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Samuele
1 - Capitolo 1
I.
SAMUELE
1.
L'INFANZIA DI SAMUELE
Il
pellegrinaggio a Silo
[1]C'era
un uomo di Ramatàim, uno Zufita delle montagne di Efraim,
chiamato Elkana, figlio di Ierocàm, figlio di Eliàu, figlio
di Tòcu, figlio di Zuf, l'Efraimita. [2]Aveva due
mogli, l'una chiamata Anna, l'altra Peninna. Peninna aveva
figli mentre Anna non ne aveva.
[3]Quest'uomo
andava ogni anno dalla sua città per prostrarsi e sacrificare
al Signore degli eserciti in Silo, dove stavano i due figli di
Eli Cofni e Pìncas, sacerdoti del Signore.
[4]Un
giorno Elkana offrì il sacrificio. Ora egli aveva l'abitudine
di dare alla moglie Peninna e a tutti i figli e le figlie di
lei le loro parti. [5]Ad Anna invece dava una parte
sola; ma egli amava Anna, sebbene il Signore ne avesse reso
sterile il grembo. [6]La sua rivale per giunta
l'affliggeva con durezza a causa della sua umiliazione, perché
il Signore aveva reso sterile il suo grembo. [7]Così
succedeva ogni anno: tutte le volte che salivano alla casa del
Signore, quella la mortificava.
Anna
dunque si mise a piangere e non voleva prendere cibo. [8]Elkana
suo marito le disse: «Anna, perché piangi? Perché non
mangi? Perché è triste il tuo cuore? Non sono forse io per
te meglio di dieci figli?».
La
preghiera di Anna
[9]Anna,
dopo aver mangiato in Silo e bevuto, si alzò e andò a
presentarsi al Signore. In quel momento il sacerdote Eli stava
sul sedile davanti a uno stipite del tempio del Signore. [10]Essa
era afflitta e innalzò la preghiera al Signore, piangendo
amaramente. [11]Poi fece questo voto: «Signore degli
eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e
ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai
alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore
per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sul
suo capo».
[12]Mentre
essa prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava
osservando la sua bocca. [13]Anna pregava in cuor suo e
si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si udiva;
perciò Eli la ritenne ubriaca. [14]Le disse Eli: «Fino
a quando rimarrai ubriaca? Lìberati dal vino che hai bevuto!».
[15]Anna rispose: «No, mio signore, io sono una donna
affranta e non ho bevuto né vino né altra bevanda
inebriante, ma sto solo sfogandomi davanti al Signore. [16]Non
considerare la tua serva una donna iniqua, poiché finora mi
ha fatto parlare l'eccesso del mio dolore e della mia amarezza».
[17]Allora Eli le rispose: «Và in pace e il Dio
d'Israele ascolti la domanda che gli hai fatto». [18]Essa
replicò: «Possa la tua serva trovare grazia ai tuoi occhi».
Poi la donna se ne andò per la sua via e il suo volto non fu
più come prima.
Nascita
e consacrazione di Samuele
[19]Il
mattino dopo si alzarono e dopo essersi prostrati davanti al
Signore tornarono a casa in Rama. Elkana si unì a sua moglie
e il Signore si ricordò di lei. [20]Così al finir
dell'anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò
Samuele. «Perché - diceva - dal Signore l'ho impetrato». [21]Quando
poi Elkana andò con tutta la famiglia a offrire il sacrificio
di ogni anno al Signore e a soddisfare il voto, [22]Anna
non andò, perché diceva al marito: «Non verrò, finché il
bambino non sia divezzato e io possa condurlo a vedere il
volto del Signore; poi resterà là per sempre». [23]Le
rispose Elkana suo marito: «Fà pure quanto ti sembra meglio;
rimani finché tu l'abbia divezzato; soltanto adempia il
Signore la tua parola». La donna rimase e allattò il figlio,
finché l'ebbe divezzato. [24]Dopo averlo divezzato,
andò con lui, portando un giovenco di tre anni, un'efa
di farina e un otre di vino e venne alla casa del Signore a
Silo e il fanciullo era con loro. [25]Immolato il
giovenco, presentarono il fanciullo a Eli [26]e Anna
disse: «Ti prego, mio signore. Per la tua vita, signor mio,
io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare
il Signore. [27]Per questo fanciullo ho pregato e il
Signore mi ha concesso la grazia che gli ho chiesto. [28]Perciò
anch'io lo dò in cambio al Signore: per tutti i giorni della
sua vita egli è ceduto al Signore». E si prostrarono là
davanti al Signore.
Samuele
1 - Capitolo 2
Cantico
d'Anna
[1]Allora
Anna pregò:
Il
mio cuore esulta nel Signore,
la mia fronte s'innalza grazie al mio Dio.
Si apre la mia bocca contro i miei nemici,
perché io godo del beneficio che mi hai concesso.
[2]Non c'è santo come il Signore,
non c'è rocca come il nostro Dio.
[3]Non moltiplicate i discorsi superbi,
dalla vostra bocca non esca arroganza;
perché il Signore è il Dio che sa tutto
e le sue opere sono rette.
[4]L'arco dei forti s'è spezzato,
ma i deboli sono rivestiti di vigore.
[5]I sazi sono andati a giornata per un pane,
mentre gli affamati han cessato di faticare.
La sterile ha partorito sette volte
e la ricca di figli è sfiorita.
[6]Il Signore fa morire e fa vivere,
scendere agli inferi e risalire.
[7]Il Signore rende povero e arricchisce,
abbassa ed esalta.
[8]Solleva dalla polvere il misero,
innalza il povero dalle immondizie,
per farli sedere insieme con i capi del popolo
e assegnar loro un seggio di gloria.
Perché al Signore appartengono i cardini della terra
e su di essi fa poggiare il mondo.
[9]Sui passi dei giusti Egli veglia,
ma gli empi svaniscono nelle tenebre.
Certo non prevarrà l'uomo malgrado la sua forza.
[10]Il Signore... saranno abbattuti i suoi avversari!
L'Altissimo tuonerà dal cielo.
Il Signore giudicherà gli estremi confini della
terra;
darà forza al suo re
ed eleverà la potenza del suo Messia».
[11]Poi
Elkana tornò a Rama, a casa sua, e il fanciullo rimase a
servire il Signore alla presenza del sacerdote Eli.
I
figli di Eli
[12]Ora
i figli di Eli erano uomini depravati; non tenevano in alcun
conto il Signore, [13]né la retta condotta dei
sacerdoti verso il popolo. Quando uno si presentava a offrire
il sacrificio, veniva il servo del sacerdote mentre la carne
cuoceva, con in mano un forchettone a tre denti, [14]e
lo introduceva nella pentola o nella marmitta o nel tegame o
nella caldaia e tutto ciò che il forchettone tirava su il
sacerdote lo teneva per sé. Così facevano con tutti gli
Israeliti che venivano là a Silo. [15]Prima che fosse
bruciato il grasso, veniva ancora il servo del sacerdote e
diceva a chi offriva il sacrificio: «Dammi la carne da
arrostire per il sacerdote, perché non vuole avere da te
carne cotta, ma cruda». [16]Se quegli rispondeva: «Si
bruci prima il grasso, poi prenderai quanto vorrai!»,
replicava: «No, me la devi dare ora, altrimenti la prenderò
con la forza». [17]Così il peccato di quei giovani
era molto grande davanti al Signore perché disonoravano
l'offerta del Signore.
Samuele
a Silo
[18]Samuele
prestava servizio davanti al Signore per quanto lo poteva un
fanciullo e andava cinto di efod di lino. [19]Sua
madre gli preparava una piccola veste e gliela portava ogni
anno, quando andava con il marito a offrire il sacrificio
annuale. [20]Eli allora benediceva Elkana e sua moglie
ed esclamava: «Ti conceda il Signore altra prole da questa
donna per il prestito che essa ha fatto al Signore». Essi
tornarono a casa [21]e il Signore visitò Anna, che
partorì ancora tre figli e due figlie. Frattanto il fanciullo
Samuele cresceva presso il Signore.
Ancora
i figli di Eli
[22]Eli
era molto vecchio e gli veniva all'orecchio quanto i suoi
figli facevano a tutto Israele e come essi si univano alle
donne che prestavano servizio all'ingresso della tenda del
convegno. [23]Perciò disse loro: «Perché dunque fate
tali cose? Io sento infatti da parte di tutto il popolo le
vostre azioni empie! [24]No, figli, non è bene ciò
che io odo di voi, che cioè sviate il popolo del Signore.
[25]Se
un uomo pecca contro un altro uomo,
Dio potrà intervenire in suo favore,
ma se l'uomo pecca contro il Signore,
chi potrà intercedere per lui?».
Ma
non ascoltarono la voce del padre, perché il Signore aveva
deciso di farli morire. [26]Invece il giovane Samuele
andava crescendo in statura e in bontà davanti al Signore e
agli uomini.
Annunzio
del castigo
[27]Un
giorno venne un uomo di Dio da Eli e gli disse: «Così dice
il Signore: Non mi sono forse rivelato alla casa di tuo padre,
mentre erano in Egitto, in casa del faraone? [28]Non
l'ho scelto da tutte le tribù d'Israele come mio sacerdote,
perché salga l'altare, bruci l'incenso e porti l'efod
davanti a me? Alla casa di tuo padre ho anche assegnato tutti
i sacrifici consumati dal fuoco, offerti dagli Israeliti. [29]Perché
dunque avete calpestato i miei sacrifici e le mie offerte che
io ho ordinato per sempre e tu hai avuto maggior riguardo ai
tuoi figli che a me e vi siete pasciuti in tal modo con le
primizie di ogni offerta di Israele mio popolo? [30]Ecco
dunque l'oracolo del Signore, Dio d'Israele: Avevo promesso
alla tua casa e alla casa di tuo padre che avrebbero sempre
camminato alla mia presenza. Ma ora - oracolo del Signore -
non sia mai! Perché chi mi onorerà anch'io l'onorerò, chi
mi disprezzerà sarà oggetto di disprezzo. [31]Ecco
verranno giorni in cui io taglierò via il tuo braccio e il
braccio della casa di tuo padre, sì che non vi sia più un
anziano nella tua casa. [32]Guarderai sempre angustiato
tutto il bene che farò a Israele, mentre non si troverà mai
più un anziano nella tua casa. [33]Qualcuno dei tuoi
tuttavia non lo strapperò dal mio altare, perché ti si
consumino gli occhi e si strazi il tuo animo: ma chiunque sarà
nato dalla tua famiglia morirà per la spada degli uomini. [34]Sarà
per te un segno quello che avverrà ai tuoi due figli, a Cofni
e Pìncas: nello stesso giorno moriranno tutti e due. [35]Dopo,
farò sorgere al mio servizio un sacerdote fedele che agirà
secondo il mio cuore e il mio desiderio. Io gli darò una casa
stabile e camminerà alla mia presenza, come mio consacrato
per sempre. [36]Chiunque sarà superstite nella tua
casa, andrà a prostrarsi davanti a lui per una monetina
d'argento e per un pezzo di pane e dirà: Ammettimi a
qualunque ufficio sacerdotale, perché possa mangiare un tozzo
di pane».
Samuele
1 - Capitolo 3
La
chiamata di Dio a Samuele
[1]Il
giovane Samuele continuava a servire il Signore sotto la guida
di Eli. La parola del Signore era rara in quei giorni, le
visioni non erano frequenti. [2]In quel tempo Eli stava
riposando in casa, perché i suoi occhi cominciavano a
indebolirsi e non riusciva più a vedere. [3]La lampada
di Dio non era ancora spenta e Samuele era coricato nel tempio
del Signore, dove si trovava l'arca di Dio. [4]Allora
il Signore chiamò: «Samuele!» e quegli rispose: «Eccomi»,
[5]poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato,
eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a
dormire!». Tornò e si mise a dormire. [6]Ma il
Signore chiamò di nuovo: «Samuele!» e Samuele, alzatosi,
corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quegli
rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a
dormire!». [7]In realtà Samuele fino allora non aveva
ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora
rivelata la parola del Signore. [8]Il Signore tornò a
chiamare: «Samuele!» per la terza volta; questi si alzò
ancora e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!».
Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovinetto. [9]Eli
disse a Samuele: «Vattene a dormire e, se ti si chiamerà
ancora, dirai: Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuele andò a coricarsi al suo posto. [10]Venne il
Signore, stette di nuovo accanto a lui e lo chiamò ancora
come le altre volte: «Samuele, Samuele!». Samuele rispose
subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta». [11]Allora
il Signore disse a Samuele: «Ecco io sto per fare in Israele
una cosa tale che chiunque udirà ne avrà storditi gli
orecchi. [12]In quel giorno attuerò contro Eli quanto
ho pronunziato riguardo alla sua casa, da cima a fondo. [13]Gli
ho annunziato che io avrei fatto vendetta della casa di lui
per sempre, perché sapeva che i suoi figli disonoravano Dio e
non li ha puniti. [14]Per questo io giuro contro la
casa di Eli: non sarà mai espiata l'iniquità della casa di
Eli né con i sacrifici né con le offerte!». [15]Samuele
si coricò fino al mattino, poi aprì i battenti della casa
del Signore. Samuele però non osava manifestare la visione a
Eli. [16]Eli chiamò Samuele e gli disse: «Samuele,
figlio mio». Rispose: «Eccomi». [17]Proseguì: «Che
discorso ti ha fatto? Non tenermi nascosto nulla. Così Dio
agisca con te e anche peggio, se mi nasconderai una sola
parola di quanto ti ha detto». [18]Allora Samuele gli
svelò tutto e non tenne nascosto nulla. Eli disse: «Egli è
il Signore! Faccia ciò che a lui pare bene».
[19]Samuele
acquistò autorità poiché il Signore era con lui, né lasciò
andare a vuoto una sola delle sue parole. [20]Perciò
tutto Israele, da Dan fino a Bersabea, seppe che Samuele era
stato costituito profeta del Signore. [21a]In seguito
il Signore si mostrò altre volte a Samuele, dopo che si era
rivelato a Samuele in Silo, (4,1a)e la parola di Samuele
giunse a tutto Israele [21b]come parola del Signore.
Samuele
1 - Capitolo 4
2.
L'ARCA PRESSO I FILISTEI
Disfatta
degli Israeliti e cattura dell'arca
[1b]La
parola di Samuele si rivolse a tutto Israele.
In
quei giorni i Filistei si radunarono per combattere contro
Israele. Allora Israele scese in campo a dar battaglia ai
Filistei. Essi si accamparono presso Eben-Ezer mentre i
Filistei s'erano accampati in Afèk. [2]I Filistei si
schierarono per attaccare Israele e la battaglia divampò, ma
Israele ebbe la peggio di fronte ai Filistei e caddero sul
campo, delle loro schiere, circa quattromila uomini.
[3]Quando
il popolo fu rientrato nell'accampamento, gli anziani
d'Israele si chiesero: «Perché ci ha percossi oggi il
Signore di fronte ai Filistei? Andiamo a prenderci l'arca del
Signore a Silo, perché venga in mezzo a noi e ci liberi dalle
mani dei nostri nemici». [4]Il popolo mandò subito a
Silo a prelevare l'arca del Dio degli eserciti che siede sui
cherubini: c'erano con l'arca di Dio i due figli di Eli, Cofni
e Pìncas. [5]Non appena l'arca del Signore giunse
all'accampamento, gli Israeliti elevarono un urlo così forte
che ne tremò la terra. [6]Anche i Filistei udirono
l'eco di quell'urlo e dissero: «Che significa il risuonare di
quest'urlo così forte nell'accampamento degli Ebrei?». Poi
vennero a sapere che era arrivata nel loro campo l'arca del
Signore. [7]I Filistei ne ebbero timore e si dicevano:
«E' venuto il loro Dio nel loro campo!», ed esclamavano: «Guai
a noi, perché non è stato così né ieri né prima. [8]Guai
a noi! Chi ci libererà dalle mani di queste divinità così
potenti? Queste divinità hanno colpito con ogni piaga
l'Egitto nel deserto. [9]Risvegliate il coraggio e
siate uomini, o Filistei, altrimenti sarete schiavi degli
Ebrei, come essi sono stati vostri schiavi. Siate uomini
dunque e combattete!». [10]Quindi i Filistei
attaccarono battaglia, Israele fu sconfitto e ciascuno fu
costretto a fuggire nella sua tenda. La strage fu molto
grande: dalla parte d'Israele caddero tremila fanti. [11]In
più l'arca di Dio fu presa e i due figli di Eli, Cofni e Pìncas,
morirono.
Morte
di Eli
[12]Uno
della tribù di Beniamino fuggì dalle file e venne a Silo il
giorno stesso, con le vesti stracciate e polvere sul capo. [13]Mentre
giungeva, ecco Eli stava sul sedile presso la porta e scrutava
la strada di Mizpa, perché aveva il cuore in ansia per l'arca
di Dio. Venne dunque l'uomo e diede l'annuncio in città e
tutta la città alzò lamenti. [14]Eli, sentendo il
rumore delle grida, si chiese: «Che sarà questo grido di
tumulto?». Intanto l'uomo si avanzò in gran fretta e narrò
a Eli ogni cosa. [15]Eli era vecchio di novantotto
anni, aveva gli occhi rigidi e non poteva più vedere. [16]Disse
dunque quell'uomo a Eli: «Sono giunto dal campo. Sono fuggito
oggi dalle schiere dei combattenti». Eli domandò: «Che è
dunque accaduto, figlio mio?». [17]Rispose il
messaggero: «Israele è fuggito davanti ai Filistei e nel
popolo v'è stata grande strage; inoltre i tuoi due figli
Cofni e Pìncas sono morti e l'arca di Dio è stata presa!». [18]Appena
ebbe accennato all'arca di Dio, Eli cadde all'indietro dal
sedile sul lato della porta, battè la nuca e morì, perché
era vecchio e pesante. Egli aveva giudicato Israele per
quarant'anni.
Morte
della moglie di Pincas
[19]La
nuora di lui, moglie di Pìncas, incinta e prossima al parto,
quando sentì la notizia che era stata presa l'arca di Dio e
che erano morti il suocero e il marito, s'accosciò e partorì,
colta dalle doglie. [20]Mentre era sul punto di morire,
le dicevano quelle che le stavano attorno: «Non temere, hai
partorito un figlio». Ma essa non rispose e non ne fece caso.
[21]Ma chiamò il bambino Icabod, cioè: «Se n'è
andata lungi da Israele la gloria!» riferendosi alla cattura
dell'arca di Dio e al suocero e al marito. [22]La donna
disse: «Se n'è andata lungi da Israele la gloria», perché
era stata presa l'arca di Dio.
Samuele
1 - Capitolo 5
Fastidi
causati dall'arca
[1]I
Filistei, catturata l'arca di Dio, la portarono da Eben-Ezer
ad Asdod. [2]I Filistei poi presero l'arca di Dio e la
introdussero nel tempio di Dagon. [3]Il giorno dopo i
cittadini di Asdod si alzarono ed ecco Dagon giaceva con la
faccia a terra davanti all'arca del Signore; essi presero
Dagon e lo rimisero al suo posto. [4]Si alzarono il
giorno dopo di buon mattino ed ecco Dagon con la faccia a
terra davanti all'arca del Signore, mentre il capo di Dagon e
le palme delle mani giacevano staccate sulla soglia; solo il
tronco era rimasto a Dagon. [5]A ricordo di ciò i
sacerdoti di Dagon e quanti entrano nel tempio di Dagon in
Asdod non calpestano la soglia fino ad oggi. [6]Allora
incominciò a pesare la mano del Signore sugli abitanti di
Asdod, li devastò e li colpì con bubboni, Asdod e il suo
territorio. [7]I cittadini di Asdod, vedendo che le
cose si mettevano in tal modo, dissero: «Non rimanga con noi
l'arca del Dio d'Israele, perché la sua mano è troppo dura
contro Dagon nostro dio!». [8]Allora, fatti radunare
presso di loro tutti i principi dei Filistei, dissero: «Che
cosa si deve fare dell'arca del Dio d'Israele?». Dissero: «Si
porti a Gat l'arca del Dio d'Israele». E portarono a Gat
l'arca del Dio d'Israele. [9]Ma ecco, dopo che l'ebbero
trasportata, la mano del Signore si fece sentire sulla città
con terrore molto grande, colpendo gli abitanti della città
dal più piccolo al più grande e provocando loro bubboni. [10]Allora
mandarono l'arca di Dio ad Ekron; ma all'arrivo dell'arca di
Dio ad Ekron, i cittadini protestarono: «Mi hanno portato qui
l'arca del Dio d'Israele, per far morire me e il mio popolo!».
[11]Fatti perciò radunare tutti i capi dei Filistei,
dissero: «Mandate via l'arca del Dio d'Israele!». Infatti si
era diffuso un terrore mortale in tutta la città, perché la
mano di Dio era molto pesante. [12]Quelli che non
morivano erano colpiti da bubboni e i lamenti della città
salivano al cielo.
Samuele
1 - Capitolo 6
Rinvio
dell'arca
[1]Rimase
l'arca del Signore nel territorio dei Filistei sette mesi. [2]Poi
i Filistei convocarono i sacerdoti e gli indovini e dissero:
«Che dobbiamo fare dell'arca del Signore? Indicateci il modo
di rimandarla alla sua sede». [3]Risposero: «Se
intendete rimandare l'arca del Dio d'Israele, non rimandatela
vuota, ma pagate un tributo in ammenda della vostra colpa.
Allora guarirete e vi sarà noto perché non si è ritirata da
voi la sua mano». [4]Chiesero: «Quale riparazione
dobbiamo pagarle?». Risposero: «Secondo il numero dei capi
dei Filistei, cinque bubboni d'oro e cinque topi d'oro, perché
unico è stato il flagello per tutto il popolo e per i vostri
capi. [5]Fate dunque immagini dei vostri bubboni e
immagini dei vostri topi che infestano la terra e datele in
omaggio al Dio d'Israele, sperando che sia tolto il peso della
sua mano da voi, dal vostro dio e dal vostro paese. [6]Perché
ostinarvi come si sono ostinati gli Egiziani e il faraone?
Dopo essere stati colpiti dai flagelli, non li lasciarono
forse andare, cosicché essi partirono? [7]Dunque fate
un carro nuovo, poi prendete due vacche allattanti sulle quali
non sia mai stato posto il giogo e attaccate queste vacche al
carro, togliendo loro i vitelli e riconducendoli alla stalla. [8]Quindi
prendete l'arca del Signore, collocatela sul carro e ponete
gli oggetti d'oro che dovete pagarle in riparazione in una
cesta appesa di fianco. Poi fatela partire e lasciate che se
ne vada. [9]E state a vedere: se salirà a Bet-Sèmes
per la via che porta al suo territorio, essa ci ha provocato
tutti questi mali così grandi; se no, sapremo che non ci ha
colpiti la sua mano, ma per puro caso abbiamo avuto questo
incidente». [10]Quegli uomini fecero in tal modo.
Presero due vacche allattanti, le attaccarono al carro e
chiusero nella stalla i loro vitelli. [11]Quindi
collocarono l'arca del Signore sul carro con la cesta e i topi
d'oro e le immagini dei bubboni. [12]Le vacche andarono
diritte per la strada di Bet-Sèmes percorrendo sicure una
sola via e muggendo continuamente, ma non piegando né a
destra né a sinistra. I capi dei Filistei le seguirono sino
al confine con Bet-Sèmes.
L'arca
a Bet-Sèmes
[13]Gli
abitanti di Bet-Sèmes stavano facendo la mietitura del grano
nella pianura. Alzando gli occhi, scorsero l'arca ed
esultarono a quella vista. [14]Il carro giunse al campo
di Giosuè di Bet-Sèmes e si fermò là dove era una grossa
pietra. Allora fecero a pezzi i legni del carro e offrirono le
vacche in olocausto al Signore. [15]I leviti avevano
tolto l'arca del Signore e la cesta che vi era appesa, nella
quale stavano gli oggetti d'oro, e l'avevano posta sulla
grossa pietra. In quel giorno gli uomini di Bet-Sèmes
offrirono olocausti e immolarono vittime al Signore. [16]I
cinque capi dei Filistei stettero ad osservare, poi tornarono
il giorno stesso ad Ekron. [17]Sono questi i bubboni
d'oro che i Filistei pagarono in ammenda al Signore: uno per
Asdod, uno per Gaza, uno per Ascalon, uno per Gat, uno per
Ekron. [18]Invece i topi d'oro erano pari al numero
delle città filistee appartenenti ai cinque capi, dalle
fortezze sino ai villaggi di campagna. A testimonianza di
tutto ciò rimane oggi nel campo di Giosuè a Bet-Sèmes la
grossa pietra, sulla quale avevano deposto l'arca del Signore.
[19]Ma
il Signore percosse gli uomini di Bet-Sèmes, perché avevano
guardato l'arca del Signore; colpì nel popolo settanta
persone su cinquantamila e il popolo fu in lutto perché il
Signore aveva inflitto alla loro gente questo grave castigo.
L'arca
a Kiriat-Iearim
[20]Gli
uomini di Bet-Sèmes allora esclamarono: «Chi mai potrà
stare alla presenza del Signore, questo Dio così santo? La
manderemo via da noi; ma da chi?». [21]Perciò
inviarono messaggeri agli abitanti di Kiriat-Iearìm con
questa ambasciata: «I Filistei hanno ricondotto l'arca del
Signore. Scendete e portatela presso di voi».
Samuele
1 - Capitolo 7
[1]Gli
abitanti di Kiriat-Iearìm scesero a prendere l'arca del
Signore e la introdussero nella casa di Abinadàb, sulla
collina; consacrarono suo figlio Eleazaro perché custodisse
l'arca del Signore.
Samuele
giudice e liberatore
[2]Erano
trascorsi molti giorni da quando era stata collocata l'arca a
Kiriat-Iearìm, erano passati venti anni, quando tutta la casa
d'Israele alzò grida di lamento verso il Signore. [3]Allora
Samuele si rivolse a tutta la casa d'Israele dicendo: «Se è
proprio di tutto cuore che voi tornate al Signore, eliminate
da voi tutti gli dei stranieri e le Astàrti; fate in modo che
il vostro cuore sia indirizzato al Signore e servite lui, lui
solo, ed egli vi libererà dalla mano dei Filistei». [4]Subito
gli Israeliti eliminarono i Baal e le Astàrti e servirono
solo il Signore. [5]Disse poi Samuele: «Radunate tutto
Israele a Mizpa, perché voglio pregare il Signore per voi». [6]Si
radunarono pertanto in Mizpa, attinsero acqua, la sparsero
davanti al Signore e digiunarono in quel giorno, dicendo: «Abbiamo
peccato contro il Signore!». A Mizpa Samuele fu giudice degli
Israeliti. [7]Udirono anche i Filistei che gli
Israeliti si erano radunati a Mizpa e i capi filistei mossero
contro Israele. Quando gli Israeliti lo seppero, ebbero paura
dei Filistei. [8]Dissero allora gli Israeliti a
Samuele: «Non cessar di supplicare per noi il Signore Dio
nostro perché ci liberi dalle mani dei Filistei». [9]Samuele
prese un agnello da latte e lo offrì tutto intero in
olocausto al Signore; lo stesso Samuele alzò grida al Signore
per Israele e il Signore lo esaudì.
[10]Mentre
Samuele offriva l'olocausto, i Filistei si accostarono in
ordine di battaglia a Israele; ma in quel giorno il Signore
tuonò con voce potente contro i Filistei, li disperse ed essi
furono sconfitti davanti a Israele. [11]Gli Israeliti
uscirono da Mizpa per inseguire i Filistei e li batterono fin
sotto Bet-Car. [12]Samuele prese allora una pietra e la
pose tra Mizpa e Iesana e la chiamò Eben-Ezer, dicendo: «Fin
qui ci ha soccorso il Signore». [13]Così i Filistei
furono umiliati e non invasero più il territorio d'Israele:
la mano del Signore fu contro i Filistei per tutto il periodo
di Samuele. [14]Tornarono anche in possesso d'Israele
le città che i Filistei avevano sottratto agli Israeliti, da
Ekron a Gat: Israele liberò il loro territorio dal dominio
dei Filistei. Ci fu anche pace tra Israele e l'Amorreo.
[15]Samuele
fu giudice d'Israele per tutto il tempo della sua vita. [16]Ogni
anno egli compiva il giro di Bètel, Gàlgala e Mizpa,
esercitando l'ufficio di giudice d'Israele in tutte queste
località. [17]Poi ritornava a Rama, perché là era la
sua casa e anche là giudicava Israele. In quel luogo costruì
anche un altare al Signore.
Samuele
1 - Capitolo 8
II.
SAMUELE E SAUL
1.
ISTITUZIONE DELLA REGALITA'
Il
popolo domanda un re
[1]Quando
Samuele fu vecchio, stabilì giudici di Israele i suoi figli. [2]Il
primogenito si chiamava Ioèl, il secondogenito Abià;
esercitavano l'ufficio di giudici a Bersabea. [3]I
figli di lui però non camminavano sulle sue orme, perché
deviavano dietro il lucro, accettavano regali e sovvertivano
il giudizio. [4]Si radunarono allora tutti gli anziani
d'Israele e andarono da Samuele a Rama. [5]Gli dissero:
«Tu ormai sei vecchio e i tuoi figli non ricalcano le tue
orme. Ora stabilisci per noi un re che ci governi, come
avviene per tutti i popoli».
[6]Agli
occhi di Samuele era cattiva la proposta perché avevano
detto: «Dacci un re che ci governi». Perciò Samuele pregò
il Signore. [7]Il Signore rispose a Samuele: «Ascolta
la voce del popolo per quanto ti ha detto, perché costoro non
hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non
regni più su di essi. [8]Come si sono comportati dal
giorno in cui li ho fatti uscire dall'Egitto fino ad oggi,
abbandonando me per seguire altri dei, così intendono fare a
te. [9]Ascolta pure la loro richiesta, però annunzia
loro chiaramente le pretese del re che regnerà su di loro».
Gli
inconvenienti della regalità
[10]Samuele
riferì tutte le parole del Signore al popolo che gli aveva
chiesto un re. [11]Disse loro: «Queste saranno le
pretese del re che regnerà su di voi: prenderà i vostri
figli per destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li farà
correre davanti al suo cocchio, [12]li farà capi di
migliaia e capi di cinquantine; li costringerà ad arare i
suoi campi, a mietere le sue messi, ad apprestargli armi per
le sue battaglie e attrezzature per i suoi carri. [13]Prenderà
anche le vostre figlie per farle sue profumiere e cuoche e
fornaie. [14]Si farà consegnare ancora i vostri campi,
le vostre vigne, i vostri oliveti più belli e li regalerà ai
suoi ministri. [15]Sulle vostre sementi e sulle vostre
vigne prenderà le decime e le darà ai suoi consiglieri e ai
suoi ministri. [16]Vi sequestrerà gli schiavi e le
schiave, i vostri armenti migliori e i vostri asini e li
adopererà nei suoi lavori. [17]Metterà la decima sui
vostri greggi e voi stessi diventerete suoi schiavi. [18]Allora
griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il
Signore non vi ascolterà». [19]Il popolo non diede
retta a Samuele e rifiutò di ascoltare la sua voce, ma gridò:
«No, ci sia un re su di noi. [20]Saremo anche noi come
tutti i popoli; il nostro re ci farà da giudice, uscirà alla
nostra testa e combatterà le nostre battaglie». [21]Samuele
ascoltò tutti i discorsi del popolo e li riferì all'orecchio
del Signore. [22]Rispose il Signore a Samuele: «Ascoltali;
regni pure un re su di loro». Samuele disse agli Israeliti:
«Ciascuno torni alla sua città!».
Samuele
1 - Capitolo 9
Saul
e le asine di suo padre
[1]C'era
un uomo di Beniamino, chiamato Kis - figlio di Abièl, figlio
di Zeròr, figlio di Becoràt, figlio di Afìach, figlio di un
Beniaminita -, un prode. [2]Costui aveva un figlio
chiamato Saul, alto e bello: non c'era nessuno più bello di
lui tra gli Israeliti; superava dalla spalla in su chiunque
altro del popolo. [3]Ora le asine di Kis, padre di
Saul, si smarrirono e Kis disse al figlio Saul: «Su, prendi
con te uno dei servi e parti subito in cerca delle asine». [4]I
due attraversarono le montagne di Efraim, passarono al paese
di Salisa, ma non le trovarono. Si recarono allora nel paese
di Saàlim, ma non c'erano; poi percorsero il territorio di
Beniamino e anche qui non le trovarono. [5]Quando
arrivarono nel paese di Zuf, Saul disse al compagno che era
con lui: «Su, torniamo indietro, perché non vorrei che mio
padre avesse smesso di pensare alle asine e ora fosse
preoccupato di noi».
[6]Gli
rispose: «Ecco in questa città c'è un uomo di Dio, tenuto
in molta considerazione: quanto egli dice, di certo si avvera.
Ebbene, andiamoci! Forse ci indicherà la via che dobbiamo
battere». [7]Rispose Saul: «Sì, andiamo! Ma che
daremo a quell'uomo? Il pane nelle nostre sporte è finito e
non abbiamo alcun dono da portare all'uomo di Dio; infatti che
abbiamo?». [8]Ma il servo rispondendo a Saul
soggiunse: «Guarda: mi son trovato in mano un quarto di siclo
d'argento. Dallo all'uomo di Dio e ci indicherà la nostra via».
[9]In passato in Israele, quando uno andava a
consultare Dio, diceva: «Su, andiamo dal veggente», perché
quello che oggi si dice profeta allora si diceva veggente. [10]Disse
dunque Saul al servo: «Hai detto bene; su, andiamo» e si
diressero alla città dove era l'uomo di Dio.
Saul
incontra Samuele
[11]Mentre
essi salivano il pendio della città, trovarono ragazze che
uscivano ad attingere acqua e chiesero loro: «E' qui il
veggente?». [12]Quelle risposero dicendo: «Sì, c'è;
ecco, vi ha preceduto di poco: ora, proprio ora è rientrato
in città, perché oggi il popolo celebra un sacrificio
sull'altura. [13]Entrando in città lo troverete
subito, prima che salga all'altura per il banchetto, perché
il popolo non si mette a mangiare, finché egli non sia
arrivato; egli infatti deve benedire la vittima, e dopo gli
invitati mangiano. Presto, salite e lo troverete subito». [14]Salirono
dunque alla città. Mentre essi giungevano in mezzo alla
porta, ecco, Samuele usciva in direzione opposta per salire
all'altura. [15]Il Signore aveva detto all'orecchio di
Samuele, un giorno prima che giungesse Saul: [16]«Domani
a quest'ora ti manderò un uomo della terra di Beniamino e tu
lo ungerai come capo del mio popolo Israele. Egli libererà il
mio popolo dalle mani dei Filistei, perché io ho guardato il
mio popolo, essendo giunto fino a me il suo grido». [17]Quando
Samuele vide Saul, il Signore gli rivelò: «Ecco l'uomo di
cui ti ho parlato; costui avrà potere sul mio popolo». [18]Saul
si accostò a Samuele in mezzo alla porta e gli chiese: «Vuoi
indicarmi la casa del veggente?». [19]Samuele rispose
a Saul: «Sono io il veggente. Precedimi su all'altura. Oggi
voi due mangerete con me. Ti congederò domani mattina e ti
manifesterò quanto pensi; [20]riguardo poi alle tue
asine smarrite tre giorni fa, non stare in pensiero, perché
sono state ritrovate. A chi del resto appartiene il meglio
d'Israele, se non a te e a tutta la casa di tuo padre?». [21]Rispose
Saul: «Non sono io forse un Beniaminita, della più piccola
tribù d'Israele? E la mia famiglia non è forse la più
piccola fra tutte le famiglie della tribù di Beniamino? Perché
hai voluto farmi questo discorso?». [22]Ma Samuele
prese Saul e il suo servo e li fece entrare nella sala e
assegnò loro il posto a capo degli invitati che erano una
trentina. [23]Quindi Samuele disse al cuoco: «Portami
la porzione che ti avevo dato dicendoti: Conservala presso di
te». [24]Il cuoco portò la coscia e la coda e le pose
davanti a Saul, mentre Saul diceva: «Ecco, ciò che è
avanzato ti è posto davanti, mangia, perché proprio per te
è stato serbato, perché lo mangiassi con gli invitati». Così
quel giorno Saul mangiò con Samuele.
[25]Scesero
poi dall'altura in città; fu allestito un giaciglio per Saul
sulla terrazza [26]ed egli vi si coricò.
La
consacrazione di Saul
Al
sorgere dell'aurora Samuele chiamò Saul che era sulla
terrazza, dicendo: «Alzati, perché devo congedarti». Saul
si alzò e i due, cioè lui e Samuele, uscirono. [27]Quando
furono scesi alla periferia della città, Samuele disse a
Saul: «Ordina al servo che ci oltrepassi e vada avanti» e il
servo passò oltre. «Tu fermati un momento, perché io ti
faccia intendere la parola di Dio».
Samuele
1 - Capitolo 10
[1]Samuele
prese allora l'ampolla dell'olio e gliela versò sulla testa,
poi lo baciò dicendo: «Ecco: il Signore ti ha unto capo
sopra Israele suo popolo. Tu avrai potere sul popolo del
Signore e tu lo libererai dalle mani dei nemici che gli stanno
intorno. Questo ti sarà il segno che proprio il Signore ti ha
unto capo sulla sua casa: [2]oggi, quando sarai partito
da me, troverai due uomini presso il sepolcro di Rachele sul
confine con Beniamino in Zelzach. Essi ti diranno: Sono state
ritrovate le asine che sei andato a cercare. Ecco tuo padre
non bada più alla faccenda delle asine, ma è preoccupato di
voi e va dicendo: Che devo fare per mio figlio? [3]Passerai
in fretta di là e andrai oltre; quando arriverai alla quercia
del Tabor, vi troverete tre uomini in viaggio per salire a Dio
in Betel: uno porterà tre capretti, l'altro porterà tre pani
rotondi, il terzo porterà un otre di vino. [4]Ti
domanderanno se stai bene e ti daranno due pani, che tu
prenderai dalle loro mani. [5]Giungerai poi a Gàbaa di
Dio, dove c'è una guarnigione di Filistei e mentre entrerai
in città, incontrerai un gruppo di profeti che scenderanno
dall'altura preceduti da arpe, timpani, flauti e cetre, in
atto di fare i profeti. [6]Lo spirito del Signore
investirà anche te e ti metterai a fare il profeta insieme
con loro e sarai trasformato in un altro uomo. [7]Quando
questi segni che ti riguardano saranno accaduti, farai come
vorrai, perché Dio sarà con te. [8]Tu poi scenderai a
Gàlgala precedendomi. Io scenderò in seguito presso di te
per offrire olocausti e immolare sacrifici di comunione. Sette
giorni aspetterai, finché io verrò a te e ti indicherò
quello che dovrai fare».
Ritorno
di Saul
[9]Ed
ecco, quando quegli ebbe voltato le spalle per partire da
Samuele, Dio gli mutò il cuore e tutti questi segni si
verificarono il giorno stesso. [10]I due arrivarono là
a Gàbaa ed ecco, mentre una schiera di profeti avanzava di
fronte a loro, lo spirito di Dio lo investì e si mise a fare
il profeta in mezzo a loro.
[11]Allora
quanti lo avevano conosciuto prima, vedendolo d'un tratto fare
il profeta con i profeti, si dissero l'un l'altro fra la
gente: «Che è accaduto al figlio di Kis? E' dunque anche
Saul tra i profeti?». [12]Uno del luogo disse: «E chi
è il loro padre?». Per questo passò in proverbio
l'espressione: «E' dunque anche Saul tra i profeti?». [13]Quando
ebbe terminato di profetare andò sull'altura. [14]Lo
zio di Saul chiese poi a lui e al suo servo: «Dove siete
andati?». Rispose: «A cercare le asine e, vedendo che non
c'erano, ci siamo recati da Samuele». [15]Lo zio di
Saul soggiunse: «Suvvia, raccontami quello che vi ha detto
Samuele». [16]Saul rispose allo zio: «Ci ha
assicurato che le asine erano state ritrovate». Ma non gli
riferì il discorso del regno, che gli aveva tenuto Samuele.
Saul
è sorteggiato re
[17]Samuele
radunò il popolo davanti a Dio in Mizpa [18]e disse a
tutti gli Israeliti: «Dice il Signore Dio d'Israele: Io ho
fatto uscire Israele dall'Egitto e l'ho liberato dalla mano
degli Egiziani e dalla mano di tutti i regni che vi
opprimevano. [19]Ma voi oggi avete ripudiato il vostro
Dio, il quale solo vi salva da tutti i vostri mali e da tutte
le angosce. E avete detto: No, costituisci un re sopra di noi!
Ora presentatevi a Dio distinti per tribù e per famiglie». [20]Samuele
fece accostare ogni tribù d'Israele e fu sorteggiata la tribù
di Beniamino. [21]Fece poi accostare la tribù di
Beniamino distinta per famiglie e fu sorteggiata la famiglia
di Matri. Fece allora venire la famiglia di Matri per singoli
individui e fu sorteggiato Saul figlio di Kis. Si misero a
cercarlo ma non si riuscì a trovarlo. [22]Allora
consultarono di nuovo il Signore: «E' venuto qui l'uomo o no?».
Rispose il Signore: «Eccolo nascosto in mezzo ai bagagli». [23]Corsero
a prenderlo di là e fu presentato al popolo: egli
sopravanzava dalla spalla in su tutto il popolo. [24]Samuele
disse a tutta la folla: «Vedete dunque che l'ha proprio
eletto il Signore, perché non c'è nessuno in tutto il popolo
come lui». Tutto il popolo proruppe in un grido: «Viva il
re!». [25]Samuele espose a tutto il popolo i diritti
del regno e li scrisse in un libro che depositò davanti al
Signore. Poi Samuele congedò tutto il popolo perché andasse
ognuno a casa sua. [26]Anche Saul tornò a casa in Gàbaa
e con lui si accompagnarono uomini valenti ai quali Dio aveva
toccato il cuore. [27]Ma altri, individui spregevoli,
dissero: «Potrà forse salvarci costui?». Così lo
disprezzarono e non vollero portargli alcun dono.
Samuele
1 - Capitolo 11
Vittoria
contro gli Ammoniti
[1]Circa
un mese dopo, Nacas l'Ammonita si mosse e pose il campo contro
Iabes di Gàlaad. Tutti i cittadini di Iabes di Gàlaad
dissero allora a Nacas: «Vieni a patti con noi e ti saremo
sudditi». [2]Rispose loro Nacas l'Ammonita: «A queste
condizioni mi alleerò con voi: possa io cavare a tutti voi
l'occhio destro e porre tale gesto a sfregio di tutto Israele».
[3]Di nuovo chiesero gli anziani di Iabes: «Lasciaci
sette giorni per inviare messaggeri in tutto il territorio
d'Israele. Se nessuno verrà a salvarci, usciremo incontro a
te». [4]I messaggeri arrivarono a Gàbaa di Saul e
riferirono quelle parole davanti al popolo e tutto il popolo
levò la voce e pianse. [5]Or ecco Saul veniva dalla
campagna dietro l'armento. Chiese dunque Saul: «Che ha il
popolo da piangere?». Riferirono a lui le parole degli uomini
di Iabes. [6]Lo spirito di Dio investì allora Saul ed
egli, appena udite quelle parole, si irritò molto. [7]Poi
prese un paio di buoi, li fece a pezzi e ne inviò in tutto il
territorio d'Israele mediante messaggeri con questo proclama:
«Se qualcuno non uscirà dietro Saul e dietro Samuele, la
stessa cosa avverrà dei suoi buoi». Si sparse lo spavento
del Signore nel popolo e si mossero come un sol uomo. [8]Saul
li passò in rassegna a Bèzek e risultarono trecentomila
Israeliti e trentamila di Giuda. [9]Dissero allora ai
messaggeri che erano giunti: «Direte ai cittadini di Iabes di
Gàlaad: Domani, quando il sole comincerà a scaldare, avverrà
la vostra salvezza».
I
messaggeri partirono e riferirono agli uomini di Iabes, che ne
ebbero grande gioia. [10]Allora gli uomini di Iabes
diedero risposta a Nacas: «Domani usciremo incontro a voi e
ci farete quanto sembrerà bene ai vostri occhi». [11]Il
giorno dopo Saul divise il grosso in tre schiere e irruppe in
mezzo al campo nemico sul far del mattino; batterono gli
Ammoniti finché il giorno si fece caldo. Quelli che
scamparono furono dispersi talmente che non ne rimasero due
insieme.
Saul
è proclamato re
[12]Il
popolo allora disse a Samuele: «Chi ha detto: Dovrà forse
regnare Saul su di noi? Consegnaci costoro e li faremo morire».
[13]Ma Saul disse: «Oggi non si deve far morire
nessuno, perché in questo giorno il Signore ha operato una
liberazione in Israele». [14]Samuele ordinò al
popolo: «Su, andiamo a Gàlgala: là inaugureremo il regno».
[15]Tutto il popolo si portò a Gàlgala e là davanti
al Signore in Gàlgala riconobbero Saul come re; qui ancora
offrirono sacrifici di comunione davanti al Signore e qui
fecero grande festa Saul e tutti gli Israeliti.
Samuele
1 - Capitolo 12
Samuele
si ritira davanti a Saul
[1]Allora
Samuele disse a tutto Israele: «Ecco ho ascoltato la vostra
voce in tutto quello che mi avete chiesto e ho costituito su
di voi un re. [2]Da questo momento ecco il re procede
davanti a voi. Quanto a me sono diventato vecchio e canuto e i
miei figli eccoli tra di voi. Io ho vissuto dalla mia
giovinezza fino ad oggi sotto i vostri occhi. [3]Eccomi,
pronunciatevi a mio riguardo alla presenza del Signore e del
suo consacrato. A chi ho portato via il bue? A chi ho portato
via l'asino? Chi ho trattato con prepotenza? A chi ho fatto
offesa? Da chi ho accettato un regalo per chiudere gli occhi a
suo riguardo? Sono qui a restituire!». [4]Risposero:
«Non ci hai trattato con prepotenza, né ci hai fatto offesa,
né hai preso nulla da nessuno». [5]Egli soggiunse
loro: «E' testimonio il Signore contro di voi ed è
testimonio oggi il suo consacrato, che non trovate niente in
mano mia?». Risposero: «Sì, è testimonio».
[6]Allora
Samuele disse al popolo: «E' testimonio il Signore che ha
stabilito Mosè e Aronne e che ha fatto uscire i vostri padri
dal paese d'Egitto.
[7]Ora
state qui raccolti e io voglio discutere con voi davanti al
Signore a causa di tutti i benefici che il Signore ha operato
con voi e con i vostri padri. [8]Quando Giacobbe andò
in Egitto e gli Egiziani li oppressero e i vostri padri
gridarono al Signore, il Signore mandò loro Mosè e Aronne
che li fecero uscire dall'Egitto e li ricondussero in questo
luogo. [9]Ma poiché avevano dimenticato il Signore
loro Dio, li abbandonò in potere di Sisara, capo
dell'esercito di Cazor e in potere dei Filistei e in potere
del re di Moab, che mossero loro guerra. [10]Essi
gridarono al Signore: Abbiamo peccato, perché abbiamo
abbandonato il Signore e abbiamo servito i Baal e le Astàrti!
Ma ora liberaci dalle mani dei nostri nemici e serviremo te. [11]Allora
il Signore vi mandò Ierub-Baal e Barak e Iefte e Samuele e vi
liberò dalle mani dei nemici che vi circondavano e siete
tornati a vita tranquilla. [12]Eppure quando avete
visto che Nacas re degli Ammoniti muoveva contro di voi, mi
avete detto: No, vogliamo che un re regni sopra di noi, mentre
il Signore vostro Dio è vostro re. [13]Ora eccovi il
re che avete scelto e che avevate chiesto. Vedete che il
Signore ha costituito un re sopra di voi. [14]Dunque se
temerete il Signore, se lo servirete e ascolterete la sua voce
e non sarete ribelli alla parola del Signore, voi e il re che
regna su di voi vivrete con il Signore vostro Dio. [15]Se
invece non ascolterete la voce del Signore e sarete ribelli
alla sua parola, la mano del Signore peserà su di voi, come
pesò sui vostri padri.
[16]Ora,
state attenti e osservate questa grande cosa che il Signore
vuole operare sotto i vostri occhi. [17]Non è forse
questo il tempo della mietitura del grano? Ma io griderò al
Signore ed Egli manderà tuoni e pioggia. Così vi
persuaderete e constaterete che grande è il peccato che avete
fatto davanti al Signore chiedendo un re per voi». [18]Samuele
allora invocò il Signore e il Signore mandò subito tuoni e
pioggia in quel giorno. Tutto il popolo fu preso da grande
timore del Signore e di Samuele. [19]Tutto il popolo
perciò disse a Samuele: «Prega il Signore tuo Dio per noi
tuoi servi che non abbiamo a morire, poiché abbiamo aggiunto
a tutti i nostri errori il peccato di aver chiesto per noi un
re». [20]Samuele rispose al popolo: «Non temete: voi
avete fatto tutto questo male, ma almeno in seguito non
allontanatevi dal Signore, anzi servite lui, il Signore, con
tutto il cuore. [21]Non allontanatevi per seguire vanità
che non possono giovare né salvare, perché appunto sono
vanità. [22]Certo il Signore non abbandonerà il suo
popolo, per riguardo al suo nome che è grande, perché il
Signore ha cominciato a fare di voi il suo popolo. [23]Quanto
a me, non sia mai che io pecchi contro il Signore,
tralasciando di supplicare per voi e di indicarvi la via buona
e retta. [24]Vogliate soltanto temere il Signore e
servirlo fedelmente con tutto il cuore, perché dovete ben
riconoscere le grandi cose che ha operato con voi. [25]Se
invece vorrete fare il male, voi e il vostro re sarete
spazzati via».
Samuele
1 - Capitolo 13
2.
INIZI DEL REGNO DI SAUL
Sollevazione
contro i Filistei
[1]Saul
aveva trent'anni quando cominciò a regnare e regnò vent'anni
su Israele... [2]Egli si scelse tremila uomini da
Israele: duemila stavano con Saul in Micmas e sul monte di
Betel e mille stavano con Giònata a Gàbaa di Beniamino;
rimandò invece il resto del popolo ciascuno alla sua tenda. [3]Allora
Giònata sconfisse la guarigione dei Filistei che era in Gàbaa
e i Filistei lo seppero subito. Ma Saul suonò la tromba in
tutta la regione gridando: «Ascoltino gli Ebrei!». [4]Tutto
Israele udì e corse la voce: «Saul ha battuto la guarnigione
dei Filistei e ormai Israele s'è urtato con i Filistei». Il
popolo si radunò dietro Saul a Gàlgala. [5]Anche i
Filistei si radunarono per combattere Israele, con tremila
carri e seimila cavalieri e una moltitudine numerosa come la
sabbia che è sulla spiagga del mare. Così si mossero e
posero il campo a Micmas a oriente di Bet-Aven. [6]Quando
gli Israeliti si accorsero di essere in difficoltà, perché
erano stretti dal nemico, cominciarono a nascondersi in massa
nelle grotte, nelle macchie, fra le rocce, nelle fosse e nelle
cisterne. [7]Alcuni Ebrei passarono oltre il Giordano
nella terra di Gad e Gàlaad.
Rottura
tra Samuele e Saul
Saul
restava in Gàlgala e tutto il popolo che stava con lui era
impaurito. [8]Aspettò tuttavia sette giorni secondo il
tempo fissato da Samuele. Ma Samuele non arrivava a Gàlgala e
il popolo si disperdeva lontano da lui. [9]Allora Saul
diede ordine: «Preparatemi l'olocausto e i sacrifici di
comunione». Quindi offrì l'olocausto. [10]Ed ecco,
appena ebbe finito di offrire l'olocausto, giunse Samuele e
Saul gli uscì incontro per salutarlo. [11]Samuele
disse subito: «Che hai fatto?». Saul rispose: «Vedendo che
il popolo si disperdeva lontano da me e tu non venivi al
termine dei giorni fissati, mentre i Filistei si addensavano
in Micmas, [12]ho detto: ora scenderanno i Filistei
contro di me in Gàlgala mentre io non ho ancora placato il
Signore. Perciò mi sono fatto ardito e ho offerto l'olocausto».
[13]Rispose Samuele a Saul: «Hai agito da stolto, non
osservando il comando che il Signore Dio tuo ti aveva imposto,
perché in questa occasione il Signore avrebbe reso stabile il
tuo regno su Israele per sempre. [14]Ora invece il tuo
regno non durerà. Il Signore si è gia scelto un uomo secondo
il suo cuore e lo costituirà capo del suo popolo, perché tu
non hai osservato quanto ti aveva comandato il Signore». [15]Samuele
poi si alzò e salì da Gàlgala per andarsene per la sua
strada. Il resto del popolo salì dietro a Saul incontro ai
guerrieri e vennero da Gàlgala a Gàbaa di Beniamino; Saul
contò la gente che era rimasta con lui: erano seicento
uomini.
Preparativi
di guerra
[16]Saul
e Giònata e la gente rimasta con loro stavano a Gàbaa di
Beniamino e i Filistei erano accampati in Micmas. [17]Dall'accampamento
filisteo uscì una pattuglia d'assalto divisa in tre schiere:
una si diresse sulla via di Ofra verso il paese di Suàl; [18]un'altra
si diresse sulla via di Bet-Coron; la terza schiera si diresse
sulla via del confine che sovrasta la valle di Zeboìm verso
il deserto. [19]Allora non si trovava un fabbro in
tutto il paese d'Israele: «Perché - dicevano i Filistei -
gli Ebrei non fabbrichino spade o lance». [20]Così
gli Israeliti dovevano sempre scendere dai Filistei per
affilare chi il vomere, chi la zappa, chi la scure o la falce.
[21]L'affilatura costava due terzi di siclo per i
vomeri e le zappe e un terzo l'affilatura delle scuri e dei
pungoli. [22]Nel giorno della battaglia, in tutta la
gente che stava con Saul e Giònata, non si trovò in mano ad
alcuno né spada né lancia. Si potè averne solo per Saul e
suo figlio Giònata. [23]Intanto una guarnigione di
Filistei era uscita verso il passo di Micmas.
Samuele
1 - Capitolo 14
Gionata
attacca l'appostamento
[1]Un
giorno Giònata, figlio di Saul, disse al suo scudiero: «Su
vieni, portiamoci fino all'appostamento dei Filistei che sta
qui di fronte». Ma non disse nulla a suo padre. [2]Saul
se ne stava al limitare di Gàbaa sotto il melograno che si
trova in Migròn; la sua gente era di circa seicento uomini. [3]Achià
figlio di Achitùb, fratello di Icabòd, figlio di Pìncas,
figlio di Eli, sacerdote del Signore in Silo, portava l'efod
e il popolo non sapeva che Giònata era andato. [4]Tra
i varchi per i quali Giònata cercava di passare, puntando
sull'appostamento dei Filistei, vi era una sporgenza rocciosa
da una parte e una sporgenza rocciosa dall'altra parte: una si
chiamava Bòzez, l'altra Sène. [5]Una delle rocce
sporgenti era di fronte a Micmas a settentrione, l'altra era
di fronte a Gàbaa a meridione. [6]Giònata disse allo
scudiero: «Su, vieni, passiamo all'appostamento di questi non
circoncisi; forse il Signore ci aiuterà, perché non è
difficile per il Signore salvare con molti o con pochi». [7]Lo
scudiero gli rispose: «Fà quanto hai in animo. Avvìati e và!
Eccomi con te: come il tuo cuore, così è il mio». [8]Allora
Giònata disse: «Ecco, noi passeremo verso questi uomini e ci
mostreremo loro. [9]Se ci diranno: Fermatevi finché
veniamo a raggiungervi, restiamo in basso e non saliamo da
loro. [10]Se invece ci diranno: Venite su da noi!,
saliamo, perché il Signore ce li ha messi nelle mani e questo
sarà per noi il segno». [11]Quindi i due si
lasciarono scorgere dall'appostamento filisteo e i Filistei
dissero: «Ecco gli Ebrei che escono dalle caverne dove si
erano nascosti». [12]Poi gli uomini della guarnigione
dissero a Giònata e al suo scudiero: «Salite da noi, che
abbiamo qualche cosa da dirvi!». Giònata allora disse al suo
scudiero: «Sali dopo di me, perché il Signore li ha messi
nelle mani di Israele». [13]Giònata saliva aiutandosi
con le mani e con i piedi e lo scudiero lo seguiva; quelli
cadevano davanti a Giònata e, dietro, lo scudiero li finiva. [14]Questa
fu la prima strage nella quale Giònata e il suo scudiero
colpirono una ventina di uomini, entro quasi metà di un campo
arabile.
Battaglia
generale
[15]Si
sparse così il terrore nell'accampamento, nella regione e in
tutto il popolo. Anche la guarnigione e i suoi uomini
d'assalto furono atterriti e la terra tremò e ci fu un
terrore divino.
[16]Le
vedette di Saul che stavano in Gàbaa di Beniamino guardarono
e videro la moltitudine che fuggiva qua e là. [17]Allora
Saul ordinò alla gente che era con lui: «Su, cercate e
indagate chi sia partito da noi». Cercarono ed ecco non
c'erano né Giònata né il suo scudiero. [18]Saul
disse ad Achia: «Avvicina l'efod!» - egli infatti
allora portava l'efod davanti agli Israeliti -. [19]Mentre
Saul parlava al sacerdote, il tumulto che era sorto nel campo
filisteo andava propagandosi e crescendo. Saul disse al
sacerdote: «Ritira la mano». [20]A loro volta Saul e
la gente che era con lui alzarono grida e mossero all'attacco,
ma ecco trovarono che la spada dell'uno si rivolgeva contro
l'altro in una confusione molto grande. [21]Anche
quegli Ebrei che erano con i Filistei da qualche tempo e che
erano saliti con loro all'accampamento, si voltarono, per
mettersi con Israele che era là con Saul e Giònata. [22]Inoltre
anche tutti gli Israeliti che si erano nascosti sulle montagne
di Efraim, quando seppero che i Filistei erano in fuga, si
unirono a inseguirli e batterli. [23]Così il Signore
in quel giorno salvò Israele e la battaglia si estese fino a
Bet-Aven.
Una
proibizione di Saul violata da Gionata
[24]Gli
Israeliti erano sfiniti in quel giorno e Saul impose questo
giuramento a tutto il popolo: «Maledetto chiunque gusterà
cibo prima di sera, prima che io mi sia vendicato dei miei
nemici». E nessuno del popolo gustò cibo. [25]Tutta
la gente passò per una selva dove c'erano favi di miele sul
suolo. [26]Il popolo passò per la selva ed ecco si
vedeva colare il miele, ma nessuno stese la mano e la portò
alla bocca, perché il popolo temeva il giuramento. [27]Ma
Giònata non aveva saputo che suo padre aveva fatto giurare il
popolo, quindi allungò la punta del bastone che teneva in
mano e la intinse nel favo di miele, poi riportò la mano alla
bocca e i suoi occhi si rischiararono. [28]Uno del
gruppo s'affrettò a dire: «Tuo padre ha fatto fare questo
solenne giuramento al popolo: Maledetto chiunque toccherà
cibo quest'oggi!, sebbene il popolo fosse sfinito». [29]Rispose
Giònata: «Mio padre vuol rovinare il paese! Guardate come si
sono rischiarati i miei occhi, perché ho gustato un poco di
questo miele. [30]Dunque se il popolo avesse mangiato
oggi qualche cosa dei viveri presi ai nemici, quanto maggiore
sarebbe stata ora la rotta dei Filistei!».
Colpa
rituale del popolo
[31]In
quel giorno percossero i Filistei da Micmas fino ad Aialon e
il popolo era sfinito. [32]Quelli del popolo si
gettarono sulla preda e presero pecore, buoi e vitelli e li
macellarono e li mangiarono con il sangue. [33]La cosa
fu annunziata a Saul: «Ecco il popolo pecca contro il
Signore, mangiando con il sangue». Rispose: «Avete
prevaricato! Rotolate subito qui una grande pietra». [34]Allora
Saul soggiunse: «Passate tra il popolo e dite a tutti: Ognuno
conduca qua il suo bue e il suo montone e li macelli su questa
pietra, poi mangiatene; così non peccherete contro il
Signore, mangiando le carni con il sangue». In quella notte
ogni uomo del popolo condusse a mano ciò che aveva e là lo
macellò. [35]Saul innalzò un altare al Signore. Fu
questo il primo altare che egli edificò al Signore.
Gionata
riconosciuto colpevole è salvato dal popolo
[36]Quindi
Saul disse: «Scendiamo dietro i Filistei questa notte stessa
e deprediamoli fino al mattino e non lasciamo scampare uno
solo di loro». Gli risposero: «Fà quanto ti sembra bene».
Ma il sacerdote disse: «Accostiamoci qui a Dio». [37]Saul
dunque interrogò Dio: «Devo scendere dietro i Filistei? Li
consegnerai in mano di Israele?». Ma quel giorno non gli
rispose. [38]Allora Saul disse: «Accostatevi qui voi
tutti capi del popolo. Cercate ed esaminate da chi sia stato
commesso oggi il peccato, [39]perché per la vita del
Signore salvatore d'Israele certamente costui morirà, anche
se si tratta di Giònata mio figlio». Ma nessuno del popolo
gli rispose. [40]Perciò disse a tutto Israele: «Voi
state da una parte: io e mio figlio Giònata staremo
dall'altra». Il popolo rispose a Saul: «Fà quanto ti sembra
bene». [41]Saul parlò al Signore: «Dio d'Israele, fà
conoscere l'innocente». Furono designati Giònata e Saul e il
popolo restò libero. [42]Saul soggiunse: «Tirate a
sorte tra me e mio figlio Giònata». Fu sorteggiato Giònata.
[43]Saul disse a Giònata: «Narrami quello che hai
fatto». Giònata raccontò: «Realmente ho assaggiato un pò
di miele con la punta del bastone che avevo in mano. Ecco,
morirò». [44]Saul disse: «Faccia Dio a me questo e
anche di peggio, se non andrai a morte, Giònata!». [45]Ma
il popolo disse a Saul: «Dovrà forse morire Giònata che ha
ottenuto questa grande vittoria in Israele? Non sia mai! Per
la vita del Signore, non cadrà a terra un capello del suo
capo, perché in questo giorno egli ha agito con Dio». Così
il popolo salvò Giònata che non fu messo a morte. [46]Saul
cessò dall'inseguire i Filistei e questi raggiunsero il loro
paese.
Regno
di Saul
[47]Saul
si assicurò il regno su Israele e mosse contro tutti i nemici
all'intorno: contro Moab e gli Ammoniti, contro Edom e i re di
Zoba e i Filistei e dovunque si volgeva aveva successo. [48]Compì
imprese brillanti, battè gli Amaleciti e liberò Israele
dalle mani degli oppressori. [49]Figli di Saul furono
Giònata, Isbàal e Malkisùa; le sue due figlie si chiamavano
Merab la maggiore e Mikal la più piccola. [50]La
moglie di Saul si chiamava Achinòam, figlia di Achimàaz. Il
capo delle sue milizie si chiamava Abner figlio di Ner, zio di
Saul. [51]Kis padre di Saul e Ner padre di Abner erano
figli di Abièl. [52]Durante tutto il tempo di Saul vi
fu guerra aperta con i Filistei; se Saul scorgeva un uomo
valente o un giovane coraggioso, lo prendeva al suo seguito.
Samuele
1 - Capitolo 15
Guerra
santa contro gli Amaleciti
[1]Samuele
disse a Saul: «Il Signore ha inviato me per consacrarti re
sopra Israele suo popolo. Ora ascolta la voce del Signore. [2]Così
dice il Signore degli eserciti: Ho considerato ciò che ha
fatto Amalek a Israele, ciò che gli ha fatto per via, quando
usciva dall'Egitto. [3]Và dunque e colpisci Amalek e
vota allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti
prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini e donne,
bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini». [4]Saul
convocò il popolo e passò in rassegna le truppe in Telaìm:
erano duecentomila fanti e diecimila uomini di Giuda. [5]Saul
venne alla città di Amalek e tese un'imboscata nella valle. [6]Disse
inoltre Saul ai Keniti: «Andate via, ritiratevi dagli
Amaleciti prima che vi travolga insieme con loro, poiché
avete usato benevolenza con tutti gli Israeliti, quando
uscivano dall'Egitto». I Keniti si ritirarono da Amalek. [7]Saul
colpì Amalek da Avila procedendo verso Sur, che è di fronte
all'Egitto. [8]Egli prese vivo Agag, re di Amalek, e
passò a fil di spada tutto il popolo. [9]Ma Saul e il
popolo risparmiarono Agag e il meglio del bestiame minuto e
grosso, gli animali grassi e gli agnelli, cioè tutto il
meglio, e non vollero sterminarli; invece votarono allo
sterminio tutto il bestiame scadente e patito.
Saul
è respinto dal Signore
[10]Allora
fu rivolta a Samuele questa parola del Signore: [11]«Mi
pento di aver costituito Saul re, perché si è allontanato da
me e non ha messo in pratica la mia parola». Samuele rimase
turbato e alzò grida al Signore tutta la notte.
[12]Al
mattino presto Samuele si alzò per andare incontro a Saul, ma
fu annunziato a Samuele: «Saul è andato a Carmel, ed ecco si
è fatto costruire un trofeo, poi è tornato passando altrove
ed è sceso a Gàlgala». [13]Samuele raggiunse Saul e
Saul gli disse: «Benedetto tu davanti al Signore; ho eseguito
gli ordini del Signore». [14]Rispose Samuele: «Ma che
è questo belar di pecore, che mi giunge all'orecchio, e
questi muggiti d'armento che odo?». [15]Disse Saul: «Li
hanno condotti qui dagli Amaleciti, come il meglio del
bestiame grosso e minuto, che il popolo ha risparmiato per
sacrificarli al Signore, tuo Dio. Il resto l'abbiamo votato
allo sterminio». [16]Rispose Samuele a Saul: «Basta!
Lascia che ti annunzi ciò che il Signore mi ha rivelato
questa notte». E Saul gli disse: «Parla!». [17]Samuele
cominciò: «Non sei tu capo delle tribù d'Israele, benché
piccolo ai tuoi stessi occhi? Non ti ha forse il Signore
consacrato re d'Israele? [18]Il Signore ti aveva
mandato per una spedizione e aveva detto: Và, vota allo
sterminio quei peccatori di Amaleciti, combattili finché non
li avrai distrutti. [19]Perché dunque non hai
ascoltato la voce del Signore e ti sei attaccato al bottino e
hai fatto il male agli occhi del Signore?». [20]Saul
insistè con Samuele: «Ma io ho obbedito alla parola del
Signore, ho fatto la spedizione che il Signore mi ha ordinato,
ho condotto Agag re di Amalek e ho sterminato gli Amaleciti. [21]Il
popolo poi ha preso dal bottino pecore e armenti, primizie di
ciò che è votato allo sterminio per sacrificare al Signore
tuo Dio in Gàlgala». [22]Samuele esclamò:
«Il
Signore forse gradisce gli olocausti e i
sacrifici
come obbedire alla voce del Signore?
Ecco, obbedire è meglio del sacrificio,
essere docili è più del grasso degli arieti.
[23]Poiché peccato di divinazione è la ribellione,
e iniquità e terafim l'insubordinazione.
Perché hai rigettato la parola del Signore,
Egli ti ha rigettato come re».
Saul
implora invano il perdono
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