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Re
2 - Capitolo 1
[1]Dopo
la morte di Acab Moab si ribellò a Israele.
[2]Acazia
cadde dalla finestra del piano di sopra in Samaria e rimase
ferito. Allora inviò messaggeri con quest'ordine: «Andate e
interrogate Baal-Zebub, dio di Ekròn, per sapere se guarirò
da questa infermità». [3]Ora l'angelo del Signore
disse a Elia il Tisbita: «Su, và incontro ai messaggeri del
re di Samaria. Dì loro: Non c'è forse un Dio in Israele,
perché andiate a interrogare Baal-Zebub, dio di Ekròn? [4]Pertanto
così dice il Signore: Dal letto, in cui sei salito, non
scenderai, ma di certo morirai». Ed Elia se ne andò.
[5]I
messaggeri ritornarono dal re, che domandò loro: «Perché
siete tornati?». [6]Gli dissero: «Ci è venuto
incontro un uomo, che ci ha detto: Su, tornate dal re che vi
ha inviati e ditegli: Così dice il Signore: Non c'è forse un
Dio in Israele, perché tu mandi a interrogare Baal-Zebub, dio
di Ekròn? Pertanto, dal letto, in cui sei salito, non
scenderai, ma di certo morirai». [7]Domandò loro: «Com'era
l'uomo che vi è venuto incontro e vi ha detto simili parole?».
[8]Risposero: «Era un uomo peloso; una cintura di
cuoio gli cingeva i fianchi». Egli disse: «Quello è Elia il
Tisbita!».
[9]Allora
gli mandò il capo di una cinquantina con i suoi cinquanta
uomini. Questi andò da lui, che era seduto sulla cima del
monte, e gli disse: «Uomo di Dio, il re ti ordina di
scendere!». [10]Elia rispose al capo della
cinquantina: «Se sono uomo di Dio, scenda il fuoco dal cielo
e divori te e i tuoi cinquanta». Scese un fuoco dal cielo e
divorò quello con i suoi cinquanta. [11]Il re mandò
da lui ancora un altro capo di una cinquantina con i suoi
cinquanta uomini. Questi andò da lui e gli disse: «Uomo di
Dio, il re ti ordina di scendere subito». [12]Elia
rispose: «Se sono uomo di Dio, scenda un fuoco dal cielo e
divori te e i tuoi cinquanta». Scese un fuoco dal cielo e
divorò quello con i suoi cinquanta. [13]Il re mandò
ancora un terzo capo con i suoi cinquanta uomini. Questo terzo
capo di una cinquantina andò, si inginocchiò davanti ad Elia
e supplicò: «Uomo di Dio, valgano qualche cosa ai tuoi occhi
la mia vita e la vita di questi tuoi cinquanta servi. [14]Ecco
è sceso il fuoco dal cielo e ha divorato i due altri capi di
cinquantina con i loro uomini. Ora la mia vita valga qualche
cosa ai tuoi occhi».
[15]L'angelo
del Signore disse a Elia: «Scendi con lui e non aver paura di
lui». Si alzò e scese con lui dal re [16]e gli disse:
«Così dice il Signore: Poiché hai mandato messaggeri a
consultare Baal-Zebub, dio di Ekròn, come se in Israele ci
fosse, fuori di me, un Dio da interrogare, per questo, dal
letto, su cui sei salito, non scenderai, ma certamente morirai».
[17]Difatti morì, secondo la predizione fatta dal
Signore per mezzo di Elia e al suo posto divenne re suo
fratello Ioram, nell'anno secondo di Ioram figlio di Giòsafat,
re di Giuda, perché egli non aveva figli.
[18]Le
altre gesta di Acazia, le sue azioni, sono descritte nel libro
delle Cronache dei re di Israele.
Re
2 - Capitolo 2
VI.
IL CICLO DI ELISEO
1.
GLI INIZI
Rapimento
di Elia, che ha per successore Eliseo
[1]Poi,
volendo Dio rapire in cielo in un turbine Elia, questi partì
da Gàlgala con Eliseo. [2]Elia disse a Eliseo: «Rimani
qui, perché il Signore mi manda fino a Betel». Eliseo
rispose: «Per la vita del Signore e per la tua stessa vita,
non ti lascerò». Scesero fino a Betel. [3]I figli dei
profeti che erano a Betel andarono incontro a Eliseo e gli
dissero: «Non sai tu che oggi il Signore ti toglierà il tuo
padrone?». Ed egli rispose: «Lo so anch'io, ma non lo dite».
[4]Elia gli disse: «Eliseo, rimani qui, perché il
Signore mi manda a Gerico». Quegli rispose: «Per la vita del
Signore e per la tua stessa vita, non ti lascerò». Andarono
a Gerico. [5]I figli dei profeti che erano in Gerico si
avvicinarono a Eliseo e gli dissero: «Non sai tu che oggi il
Signore ti toglierà il tuo padrone?». Rispose: «Lo so
anch'io, ma non lo dite». [6]Elia gli disse: «Rimani
qui, perché il Signore mi manda al Giordano». Quegli
rispose: «Per la vita del Signore e per la tua stessa vita,
non ti lascerò». E tutti e due si incamminarono.
[7]Cinquanta
uomini, tra i figli dei profeti, li seguirono e si fermarono a
distanza; loro due si fermarono sul Giordano. [8]Elia
prese il mantello, l'avvolse e percosse con esso le acque, che
si divisero di qua e di là; i due passarono sull'asciutto. [9]Mentre
passavano, Elia disse a Eliseo: «Domanda che cosa io debba
fare per te prima che sia rapito lontano da te». Eliseo
rispose: «Due terzi del tuo spirito diventino miei». [10]Quegli
soggiunse: «Sei stato esigente nel domandare. Tuttavia, se mi
vedrai quando sarò rapito lontano da te, ciò ti sarà
concesso; in caso contrario non ti sarà concesso». [11]Mentre
camminavano conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di
fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine
verso il cielo. [12]Eliseo guardava e gridava: «Padre
mio, padre mio, cocchio d'Israele e suo cocchiere». E non lo
vide più. Allora afferrò le proprie vesti e le lacerò in
due pezzi. [13]Quindi raccolse il mantello, che era
caduto a Elia, e tornò indietro, fermandosi sulla riva del
Giordano.
[14]Prese
il mantello, che era caduto a Elia, e colpì con esso le
acque, dicendo: «Dove è il Signore, Dio di Elia?». Quando
ebbe percosso le acque, queste si separarono di qua e di là;
così Eliseo passò dall'altra parte. [15]Vistolo da
una certa distanza, i figli dei profeti di Gerico dissero: «Lo
spirito di Elia si è posato su Eliseo». Gli andarono
incontro e si prostrarono a terra davanti a lui. [16]Gli
dissero: «Ecco, fra i tuoi servi ci sono cinquanta uomini di
valore; vadano a cercare il tuo padrone nel caso che lo
spirito del Signore l'avesse preso e gettato su qualche monte
o in qualche valle». Egli disse: «Non mandateli!». [17]Ma
essi insistettero tanto che egli confuso disse: «Mandateli!».
Mandarono cinquanta uomini che cercarono per tre giorni, ma
non lo trovarono. [18]Tornarono da Eliseo, che stava in
Gerico. Egli disse loro: «Non vi avevo forse detto: Non
andate?».
Due
miracoli di Eliseo
[19]Gli
abitanti della città dissero a Eliseo: «Ecco è bello
soggiornare in questa città, come tu stesso puoi constatare,
signore, ma l'acqua è cattiva e la terra è sterile». [20]Ed
egli disse: «Prendetemi una pentola nuova e mettetevi del
sale». Gliela portarono. [21]Eliseo si recò alla
sorgente dell'acqua e vi versò il sale, pronunziando queste
parole: «Dice il Signore: Rendo sane queste acque; da esse
non si diffonderanno più morte e sterilità». [22]Le
acque rimasero sane fino ad oggi, secondo la parola
pronunziata da Eliseo.
[23]Di
lì Eliseo andò a Betel. Mentre egli camminava per strada,
uscirono dalla città alcuni ragazzetti che si burlarono di
lui dicendo: «Vieni su, pelato; vieni su, calvo!». [24]Egli
si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore.
Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono
quarantadue di quei fanciulli. [25]Di là egli andò al
monte Carmelo e quindi tornò a Samaria.
Re
2 - Capitolo 3
2.
LA GUERRA MOABITA
Il
regno di Ioram in Israele (852-841)
[1]Ioram
figlio di Acab divenne re d'Israele in Samaria l'anno diciotto
di Giòsafat, re di Giuda. Ioram regnò dodici anni. [2]Fece
ciò che è male agli occhi del Signore, ma non come suo padre
e sua madre. Egli allontanò la stele di Baal, eretta dal
padre. [3]Ma restò legato, senza allontanarsene, al
peccato che Geroboamo, figlio di Nebàt, aveva fatto
commettere a Israele.
Spedizione
di Israele e di Giuda contro Moab
[4]Mesa
re di Moab era un allevatore di pecore. Egli inviava al re di
Israele centomila agnelli e la lana di centomila arieti. [5]Ma
alla morte di Acab, Mesa si ribellò al re di Israele. [6]Allora
il re Ioram uscì da Samaria e passò in rassegna tutto
Israele. [7]Si mosse e mandò a dire a Giòsafat re di
Giuda: «Il re di Moab si è ribellato contro di me; vuoi
partecipare con me alla guerra contro Moab?». Quegli rispose:
«Ci verrò; conta su di me come su di te, sul mio popolo come
sul tuo, sui miei cavalli come sui tuoi». [8]«Per
quale strada muoveremo?», domandò Giòsafat. L'altro
rispose: «Per la strada del deserto di Edom». [9]Allora
si misero in marcia il re di Israele, il re di Giuda e il re
di Edom. Girarono per sette giorni. Non c'era acqua per
l'esercito né per le bestie che lo seguivano. [10]Il
re di Israele disse: «Ah, il Signore ha chiamato questi tre
re per metterli nelle mani di Moab». [11]Giòsafat
disse: «Non c'è qui un profeta del Signore, per mezzo del
quale possiamo consultare il Signore?». Rispose uno dei
ministri del re di Israele: «C'è qui Eliseo, figlio di Safat,
che versava l'acqua sulle mani di Elia». [12]Giòsafat
disse: «La parola del Signore è in lui». Scesero da costui
il re di Israele, Giòsafat e il re di Edom.
[13]Eliseo
disse al re di Israele: «Che c'è fra me e te? Và dai
profeti di tuo padre e dai profeti di tua madre!». Il re di
Israele gli disse: «No, perché il Signore ha chiamato noi
tre re per metterci nelle mani di Moab». [14]Eliseo
disse: «Per la vita del Signore degli eserciti, alla cui
presenza io sto, se non fosse per il rispetto che provo verso
Giòsafat re di Giuda, a te non avrei neppure badato, né ti
avrei guardato. [15]Ora cercatemi un suonatore di cetra».
Mentre il suonatore arpeggiava, cantando, la mano del Signore
fu sopra Eliseo. [16]Egli annunziò: «Dice il Signore:
Scavate molte fosse in questa valle, [17]perché dice
il Signore: Voi non sentirete il vento né vedrete la pioggia,
eppure questa valle si riempirà d'acqua; berrete voi, la
vostra truppa e le vostre bestie da soma. [18]Ciò è
poca cosa agli occhi del Signore; egli metterà anche Moab
nelle vostre mani. [19]Voi distruggerete tutte le
fortezze e tutte le città più importanti; abbatterete ogni
albero e ostruirete tutte le sorgenti d'acqua; rovinerete ogni
campo fertile riempiendolo di pietre». [20]Al mattino,
nell'ora dell'offerta, ecco scorrere l'acqua dalla direzione
di Edom; la zona ne fu inondata.
[21]Tutti
i Moabiti, saputo che erano venuti i re per fare loro guerra,
arruolarono tutti gli uomini in età di maneggiare le armi e
si schierarono sulla frontiera. [22]Alzatisi presto al
mattino, quando il sole splendeva sulle acque, i Moabiti
videro da lontano le acque rosse come sangue. [23]Esclamarono:
«Questo è sangue! I re si sono azzuffati e l'uno ha ucciso
l'altro. Ebbene, Moab, alla preda!». [24]Andarono
dunque nell'accampamento di Israele. Ma gli Israeliti si
alzarono e sconfissero i Moabiti, che fuggirono davanti a
loro. I vincitori si inoltrarono nel paese, incalzando e
uccidendo i Moabiti. [25]Ne demolirono le città; su
tutti i campi fertili ognuno gettò una pietra e li
riempirono; otturarono tutte le sorgenti d'acqua e tagliarono
tutti gli alberi utili. Rimase soltanto Kir Careset; i
frombolieri l'aggirarono e l'assalirono. [26]Il re di
Moab, visto che la guerra era insostenibile per lui, prese con
sé settecento uomini che maneggiavano la spada per aprirsi un
passaggio verso il re di Edom, ma non ci riuscì. [27]Allora
prese il figlio primogenito, che doveva regnare al suo posto,
e l'offrì in olocausto sulle mura. Si scatenò una grande ira
contro gli Israeliti, che si allontanarono da lui e tornarono
nella loro regione.
Re
2 - Capitolo 4
3.
ALCUNI MIRACOLI DI ELISEO
L'olio
della vedova
[1]Una
donna, moglie di uno dei profeti, gridò a Eliseo: «Mio
marito, tuo servo, è morto; tu sai che il tuo servo temeva il
Signore. Ora è venuto il suo creditore per prendersi come
schiavi i due miei figli». [2]Eliseo le disse: «Che
posso fare io per te? Dimmi che cosa hai in casa». Quella
rispose: «In casa la tua serva non ha altro che un orcio di
olio». [3]Le disse: «Su, chiedi in prestito vasi da
tutti i tuoi vicini, vasi vuoti, nel numero maggiore
possibile. [4]Poi entra in casa e chiudi la porta
dietro a te e ai tuoi figli; versa olio in tutti quei vasi; i
pieni mettili da parte». [5]Si allontanò da lui e
chiuse la porta dietro a sé e ai suoi figli; questi porgevano
ed essa versava. [6]Quando i vasi furono pieni, disse a
un figlio: «Porgimi ancora un vaso». Le rispose: «Non ce ne
sono più». L'olio cessò. [7]Essa andò a riferire la
cosa all'uomo di Dio, che le disse: «Và, vendi l'olio e
accontenta i tuoi creditori; tu e i tuoi figli vivete con
quanto ne resterà».
Eliseo,
la Sunammita e suo figlio
[8]Un
giorno Eliseo passava per Sunem, ove c'era una donna
facoltosa, che l'invitò con insistenza a tavola. In seguito,
tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. [9]Essa
disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo,
colui che passa sempre da noi. [10]Prepariamogli una
piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un
letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo da
noi, vi si possa ritirare». [11]Recatosi egli un
giorno là, si ritirò nella camera e vi si coricò. [12]Egli
disse a Ghecazi suo servo: «Chiama questa Sunammita». La
chiamò ed essa si presentò a lui. [13]Eliseo disse al
suo servo: «Dille tu: Ecco hai avuto per noi tutta questa
premura; che cosa possiamo fare per te? C'è forse bisogno di
intervenire in tuo favore presso il re oppure presso il capo
dell'esercito?». Essa rispose: «Io sto in mezzo al mio
popolo». [14]Eliseo replicò: «Che cosa si può fare
per lei?». Ghecazi disse: «Purtroppo essa non ha figli e suo
marito è vecchio». [15]Eliseo disse: «Chiamala!».
La chiamò; essa si fermò sulla porta. [16]Allora
disse: «L'anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai
in braccio un figlio». Essa rispose: «No, mio signore, uomo
di Dio, non mentire con la tua serva». [17]Ora la
donna rimase incinta e partorì un figlio, proprio alla data
indicata da Eliseo.
[18]Il
bambino crebbe e un giorno uscì per andare dal padre fra i
mietitori. [19]Egli disse al padre: «La mia testa, la
mia testa!». Il padre ordinò a un servo: «Portalo dalla
mamma». [20]Questi lo prese e lo portò da sua madre.
Il bambino stette sulle ginocchia di costei fino a
mezzogiorno, poi morì. [21]Essa salì a stenderlo sul
letto dell'uomo di Dio; chiuse la porta e uscì. [22]Chiamò
il marito e gli disse: «Su, mandami uno dei servi e un'asina;
voglio correre dall'uomo di Dio; tornerò subito». [23]Quegli
domandò: «Perché vuoi andare oggi? Non è il novilunio né
sabato». Ma essa rispose: «Addio». [24]Fece sellare
l'asina e disse al proprio servo: «Conducimi, cammina, non
fermarmi durante il tragitto, a meno che non te l'ordini io».
[25]Si incamminò; giunse dall'uomo di Dio sul monte
Carmelo. Quando l'uomo di Dio la vide da lontano, disse a
Ghecazi suo servo: «Ecco la Sunammita! [26]Su, corrile
incontro e domandale: Stai bene? Tuo marito sta bene? E tuo
figlio sta bene?». Quella rispose: «Bene!». [27]Giunta
presso l'uomo di Dio sul monte, gli afferrò le ginocchia.
Ghecazi si avvicinò per tirarla indietro, ma l'uomo di Dio
disse: «Lasciala stare, perché la sua anima è amareggiata e
il Signore me ne ha nascosto il motivo; non me l'ha rivelato».
[28]Essa disse: «Avevo forse domandato io un figlio al
mio signore? Non ti dissi forse: Non mi ingannare?».
[29]Eliseo
disse a Ghecazi: «Cingi i tuoi fianchi, prendi il mio bastone
e parti. Se incontrerai qualcuno, non salutarlo; se qualcuno
ti saluta, non rispondergli. Metterai il mio bastone sulla
faccia del ragazzo». [30]La madre del ragazzo disse:
«Per la vita del Signore e per la tua vita, non ti lascerò».
Allora quegli si alzò e la seguì. [31]Ghecazi li
aveva preceduti; aveva posto il bastone sulla faccia del
ragazzo, ma non c'era stato un gemito né altro segno di vita.
Egli tornò verso Eliseo e gli riferì: «Il ragazzo non si è
svegliato». [32]Eliseo entrò in casa. Il ragazzo era
morto, steso sul letto. [33]Egli entrò, chiuse la
porta dietro a loro due e pregò il Signore. [34]Quindi
salì, si distese sul ragazzo; pose la bocca sulla bocca di
lui, gli occhi sugli occhi di lui, le mani nelle mani di lui e
si curvò su di lui. Il corpo del bambino riprese calore. [35]Quindi
si alzò e girò qua e là per la casa; tornò a curvarsi su
di lui; il ragazzo starnutì sette volte, poi aprì gli occhi.
[36]Eliseo chiamò Ghecazi e gli disse: «Chiama questa
Sunammita!». La chiamò e, quando essa gli giunse vicino, le
disse: «Prendi tuo figlio!». [37]Quella entrò, cadde
ai piedi di lui, gli si prostrò davanti, prese il figlio e
uscì.
La
pentola avvelenata
[38]Eliseo
tornò in Gàlgala. Nella regione imperversava la carestia.
Mentre i figli dei profeti stavano seduti davanti a lui, egli
disse al suo servo: «Metti la pentola grande e cuoci una
minestra per i figli dei profeti». [39]Uno di essi andò
in campagna per cogliere erbe selvatiche e trovò una specie
di vite selvatica: da essa colse zucche agresti e se ne riempì
il mantello. Ritornò e gettò i frutti a pezzi nella pentola
della minestra, non sapendo cosa fossero. [40]Si versò
da mangiare agli uomini, che appena assaggiata la minestra
gridarono: «Nella pentola c'è la morte, uomo di Dio!». Non
ne potevano mangiare. [41]Allora Eliseo ordinò: «Portatemi
della farina». Versatala nella pentola, disse: «Danne da
mangiare alla gente». Non c'era più nulla di cattivo nella
pentola.
La
moltiplicazione dei pani
[42]Da
Baal-Salisa venne un individuo, che offrì primizie all'uomo
di Dio, venti pani d'orzo e farro che aveva nella bisaccia.
Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». [43]Ma
colui che serviva disse: «Come posso mettere questo davanti a
cento persone?». Quegli replicò: «Dallo da mangiare alla
gente. Poiché così dice il Signore: Ne mangeranno e ne
avanzerà anche». [44]Lo pose davanti a quelli, che
mangiarono, e ne avanzò, secondo la parola del Signore.
Re
2 - Capitolo 5
La
guarigione di Nàaman
[1]Nàaman,
capo dell'esercito del re di Aram, era un personaggio
autorevole presso il suo signore e stimato, perché per suo
mezzo il Signore aveva concesso la vittoria agli Aramei. Ma
questo uomo prode era lebbroso. [2]Ora bande aramee in
una razzia avevano rapito dal paese di Israele una giovinetta,
che era finita al servizio della moglie di Nàaman. [3]Essa
disse alla padrona: «Se il mio signore si rivolgesse al
profeta che è in Samaria, certo lo libererebbe dalla lebbra».
[4]Nàaman andò a riferire al suo signore: «La
giovane che proviene dal paese di Israele ha detto così e così».
[5]Il re di Aram gli disse: «Vacci! Io invierò una
lettera al re di Israele». Quegli partì, prendendo con sé
dieci talenti d'argento, seimila sicli d'oro e dieci vestiti. [6]Portò
la lettera al re di Israele, nella quale si diceva: «Ebbene,
insieme con questa lettera ho mandato da te Nàaman, mio
ministro, perché tu lo curi dalla lebbra». [7]Letta
la lettera, il re di Israele si stracciò le vesti dicendo: «Sono
forse Dio per dare la morte o la vita, perché costui mi mandi
un lebbroso da guarire? Sì, ora potete constatare chiaramente
che egli cerca pretesti contro di me».
[8]Quando
Eliseo, uomo di Dio, seppe che il re si era stracciate le
vesti, mandò a dire al re: «Perché ti sei stracciate le
vesti? Quell'uomo venga da me e saprà che c'è un profeta in
Israele». [9]Nàaman arrivò con i suoi cavalli e con
il suo carro e si fermò alla porta della casa di Eliseo. [10]Eliseo
gli mandò un messaggero per dirgli: «Và, bagnati sette
volte nel Giordano: la tua carne tornerà sana e tu sarai
guarito». [11]Nàaman si sdegnò e se ne andò
protestando: «Ecco, io pensavo: Certo, verrà fuori, si
fermerà, invocherà il nome del Signore suo Dio, toccando con
la mano la parte malata e sparirà la lebbra. [12]Forse
l'Abana e il Parpar, fiumi di Damasco, non sono migliori di
tutte le acque di Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per
essere guarito?». Si voltò e se ne partì adirato. [13]Gli
si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: «Se il profeta ti
avesse ingiunto una cosa gravosa, non l'avresti forse
eseguita? Tanto più ora che ti ha detto: bagnati e sarai
guarito». [14]Egli, allora, scese e si lavò nel
Giordano sette volte, secondo la parola dell'uomo di Dio, e la
sua carne ridivenne come la carne di un giovinetto; egli era
guarito.
[15]Tornò
con tutto il seguito dall'uomo di Dio; entrò e si presentò a
lui dicendo: «Ebbene, ora so che non c'è Dio su tutta la
terra se non in Israele». Ora accetta un dono dal tuo servo».
[16]Quegli disse: «Per la vita del Signore, alla cui
presenza io sto, non lo prenderò». Nàaman insisteva perché
accettasse, ma egli rifiutò. [17]Allora Nàaman disse:
«Se è no, almeno sia permesso al tuo servo di caricare qui
tanta terra quanta ne portano due muli, perché il tuo servo
non intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad
altri dei, ma solo al Signore. [18]Tuttavia il Signore
perdoni il tuo servo se, quando il mio signore entra nel
tempio di Rimmòn per prostrarsi, si appoggia al mio braccio e
se anche io mi prostro nel tempio di Rimmòn, durante la sua
adorazione nel tempio di Rimmòn; il Signore perdoni il tuo
servo per questa azione». [19]Quegli disse: «Và in
pace». Partì da lui e fece un bel tratto di strada.
[20]Ghecazi,
servo dell'uomo di Dio Eliseo, disse fra sé: «Ecco, il mio
signore è stato tanto generoso con questo Nàaman arameo da
non prendere quanto egli aveva portato; per la vita del
Signore, gli correrò dietro e prenderò qualche cosa da lui».
[21]Ghecazi inseguì Nàaman. Questi, vedendolo correre
verso di sé, scese dal carro per andargli incontro e gli
domandò: «Tutto bene?». [22]Quegli rispose: «Tutto
bene. Il mio signore mi ha mandato a dirti: Ecco, proprio ora,
sono giunti da me due giovani dalle montagne di Efraim, da
parte dei figli dei profeti. Dammi per essi un talento
d'argento e due vestiti». [23]Nàaman disse: «E'
meglio che tu prenda due talenti» e insistette con lui. Legò
due talenti d'argento in due sacchi insieme con due vestiti e
li diede a due dei suoi giovani, che li portarono davanti a
Ghecazi. [24]Giunto all'Ofel, questi prese dalle loro
mani il tutto e lo depose in casa, quindi rimandò gli uomini,
che se ne andarono. [25]Poi egli andò a presentarsi al
suo padrone. Eliseo gli domandò: «Ghecazi, da dove vieni?».
Rispose: «Il tuo servo non è andato in nessun luogo». [26]Quegli
disse: «Non era forse presente il mio spirito quando
quell'uomo si voltò dal suo carro per venirti incontro? Era
forse il tempo di accettare denaro e di accettare abiti,
oliveti, vigne, bestiame minuto e grosso, schiavi e schiave? [27]Ma
la lebbra di Nàaman si attaccherà a te e alla tua
discendenza per sempre». Egli si allontanò da Eliseo, bianco
come la neve per la lebbra.
Re
2 - Capitolo 6
L'ascia
perduta e ritrovata
[1]I
figli dei profeti dissero a Eliseo: «Ecco, il luogo in cui ci
raduniamo alla tua presenza è troppo stretto per noi. [2]Andiamo
fino al Giordano; là prenderemo una trave per ciascuno e ci
costruiremo una residenza». Quegli rispose: «Andate!». [3]Uno
disse: «Degnati di venire anche tu con i tuoi servi». Egli
rispose: «Ci verrò». [4]E andò con loro. Giunti al
Giordano, tagliarono alcuni alberi. [5]Ora, mentre uno
abbatteva un tronco, il ferro dell'ascia gli cadde in acqua.
Egli gridò: «Oh, mio signore! Era stato preso in prestito!».
[6]L'uomo di Dio domandò: «Dove è caduto?». Gli
mostrò il posto. Eliseo, allora, tagliò un legno e lo gettò
in quel punto e il ferro venne a galla. [7]Disse: «Prendilo!».
Quegli stese la mano e lo prese.
4.
GUERRE ARAMEE
Eliseo
cattura un intero distaccamento arameo
[8]Mentre
il re di Aram era in guerra contro Israele, in un consiglio
con i suoi ufficiali disse: «In quel tal posto sarà il mio
accampamento». [9]L'uomo di Dio mandò a dire al re di
Israele: «Guardati dal passare per quel punto, perché là
stanno scendendo gli Aramei». [10]Il re di Israele
mandò a esplorare il punto indicatogli dall'uomo di Dio.
Questi l'avvertiva e il re si metteva in guardia; ciò accadde
non una volta o due soltanto. [11]Molto turbato in cuor
suo per questo fatto, il re di Aram convocò i suoi ufficiali
e disse loro: «Non mi potreste indicare chi dei nostri è per
il re di Israele?». [12]Uno degli ufficiali rispose:
«No, re mio signore, perché Eliseo profeta di Israele
riferisce al re di Israele quanto tu dici nella tua camera da
letto». [13]Quegli disse: «Andate, informatevi dove
sia costui; io manderò a prenderlo». Gli fu riferito: «Ecco,
sta in Dotan». [14]Egli mandò là cavalli, carri e un
bel numero di soldati; vi giunsero di notte e circondarono la
città.
[15]Il
giorno dopo, l'uomo di Dio, alzatosi di buon mattino, uscì.
Ecco, un esercito circondava la città con cavalli e carri. Il
suo servo disse: «Ohimè, mio signore, come faremo?». [16]Quegli
rispose: «Non temere, perché i nostri sono più numerosi dei
loro». [17]Eliseo pregò così: «Signore, apri i suoi
occhi; egli veda». Il Signore aprì gli occhi del servo, che
vide. Ecco, il monte era pieno di cavalli e di carri di fuoco
intorno a Eliseo.
[18]Poiché
gli Aramei scendevano verso di lui, Eliseo pregò il Signore:
«Oh, colpisci questa gente di cecità!». E il Signore li
colpì di cecità secondo la parola di Eliseo. [19]Disse
loro Eliseo: «Non è questa la strada e non è questa la città.
Seguitemi e io vi condurrò dall'uomo che cercate». Egli li
condusse in Samaria. [20]Quando giunsero in Samaria,
Eliseo disse: «Signore, apri i loro occhi; essi vedano!». Il
Signore aprì i loro occhi ed essi videro. Erano in mezzo a
Samaria!
[21]Il
re di Israele quando li vide, disse a Eliseo: «Li devo
uccidere, padre mio?». [22]Quegli rispose: «Non
ucciderli. Forse uccidi uno che hai fatto prigioniero con la
spada e con l'arco? Piuttosto metti davanti a loro pane e
acqua; mangino e bevano, poi se ne vadano dal loro padrone». [23]Fu
imbandito loro un gran banchetto. Dopo che ebbero mangiato e
bevuto, li congedò ed essi se ne andarono dal loro padrone.
Le bande aramee non penetrarono più nel paese di Israele.
La
carestia in Samaria assediata
[24]Dopo
tali cose Ben-Hadàd, re di Aram, radunò tutto il suo
esercito e venne ad assediare Samaria. [25]Ci fu una
carestia eccezionale in Samaria, mentre l'assedio si faceva più
duro, tanto che una testa d'asino si vendeva ottanta sicli
d'argento e un quarto di qab di tuberi cinque sicli. [26]Mentre
il re di Israele passava sulle mura, una donna gli gridò
contro: «Aiuto, mio signore re!». [27]Rispose: «Non
ti aiuta neppure il Signore! Come potrei aiutarti io? Forse
con il prodotto dell'aia o con quello del torchio?». [28]Il
re aggiunse: «Che hai?». Quella rispose: «Questa donna mi
ha detto: Dammi tuo figlio; mangiamocelo oggi. Mio figlio ce
lo mangeremo domani. [29]Abbiamo cotto mio figlio e ce
lo siamo mangiato. Il giorno dopo io le ho detto: Dammi tuo
figlio; mangiamocelo, ma essa ha nascosto suo figlio». [30]Quando
udì le parole della donna, il re si stracciò le vesti.
Mentre egli passava sulle mura, lo vide il popolo; ecco, aveva
un sacco di sotto, sulla carne. [31]Egli disse: «Dio
mi faccia questo e anche di peggio, se oggi la testa di Eliseo,
figlio di Safat, resterà sulle sue spalle».
Eliseo
annunzia la fine imminente della prova
[32]Eliseo
stava seduto in casa; con lui sedevano gli anziani. Il re si
fece precedere da un uomo. Prima che arrivasse il messaggero,
quegli disse agli anziani: «Avete visto? Quel figlio di
assassino ordina che mi si tolga la vita. Fate attenzione!
Quando arriva il messaggero, chiudete la porta; tenetelo fermo
sulla porta. Forse dietro non si sente il rumore dei piedi del
suo padrone?». [33]Stava ancora parlando con loro,
quando il re scese da lui e gli disse: «Tu vedi quanto male
ci viene dal Signore; che aspetterò più io dal Signore?».
Re
2 - Capitolo 7
[1]Ma
Eliseo disse: «Ascolta la parola del Signore: Dice il
Signore: A quest'ora, domani, alla porta di Samaria una sea
di farina costerà un siclo e anche due sea di orzo
costeranno un siclo». [2]Ma lo scudiero, al cui
braccio il re si appoggiava, rispose all'uomo di Dio: «Gia,
il Signore apre le finestre in cielo! Avverrà mai una cosa
simile?». Quegli disse: «Ecco, tu lo vedrai con gli occhi,
ma non ne mangerai».
Si
scopre l'accampamento arameo abbandonato
[3]Ora
c'erano quattro lebbrosi davanti alla porta. Essi dicevano fra
di loro: «Perché stiamo seduti qui ad attendere la morte? [4]Se
risolviamo di andare in città, in città c'è la fame e vi
moriremo. Se stiamo qui, moriremo ugualmente. Ora, su, andiamo
all'accampamento degli Aramei; se ci lasceranno in vita,
vivremo; se ci uccideranno, moriremo». [5]Si alzarono
al crepuscolo per andare all'accampamento degli Aramei e
giunsero fino al limite del loro campo. Ebbene, là non c'era
nessuno. [6]Il Signore aveva fatto udire
nell'accampamento degli Aramei rumore di carri, scalpitio di
cavalli e chiasso di un grande esercito. Essi si erano detti
l'un l'altro: «Ecco, il re di Israele ha assoldato contro di
noi i re degli Hittiti e i re dell'Egitto per assalirci». [7]Alzatisi
all'imbrunire, erano fuggiti, lasciando le loro tende, i loro
cavalli e i loro asini e il campo come si trovava; erano
fuggiti per mettersi in salvo. [8]Quei lebbrosi, giunti
al limite del campo, entrarono in una tenda e, dopo aver
mangiato e bevuto, portarono via argento, oro e vesti, che
andarono a nascondere. Ritornati, entrarono in un'altra tenda;
portarono via tutto e andarono a nasconderlo.
Fine
dell'assedio e della carestia
[9]Si
dissero: «Non è giusto quello che facciamo; oggi è giorno
di buone notizie, mentre noi ce ne stiamo zitti. Se attendiamo
fino all'alba di domani, potrebbe sopraggiungerci un castigo.
Andiamo ora, entriamo in città e annunziamolo alla reggia». [10]Vi
andarono; chiamarono le guardie della città e riferirono
loro: «Siamo andati nel campo degli Aramei; ecco, non c'era
nessuno né si sentiva voce umana. C'erano cavalli e asini
legati e le tende intatte». [11]Le guardie allora
gridarono e la notizia fu portata dentro la reggia.
[12]Il
re si alzò di notte e disse ai suoi ufficiali: «Vi dirò
quello che hanno fatto con noi gli Aramei. Sapendo che siamo
affamati, hanno abbandonato il campo per nascondersi in
campagna, dicendo: Appena usciranno dalla città, li
prenderemo vivi e poi entreremo in città». [13]Uno
dei suoi ufficiali rispose: «Si prendano i cinque cavalli che
sono rimasti in questa città, caso mai capiterà loro come
alla moltitudine di Israele, e mandiamo a vedere». [14]Presero
allora due carri con i cavalli; il re li mandò a seguire
l'esercito degli Aramei, dicendo: «Andate e vedete». [15]Li
seguirono fino al Giordano; ecco tutta la strada era piena di
abiti e di oggetti che gli Aramei avevano gettato via nella
fretta. I messaggeri tornarono e riferirono al re.
[16]Allora
uscirono tutti e saccheggiarono il campo degli Aramei. Una sea
di farina si vendette per un siclo, così pure due sea
di orzo si vendettero per un siclo, secondo la parola del
Signore. [17]Il re aveva messo a guardia della porta lo
scudiero, al cui braccio egli si appoggiava. Calpestato dalla
folla presso la porta, quegli morì come aveva predetto l'uomo
di Dio quando parlò al re che era sceso da lui. [18]Difatti,
dopo che l'uomo di Dio aveva detto al re: «A quest'ora,
domani, alla porta di Samaria due sea di orzo
costeranno un siclo e anche una sea di farina costerà
un siclo», [19]lo scudiero aveva risposto all'uomo di
Dio: «Gia, Dio apre le finestre in cielo! Avverrà mai una
cosa simile?». E quegli aveva detto: «Ecco, tu lo vedrai con
gli occhi, ma non ne mangerai». [20]A lui capitò
proprio questo: lo calpestò la folla alla porta ed egli morì.
Re
2 - Capitolo 8
Epilogo
riguardante la Sunammita
[1]Eliseo
aveva detto alla donna a cui aveva risuscitato il figlio: «Alzati
e vattene con la tua famiglia; dimora fuori del tuo paese,
dovunque troverai da star bene, perché il Signore ha chiamato
la carestia, che verrà sul paese per sette anni». [2]La
donna si era alzata e aveva fatto come aveva detto l'uomo di
Dio. Se ne era andata con la sua famiglia nel paese dei
Filistei, per sette anni. [3]Al termine dei sette anni,
la donna tornò dal paese dei Filistei e andò dal re a
reclamare la sua casa e il suo campo. [4]Il re stava
parlando con Ghecazi, servo dell'uomo di Dio, e diceva: «Narrami
tutte le meraviglie compiute da Eliseo». [5]Costui
stava narrando al re come aveva risuscitato il morto,
quand'ecco si presenta al re la donna a cui aveva risuscitato
il figlio, per riavere la sua casa e il suo campo. Ghecazi
disse: «Re, mio signore, questa è la donna e questo è il
figlio risuscitato da Eliseo». [6]Il re interrogò la
donna, che gli narrò il fatto. Il re l'affidò a un
funzionario dicendo: «Restituiscile quanto le appartiene e la
rendita intera del campo, dal giorno del suo abbandono del
paese fino ad ora».
Eliseo
e Cazaèl di Damasco
[7]Eliseo
andò a Damasco. A Ben-Hadàd, re di Aram, che era ammalato,
fu riferito: «L'uomo di Dio è venuto fin qui». [8]Il
re disse a Cazaèl: «Prendi un dono e và incontro all'uomo
di Dio e per suo mezzo interroga il Signore, per sapere se
guarirò o no da questa malattia». [9]Cazaèl gli andò
incontro prendendo con sé, in regalo, tutte le cose più
squisite di Damasco, con cui caricò quaranta cammelli.
Arrivato, si fermò davanti a lui e gli disse: «Tuo figlio,
Ben-Hadàd, re di Aram, mi ha mandato da te con la domanda:
Guarirò o no da questa malattia?». [10]Eliseo gli
disse: «Và a dirgli: Tu guarirai; ma il Signore mi ha
mostrato che egli certamente morirà». [11]Poi, con
sguardo fisso, si irrigidì a lungo; alla fine l'uomo di Dio
si mise a piangere. [12]Cazaèl disse: «Signor mio,
perché piangi?». Quegli rispose: «Perché so quanto male
farai agli Israeliti: brucerai le loro fortezze, ucciderai di
spada i loro giovani, sfracellerai i loro bambini, sventrerai
le loro donne incinte». [13]Cazaèl disse: «Ma che
sono io tuo servo? Un cane potrebbe attuare questa grande
predizione?». Eliseo rispose: «Il Signore mi ha mostrato che
tu diventerai re di Aram». [14]Quegli si separò da
Eliseo e ritornò dal suo padrone, che gli domandò: «Che ti
ha detto Eliseo?». Rispose: «Mi ha detto: Certo guarirai». [15]Il
giorno dopo costui prese una coperta, l'immerse nell'acqua e
poi la stese sulla faccia del re che morì. Al suo posto
divenne re Cazaèl.
Regno
di Ioram in Giuda (848-841)
[16]Nell'anno
quinto di Ioram figlio di Acab, re di Israele, divenne re
Ioram figlio di Giòsafat re di Giuda. [17]Quando
divenne re aveva trentadue anni; regnò otto anni in
Gerusalemme. [18]Camminò per la strada dei re di
Israele, come aveva fatto la famiglia di Acab, perché sua
moglie era figlia di Acab. Fece ciò che è male agli occhi
del Signore. [19]Il Signore, però, non volle
distruggere Giuda a causa di Davide suo servo, secondo la
promessa fattagli di lasciargli sempre una lampada per lui e
per i suoi figli. [20]Durante il suo regno Edom si
ribellò al potere di Giuda e si elesse un re. [21]Allora
Ioram passò a Zeira con tutti i suoi carri. Egli si mosse di
notte e sconfisse gli Idumei che l'avevano accerchiato,
insieme con gli ufficiali dei carri; così il popolo fuggì
nelle tende. [22]Edom, ribellatosi al potere di Giuda,
ancora oggi è indipendente. In quel tempo anche Libna si
ribellò.
[23]Le
altre gesta di Ioram, tutte le sue azioni, sono descritte nel
libro delle Cronache dei re di Giuda. [24]Ioram si
addormentò con i suoi padri e fu sepolto con essi nella città
di Davide, e al suo posto divenne re suo figlio Acazia.
Regno
di Acazia in Giuda (841)
[25]Nell'anno
decimosecondo di Ioram figlio di Acab, re di Israele, divenne
re Acazia figlio di Ioram, re di Giuda. [26]Quando
divenne re, Acazia aveva ventidue anni; regnò un anno in
Gerusalemme. Sua madre si chiamava Atalia, figlia di Omri re
di Israele. [27]Imitò la condotta della casa di Acab;
fece ciò che è male agli occhi del Signore, come aveva fatto
la casa di Acab, perché era imparentato con la casa di Acab. [28]Egli
con Ioram figlio di Acab andò in guerra contro Cazaèl re di
Aram, in Ramot di Gàlaad; ma gli Aramei ferirono Ioram. [29]Allora
il re Ioram andò a curarsi in Izrèel per le ferite ricevute
dagli Aramei in Ramot, mentre combatteva contro Cazaèl re di
Aram. Acazia figlio di Ioram, re di Giuda, scese a visitare
Ioram figlio di Acab in Izreèl, perché costui era malato.
Re
2 - Capitolo 9
5.
STORIA DI IEU
Un
discepolo di Eliseo dà l'unzione regale a Ieu
[1]Il
profeta Eliseo chiamò uno dei figli dei profeti e gli disse:
«Cingiti i fianchi, prendi in mano questo vasetto d'olio e và
in Ramot di Gàlaad. [2]Appena giunto, cerca Ieu figlio
di Giòsafat, figlio di Nimsi. Entrato in casa, lo farai
alzare dal gruppo dei suoi compagni e lo condurrai in una
camera interna. [3]Prenderai il vasetto dell'olio e lo
verserai sulla sua testa, dicendo: Dice il Signore: Ti ungo re
su Israele. Poi aprirai la porta e fuggirai senza indugio». [4]Il
giovane andò a Ramot di Gàlaad. [5]Appena giunto,
trovò i capi dell'esercito seduti insieme. Egli disse: «Ho
un messaggio per te, o capo». Ieu disse: «Per chi fra tutti
noi?». Ed egli rispose: «Per te, o capo». [6]Ieu si
alzò ed entrò in una camera; quegli gli versò l'olio sulla
testa dicendogli: «Dice il Signore, Dio di Israele: Ti ungo
re sul popolo del Signore, su Israele. [7]Tu demolirai
la casa di Acab tuo signore; io vendicherò il sangue dei miei
servi i profeti e il sangue di tutti i servi del Signore
sparso da Gezabele. [8]Tutta la casa di Acab perirà;
io eliminerò nella famiglia di Acab ogni maschio, schiavo o
libero in Israele. [9]Renderò la casa di Acab come la
casa di Geroboamo figlio di Nebàt, e come la casa di Baasa
figlio di Achia. [10]La stessa Gezabele sarà divorata
dai cani nella campagna di Izreèl; nessuno la seppellirà».
Quindi aprì la porta e fuggì.
Ieu
è proclamato re
[11]Quando
Ieu si presentò agli ufficiali del suo padrone, costoro gli
domandarono: «Va tutto bene? Perché questo pazzo è venuto
da te?». Egli disse loro: «Voi conoscete l'uomo e le sue
chiacchiere». [12]Gli dissero: «Baie! Su,
raccontacelo!». Egli disse: «Mi ha parlato così e così,
affermando: Dice il Signore: Ti ungo re su Israele». [13]Tutti
presero in fretta i propri vestiti e li stesero sotto di lui
sugli stessi gradini, suonarono la tromba e gridarono: «Ieu
è re».
Ieu
si prepara a usurpare il potere
[14]Ieu
figlio di Giòsafat, figlio di Nimsi, congiurò contro Ioram.
(Ioram aveva difeso con tutto Israele Ramot di Gàlaad di
fronte a Cazaèl, re di Aram, [15]poi Ioram era tornato
a curarsi in Izreèl le ferite ricevute dagli Aramei nella
guerra contro Cazaèl, re di Aram). Ieu disse: «Se tale è il
vostro sentimento, nessuno esca o fugga dalla città per
andare ad annunziarlo in Izreèl». [16]Ieu salì su un
carro e partì per Izreèl, perché là giaceva malato Ioram e
Acazia re di Giuda era sceso per visitarlo.
[17]La
sentinella che stava sulla torre di Izreèl vide la truppa di
Ieu che avanzava e disse: «Vedo una truppa». Ioram disse: «Prendi
un cavaliere e mandalo loro incontro per domandare: Tutto
bene?». [18]Uno a cavallo andò loro incontro e disse:
«Il re domanda: Tutto bene?». Ieu disse: «Che importa a te
come vada? Passa dietro a me e seguimi». La sentinella riferì:
«Il messaggero è arrivato da quelli, ma non torna indietro».
[19]Il re mandò un altro cavaliere che, giunto da
quelli, disse: «Il re domanda: Tutto bene?». Ma Ieu disse:
«Che importa a te come vada? Passa dietro a me e seguimi». [20]La
sentinella riferì: «E' arrivato da quelli, ma non torna
indietro. Il modo di guidare è quello di Ieu figlio di Nimsi;
difatti guida all'impazzata».
[21]Ioram
disse: «Attacca i cavalli». Appena fu pronto il suo carro,
Ioram re di Israele, e Acazia re di Giuda, partirono, ognuno
sul proprio carro. Andarono incontro a Ieu, che raggiunsero
nel campo di Nabòt di Izreèl.
Assassinio
di Ioram
[22]Quando
Ioram vide Ieu, gli domandò: «Tutto bene, Ieu?». Rispose:
«Sì, tutto bene, finché durano le prostituzioni di Gezabele
tua madre e le sue numerose magie». [23]Allora Ioram
si volse indietro e fuggì, dicendo ad Acazia: «Siamo
traditi, Acazia!». [24]Ieu, impugnato l'arco, colpì
Ioram nel mezzo delle spalle. La freccia gli attraversò il
cuore ed egli si accasciò sul carro. [25]Ieu disse a
Bidkar suo scudiero: «Sollevalo, gettalo nel campo che
appartenne a Nabòt di Izreèl; mi ricordo che una volta,
mentre io e te eravamo sullo stesso carro al seguito di suo
padre Acab, il Signore proferì su di lui questo oracolo: [26]Non
ho forse visto ieri il sangue di Nabòt e il sangue dei suoi
figli? Oracolo del Signore. Ti ripagherò in questo stesso
campo. Oracolo del Signore. Sollevalo e gettalo nel campo
secondo la parola del Signore».
Assassinio
di Acazia
[27]Visto
ciò, Acazia re di Giuda fuggì per la strada di Bet-Gan; Ieu
l'inseguì e ordinò: «Colpite anche costui». Lo colpirono
sul carro nella salita di Gur, nelle vicinanze di Ibleam. Egli
fuggì a Meghìddo, ove morì. [28]I suoi ufficiali lo
portarono a Gerusalemme su un carro e lo seppellirono nel suo
sepolcro, vicino ai suoi padri, nella città di Davide.
[29]Acazia
era divenuto re di Giuda nell'anno undecimo di Ioram, figlio
di Acab.
Assassinio
di Gezabele
[30]Ieu
arrivò in Izreèl. Appena lo seppe, Gezabele si truccò gli
occhi con stibio, si acconciò la capigliatura e si mise alla
finestra. [31]Mentre Ieu entrava per la porta, gli
domando: «Tutto bene, o Zimri, assassino del suo padrone?». [32]Ieu
alzò lo sguardo alla finestra e disse: «Chi è con me? Chi?».
Due o tre eunuchi si affacciarono a guardarlo. [33]Egli
disse: «Gettatela giù». La gettarono giù. Il suo sangue
schizzò sul muro e sui cavalli. Ieu passò sul suo corpo, [34]poi
entrò, mangiò e bevve; alla fine ordinò: «Andate a vedere
quella maledetta e seppellitela, perché era figlia di re». [35]Andati
per seppellirla, non trovarono altro che il cranio, i piedi e
le palme delle mani. [36]Tornati, riferirono il fatto a
Ieu, che disse: «Si è avverata così la parola che il
Signore aveva detta per mezzo del suo servo Elia il Tisbita:
Nel campo di Izreèl i cani divoreranno la carne di Gezabele. [37]E
il cadavere di Gezabele nella campagna sarà come letame,
perché non si possa dire: Questa è Gezabele».
Re
2 - Capitolo 10
Massacro
della famiglia reale di Israele
[1]In
Samaria c'erano settanta figli di Acab. Ieu scrisse lettere e
le inviò in Samaria ai capi della città, agli anziani e ai
tutori dei figli di Acab. In esse diceva: [2]«Ora,
quando giungerà a voi questa lettera - voi, infatti, avete
con voi i figli del vostro signore, i carri, i cavalli, le
fortezze e le armi - [3]scegliete il figlio migliore e
più capace del vostro signore e ponetelo sul trono del padre;
combattete per la casa del vostro signore». [4]Quelli
ebbero una grande paura e dissero: «Ecco, due re non hanno
potuto resistergli; come potremmo resistergli noi?». [5]Il
maggiordomo, il prefetto della città, gli anziani e i tutori
mandarono a Ieu questo messaggio: «Noi siamo tuoi servi; noi
faremo quanto ci ordinerai. Non nomineremo un re; fà quanto
ti piace».
[6]Ieu
scrisse loro quest'altra lettera: «Se siete dalla mia parte e
se obbedite alla mia parola, prendete le teste dei figli del
vostro signore e presentatevi a me domani a quest'ora in Izreèl».
I figli del re erano settanta; vivevano con i grandi della
città, che li allevavano. [7]Ricevuta la lettera,
quelli presero i figli del re e li uccisero - erano settanta
-; quindi posero le loro teste in panieri e le mandarono da
lui in Izreèl. [8]Si presentò un messaggero che riferì
a Ieu: «Hanno portato le teste dei figli del re». Egli
disse: «Ponetele in due mucchi alla porta della città e ci
restino fino a domani mattina». [9]Il mattino dopo uscì,
si fermò e disse a tutto il popolo: «Voi siete innocenti;
ecco io ho congiurato contro il mio signore e l'ho ucciso. Ma
chi ha colpito tutti questi? [10]Constatate come
neppure una parola che il Signore ha annunziato per mezzo del
suo servo Elia, sia venuta meno; il Signore ha attuato quanto
aveva predetto per mezzo di Elia, suo servo». [11]Ieu
uccise poi tutti i superstiti della famiglia di Acab in Izreèl,
tutti i suoi grandi, i suoi amici e i suoi sacerdoti, fino a
non lasciarne neppure uno.
Massacro
dei principi di Giuda
[12]Quindi
si alzò e partì per Samaria. Passando per Bet-Eked dei
pastori, [13]Ieu trovò i fratelli di Acazia, re di
Giuda. Egli domandò: «Voi, chi siete?». Risposero: «Siamo
fratelli di Acazia; siamo scesi per salutare i figli del re e
i figli della regina». [14]Egli ordinò: «Prendeteli
vivi». Li presero vivi, li uccisero e li gettarono nel pozzo
di Bet-Eked; erano quarantadue e non ne rimase neppure uno.
Ieu
e Ionadab
[15]Partito
di lì, si imbattè in Ionadàb, figlio di Recàb, che gli
veniva incontro; Ieu lo salutò e gli disse: «Il tuo cuore è
retto verso di me, come il mio nei tuoi riguardi?». Ionadàb
rispose: «Sì». «Se sì, dammi la mano». Ionadàb gliela
diede. Ieu allora lo fece salire sul carro vicino a sé [16]e
gli disse: «Vieni con me e vedrai il mio zelo per il Signore».
Lo portò con sé sul carro. [17]Entrò in Samaria, ove
uccise tutti i superstiti della casa di Acab fino ad
annientarla, secondo la parola che il Signore aveva comunicata
a Elia.
Massacro
dei fedeli di Baal e distruzione del suo tempio
[18]Ieu
radunò tutto il popolo e gli disse: «Acab ha servito Baal un
poco; Ieu lo servirà molto. [19]Ora convocatemi tutti
i profeti di Baal, tutti i suoi fedeli e tutti i suoi
sacerdoti; non ne manchi neppure uno, perché intendo offrire
un grande sacrificio a Baal. Chi mancherà non sarà lasciato
in vita». Ieu agiva con astuzia, per distruggere tutti i
fedeli di Baal. [20]Ieu disse: «Convocate una festa
solenne per Baal». La convocarono. [21]Ieu inviò
messaggeri per tutto Israele; si presentarono tutti i fedeli
di Baal - nessuno si astenne dal viaggio - e si radunarono nel
tempio di Baal, che ne risultò pieno da un'estremità
all'altra. [22]Ieu disse al guardarobiere: «Tira fuori
le vesti per tutti i fedeli di Baal». Ed egli le tirò fuori.
[23]Ieu, accompagnato da Ionadàb figlio di Recàb,
entrò nel tempio di Baal e disse ai fedeli di Baal: «Badate
bene che non ci sia fra di voi nessuno dei fedeli del Signore,
ma solo fedeli di Baal».
[24]Mentre
quelli si accingevano a compiere sacrifici e olocausti, Ieu
fece uscire ottanta suoi uomini con la minaccia: «Se qualcuno
farà fuggire uno degli uomini che io oggi metto nelle vostre
mani, pagherà con la sua vita la vita di lui». [25]Quando
ebbe finito di compiere l'olocausto, Ieu disse alle guardie e
agli scudieri: «Entrate, uccideteli. Nessuno scappi». Le
guardie e gli scudieri li passarono a fil di spada e li
gettarono perfino nella cella del tempio di Baal. [26]Penetrati
in essa, portarono fuori il palo sacro del tempio di Baal e lo
bruciarono. [27]Fecero a pezzi la stele di Baal,
demolirono il tempio di Baal e lo ridussero un immondezzaio
fino ad oggi.
Regno
di Ieu in Israele (841-814)
[28]Ieu
fece scomparire Baal da Israele. [29]Ma Ieu non si
allontanò dai peccati che Geroboamo figlio di Nebàt aveva
fatto commettere a Israele e non abbandonò i vitelli d'oro
che erano a Betel e in Dan.
[30]Il
Signore disse a Ieu: «Perché ti sei compiaciuto di fare ciò
che è giusto ai miei occhi e hai compiuto per la casa di Acab
quanto era nella mia intenzione, i tuoi figli - fino alla
quarta generazione - siederanno sul trono di Israele». [31]Ma
Ieu non si preoccupò di seguire la legge del Signore Dio di
Israele con tutto il cuore; non si allontanò dai peccati che
Geroboamo aveva fatto commettere a Israele.
[32]In
quel tempo il Signore cominciò a ridurre il territorio di
Israele; Cazaèl sconfisse gli Israeliti in tutti i loro
confini: [33]dal Giordano, verso oriente, occupò tutta
la regione di Gàlaad, dei Gaditi, dei Rubeniti e dei
Manassiti, da Aroer, che è presso il torrente Arnon, a Gàlaad
e a Basan.
[34]Le
altre gesta di Ieu, tutte le sue azioni e le sue prodezze,
sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele. [35]Ieu
si addormentò con i suoi padri e lo seppellirono in Samaria.
Al suo posto divenne re suo figlio Ioacaz. [36]La
durata del regno di Ieu su Israele, in Samaria, fu di ventotto
anni.
Re
2 - Capitolo 11
6.
DAL REGNO DI ATALIA ALLA MORTE DI ELISEO
Storia
di Atalia (841-835)
[1]Atalia
madre di Acazia, visto che era morto suo figlio, si propose di
sterminare tutta la discendenza regale. [2]Ma Ioseba,
figlia del re Ioram e sorella di Acazia, sottrasse Ioas figlio
di Acazia dal gruppo dei figli del re destinati alla morte e
lo portò con la nutrice nella camera dei letti; lo nascose
così ad Atalia ed egli non fu messo a morte. [3]Rimase
sei anni nascosto presso di lei nel tempio; intanto Atalia
regnava sul paese.
[4]Il
settimo anno Ioiada convocò i capi di centinaia dei Carii e
delle guardie e li fece venire nel tempio. Egli concluse con
loro un'alleanza, facendoli giurare nel tempio; quindi mostrò
loro il figlio del re. [5]Diede loro le seguenti
disposizioni: «Questo farete: un terzo di quelli che fra di
voi iniziano il servizio di sabato per fare la guardia alla
reggia, [6]un altro terzo alla porta di Sur e un terzo
alla porta dietro i cursori; voi farete invece la guardia alla
casa di Massach, [7]gli altri due gruppi di voi, ossia
quanti smontano il sabato, faranno la guardia al tempio. [8]Circonderete
il re, ognuno con la sua arma in pugno e chi tenta di
penetrare nello schieramento sia messo a morte. Accompagnerete
il re ovunque egli vada». [9]I capi di centinaia
fecero quanto aveva disposto il sacerdote Ioiada. Ognuno prese
i suoi uomini, quelli che entravano in servizio e quelli che
smontavano il sabato, e andarono dal sacerdote Ioiada. [10]Il
sacerdote consegnò ai capi di centinaia lance e scudi del re
Davide, che erano nel deposito del tempio. [11]Le
guardie, ognuno con l'arma in pugno, si disposero dall'angolo
meridionale del tempio fino all'angolo settentrionale, davanti
all'altare e al tempio e intorno al re. [12]Allora
Ioiada fece uscire il figlio del re, gli impose il diadema e
le insegne; lo proclamò re e lo unse. Gli astanti batterono
le mani ed esclamarono: «Viva il re!».
[13]Atalia,
sentito il clamore delle guardie e del popolo, si diresse
verso la moltitudine nel tempio. [14]Guardò: ecco, il
re stava presso la colonna secondo l'usanza; i capi e i
trombettieri erano intorno al re, mentre tutto il popolo del
paese esultava e suonava le trombe. Atalia si stracciò le
vesti e gridò: «Tradimento, tradimento!».
[15]Il
sacerdote Ioiada ordinò ai capi dell'esercito: «Fatela
uscire tra le file e chiunque la segua sia ucciso di spada».
Il sacerdote infatti aveva stabilito che non venisse uccisa
nel tempio del Signore. [16]Le misero le mani addosso
ed essa raggiunse la reggia attraverso l'ingresso dei Cavalli
e là fu uccisa.
[17]Ioiada
concluse un'alleanza fra il Signore, il re e il popolo, con
cui questi si impegnò a essere il popolo del Signore; ci fu
anche un'alleanza fra il re e il popolo. [18]Tutto il
popolo del paese penetrò nel tempio di Baal e lo demolì,
frantumandone gli altari e le immagini: uccisero dinanzi agli
altari lo stesso Mattan, sacerdote di Baal.
Il
sacerdote Ioiada mise guardie intorno al tempio. [19]Egli
prese i capi di centinaia dei Carii e delle guardie e tutto il
popolo del paese; costoro fecero scendere il re dal tempio e
attraverso la porta delle Guardie lo condussero nella reggia,
ove egli sedette sul trono regale. [20]Tutto il popolo
del paese fu in festa; la città restò tranquilla. Atalia fu
uccisa con la spada nella reggia.
Re
2 - Capitolo 12
Regno
di Ioas in Giuda (835-796)
[1]Quando
divenne re, Ioas aveva sette anni. [2]Divenne re
nell'anno settimo di Ieu e regnò quarant'anni in Gerusalemme.
Sua madre, di Bersabea, si chiamava Sibia. [3]Ioas fece
ciò che è giusto agli occhi del Signore per tutta la sua
vita, perché era stato educato dal sacerdote Ioiada. [4]Ma
non scomparvero le alture, infatti il popolo tuttora
sacrificava e offriva incenso sulle alture.
[5]Ioas
disse ai sacerdoti: «Tutto il denaro delle rendite sacre, che
viene portato nel tempio del Signore, il denaro che uno versa
per il proprio riscatto e tutto il denaro offerto
spontaneamente al tempio, [6]lo prendano i sacerdoti,
ognuno dalla mano del proprio conoscente; con esso eseguiscano
le riparazioni del tempio, ovunque appaiano necessarie».
[7]Ora
nell'anno ventitrè del re Ioas i sacerdoti non avevano ancora
eseguito le riparazioni nel tempio. [8]Il re Ioas
convocò il sacerdote Ioiada e gli altri sacerdoti e disse
loro: «Perché non avete restaurato il tempio? D'ora innanzi
non ritirerete più il denaro dai vostri conoscenti, ma lo
consegnerete per il restauro del tempio». [9]I
sacerdoti acconsentirono a non ricevere più il denaro dal
popolo e a non curare il restauro del tempio.
[10]Il
sacerdote Ioiada prese una cassa, vi fece un buco nel
coperchio e la pose a lato dell'altare, a destra di chi entra
nel tempio. I sacerdoti custodi della soglia depositavano ivi
tutto il denaro portato al tempio. [11]Quando vedevano
che nella cassa c'era molto denaro, veniva il segretario del
re, insieme con il sommo sacerdote, che riducevano in verghe e
contavano il denaro trovato nel tempio. [12]Consegnavano
il denaro controllato nelle mani degli esecutori dei lavori
nel tempio. Costoro lo distribuivano ai falegnami e ai
muratori, che lavoravano nel tempio, [13]ai muratori,
ai tagliapietre, ai fornitori del legname e delle pietre da
taglio per il restauro dei danni nel tempio, insomma per
quanto era necessario per riparare il tempio. [14]Ma
con il denaro portato al tempio del Signore non si dovevano
fare né coppe d'argento, né strumenti musicali, né
coltelli, né vassoi, né trombe, insomma nessun oggetto d'oro
o d'argento. [15]Esso era consegnato solo agli
esecutori dei lavori, che l'usavano per restaurare il tempio. [16]Coloro
nelle cui mani si rimetteva il denaro perché lo dessero agli
esecutori dei lavori non dovevano renderne conto, perché la
loro condotta ispirava fiducia. [17]Il denaro dei
sacrifici per il delitto e per il peccato non era destinato al
tempio, ma era lasciato ai sacerdoti.
[18]In
quel tempo Cazaèl re di Aram mosse guerra contro Gat e la
conquistò. Allora Cazaèl si preparò ad assalire
Gerusalemme. [19]Ioas re di Giuda prese tutti gli
oggetti consacrati da Giòsafat, da Ioram e da Acazia, suoi
antenati, re di Giuda, e quelli consacrati da lui stesso,
insieme con tutto l'oro trovato nei tesori del tempio e della
reggia; egli mandò tutto ciò a Cazaèl re di Aram, che si
allontanò da Gerusalemme.
[20]Le
altre gesta di Ioas e tutte le sue azioni sono descritte nel
libro delle Cronache dei re di Giuda. [21]I suoi
ufficiali si sollevarono organizzando una congiura; uccisero
Ioas a Bet-Millo, nella discesa verso Silla. [22]Iozabàd
figlio di Simeat e Iozabàd figlio di Somer, suoi ufficiali,
lo colpirono ed egli morì. Lo seppellirono con i suoi padri
nella città di Davide. Al suo posto divenne re suo figlio
Amazia.
Re
2 - Capitolo 13
Regno
di Ioacaz in Israele (814-798)
[1]Nell'anno
ventitrè di Ioas figlio di Acazia, re di Giuda, su Israele in
Samaria divenne re Ioacaz figlio di Ieu, che regnò
diciassette anni. [2]Fece ciò che è male agli occhi
del Signore; imitò il peccato con cui Geroboamo figlio di Nebàt
aveva fatto peccare Israele, né mai se ne allontanò. [3]L'ira
del Signore divampò contro Israele e li mise nelle mani di
Cazaèl re di Aram e di Ben-Hadàd figlio di Cazaèl, per
tutto quel tempo. [4]Ma Ioacaz placò il volto del
Signore. Il Signore lo ascoltò, perché aveva visto come il
re di Aram opprimeva gli Israeliti. [5]Il Signore
concesse un liberatore a Israele. Essi sfuggirono al potere di
Aram; gli Israeliti poterono abitare nelle loro tende come
prima. [6]Ma essi non si allontanarono dal peccato che
la casa di Geroboamo aveva fatto commettere a Israele; anzi lo
ripeterono. Perfino il palo sacro rimase in piedi in Samaria. [7]Pertanto,
di tutte le truppe di Ioacaz il Signore lasciò soltanto
cinquanta cavalli, dieci carri e diecimila fanti, perché li
aveva distrutti il re di Aram, riducendoli come la polvere che
si calpesta.
[8]Le
altre gesta di Ioacaz, tutte le sue azioni e prodezze, sono
descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele. [9]Ioacaz
si addormentò con i suoi padri e fu sepolto in Samaria. Al
suo posto divenne re suo figlio Ioas.
Regno
di Ioas in Israele (798-783)
[10]Nell'anno
trentasette di Ioas re di Giuda, su Israele in Samaria divenne
re Ioas, figlio di Ioacaz, che regnò sedici anni. [11]Fece
ciò che è male agli occhi del Signore; non si allontanò da
tutti i peccati che Geroboamo figlio di Nebàt aveva fatto
commettere a Israele, ma li ripetè.
[12]Le
altre gesta di Ioas, tutte le sue azioni e prodezze, le guerre
combattute con Amazia re di Giuda, sono descritte nel libro
delle Cronache dei re di Israele. [13]Ioas si addormentò
con i suoi padri e sul suo trono salì Geroboamo. Ioas fu
sepolto in Samaria insieme con i re di Israele.
Morte
di Eliseo
[14]Quando
Eliseo si ammalò della malattia di cui morì, Ioas re di
Israele, sceso a visitarlo, scoppiò in pianto davanti a lui,
dicendo: «Padre mio, padre mio, carro di Israele e sua
cavalleria». [15]Eliseo gli disse: «Prendi arco e
frecce». Egli prese arco e frecce. [16]Aggiunse al re
di Israele: «Impugna l'arco». Quando il re l'ebbe impugnato,
Eliseo mise la mano sulla mano del re, [17]quindi
disse: «Apri la finestra verso oriente». Aperta che fu la
finestra, Eliseo disse: «Tira!». Ioas tirò. Eliseo disse:
«Freccia vittoriosa per il Signore, freccia vittoriosa su
Aram. Tu sconfiggerai, fino allo sterminio, gli Aramei in Afek».
[18]Eliseo disse: «Prendi le frecce». E quando quegli
le ebbe prese, disse al re di Israele: «Percuoti con le tue
frecce la terra» ed egli la percosse tre volte, poi si fermò.
[19]L'uomo di Dio s'indignò contro di lui e disse: «Avresti
dovuto colpire cinque o sei volte; allora avresti sconfitto l'Aram
fino allo sterminio; ora, invece, sconfiggerai l'Aram solo tre
volte».
[20]Eliseo
morì; lo seppellirono. All'inizio dell'anno nuovo irruppero
nel paese alcune bande di Moab. [21]Mentre seppellivano
un uomo, alcuni, visto un gruppo di razziatori, gettarono il
cadavere sul sepolcro di Eliseo e se ne andarono. L'uomo,
venuto a contatto con le ossa di Eliseo, risuscitò e si alzò
in piedi.
Vittoria
sugli Aramei
[22]Cazaèl
re di Aram oppresse gli Israeliti finché visse Ioacaz. [23]Alla
fine il Signore si mostrò benevolo, ne ebbe compassione e
tornò a favorirli a causa della sua alleanza con Abramo,
Isacco e Giacobbe; per questo non volle distruggerli né
scacciarli davanti a sé, fino ad oggi. [24]Cazaèl re
di Aram morì. Al suo posto divenne re suo figlio Ben-Hadàd. [25]Allora
Ioas figlio di Ioacaz riprese a Ben-Hadàd, figlio di Cazaèl
le città che Cazaèl aveva tolte con le armi a suo padre
Ioacaz. Ioas lo sconfisse tre volte; così riconquistò le
città di Israele.
Re
2 - Capitolo 14
VII.
I DUE REGNI FINO ALLA CADUTA DI SAMARIA
Regno
di Amazia in Giuda (796-781)
[1]Nell'anno
secondo di Ioas figlio di I |