingresso di Amat al torrente di Egitto,
un'assemblea grandissima, era con lui. [9]Nel giorno
ottavo ci fu una riunione solenne, essendo durata la
dedicazione dell'altare sette giorni e sette giorni anche la
festa. [10]Il ventitrè del settimo mese Salomone
congedò il popolo perché tornasse alle sue case contento e
con la gioia nel cuore per il bene concesso dal Signore a
Davide, a Salomone e a Israele suo popolo.
Avvertimento
divino
[11]Salomone
terminò il tempio e la reggia; attuò quanto aveva deciso di
fare nella casa del Signore e nella propria. [12]Il
Signore apparve di notte a Salomone e gli disse: «Ho
ascoltato la tua preghiera; mi sono scelto questo luogo come
casa di sacrificio. [13]Se chiuderò il cielo e non ci
sarà più pioggia, se comanderò alle cavallette di divorare
la campagna e se invierò la peste in mezzo al mio popolo, [14]se
il mio popolo, sul quale è stato invocato il mio nome, si
umilierà, pregherà e ricercherà il mio volto, perdonerò il
suo peccato e risanerò il suo paese. [15]Ora i miei
occhi sono aperti e i miei orecchi attenti alla preghiera
fatta in questo luogo. [16]Ora io mi sono scelto e ho
santificato questo tempio perché la mia presenza vi resti
sempre; e lì saranno sempre i miei occhi e il mio cuore. [17]Se
tu camminerai davanti a me come ha camminato Davide tuo padre,
facendo quanto ti ho comandato, e osserverai i miei statuti e
decreti, [18]consoliderò il trono del tuo regno come
ho promesso a Davide tuo padre dicendogli: Non mancherà per
te un successore che regni in Israele. [19]Ma se voi
devierete e abbandonerete i decreti e i comandi, che io ho
posto innanzi a voi e andrete a servire dei stranieri e a
prostrarvi a loro, [20]vi sterminerò dal paese che vi
ho concesso, e ripudierò questo tempio, che ho consacrato al
mio nome, lo renderò la favola e l'oggetto di scherno di
tutti i popoli. [21]Riguardo a questo tempio, gia così
eccelso, chiunque vi passerà vicino stupirà e dirà: Perché
il Signore ha agito così con questo paese e con questo
tempio? [22]Si risponderà: Perché hanno abbandonato
il Signore Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dal
paese d'Egitto, e si sono legati a dei stranieri, prostrandosi
davanti a loro e servendoli. Per questo egli ha mandato su di
loro tutte queste sciagure».
Cronache
2 - Capitolo 8
Conclusione:
termine delle costruzioni
[1]Passati
i vent'anni durante i quali aveva edificato il tempio e la
reggia, [2]Salomone ricostruì le città che Curam gli
aveva dato e vi stabilì gli Israeliti. [3]Salomone andò
ad Amat di Zoba e l'occupò. [4]Egli ricostruì Palmira
nel deserto e tutte le città di rifornimento, che aveva
costruito in Amat. [5]Ricostruì Bet-Coròn superiore e
Bet-Coròn inferiore, fortezze con mura, battenti e catenacci.
[6]Lo stesso fece con Baalat, con tutte le città di
rifornimento di sua proprietà e con tutte le città dei carri
e dei cavalli; insomma eseguì tutto ciò che gli piacque di
costruire in Gerusalemme, nel Libano e in tutto il territorio
del suo dominio.
[7]Quanti
rimanevano degli Hittiti, degli Amorrei, dei Perizziti, degli
Evei e dei Gebusei, che non erano Israeliti, [8]cioè i
loro discendenti, sopravvissuti dopo di loro nel paese, quanti
non erano stati sterminati dagli Israeliti, Salomone li rese
tributari, come lo sono fino ad oggi. [9]Ma degli
Israeliti Salomone non impiegò nessuno come schiavo per i
suoi lavori, perché essi erano guerrieri, capi dei suoi
scudieri, capi dei suoi carri e dei suoi cavalieri. [10]Questi
capi di prefetti, eletti dal re Salomone, erano
duecentocinquanta e avevano la sorveglianza sul popolo.
[11]Salomone
trasferì la figlia del faraone dalla città di Davide alla
casa che aveva costruita per lei, perché aveva stabilito: «Una
donna non deve abitare per me nella casa di Davide, re di
Israele, perché è sacro ogni luogo in cui ha sostato l'arca
del Signore».
[12]In
quel tempo Salomone offrì olocausti al Signore sull'altare
del Signore, che aveva costruito di fronte al vestibolo. [13]Ogni
giorno offriva olocausti secondo il comando di Mosè, nei
sabati, nei noviluni e nelle tre feste dell'anno, cioè nella
festa degli azzimi, nella festa delle settimane e nella festa
delle capanne. [14]Secondo le disposizioni di Davide
suo padre, stabilì le classi dei sacerdoti per il loro
servizio; anche per i leviti dispose che nel loro ufficio
lodassero Dio e assistessero i sacerdoti ogni giorno; ai
portieri nelle loro classi assegnò le singole porte, perché
così aveva comandato Davide, uomo di Dio. [15]Non si
allontanarono in nulla dalle disposizioni del re Davide
riguardo ai sacerdoti e ai leviti; lo stesso avvenne riguardo
ai tesori. [16]Così fu realizzata tutta l'opera di
Salomone da quando si gettarono le fondamenta del tempio fino
al suo compimento definitivo.
Gloria
di Salomone
[17]Allora
Salomone andò ad Ezion-Ghèber e ad Elat sulla riva del mare,
nella regione di Edom. [18]Curam gli mandò alcune navi
con propri equipaggi e uomini esperti del mare. Costoro,
insieme con i marinai di Salomone, andarono in Ofir e di là
presero quattrocentocinquanta talenti d'oro e li portarono al
re Salomone.
Cronache
2 - Capitolo 9
[1]La
regina di Saba, sentita la fama di Salomone, venne a
Gerusalemme per metterlo alla prova mediante enigmi. Arrivò
con un corteo molto numeroso e con cammelli carichi di aromi,
d'oro in grande quantità e di pietre preziose. Si presentò a
Salomone e gli disse quanto aveva in mente. [2]Salomone
rispose a tutte le sue domande; nessuna risultò occulta per
Salomone tanto da non poterle rispondere. [3]La regina
di Saba, quando ebbe ammirato la sapienza di Salomone, la
reggia che egli aveva costruito, [4]i cibi della sua
tavola, gli alloggi dei suoi servitori, l'attività dei suoi
ministri e le loro divise, i suoi coppieri e le loro vesti,
gli olocausti che egli offriva nel tempio, ne rimase
incantata. [5]Quindi disse al re: «Era vero, dunque,
quanto avevo sentito dire nel mio paese sul tuo conto e sulla
tua sapienza. [6]Io non avevo voluto credere a quanto
si diceva finché non sono giunta qui e i miei occhi non hanno
visto; ebbene non mi era stata riferita neppure una metà
della grandezza della tua sapienza; tu superi la fama che
avevo sentito su di te. [7]Beati i tuoi uomini e beati
questi tuoi ministri, che stanno sempre alla tua presenza e
ascoltano la tua sapienza! [8]Sia benedetto il Signore
tuo Dio, che si è compiaciuto di te e ti ha costituito, sul
suo trono, re per il Signore Dio tuo. Poiché il tuo Dio ama
Israele e intende renderlo stabile per sempre, ti ha
costituito suo re perché tu eserciti il diritto e la
giustizia». [9]Essa diede al re centoventi talenti
d'oro, aromi in gran quantità e pietre preziose. Non ci
furono mai tanti aromi come quelli che la regina di Saba diede
al re Salomone.
[10]Gli
uomini di Curam e quelli di Salomone, che caricavano oro da
Ofir, portarono legno di sandalo e pietre preziose. [11]Con
il legno di sandalo il re fece le scale del tempio e della
reggia, cetre e arpe per i cantori; strumenti simili non erano
mai stati visti nel paese di Giuda.
[12]Il
re Salomone diede alla regina di Saba quanto ella aveva
mostrato di gradire, oltre l'equivalente di quanto ella aveva
portato al re. Ella poi tornò nel suo paese con i suoi
uomini.
[13]Il
peso dell'oro che affluiva nelle casse di Salomone ogni anno
era di seicentosessantasei talenti d'oro, [14]senza
contare quanto ne proveniva dai trafficanti e dai
commercianti; tutti i re dell'Arabia e i governatori del paese
portavano a Salomone oro e argento.
[15]Il
re Salomone fece duecento scudi grandi d'oro battuto, per
ognuno dei quali adoperò seicento sicli d'oro, [16]e
trecento scudi piccoli d'oro battuto, per ognuno dei quali
adoperò trecento sicli d'oro. Il re li pose nel palazzo della
foresta del Libano.
[17]Il
re fece un grande trono d'avorio, che rivestì d'oro puro. [18]Il
trono aveva sei gradini e uno sgabello d'oro connessi fra
loro. Ai due lati del sedile c'erano due bracci, vicino ai
quali si ergevano due leoni. [19]Dodici leoni si
ergevano, di qua e di là, sui sei gradini; non ne esistevano
di simili in nessun regno. [20]Tutto il vasellame per
bere del re Salomone era d'oro; tutti gli arredi del palazzo
della foresta del Libano erano d'oro fino; al tempo di
Salomone l'argento non valeva nulla. [21]Difatti le
navi del re andavano a Tarsìs, guidate dai marinai di Curam;
ogni tre anni tornavano le navi di Tarsìs cariche d'oro,
d'argento, di avorio, di scimmie e di babbuini.
[22]Il
re Salomone superò, per ricchezza e sapienza, tutti i re
della terra. [23]Tutti i re della terra desideravano
avvicinare Salomone per ascoltare la sapienza che Dio gli
aveva infusa. [24]Ognuno di essi gli portava ogni anno
il proprio tributo, oggetti d'oro e oggetti d'argento, vesti,
armi, aromi, cavalli e muli. [25]Salomone aveva
quattromila stalle per i suoi cavalli e i suoi carri e
dodicimila cavalli, distribuiti nelle città dei carri e
presso il re in Gerusalemme. [26]Egli dominava su tutti
i re, dal fiume fino alla regione dei Filistei e fino al
confine dell'Egitto.
[27]Il
re fece sì che in Gerusalemme l'argento fosse comune come i
sassi, i cedri numerosi come i sicomòri nella Sefela. [28]Da
Muzri e da tutti i paesi si importavano cavalli per Salomone.
Morte
di Salomone
[29]Le
altre gesta di Salomone, dalle prime alle ultime, sono
descritte negli atti del profeta Natan, nella profezia di
Achia di Silo e nelle visioni del veggente Iedò riguardo a
Geroboamo figlio di Nebàt. [30]Salomone regnò in
Gerusalemme su Israele quarant'anni. [31]Salomone si
addormentò con i suoi padri; lo seppellirono nella città di
Davide. Al suo posto divenne re suo figlio Roboamo.
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Cronache
2 - Capitolo 10
IV.
LE PRIME RIFORME DELLA MONARCHIA
1.
ROBOAMO E I GRUPPI DEI LEVITI
Lo
scisma
[1]Roboamo
andò a Sichem, perché tutti gli Israeliti erano convenuti in
Sichem per proclamarlo re. [2]Quando lo seppe,
Geroboamo figlio di Nebàt, che era in Egitto dove era fuggito
per paura del re Salomone, tornò dall'Egitto. [3]Lo
avevano mandato a chiamare e perciò Geroboamo si presentò
con tutto Israele e dissero a Roboamo: [4]«Tuo padre
ha reso pesante il nostro giogo, ora tu alleggerisci la dura
schiavitù di tuo padre e il giogo gravoso, che quegli ci ha
imposto, e noi ti serviremo». [5]Rispose loro: «Tornate
da me fra tre giorni». Il popolo se ne andò.
[6]Il
re Roboamo si consigliò con gli anziani, che erano stati al
servizio di Salomone suo padre durante la sua vita e domandò:
«Che mi consigliate di rispondere a questo popolo?». [7]Gli
dissero: «Se oggi ti mostrerai benevolo verso questo popolo,
se l'accontenterai e se dirai loro parole gentili, essi
saranno tuoi docili sudditi per sempre». [8]Ma quegli
trascurò il consiglio datogli dagli anziani e si consultò
con i giovani, che erano cresciuti con lui ed erano al suo
servizio. [9]Domandò loro: «Che mi consigliate di
rispondere a questo popolo che mi ha chiesto: Alleggerisci il
giogo impostoci da tuo padre?». [10]I giovani, che
erano cresciuti con lui, gli dissero: «Al popolo che si è
rivolto a te dicendo: Tuo padre ha reso pesante il nostro
giogo, tu alleggeriscilo! annunzierai:
Il
mio mignolo è più grosso dei fianchi di mio
padre.
[11]Ora, se mio padre vi ha caricati di un giogo
pesante,
io renderò ancora più grave il vostro giogo.
Mio padre vi ha castigati con fruste,
io vi castigherò con flagelli».
[12]Geroboamo
e tutto il popolo si presentarono a Roboamo il terzo giorno,
come aveva ordinato il re quando affermò: «Tornate da me il
terzo giorno». [13]Il re rispose loro duramente. Il re
Roboamo, respinto il consiglio degli anziani, [14]disse
loro secondo il consiglio dei giovani:
«Mio
padre vi ha imposto un giogo pesante,
io lo renderò ancora più grave.
Mio padre vi ha castigati con fruste,
io vi castigherò con flagelli».
[15]Il
re non ascoltò il popolo, poiché era disposizione divina che
il Signore attuasse la parola che aveva rivolta a Geroboamo,
figlio di Nebàt, per mezzo di Achia di Silo. [16]Tutto
Israele, visto che il re non li ascoltava, rispose al re:
«Che
c'è fra noi e Davide?
Nulla in comune con il figlio di Iesse!
Ognuno alle proprie tende, Israele!
Ora pensa alla tua casa, Davide».
Tutto
Israele se ne andò alle sue tende. [17]Sugli Israeliti
che abitavano nelle città di Giuda regnò Roboamo. [18]Il
re Roboamo mandò Adoram, sovrintendente ai lavori forzati, ma
gli Israeliti lo lapidarono ed egli morì. Il re Roboamo
allora salì in fretta sul suo carro e fuggì in Gerusalemme. [19]Così
Israele si ribellò alla casa di Davide; tale situazione dura
fino ad oggi.
Cronache
2 - Capitolo 11
Attività
di Roboamo
[1]Roboamo,
giunto in Gerusalemme, vi convocò le tribù di Giuda e di
Beniamino, centottantamila guerrieri scelti, per combattere
contro Israele allo scopo di riconquistare il regno a Roboamo.
[2]Ma questa parola del Signore fu rivolta a Semaia: [3]«Annunzia
a Roboamo figlio di Salomone, re di Giuda, e a tutti gli
Israeliti che sono in Giuda e in Beniamino: [4]Dice il
Signore: Non andate a combattere contro i vostri fratelli.
Ognuno torni a casa, perché questa situazione è stata voluta
da me». Ascoltarono le parole del Signore e rinunziarono a
marciare contro Geroboamo.
[5]Roboamo
abitò in Gerusalemme. Egli trasformò in fortezze alcune città
di Giuda. [6]Ricostruì Betlemme, Etam, Tekòa, [7]Bet-Zur,
Soco, Adullam, [8]Gat, Maresa, Zif, [9]Adoràim,
Lachis, Azeka, [10]Zorea, Aialon ed Ebron; queste
fortezze erano in Giuda e in Beniamino. [11]Egli
rafforzò queste fortezze, vi prepose comandanti e vi stabilì
depositi di cibarie, di olio e di vino. [12]In ogni
città depositò scudi e lance, rendendole fortissime.
Rimasero
fedeli Giuda e Beniamino.
I
sacerdoti si schierano con Roboamo
[13]I
sacerdoti e i leviti, che erano in tutto Israele, si
radunarono da tutto il loro territorio per passare dalla sua
parte. [14]Sì, i leviti lasciarono i pascoli, le
proprietà e andarono in Giuda e in Gerusalemme, perché
Geroboamo e i suoi figli li avevano esclusi dal sacerdozio del
Signore. [15]Geroboamo aveva stabilito suoi sacerdoti
per le alture, per i demoni e per i vitelli che aveva eretti. [16]Dopo,
da tutto Israele quanti avevano determinato in cuor loro di
rimanere fedeli al Signore, Dio di Israele, andarono in
Gerusalemme per sacrificare al Signore, Dio dei loro padri. [17]Così
rafforzarono il regno di Giuda e sostennero Roboamo figlio di
Salomone, per tre anni, perché per tre anni egli imitò la
condotta di Davide e di Salomone.
La
famiglia di Roboamo
[18]Roboamo
si prese in moglie Macalat figlia di Ierimot, figlio di
Davide, e di Abiàil figlia di Eliàb, figlio di Iesse. [19]Essa
gli partorì i figli Ieus, Semaria e Zaam. [20]Dopo di
lei prese Maaca figlia di Assalonne, che gli partorì Abia,
Attài, Ziza e Selomìt. [21]Roboamo amò Maaca figlia
di Assalonne più di tutte le altre mogli e concubine; egli
prese diciotto mogli e sessanta concubine e generò ventotto
figli e sessanta figlie. [22]Roboamo costituì Abia
figlio di Maaca capo, ossia principe tra i suoi fratelli,
perché pensava di farlo re. [23]Con astuzia egli
sparse in tutte le contrade di Giuda e di Beniamino, in tutte
le fortezze, alcuni suoi figli. Diede loro viveri in
abbondanza e li provvide di mogli.
Cronache
2 - Capitolo 12
L'infedeltà
di Roboamo
[1]Quando
il regno fu consolidato ed egli si sentì forte, Roboamo
abbandonò la legge del Signore e tutto Israele lo seguì.
[2]Nell'anno
quinto del re Roboamo, Sisach re d'Egitto marciò contro
Gerusalemme, perché i suoi abitanti si erano ribellati al
Signore. [3]Egli aveva milleduecento carri,
sessantamila cavalli. Coloro che erano venuti con lui
dall'Egitto non si contavano: Libi, Succhei ed Etiopi. [4]Egli
prese le fortezze di Giuda e giunse fino a Gerusalemme. [5]Il
profeta Semaia si presentò a Roboamo e agli ufficiali di
Giuda, che si erano raccolti in Gerusalemme per paura di
Sisach, e disse loro: «Dice il Signore: Voi mi avete
abbandonato, perciò anch'io vi ho abbandonati nelle mani di
Sisach». [6]Allora i capi di Israele e il re si
umiliarono e dissero: «Giusto è il Signore!». [7]Poiché
si erano umiliati, il Signore parlò a Semaia: «Si sono
umiliati e io non li distruggerò. Anzi concederò loro la
liberazione fra poco; la mia ira non si rovescerà su
Gerusalemme per mezzo di Sisach. [8]Tuttavia essi
saranno a lui sottomessi; così conosceranno la differenza fra
la sottomissione a me e quella ai regni delle nazioni».
[9]Sisach,
re d'Egitto, venne a Gerusalemme e prese i tesori del tempio e
i tesori della reggia, li vuotò. Prese anche gli scudi d'oro
fatti da Salomone. [10]Il re Roboamo li sostituì con
scudi di bronzo, che affidò agli ufficiali delle guardie
addette alla reggia. [11]Ogni volta che il re andava
nel tempio, le guardie li prendevano, quindi li riportavano
nella sala delle guardie. [12]Perché Roboamo si era
umiliato, lo sdegno del Signore si ritirò da lui e non lo
distrusse del tutto. Anzi in Giuda ci furono avvenimenti
felici.
[13]Il
re Roboamo si consolidò in Gerusalemme e regnò. Quando
divenne re, Roboamo aveva quarantun anni; regnò diciassette
anni in Gerusalemme, città scelta dal Signore fra tutte le
tribù di Israele per porvi il suo nome. Sua madre, ammonita,
si chiamava Naama. [14]Egli fece il male, perché non
aveva applicato il cuore alla ricerca del Signore.
[15]Le
gesta di Roboamo, le prime e le ultime, sono descritte negli
atti del profeta Semaia e del veggente Iddo, secondo le
genealogie. Ci furono guerre continue fra Roboamo e Geroboamo.
[16]Roboamo si addormentò con i suoi padri e fu
sepolto nella città di Davide. Al suo posto divenne re suo
figlio Abia.
Cronache
2 - Capitolo 13
2.
ABIA E LA FEDELTA' AL SACERDOZIO LEGITTIMO
La
guerra
[1]Nell'anno
diciottesimo del re Geroboamo divenne re di Giuda Abia. [2]Regnò
tre anni in Gerusalemme; sua madre, di Gàbaa, si chiamava
Maaca, figlia di Urièl. Ci fu guerra fra Abia e Geroboamo. [3]Abia
attaccò battaglia con un esercito di valorosi,
quattrocentomila uomini scelti. Geroboamo si schierò in
battaglia contro di lui con ottocentomila uomini scelti.
Il
discorso di Abia
[4]Abia
si pose sul monte Semaraim, che è sulle montagne di Efraim e
gridò: «Ascoltatemi, Geroboamo e tutto Israele! [5]Non
sapete forse che il Signore, Dio di Israele, ha concesso il
regno a Davide su Israele per sempre, a lui e ai suoi figli
con un'alleanza inviolabile?
[6]Geroboamo
figlio di Nebàt, ministro di Salomone figlio di Davide, è
sorto e si è ribellato contro il suo padrone. [7]Presso
di lui si sono radunati uomini sfaccendati e iniqui; essi si
fecero forti contro Roboamo figlio di Salomone. Roboamo era
giovane, timido di carattere; non fu abbastanza forte di
fronte a loro. [8]Ora voi pensate di imporvi sul regno
del Signore, che è nelle mani dei figli di Davide, perché
siete una grande moltitudine e con voi sono i vitelli d'oro,
che Geroboamo vi ha fatti come dei. [9]Non avete forse
voi scacciato i sacerdoti del Signore, figli di Aronne, e i
leviti e non vi siete costituiti sacerdoti come i popoli degli
altri paesi? Chiunque si è presentato con un giovenco di
armento e con sette arieti a farsi consacrare è divenuto
sacerdote di chi non è Dio.
[10]Quanto
a noi, il Signore è nostro Dio; non l'abbiamo abbandonato. I
sacerdoti, che prestano servizio al Signore, sono figli di
Aronne e leviti sono gli addetti alle funzioni. [11]Essi
offrono al Signore olocausti ogni mattina e ogni sera, il
profumo fragrante, i pani dell'offerta su una tavola monda,
dispongono i candelabri d'oro con le lampade da accendersi
ogni sera, perché noi osserviamo i comandi del Signore nostro
Dio, mentre voi lo avete abbandonato. [12]Ecco noi
abbiamo, alla nostra testa, Dio con noi; i suoi sacerdoti e le
trombe squillanti stanno per suonare la carica contro di voi.
Israeliti, non combattete contro il Signore, Dio dei vostri
padri, perché non avrete successo».
La
battaglia
[13]Geroboamo
li aggirò con un agguato per assalirli alle spalle. Le truppe
stavano di fronte a Giuda, mentre coloro che erano in agguato
si trovavano alle spalle. [14]Quelli di Giuda si
volsero. Avendo da combattere di fronte e alle spalle,
gridarono al Signore e i sacerdoti suonarono le trombe. [15]Tutti
quelli di Giuda alzarono grida. Mentre quelli di Giuda
emettevano grida, Dio sconfisse Geroboamo e tutto Israele di
fronte ad Abia e a Giuda. [16]Gli Israeliti fuggirono
di fronte a Giuda; Dio li aveva messi in potere di costoro. [17]Abia
e la sua truppa inflissero loro una grave sconfitta; fra gli
Israeliti caddero morti cinquecentomila uomini scelti. [18]In
quel tempo furono umiliati gli Israeliti, mentre si
rafforzarono quelli di Giuda, perché avevano confidato nel
Signore, Dio dei loro padri.
Fine
del regno
[19]Abia
inseguì Geroboamo; gli prese le seguenti città: Betel con le
dipendenze, Iesana con le dipendenze ed Efron con le
dipendenze. [20]Durante la vita di Abia Geroboamo non
ebbe più forza alcuna; il Signore lo colpì ed egli morì. [21]Abia,
invece, si rafforzò; egli prese quattordici mogli e generò
ventidue figli e sedici figlie.
[22]Le
altre gesta di Abia, le sue azioni e le sue parole, sono
descritte nella memoria del profeta Iddo. [23]Abia si
addormentò con i suoi padri; lo seppellirono nella città di
Davide. Al suo posto divenne re suo figlio Asa.
Ai
suoi tempi il paese restò tranquillo per dieci anni.
Cronache
2 - Capitolo 14
3.
ASA E LE SUE RIFORME CULTUALI
La
pace di Asa
[1]Asa
fece ciò che è bene e giusto agli occhi del Signore suo Dio.
[2]Allontanò gli altari stranieri e le alture; spezzò
le stele ed eliminò i pali sacri. [3]Egli ordinò a
Giuda di ricercare il Signore, Dio dei loro padri, e di
eseguirne la legge e i comandi. [4]Da tutte le città
di Giuda allontanò le alture e gli altari per l'incenso. Il
regno fu tranquillo sotto di lui. [5]Ricostruì le
fortezze in Giuda, poiché il paese era tranquillo e in quegli
anni non si trovava in guerra; il Signore gli aveva concesso
pace.
[6]Egli
disse a Giuda: «Ricostruiamo quelle città circondandole di
mura e di torri con porte e sbarre, mentre il paese è ancora
in nostro potere perché abbiamo ricercato il Signore nostro
Dio; noi l'abbiamo ricercato ed egli ci ha concesso la pace
alle frontiere». Ricostruirono e prosperarono.
[7]Asa
aveva un esercito di trecentomila uomini di Giuda con grandi
scudi e lance e di duecentottantamila Beniaminiti con piccoli
scudi e archi. Tutti costoro erano uomini valorosi.
L'invasione
di Zerach
[8]Contro
di loro marciò Zerach l'Etiope con un esercito di un milione
di uomini e con trecento carri; egli giunse fino a Maresa. [9]Asa
gli andò incontro; si schierarono a battaglia nella valle di
Sefata presso Maresa. [10]Asa domandò al Signore, suo
Dio: «Signore, fuori di te, nessuno può soccorrere nella
lotta fra il potente e chi è senza forza; soccorrici, Signore
nostro Dio, perché noi confidiamo in te e nel tuo nome
marciamo contro questa moltitudine; Signore, tu sei nostro
Dio; un uomo non prevalga su di te!».
[11]Il
Signore sconfisse gli Etiopi di fronte ad Asa e di fronte a
Giuda. Gli Etiopi si diedero alla fuga. [12]Asa e
quanti erano con lui li inseguirono fino a Gherar. Degli
Etiopi ne caddero tanti da non restarne uno vivo, perché
fatti a pezzi di fronte al Signore e al suo esercito. Quelli
riportarono molto bottino. [13]Conquistarono anche
tutte le città intorno a Gherar, poiché lo spavento del
Signore si era diffuso in esse; saccheggiarono tutte le città,
nelle quali c'era grande bottino. [14]Si abbatterono
anche sulle tende dei pastori, facendo razzie di pecore e di
cammelli in grande quantità, quindi tornarono a Gerusalemme.
Cronache
2 - Capitolo 15
L'esortazione
di Azaria e l'impegno di fedeltà
[1]Lo
spirito di Dio investì Azaria, figlio di Obed. [2]Costui,
uscito incontro ad Asa, gli disse: «Asa e voi tutti di Giuda
e di Beniamino, ascoltatemi! Il Signore sarà con voi, se voi
sarete con lui; se lo ricercherete, si lascerà trovare da
voi, ma se lo abbandonerete, vi abbandonerà. [3]Per
lungo tempo in Israele non c'era il vero Dio, né un sacerdote
che insegnasse, né una legge. [4]Ma, nella miseria,
egli fece ritorno al Signore, Dio di Israele; lo ricercarono
ed Egli si lasciò trovare da loro. [5]In quei tempi
non c'era pace per nessuno, perché grandi perturbazioni
c'erano fra gli abitanti dei vari paesi. [6]Una nazione
cozzava contro l'altra, una città contro l'altra, perché Dio
li affliggeva con tribolazioni di ogni genere. [7]Ma
voi siate forti e le vostre mani non crollino, perché ci sarà
un salario per il vostro lavoro».
[8]Quando
Asa ebbe udito queste parole e la profezia, riprese animo.
Eliminò gli idoli da tutto il paese di Giuda e di Beniamino e
dalle città che egli aveva conquistate sulle montagne di
Efraim; rinnovò l'altare del Signore, che si trovava di
fronte al vestibolo del Signore. [9]Radunò tutti gli
abitanti di Giuda e di Beniamino e quanti, provenienti da
Efraim, da Manàsse e da Simeone, abitavano in mezzo a loro
come stranieri; difatti da Israele erano venuti da lui in
grande numero, avendo constatato che il Signore era con lui.
[10]Si
radunarono in Gerusalemme nel terzo mese dell'anno
quindicesimo del regno di Asa. [11]In quel giorno
sacrificarono al Signore parte della preda che avevano
riportata: settecento buoi e settemila pecore. [12]Si
obbligarono con un'alleanza a ricercare il Signore, Dio dei
loro padri, con tutto il cuore e con tutta l'anima. [13]Per
chiunque, grande o piccolo, uomo o donna, non avesse ricercato
il Signore, Dio di Israele, c'era la morte. [14]Giurarono
al Signore a voce alta e con acclamazioni, fra suoni di trombe
e di corni. [15]Tutto Giuda gioì per il giuramento,
perché avevano giurato con tutto il cuore e avevano ricercato
il Signore con tutto l'ardore e questi si era lasciato trovare
da loro e aveva concesso la pace alle frontiere.
[16]Il
re destituì dalla sua dignità di regina Maaca, madre di Asa,
perché aveva eretto un abominio in onore di Asera. Asa demolì
questo abominio, lo fece a pezzi e lo bruciò nel torrente
Cedron. [17]Ma non scomparvero le alture da Israele,
anche se il cuore di Asa si mantenne integro per tutta la
vita. [18]Egli fece portare nel tempio le cose
consacrate da suo padre e quelle consacrate da lui stesso,
consistenti in argento, oro e vasellame. [19]Non ci fu
guerra fino all'anno trentacinquesimo del regno di Asa.
Cronache
2 - Capitolo 16
Guerra
con Israele
[1]Nell'anno
trentaseiesimo del regno di Asa il re di Israele Baasa marciò
contro Giuda. Egli fortificò Rama per impedire le
comunicazioni con Asa re di Giuda. [2]Asa tirò fuori
dai tesori del tempio e della reggia argento e oro e li mandò
a Ben-Hadàd, re di Aram residente in Damasco, con questa
proposta: [3]«Ci sia alleanza fra me e te, come c'era
fra mio padre e tuo padre. Ecco ti mando argento e oro. Su,
rompi l'alleanza con Baasa re di Israele ed egli si ritiri da
me». [4]Ben-Hadàd ascoltò il re Asa; mandò contro
le città di Israele i suoi capi delle forze armate, che
occuparono Iion, Dan, Abel-Maim e tutte le città di
approvvigionamento di Nèftali. [5]Quando lo seppe,
Baasa cessò di fortificare Rama, desistette dalla sua
impresa. [6]Il re Asa convocò tutti quelli di Giuda,
che andarono a prendere le pietre e il legname con cui Baasa
stava fortificando Rama e con questo materiale egli fortificò
Gheba e Mizpà.
[7]In
quel tempo il veggente Canàni si presentò ad Asa re di Giuda
e gli disse: «Poiché ti sei appoggiato al re di Aram e non
al Signore tuo Dio, l'esercito del re di Aram è sfuggito al
tuo potere. [8]Etiopi e Libi non costituivano forse un
grande esercito, con numerosissimi carri e cavalli? Poiché ti
appoggiasti al Signore, egli non li consegnò forse in tuo
potere? [9]Difatti il Signore con gli occhi scruta
tutta la terra per mostrare la sua potenza a favore di chi si
comporta con lui con cuore sincero. Tu in ciò hai agito da
stolto; per questo d'ora in poi avrai guerre». [10]Asa
si sdegnò contro il veggente e lo mise in prigione, essendo
adirato con lui per tali parole. In quel tempo Asa oppresse
anche parte del popolo.
Fine
del regno
[11]Ecco
le gesta di Asa, le prime come le ultime, sono descritte nel
libro dei re di Giuda e di Israele.
[12]Nell'anno
trentanovesimo del suo regno, Asa si ammalò gravemente ai
piedi. Neppure nell'infermità egli ricercò il Signore,
ricorrendo solo ai medici. [13]Asa si addormentò con i
suoi padri; morì nell'anno quarantunesimo del suo regno. [14]Lo
seppellirono nel sepolcro che egli si era scavato nella città
di Davide. Lo stesero su un letto pieno di aromi e profumi
lavorati da un esperto di profumeria; ne bruciarono per lui
una quantità immensa.
Cronache
2 - Capitolo 17
4.
GIOSAFAT E L'AMMINISTRAZIONE
La
potenza di Giosafat
[1]Al
suo posto divenne re suo figlio Giòsafat, che si fortificò
contro Israele. [2]Egli mise guarnigioni militari in
tutte le fortezze di Giuda; nominò governatori per le città
di Giuda e per le città di Efraim occupate dal padre Asa.
Il
suo impegno per la Legge
[3]Il
Signore fu con Giòsafat, perché egli seguì la primitiva
condotta di suo padre e non ricercò i Baal, [4]ma
piuttosto ricercò il Dio di suo padre e ne seguì i comandi,
senza imitare Israele. [5]Il Signore consolidò il
regno nelle mani di Giòsafat e tutto Giuda gli portava
offerte. Egli ebbe ricchezze e gloria in quantità. [6]Il
suo cuore divenne forte nel seguire il Signore; eliminò anche
le alture e i pali sacri da Giuda.
[7]Nell'anno
terzo del suo regno mandò i suoi ufficiali Ben-Cail, Abdia,
Zaccaria, Netaneèl e Michea a insegnare nelle città di
Giuda. [8]Con essi c'erano i leviti Semaia, Natania,
Zebadia, Asael, Semiraimot, Giònata, Adonia e Tobia e i
sacerdoti Elisama e Ioram. [9]Insegnarono in Giuda;
avevano con sé il libro della legge del Signore e percorsero
tutte le città di Giuda, istruendo il popolo.
[10]Il
terrore del Signore si diffuse per tutti i regni che
circondavano Giuda e così essi non fecero guerra a Giòsafat.
[11]Da parte dei Filistei si portavano a Giòsafat
tributi e argento in dono; anche gli Arabi gli portavano
bestiame minuto: settemilasettecento arieti e
settemilasettecento capri.
[12]Giòsafat
cresceva sempre in potenza. Egli costruì in Giuda castelli e
città di approvvigionamento.
L'esercito
[13]Disponeva
di molta manodopera nelle città di Giuda. In Gerusalemme
risiedevano i suoi guerrieri, uomini valorosi. [14]Ecco
il loro censimento secondo i casati: per Giuda, capi di
migliaia: Adna il capo, e con lui trecentomila uomini
valorosi. [15]Alle sue dipendenze c'era il |