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Esodo
- Capitolo 1
I. LA LIBERAZIONE
DALL'EGITTO
1. ISRAELE IN EGITTO
Prosperità
degli Ebrei in Egitto
[1]Questi
sono i nomi dei figli d'Israele entrati in Egitto con Giacobbe e arrivati ognuno
con la sua famiglia: [2]Ruben, Simeone, Levi e Giuda, [3]Issacar, Zàbulon
e Beniamino, [4]Dan e Nèftali, Gad e Aser. [5]Tutte le persone nate
da Giacobbe erano settanta, Giuseppe si trovava gia in Egitto.
[6]Giuseppe
poi morì e così tutti i suoi fratelli e tutta quella generazione. [7]I
figli d'Israele prolificarono e crebbero, divennero numerosi e molto potenti e il
paese ne fu ripieno.
Oppressione
degli Ebrei
[8]Allora
sorse sull'Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe. [9]E disse
al suo popolo: “Ecco che il popolo dei figli d'Israele è più numeroso e più
forte di noi. [10]Prendiamo provvedimenti nei suoi riguardi per impedire che
aumenti, altrimenti, in caso di guerra, si unirà ai nostri avversari, combatterà
contro di noi e poi partirà dal paese”. [11]Allora vennero imposti loro
dei sovrintendenti ai lavori forzati per opprimerli con i loro gravami, e così
costruirono per il faraone le città-deposito, cioè Pitom e Ramses. [12]Ma
quanto più opprimevano il popolo, tanto più si moltiplicava e cresceva oltre
misura; si cominciò a sentire come un incubo la presenza dei figli d'Israele. [13]Per
questo gli Egiziani fecero lavorare i figli d'Israele trattandoli duramente. [14]Resero
loro amara la vita costringendoli a fabbricare mattoni di argilla e con ogni sorta
di lavoro nei campi: e a tutti questi lavori li obbligarono con durezza.
[15]Poi
il re d'Egitto disse alle levatrici degli Ebrei, delle quali una si chiamava Sifra
e l'altra Pua: [16]“Quando assistete al parto delle donne ebree, osservate
quando il neonato è ancora tra le due sponde del sedile per il parto: se è un
maschio, lo farete morire; se è una femmina, potrà vivere”. [17]Ma le
levatrici temettero Dio: non fecero come aveva loro ordinato il re d'Egitto e
lasciarono vivere i bambini. [18]Il re d'Egitto chiamò le levatrici e disse
loro: “Perché avete fatto questo e avete lasciato vivere i bambini?”. [19]Le
levatrici risposero al faraone: “Le donne ebree non sono come le egiziane: sono
piene di vitalità: prima che arrivi presso di loro la levatrice, hanno gia
partorito!”. [20]Dio beneficò le levatrici. Il popolo aumentò e divenne
molto forte. [21]E poiché le levatrici avevano temuto Dio, egli diede loro
una numerosa famiglia. [22]Allora il faraone diede quest'ordine a tutto il
suo popolo: “Ogni figlio maschio che nascerà agli Ebrei, lo getterete nel Nilo,
ma lascerete vivere ogni figlia”.
Esodo
- Capitolo 2
2. GIOVINEZZA E
VOCAZIONE DI MOSE'
Nascita
di Mosè
[1]Un
uomo della famiglia di Levi andò a prendere in moglie una figlia di Levi. [2]La
donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre
mesi. [3]Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese un cestello di
papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi mise dentro il bambino e lo depose fra i
giunchi sulla riva del Nilo. [4]La sorella del bambino si pose ad osservare
da lontano che cosa gli sarebbe accaduto. [5]Ora la figlia del faraone scese
al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del
Nilo. Essa vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo. [6]L'aprì
e vide il bambino: ecco, era un fanciullino che piangeva. Ne ebbe compassione e
disse: “E' un bambino degli Ebrei”. [7]La sorella del bambino disse
allora alla figlia del faraone: “Devo andarti a chiamare una nutrice tra le donne
ebree, perché allatti per te il bambino?”. [8]“Và”, le disse la
figlia del faraone. La fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. [9]La
figlia del faraone le disse: “Porta con te questo bambino e allattalo per me; io
ti darò un salario”. La donna prese il bambino e lo allattò. [10]Quando
il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone. Egli divenne un
figlio per lei ed ella lo chiamò Mosè, dicendo: “Io l'ho salvato dalle
acque!”.
Fuga
di Mosè in Madian
[11]In
quei giorni, Mosè, cresciuto in età, si recò dai suoi fratelli e notò i lavori
pesanti da cui erano oppressi. Vide un Egiziano che colpiva un Ebreo, uno dei suoi
fratelli. [12]Voltatosi attorno e visto che non c'era nessuno, colpì a
morte l'Egiziano e lo seppellì nella sabbia. [13]Il giorno dopo, uscì di
nuovo e, vedendo due Ebrei che stavano rissando, disse a quello che aveva torto:
“Perché percuoti il tuo fratello?”. [14]Quegli rispose: “Chi ti ha
costituito capo e giudice su di noi? Pensi forse di uccidermi, come hai ucciso
l'Egiziano?”. Allora Mosè ebbe paura e pensò: “Certamente la cosa si è
risaputa”. [15]Poi il faraone sentì parlare di questo fatto e cercò di
mettere a morte Mosè. Allora Mosè si allontanò dal faraone e si stabilì nel
paese di Madian e sedette presso un pozzo.
[16]Ora
il sacerdote di Madian aveva sette figlie. Esse vennero ad attingere acqua per
riempire gli abbeveratoi e far bere il gregge del padre. [17]Ma arrivarono
alcuni pastori e le scacciarono. Allora Mosè si levò a difenderle e fece bere il
loro bestiame. [18]Tornate dal loro padre Reuel, questi disse loro: “Perché
oggi avete fatto ritorno così in fretta?”. [19]Risposero: “Un Egiziano
ci ha liberate dalle mani dei pastori; è stato lui che ha attinto per noi e ha
dato da bere al gregge”. [20]Quegli disse alle figlie: “Dov'è? Perché
avete lasciato là quell'uomo? Chiamatelo a mangiare il nostro cibo!”. [21]Così
Mosè accettò di abitare con quell'uomo, che gli diede in moglie la propria figlia
Zippora. [22]Ella gli partorì un figlio ed egli lo chiamò Gherson, perché
diceva: “Sono un emigrato in terra straniera!”.
VOCAZIONE
DI MOSE'
[23]Nel
lungo corso di quegli anni, il re d'Egitto morì. Gli Israeliti gemettero per la
loro schiavitù, alzarono grida di lamento e il loro grido dalla schiavitù salì a
Dio. [24]Allora Dio ascoltò il loro lamento, si ricordò della sua alleanza
con Abramo e Giacobbe. [25]Dio guardò la condizione degli Israeliti e se ne
prese pensiero.
Esodo
- Capitolo 3
Il
roveto ardente
[1]Ora
Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e
condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l'Oreb. [2]L'angelo
del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò
ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. [3]Mosè
pensò: “Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto
non brucia?”. [4]Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo
chiamò dal roveto e disse: “Mosè, Mosè!”. Rispose: “Eccomi!”. [5]Riprese:
“Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai
è una terra santa!”. [6]E disse: “Io sono il Dio di tuo padre, il Dio
di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe”. Mosè allora si velò il viso,
perché aveva paura di guardare verso Dio.
Missione
di Mosè
[7]Il
Signore disse: “Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il
suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. [8]Sono
sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto e per farlo uscire da questo paese verso
un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele, verso il luogo
dove si trovano il Cananeo, l'Hittita, l'Amorreo, il Perizzita, l'Eveo, il
Gebuseo.
[9]Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho
visto l'oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. [10]Ora và! Io ti
mando dal faraone. Fà uscire dall'Egitto il mio popolo, gli Israeliti!”. [11]Mosè
disse a Dio: “Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall'Egitto gli
Israeliti?”. [12]Rispose: “Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho
mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall'Egitto, servirete Dio su
questo monte”.
Rivelazione
del nome divino
[13]Mosè
disse a Dio: “Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri
mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò
loro?”. [14]Dio disse a Mosè: “Io sono colui che sono!”. Poi disse:
“Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi”. [15]Dio aggiunse a
Mosè: “Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di
Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio
nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in
generazione.
Istruzioni
sulla missione di Mosè
[16]Và!
Riunisci gli anziani d'Israele e dì loro: Il Signore, Dio dei vostri padri, mi è
apparso, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, dicendo: Sono venuto a vedere
voi e ciò che vien fatto a voi in Egitto. [17]E ho detto: Vi farò uscire
dalla umiliazione dell'Egitto verso il paese del Cananeo, dell'Hittita, dell'Amorreo,
del Perizzita, dell'Eveo e del Gebuseo, verso un paese dove scorre latte e miele. [18]Essi
ascolteranno la tua voce e tu e gli anziani d'Israele andrete dal re di Egitto e
gli riferirete: Il Signore, Dio degli Ebrei, si è presentato a noi. Ci sia
permesso di andare nel deserto a tre giorni di cammino, per fare un sacrificio al
Signore, nostro Dio. [19]Io so che il re d'Egitto non vi permetterà di
partire, se non con l'intervento di una mano forte. [20]Stenderò dunque la
mano e colpirò l'Egitto con tutti i prodigi che opererò in mezzo ad esso, dopo
egli vi lascerà andare.
Spogliazione
degli Egiziani
[21]Farò
sì che questo popolo trovi grazia agli occhi degli Egiziani: quando partirete, non
ve ne andrete a mani vuote. [22]Ogni donna domanderà alla sua vicina e
all'inquilina della sua casa oggetti di argento e oggetti d'oro e vesti; ne
caricherete i vostri figli e le vostre figlie e spoglierete l'Egitto”.
Esodo
- Capitolo 4
Potere
taumaturgico concesso a Mosè
[1]Mosè
rispose: “Ecco, non mi crederanno, non ascolteranno la mia voce, ma diranno: Non
ti è apparso il Signore!”. [2]Il Signore gli disse: “Che hai in
mano?”. Rispose: “Un bastone”. [3]Riprese: “Gettalo a terra!”. Lo
gettò a terra e il bastone diventò un serpente, davanti al quale Mosè si mise a
fuggire. [4]Il Signore disse a Mosè: “Stendi la mano e prendilo per la
coda!”. Stese la mano, lo prese e diventò di nuovo un bastone nella sua mano. [5]“Questo
perché credano che ti è apparso il Signore, il Dio dei loro padri, il Dio di
Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe”. [6]Il Signore gli disse
ancora: “Introduci la mano nel seno!”. Egli si mise in seno la mano e poi la
ritirò: ecco la sua mano era diventata lebbrosa, bianca come la neve. [7]Egli
disse: “Rimetti la mano nel seno!”. Rimise in seno la mano e la tirò fuori:
ecco era tornata come il resto della sua carne. [8]“Dunque se non ti
credono e non ascoltano la voce del primo segno, crederanno alla voce del secondo! [9]Se
non credono neppure a questi due segni e non ascolteranno la tua voce, allora
prenderai acqua del Nilo e la verserai sulla terra asciutta: l'acqua che avrai
presa dal Nilo diventerà sangue sulla terra asciutta”.
Aronne
interprete di Mosè
[10]Mosè
disse al Signore: “Mio Signore, io non sono un buon parlatore; non lo sono mai
stato prima e neppure da quando tu hai cominciato a parlare al tuo servo, ma sono
impacciato di bocca e di lingua”. [11]Il Signore gli disse: “Chi ha dato
una bocca all'uomo o chi lo rende muto o sordo, veggente o cieco? Non sono forse
io, il Signore? [12]Ora và! Io sarò con la tua bocca e ti insegnerò
quello che dovrai dire”. [13]Mosè disse: “Perdonami, Signore mio, manda
chi vuoi mandare!”. [14]Allora la collera del Signore si accese contro Mosè
e gli disse: “Non vi è forse il tuo fratello Aronne, il levita? Io so che lui sa
parlar bene. Anzi sta venendoti incontro. Ti vedrà e gioirà in cuor suo. [15]Tu
gli parlerai e metterai sulla sua bocca le parole da dire e io sarò con te e con
lui mentre parlate e vi suggerirò quello che dovrete fare. [16]Parlerà lui
al popolo per te: allora egli sarà per te come bocca e tu farai per lui le veci di
Dio. [17]Terrai in mano questo bastone, con il quale tu compirai i
prodigi”.
Ritorno
di Mosè in Egitto. Partenza da Madian
[18]Mosè
partì, tornò da Ietro suo suocero e gli disse: “Lascia che io parta e torni dai
miei fratelli che sono in Egitto, per vedere se sono ancora vivi!”. Ietro disse a
Mosè: “Và pure in pace!”. [19]Il Signore disse a Mosè in Madian: “Và,
torna in Egitto, perché sono morti quanti insidiavano la tua vita!”. [20]Mosè
prese la moglie e i figli, li fece salire sull'asino e tornò nel paese di Egitto.
Mosè prese in mano anche il bastone di Dio.
[21]Il
Signore disse a Mosè: “Mentre tu parti per tornare in Egitto, sappi che tu
compirai alla presenza del faraone tutti i prodigi che ti ho messi in mano; ma io
indurirò il suo cuore ed egli non lascerà partire il mio popolo. [22]Allora
tu dirai al faraone: Dice il Signore: Israele è il mio figlio primogenito. [23]Io
ti avevo detto: lascia partire il mio figlio perché mi serva! Ma tu hai rifiutato
di lasciarlo partire. Ecco io faccio morire il tuo figlio primogenito!”.
Circoncisione
del figlio di Mosè
[24]Mentre
si trovava in viaggio, nel luogo dove pernottava, il Signore gli venne contro e
cercò di farlo morire. [25]Allora Zippora prese una selce tagliente, recise
il prepuzio del figlio e con quello gli toccò i piedi e disse: “Tu sei per me
uno sposo di sangue”. [26]Allora si ritirò da lui. Essa aveva detto sposo
di sangue a causa della circoncisione.
Incontro
con Aronne
[27]Il
Signore disse ad Aronne: “Và incontro a Mosè nel deserto!”. Andò e lo
incontrò al monte di Dio e lo baciò. [28]Mosè riferì ad Aronne tutte le
parole con le quali il Signore lo aveva inviato e tutti i segni con i quali l'aveva
accreditato.
[29]Mosè
e Aronne andarono e adunarono tutti gli anziani degli Israeliti. [30]Aronne
parlò al popolo, riferendo tutte le parole che il Signore aveva dette a Mosè, e
compì i segni davanti agli occhi del popolo. [31]Allora il popolo credette.
Essi intesero che il Signore aveva visitato gli Israeliti e che aveva visto la loro
afflizione; si inginocchiarono e si prostrarono.
Esodo
- Capitolo 5
Primo
incontro con il faraone
[1]Dopo,
Mosè e Aronne vennero dal Faraone e gli annunziarono: “Dice il Signore, il Dio
d'Israele: Lascia partire il mio popolo perché mi celebri una festa nel
deserto!”. [2]Il faraone rispose: “Chi è il Signore, perché io debba
ascoltare la sua voce per lasciar partire Israele? Non conosco il Signore e neppure
lascerò partire Israele!”. [3]Ripresero: “Il Dio degli Ebrei si è
presentato a noi. Ci sia dunque concesso di partire per un viaggio di tre giorni
nel deserto e celebrare un sacrificio al Signore, nostro Dio, perché non ci
colpisca di peste o di spada!”. [4]Il re di Egitto disse loro: “Perché,
Mosè e Aronne, distogliete il popolo dai suoi lavori? Tornate ai vostri
lavori!”. [5]Il faraone aggiunse: “Ecco, ora sono numerosi più del
popolo del paese, voi li vorreste far cessare dai lavori forzati!”.
Istruzioni
ai capi dei lavori forzati
[6]In
quel giorno il faraone diede questi ordini ai sorveglianti del popolo e ai suoi
scribi: “[7]Non darete più la paglia al popolo per fabbricare i mattoni
come facevate prima. Si procureranno da sé la paglia. [8]Però voi dovete
esigere il numero di mattoni che facevano prima, senza ridurlo. Perché sono
fannulloni; per questo protestano: Vogliamo partire, dobbiamo sacrificare al nostro
Dio! [9]Pesi dunque il lavoro su questi uomini e vi si trovino impegnati;
non diano retta a parole false!”.
[10]I
sorveglianti del popolo e gli scribi uscirono e parlarono al popolo: “Ha ordinato
il faraone: Io non vi dò più paglia. [11]Voi stessi andate a procurarvela
dove ne troverete, ma non diminuisca il vostro lavoro”.
[12]Il
popolo si disperse in tutto il paese d'Egitto a raccattare stoppie da usare come
paglia. [13]Ma i sorveglianti li sollecitavano dicendo: “Porterete a
termine il vostro lavoro; ogni giorno il quantitativo giornaliero, come quando vi
era la paglia”. [14]Bastonarono gli scribi degli Israeliti, quelli che i
sorveglianti del faraone avevano costituiti loro capi, dicendo: “Perché non
avete portato a termine anche ieri e oggi, come prima, il vostro numero di
mattoni?”.
Recriminazione
degli scribi e del popolo
[15]Allora
gli scribi degli Israeliti vennero dal faraone a reclamare, dicendo: “Perché
tratti così i tuoi servi? [16]Paglia non vien data ai tuoi servi, ma i
mattoni - ci si dice - fateli! Ed ecco i tuoi servi sono bastonati e la colpa è
del tuo popolo!”. [17]Rispose: “Fannulloni siete, fannulloni! Per questo
dite: Vogliamo partire, dobbiamo sacrificare al Signore. [18]Ora andate,
lavorate! Non vi sarà data paglia, ma voi darete lo stesso numero di mattoni”.
[19]Gli
scribi degli Israeliti si videro ridotti a mal partito, quando fu loro detto:
“Non diminuirete affatto il numero giornaliero dei mattoni”. [20]Quando,
uscendo dalla presenza del faraone, incontrarono Mosè e Aronne che stavano ad
aspettarli, [21]dissero loro: “Il Signore proceda contro di voi e
giudichi; perché ci avete resi odiosi agli occhi del faraone e agli occhi dei suoi
ministri, mettendo loro in mano la spada per ucciderci!”.
[22]Allora
Mosè si rivolse al Signore e disse: “Mio Signore, perché hai maltrattato questo
popolo? Perché dunque mi hai inviato? [23]Da quando sono venuto dal faraone
per parlargli in tuo nome, egli ha fatto del male a questo popolo e tu non hai per
nulla liberato il tuo popolo!”.
Esodo
- Capitolo 6
[1]Il
Signore disse a Mosè: “Ora vedrai quello che sto per fare al faraone con mano
potente, li lascerà andare, anzi con mano potente li caccerà dal suo paese!”.
Nuovo
racconto della vocazione di Mosè
[2]Dio
parlò a Mosè e gli disse: “Io sono il Signore! [3]Sono apparso ad
Abramo, a Isacco, a Giacobbe come Dio onnipotente, ma con il mio nome di Signore
non mi son manifestato a loro. [4]Ho anche stabilito la mia alleanza con
loro, per dar loro il paese di Canaan, quel paese dov'essi soggiornarono come
forestieri. [5]Sono ancora io che ho udito il lamento degli Israeliti
asserviti dagli Egiziani e mi sono ricordato della mia alleanza. [6]Per
questo dì agli Israeliti: Io sono il Signore! Vi sottrarrò ai gravami degli
Egiziani, vi libererò dalla loro schiavitù e vi libererò con braccio teso e con
grandi castighi. [7]Io vi prenderò come mio popolo e diventerò il vostro
Dio. Voi saprete che io sono il Signore, il vostro Dio, che vi sottrarrà ai
gravami degli Egiziani. [8]Vi farò entrare nel paese che ho giurato a mano
alzata di dare ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe, e ve lo darò in possesso: io sono
il Signore!”.
[9]Mosè
parlò così agli Israeliti, ma essi non ascoltarono Mosè, perché erano
all'estremo della sopportazione per la dura schiavitù.
[10]Il
Signore parlò a Mosè: [11]“Và e parla al faraone re d'Egitto, perché
lasci partire dal suo paese gli Israeliti!”. [12]Mosè disse alla presenza
del Signore: “Ecco gli Israeliti non mi hanno ascoltato: come vorrà ascoltarmi
il faraone, mentre io ho la parola impacciata?”. [13]Il Signore parlò a
Mosè e ad Aronne e diede loro un incarico presso gli Israeliti e presso il faraone
re d'Egitto, per far uscire gli Israeliti dal paese d'Egitto.
Genealogia
di Mosè e di Aronne
[14]Questi
sono i capi delle loro famiglie. Figli di Ruben, primogenito d'Israele: Enoch,
Pallu, Chezron e Carmi; queste sono le famiglie di Ruben.
[15]Figli
di Simeone: Iemuel, Iamin, Oad, Iachin, Socar e Saul, figlio della Cananea; queste
sono le famiglie di Simeone.
[16]Questi
sono i nomi dei figli di Levi secondo le loro generazioni: Gherson, Keat, Merari.
Ora gli anni della vita di Levi furono centotrentasette.
[17]Figli
di Gherson: Libni e Simei secondo le loro famiglie.
[18]Figli
di Keat: Amran, Isear, Ebron e Uzziel. Ora gli anni della vita di Keat furono
centotrentatrè.
[19]Figli
di Merari: Macli e Musi; queste sono le famiglie di Levi secondo le loro
generazioni.
[20]Amram
prese in moglie Iochebed, sua zia, la quale gli partorì Aronne e Mosè. Ora gli
anni della vita di Amram furono centotrentasette.
[21]Figli
di Isear: Core, Nefeg e Zicri.
[22]Figli
di Uzziel: Misael, Elsafan, Sitri.
[23]Aronne
prese in moglie Elisabetta, figlia di Amminadab, sorella di Nacason, dalla quale
ebbe i figli Nadab, Abiu, Eleazaro e Itamar.
[24]Figli
di Core: Assir, Elkana e Abiasaf; queste sono le famiglie dei Coreiti.
[25]Eleazaro,
figlio di Aronne, prese in moglie una figlia di Putiel, la quale gli partorì
Pincas. Questi sono i capi delle casate dei leviti, ordinati con le loro famiglie.
[26]Sono
questi quell'Aronne e quel Mosè ai quali il Signore disse: “Fate uscire dal
paese d'Egitto gli Israeliti, secondo le loro schiere!”.
[27]Questi
dissero al faraone re d'Egitto di lasciar uscire dall'Egitto gli Israeliti: Sono
Mosè e Aronne.
Ripresa
del racconto della vocazione di Mosè
[28]Questo
avvenne quando il Signore parlò a Mosè nel paese di Egitto: [29]il Signore
disse a Mosè: “Io sono il Signore! Riferisci al faraone, re d'Egitto, quanto io
ti dico”. [30]Mosè disse alla presenza del Signore: “Ecco ho la parola
impacciata e come il faraone vorrà ascoltarmi?”.
Esodo
- Capitolo 7
3. LE PIAGHE D'EGITTO.
LA PASQUA
Il
bastone cambiato in serpente
[1]Il
Signore disse a Mosè: “Vedi, io ti ho posto a far le veci di Dio per il faraone:
Aronne, tuo fratello, sarà il tuo profeta. [2]Tu gli dirai quanto io ti
ordinerò: Aronne, tuo fratello, parlerà al faraone perché lasci partire gli
Israeliti dal suo paese. [3]Ma io indurirò il cuore del faraone e
moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nel paese d'Egitto. [4]Il
faraone non vi ascolterà e io porrò la mano contro l'Egitto e farò così uscire
dal paese d'Egitto le mie schiere, il mio popolo degli Israeliti, con l'intervento
di grandi castighi. [5]Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore,
quando stenderò la mano contro l'Egitto e farò uscire di mezzo a loro gli
Israeliti!”.
[6]Mosè
e Aronne eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato; operarono esattamente
così. [7]Mosè aveva ottant'anni e Aronne ottantatrè, quando parlarono al
faraone.
[8]Il
Signore disse a Mosè e ad Aronne: [9]“Quando il faraone vi chiederà:
Fate un prodigio a vostro sostegno! tu dirai ad Aronne: Prendi il bastone e gettalo
davanti al faraone e diventerà un serpente!”. [10]Mosè e Aronne vennero
dunque dal faraone ed eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato: Aronne
gettò il bastone davanti al faraone e davanti ai suoi servi ed esso divenne un
serpente. [11]Allora il faraone convocò i sapienti e gli incantatori, e
anche i maghi dell'Egitto, con le loro magie, operarono la stessa cosa. [12]Gettarono
ciascuno il suo bastone e i bastoni divennero serpenti. Ma il bastone di Aronne
inghiottì i loro bastoni. [13]Però il cuore del faraone si ostinò e non
diede loro ascolto, secondo quanto aveva predetto il Signore.
1^
piaga: l'acqua cambiata in sangue
[14]Poi
il Signore disse a Mosè: “Il cuore del faraone è irremovibile: si è rifiutato
di lasciar partire il popolo. [15]Và dal faraone al mattino quando uscirà
verso le acque. Tu starai davanti a lui sulla riva del Nilo, tenendo in mano il
bastone che si è cambiato in serpente. [16]Gli riferirai: Il Signore, il
Dio degli Ebrei, mi ha inviato a dirti: Lascia partire il mio popolo, perché possa
servirmi nel deserto; ma tu finora non hai obbedito. [17]Dice il Signore: Da
questo fatto saprai che io sono il Signore; ecco, con il bastone che ho in mano io
batto un colpo sulle acque che sono nel Nilo: esse si muteranno in sangue. [18]I
pesci che sono nel Nilo moriranno e il Nilo ne diventerà fetido, così che gli
Egiziani non potranno più bere le acque del Nilo!”. [19]Il Signore disse
a Mosè: “Comanda ad Aronne: Prendi il tuo bastone e stendi la mano sulle acque
degli Egiziani, sui loro fiumi, canali, stagni, e su tutte le loro raccolte di
acqua; diventino sangue, e ci sia sangue in tutto il paese d'Egitto, perfino nei
recipienti di legno e di pietra!”.
[20]Mosè
e Aronne eseguirono quanto aveva ordinato il Signore: Aronne alzò il bastone e
percosse le acque che erano nel Nilo sotto gli occhi del faraone e dei suoi servi.
Tutte le acque che erano nel Nilo si mutarono in sangue. [21]I pesci che
erano nel Nilo morirono e il Nilo ne divenne fetido, così che gli Egiziani non
poterono più berne le acque. Vi fu sangue in tutto il paese d'Egitto. [22]Ma
i maghi dell'Egitto, con le loro magie, operarono la stessa cosa. Il cuore del
faraone si ostinò e non diede loro ascolto, secondo quanto aveva predetto il
Signore. [23]Il faraone voltò le spalle e rientrò nella sua casa e non
tenne conto neppure di questo fatto. [24]Tutti gli Egiziani scavarono allora
nei dintorni del Nilo per attingervi acqua da bere, perché non potevano bere le
acque del Nilo. [25]Sette giorni trascorsero dopo che il Signore aveva
colpito il Nilo.
2^
piaga: le rane
[26]Poi
il Signore disse a Mosè: “Và a riferire al faraone: Dice il Signore: Lascia
andare il mio popolo perché mi possa servire! [27]Se tu rifiuti di
lasciarlo andare, ecco, io colpirò tutto il tuo territorio con le rane: [28]il
Nilo comincerà a pullulare di rane; esse usciranno, ti entreranno in casa, nella
camera dove dormi e sul tuo letto, nella casa dei tuoi ministri e tra il tuo
popolo, nei tuoi forni e nelle tue madie. [29]Contro di te e contro tutti i
tuoi ministri usciranno le rane”.
Esodo
- Capitolo 8
[1]Il
Signore disse a Mosè: “Comanda ad Aronne: Stendi la mano con il tuo bastone sui
fiumi, sui canali e sugli stagni e fà uscire le rane sul paese d'Egitto!”. [2]Aronne
stese la mano sulle acque d'Egitto e le rane uscirono e coprirono il paese
d'Egitto.
[3]Ma
i maghi, con le loro magie, operarono la stessa cosa e fecero uscire le rane sul
paese d'Egitto. [4]Il faraone fece chiamare Mosè e Aronne e disse:
“Pregate il Signore, perché allontani le rane da me e dal mio popolo; io lascerò
andare il popolo, perché possa sacrificare al Signore!”. [5]Mosè disse
al faraone: “Fammi l'onore di comandarmi per quando io devo pregare in favore tuo
e dei tuoi ministri e del tuo popolo, per liberare dalle rane te e le tue case, in
modo che ne rimangano soltanto nel Nilo”. [6]Rispose: “Per domani”.
Riprese: “Secondo la tua parola! Perché tu sappia che non esiste nessuno pari al
Signore, nostro Dio, [7]le rane si ritireranno da te e dalle tue case, dai
tuoi servitori e dal tuo popolo: ne rimarranno soltanto nel Nilo”. [8]Mosè
e Aronne si allontanarono dal faraone e Mosè supplicò il Signore riguardo alle
rane, che aveva mandate contro il faraone. [9]Il Signore operò secondo la
parola di Mosè e le rane morirono nelle case, nei cortili e nei campi. [10]Le
raccolsero in tanti mucchi e il paese ne fu ammorbato. [11]Ma il faraone
vide ch'era intervenuto il sollievo, si ostinò e non diede loro ascolto, secondo
quanto aveva predetto il Signore.
3^
piaga: le zanzare
[12]Quindi
il Signore disse a Mosè: “Comanda ad Aronne: Stendi il tuo bastone, percuoti la
polvere della terra: essa si muterà in zanzare in tutto il paese d'Egitto”. [13]Così
fecero: Aronne stese la mano con il suo bastone, colpì la polvere della terra e
infierirono le zanzare sugli uomini e sulle bestie; tutta la polvere del paese si
era mutata in zanzare in tutto l'Egitto. [14]I maghi fecero la stessa cosa
con le loro magie, per produrre zanzare, ma non riuscirono e le zanzare infierivano
sugli uomini e sulle bestie. [15]Allora i maghi dissero al faraone: “E' il
dito di Dio!”. Ma il cuore del faraone si ostinò e non diede ascolto, secondo
quanto aveva predetto il Signore.
4^
piaga: i mosconi
[16]Poi
il Signore disse a Mosè: “Alzati di buon mattino e presentati al faraone quando
andrà alle acque; gli riferirai: Dice il Signore: Lascia partire il mio popolo,
perché mi possa servire! [17]Se tu non lasci partire il mio popolo, ecco
manderò su di te, sui tuoi ministri, sul tuo popolo e sulle tue case i mosconi: le
case degli Egiziani saranno piene di mosconi e anche il suolo sul quale essi si
trovano. [18]Ma in quel giorno io eccettuerò il paese di Gosen, dove dimora
il mio popolo, in modo che là non vi siano mosconi, perché tu sappia che io, il
Signore, sono in mezzo al paese! [19]Così farò distinzione tra il mio
popolo e il tuo popolo. Domani avverrà questo segno”.
[20]Così
fece il Signore: una massa imponente di mosconi entrò nella casa del faraone,
nella casa dei suoi ministri e in tutto il paese d'Egitto; la regione era devastata
a causa dei mosconi. [21]Il faraone fece chiamare Mosè e Aronne e disse:
“Andate a sacrificare al vostro Dio nel paese!”. [22]Ma rispose Mosè:
“Non è opportuno far così perché quello che noi sacrifichiamo al Signore,
nostro Dio, è abominio per gli Egiziani. Se noi facciamo un sacrificio abominevole
agli Egiziani sotto i loro occhi, forse non ci lapideranno? [23]Andremo nel
deserto, a tre giorni di cammino, e sacrificheremo al Signore, nostro Dio, secondo
quanto egli ci ordinerà!”. [24]Allora il faraone replicò: “Vi lascerò
partire e potrete sacrificare al Signore nel deserto. Ma non andate troppo lontano
e pregate per me”. [25]Rispose Mosè: “Ecco, uscirò dalla tua presenza
e pregherò il Signore; domani i mosconi si ritireranno dal faraone, dai suoi
ministri e dal suo popolo. Però il faraone cessi di burlarsi di noi, non lasciando
partire il popolo, perché possa sacrificare al Signore!”. [26]Mosè si
allontanò dal faraone e pregò il Signore. [27]Il Signore agì secondo la
parola di Mosè e allontanò i mosconi dal faraone, dai suoi ministri e dal suo
popolo: non ne restò neppure uno. [28]Ma il faraone si ostinò anche questa
volta e non lasciò partire il popolo.
Esodo
- Capitolo 9
5^
piaga: mortalità del bestiame
[1]Allora
il Signore si rivolse a Mosè: “Và a riferire al faraone: Dice il Signore, il
Dio degli Ebrei: Lascia partire il mio popolo, perché mi possa servire! [2]Se
tu rifiuti di lasciarlo partire e lo trattieni ancora, [3]ecco la mano del
Signore viene sopra il tuo bestiame che è nella campagna, sopra i cavalli, gli
asini, i cammelli, sopra gli armenti e le greggi, con una peste assai grave! [4]Ma
il Signore farà distinzione tra il bestiame di Israele e quello degli Egiziani,
così che niente muoia di quanto appartiene agli Israeliti”. [5]Il Signore
fissò la data, dicendo: “Domani il Signore compirà questa cosa nel paese!”. [6]Appunto
il giorno dopo, il Signore compì questa cosa: morì tutto il bestiame degli
Egiziani, ma del bestiame degli Israeliti non morì neppure un capo. [7]Il
faraone mandò a vedere ed ecco neppur un capo era morto del bestiame d'Israele. Ma
il cuore del faraone rimase ostinato e non lasciò partire il popolo.
6^
piaga: le ulcere
[8]Il
Signore disse a Mosè e ad Aronne: “Procuratevi una manciata di fuliggine di
fornace: Mosè la getterà in aria sotto gli occhi del faraone. [9]Essa
diventerà un pulviscolo diffuso su tutto il paese d'Egitto e produrrà, sugli
uomini e sulle bestie, un'ulcera con pustole, in tutto il paese d'Egitto”. [10]Presero
dunque fuliggine di fornace, si posero alla presenza del faraone, Mosè la gettò
in aria ed essa produsse ulcere pustolose, con eruzioni su uomini e bestie. [11]I
maghi non poterono stare alla presenza di Mosè a causa delle ulcere che li avevano
colpiti come tutti gli Egiziani. [12]Ma il Signore rese ostinato il cuore
del faraone, il quale non diede loro ascolto, come il Signore aveva predetto a Mosè.
7^
piaga: la grandine
[13]Poi
il Signore disse a Mosè: “Alzati di buon mattino, presentati al faraone e
annunziagli: Dice il Signore, il Dio degli Ebrei: Lascia partire il mio popolo,
perché mi possa servire! [14]Perché questa volta io mando tutti i miei
flagelli contro di te, contro i tuoi ministri e contro il tuo popolo, perché tu
sappia che nessuno è come me su tutta la terra. [15]Se fin da principio io
avessi steso la mano per colpire te e il tuo popolo con la peste, tu saresti ormai
cancellato dalla terra; [16]invece ti ho lasciato vivere, per dimostrarti la
mia potenza e per manifestare il mio nome in tutta la terra. [17]Ancora ti
opponi al mio popolo e non lo lasci partire! [18]Ecco, io faccio cadere
domani a questa stessa ora una grandine violentissima come non c'era mai stata in
Egitto dal giorno della sua fondazione fino ad oggi. [19]Manda dunque fin
d'ora a mettere al riparo il tuo bestiame e quanto hai in campagna. Su tutti gli
uomini e su tutti gli animali che si trovano in campagna e che non saranno
ricondotti in casa, scenderà la grandine ed essi moriranno”. [20]Chi tra
i ministri del faraone temeva il Signore fece ricoverare nella casa i suoi schiavi
e il suo bestiame; [21]chi invece non diede retta alla parola del Signore
lasciò schiavi e bestiame in campagna. [22]Il Signore disse a Mosè:
“Stendi la mano verso il cielo: vi sia grandine in tutto il paese di Egitto,
sugli uomini, sulle bestie e su tutte le erbe dei campi nel paese di Egitto!”. [23]Mosè
stese il bastone verso il cielo e il Signore mandò tuoni e grandine; un fuoco
guizzò sul paese e il Signore fece piovere grandine su tutto il paese d'Egitto. [24]Ci
furono grandine e folgori in mezzo alla grandine: grandinata così violenta non vi
era mai stata in tutto il paese d'Egitto, dal tempo in cui era diventato nazione! [25]La
grandine colpì, in tutto il paese d'Egitto, quanto era nella campagna: uomini e
bestie; la grandine colpì anche tutta l'erba della campagna e schiantò tutti gli
alberi della campagna. [26]Soltanto nel paese di Gosen, dove stavano gli
Israeliti, non vi fu grandine. [27]Allora il faraone mandò a chiamare Mosè
e Aronne e disse loro: “Questa volta ho peccato: il Signore ha ragione; io e il
mio popolo siamo colpevoli. [28]Pregate il Signore: basta con i tuoni e la
grandine! Vi lascerò partire e non resterete qui più oltre”. [29]Mosè
gli rispose: “Quando sarò uscito dalla città, stenderò le mani verso il
Signore: i tuoni cesseranno e non vi sarà più grandine, perché tu sappia che la
terra è del Signore. [30]Ma quanto a te e ai tuoi ministri, io so che
ancora non temerete il Signore Dio”. [31]Ora il lino e l'orzo erano stati
colpiti, perché l'orzo era in spiga e il lino in fiore; [32]ma il grano e
la spelta non erano stati colpiti, perché tardivi. [33]Mosè si allontanò
dal faraone e dalla città; stese allora le mani verso il Signore: i tuoni e la
grandine cessarono e la pioggia non si rovesciò più sulla terra. [34]Il
faraone vide che la pioggia era cessata, come anche la grandine e i tuoni, e allora
continuò a peccare e si ostinò, insieme con i suoi ministri. [35]Il cuore
del faraone si ostinò ed egli non lasciò partire gli Israeliti, come aveva
predetto il Signore per mezzo di Mosè.
Esodo
- Capitolo 10
8^
piaga: le cavallette
[1]Allora
il Signore disse a Mosè: “Và dal faraone, perché io ho reso irremovibile il
suo cuore e il cuore dei suoi ministri, per operare questi miei prodigi in mezzo a
loro [2]e perché tu possa raccontare e fissare nella memoria di tuo figlio
e di tuo nipote come io ho trattato gli Egiziani e i segni che ho compiuti in mezzo
a loro e così saprete che io sono il Signore!”. [3]Mosè e Aronne
entrarono dal faraone e gli dissero: “Dice il Signore, il Dio degli Ebrei: Fino a
quando rifiuterai di piegarti davanti a me? Lascia partire il mio popolo, perché
mi possa servire. [4]Se tu rifiuti di lasciar partire il mio popolo, ecco io
manderò da domani le cavallette sul tuo territorio. [5]Esse copriranno il
paese, così da non potersi più vedere il suolo: divoreranno ciò che è rimasto,
che vi è stato lasciato dalla grandine, e divoreranno ogni albero che germoglia
nella vostra campagna. [6]Riempiranno le tue case, le case di tutti i tuoi
ministri e le case di tutti gli Egiziani, cosa che non videro i tuoi padri, né i
padri dei tuoi padri, da quando furono su questo suolo fino ad oggi!”. Poi
voltarono le spalle e uscirono dalla presenza del faraone. [7]I ministri del
faraone gli dissero: “Fino a quando costui resterà tra noi come una trappola?
Lascia partire questa gente perché serva il Signore suo Dio! Non sai ancora che
l'Egitto va in rovina?”.
[8]Mosè
e Aronne furono richiamati presso il faraone, che disse loro: “Andate, servite il
Signore, vostro Dio! Ma chi sono quelli che devono partire?”. [9]Mosè
disse: “Andremo con i nostri giovani e i nostri vecchi, con i figli e le figlie,
con il nostro bestiame e le nostre greggi perché per noi è una festa del
Signore”. [10]Rispose: “Il Signore sia con voi, come io intendo lasciar
partire voi e i vostri bambini! Ma badate che voi avete di mira un progetto
malvagio. [11]Così non va! Partite voi uomini e servite il Signore, se
davvero voi cercate questo!”. Li allontanarono dal faraone. [12]Allora il
Signore disse a Mosè: “Stendi la mano sul paese d'Egitto per mandare le
cavallette: assalgano il paese d'Egitto e mangino ogni erba di quanto la grandine
ha risparmiato!”. [13]Mosè stese il bastone sul paese di Egitto e il
Signore diresse sul paese un vento d'oriente per tutto quel giorno e tutta la
notte. Quando fu mattina, il vento di oriente aveva portato le cavallette. [14]Le
cavallette assalirono tutto il paese d'Egitto e vennero a posarsi in tutto il
territorio d'Egitto. Fu una cosa molto grave: tante non ve n'erano mai state prima,
né vi furono in seguito. [15]Esse coprirono tutto il paese, così che il
paese ne fu oscurato; divorarono ogni erba della terra e ogni frutto d'albero che
la grandine aveva risparmiato: nulla di verde rimase sugli alberi e delle erbe dei
campi in tutto il paese di Egitto. [16]Il faraone allora convocò in fretta
Mosè e Aronne e disse: “Ho peccato contro il Signore, vostro Dio, e contro di
voi. [17]Ma ora perdonate il mio peccato anche questa volta e pregate il
Signore vostro Dio perché almeno allontani da me questa morte!”.
[18]Egli
si allontanò dal faraone e pregò il Signore. [19]Il Signore cambiò la
direzione del vento e lo fece soffiare dal mare con grande forza: esso portò via
le cavallette e le abbattè nel Mare Rosso; neppure una cavalletta rimase in tutto
il territorio di Egitto. [20]Ma il Signore rese ostinato il cuore del
faraone, il quale non lasciò partire gli Israeliti.
9^
piaga: le tenebre
[21]Poi
il Signore disse a Mosè: “Stendi la mano verso il cielo: verranno tenebre sul
paese di Egitto, tali che si potranno palpare!”. [22]Mosè stese la mano
verso il cielo: vennero dense tenebre su tutto il paese d'Egitto, per tre giorni. [23]Non
si vedevano più l'un l'altro e per tre giorni nessuno si potè muovere dal suo
posto. Ma per tutti gli Israeliti vi era luce là dove abitavano.
[24]Allora
il faraone convocò Mosè e disse: “Partite, servite il Signore! Solo rimanga il
vostro bestiame minuto e grosso! Anche i vostri bambini potranno partire con
voi”. [25]Rispose Mosè: “Anche tu metterai a nostra disposizione
sacrifici e olocausti e noi li offriremo al Signore nostro Dio. [26]Anche il
nostro bestiame partirà con noi: neppure un'unghia ne resterà qui. Perché da
esso noi dobbiamo prelevare le vittime per servire il Signore, nostro Dio, e noi
non sapremo come servire il Signore finché non saremo arrivati in quel luogo”. [27]Ma
il Signore rese ostinato il cuore del faraone, il quale non volle lasciarli
partire. [28]Gli rispose dunque il faraone: “Vattene da me! Guardati dal
ricomparire davanti a me, perché quando tu rivedrai la mia faccia morirai”. [29]Mosè
disse: “Hai parlato bene: non vedrò più la tua faccia!”.
Esodo
- Capitolo 11
Annuncio
della morte dei primogeniti
[1]Il
Signore disse a Mosè: “Ancora una piaga manderò contro il faraone e l'Egitto;
dopo, egli vi lascerà partire di qui. Vi lascerà partire senza restrizione, anzi
vi caccerà via di qui. [2]Dì dunque al popolo, che ciascuno dal suo vicino
e ciascuna dalla sua vicina si facciano dare oggetti d'argento e oggetti d'oro”.
[3]Ora
il Signore fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani.
Inoltre Mosè era un uomo assai considerato nel paese d'Egitto, agli occhi dei
ministri del faraone e del popolo.
[4]Mosè
riferì: “Dice il Signore: Verso la metà della notte io uscirò attraverso
l'Egitto: [5]morirà ogni primogenito nel paese di Egitto, dal primogenito
del faraone che siede sul trono fino al primogenito della schiava che sta dietro la
mola, e ogni primogenito del bestiame. [6]Un grande grido si alzerà in
tutto il paese di Egitto, quale non vi fu mai e quale non si ripeterà mai più. [7]Ma
contro tutti gli Israeliti neppure un cane punterà la lingua, né contro uomini, né
contro bestie, perché sappiate che il Signore fa distinzione tra l'Egitto e
Israele.
[8]Tutti
questi tuoi servi scenderanno a me e si prostreranno davanti a me, dicendo: Esci tu
e tutto il popolo che ti segue! Dopo, io uscirò!”. Mosè acceso di collera, si
allontanò dal faraone.
[9]Il
Signore aveva appunto detto a Mosè: “Il faraone non vi ascolterà, perché si
moltiplichino i miei prodigi nel paese d'Egitto”. [10]Mosè e Aronne
avevano fatto tutti questi prodigi davanti al faraone; ma il Signore aveva reso
ostinato il cuore del faraone, il quale non lasciò partire gli Israeliti dal suo
paese.
Esodo
- Capitolo 12
La
pasqua
[1]Il
Signore disse a Mosè e ad Aronne nel paese d'Egitto: [2]“Questo mese sarà
per voi l'inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell'anno. [3]Parlate
a tutta la comunità di Israele e dite: Il dieci di questo mese ciascuno si procuri
un agnello per famiglia, un agnello per casa. [4]Se la famiglia fosse troppo
piccola per consumare un agnello, si assocerà al suo vicino, al più prossimo
della casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere
l'agnello, secondo quanto ciascuno può mangiarne. [5]Il vostro agnello sia
senza difetto, maschio, nato nell'anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le
capre [6]e lo serberete fino al quattordici di questo mese: allora tutta
l'assemblea della comunità d'Israele lo immolerà al tramonto. [7]Preso un
pò del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull'architrave delle case, in
cui lo dovranno mangiare. [8]In quella notte ne mangeranno la carne
arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare. [9]Non lo
mangerete crudo, né bollito nell'acqua, ma solo arrostito al fuoco con la testa,
le gambe e le viscere. [10]Non ne dovete far avanzare fino al mattino:
quello che al mattino sarà avanzato lo brucerete nel fuoco. [11]Ecco in
qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in
mano; lo mangerete in fretta. E' la pasqua del Signore! [12]In quella notte
io passerò per il paese d'Egitto e colpirò ogni primogenito nel paese d'Egitto,
uomo o bestia; così farò giustizia di tutti gli dei dell'Egitto. Io sono il
Signore! [13]Il sangue sulle vostre case sarà il segno che voi siete
dentro: io vedrò il sangue e passerò oltre, non vi sarà per voi flagello di
sterminio, quando io colpirò il paese d'Egitto. [14]Questo giorno sarà per
voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in
generazione, lo celebrerete come un rito perenne.
La
festa degli azzimi
[15]Per
sette giorni voi mangerete azzimi.
Gia
dal primo giorno farete sparire il lievito dalle vostre case, perché chiunque
mangerà del lievitato dal giorno primo al giorno settimo, quella persona sarà
eliminata da Israele.
[16]Nel
primo giorno avrete una convocazione sacra; nel settimo giorno una convocazione
sacra: durante questi giorni non si farà alcun lavoro; potrà esser preparato solo
ciò che deve essere mangiato da ogni persona.
[17]Osservate
gli azzimi, perché in questo stesso giorno io ho fatto uscire le vostre schiere
dal paese d'Egitto; osserverete questo giorno di generazione in generazione come
rito perenne. [18]Nel primo mese, il giorno quattordici del mese, alla sera,
voi mangerete azzimi fino al ventuno del mese, alla sera.
[19]Per
sette giorni non si troverà lievito nelle vostre case, perché chiunque mangerà
del lievito, sarà eliminato dalla comunità di Israele, forestiero o nativo del
paese. [20]Non mangerete nulla di lievitato; in tutte le vostre dimore
mangerete azzimi”.
Prescrizioni
per la pasqua
[21]Mosè
convocò tutti gli anziani d'Israele e disse loro: “Andate a procurarvi un capo
di bestiame minuto per ogni vostra famiglia e immolate la pasqua. [22]Prenderete
un fascio di issòpo, lo intingerete nel sangue che sarà nel catino e spruzzerete
l'architrave e gli stipiti con il sangue del catino. Nessuno di voi uscirà dalla
porta della sua casa fino al mattino. [23]Il Signore passerà per colpire
l'Egitto, vedrà il sangue sull'architrave e sugli stipiti: allora il Signore
passerà oltre la porta e non permetterà allo sterminatore di entrare nella vostra
casa per colpire. [24]Voi osserverete questo comando come un rito fissato
per te e per i tuoi figli per sempre. [25]Quando poi sarete entrati nel
paese che il Signore vi darà, come ha promesso, osserverete questo rito. [26]Allora
i vostri figli vi chiederanno: Che significa questo atto di culto? [27]Voi
direte loro: E' il sacrificio della pasqua per il Signore, il quale è passato
oltre le case degli Israeliti in Egitto, quando colpì l'Egitto e salvò le nostre
case”.
Il
popolo si inginocchiò e si prostrò.
[28]Poi
gli Israeliti se ne andarono ed eseguirono ciò che il Signore aveva ordinato a Mosè
e ad Aronne; in tal modo essi fecero.
10^
piaga: morte dei primogeniti
[29]A
mezzanotte il Signore percosse ogni primogenito nel paese d'Egitto, dal primogenito
del faraone che siede sul trono fino al primogenito del prigioniero nel carcere
sotterraneo, e tutti i primogeniti del bestiame. [30]Si alzò il faraone
nella notte e con lui i suoi ministri e tutti gli Egiziani; un grande grido scoppiò
in Egitto, perché non c'era casa dove non ci fosse un morto!
[31]Il
faraone convocò Mosè e Aronne nella notte e disse: “Alzatevi e abbandonate il
mio popolo, voi e gli Israeliti! Andate a servire il Signore come avete detto. [32]Prendete
anche il vostro bestiame e le vostre greggi, come avete detto, e partite! Benedite
anche me!”. [33]Gli Egiziani fecero pressione sul popolo, affrettandosi a
mandarli via dal paese, perché dicevano: “Stiamo per morire tutti!”. [34]Il
popolo portò con sé la pasta prima che fosse lievitata, recando sulle spalle le
madie avvolte nei mantelli.
Spogliazione
degli Egiziani
[35]Gli
Israeliti eseguirono l'ordine di Mosè e si fecero dare dagli Egiziani oggetti
d'argento e d'oro e vesti. [36]Il Signore fece sì che il popolo trovasse
favore agli occhi degli Egiziani, i quali annuirono alle loro richieste. Così essi
spogliarono gli Egiziani.
Partenza
di Israele
[37]Gli
Israeliti partirono da Ramses alla volta di Succot, in numero di seicentomila
uomini capaci di camminare, senza contare i bambini. [38]Inoltre una grande
massa di gente promiscua partì con loro e insieme greggi e armenti in gran numero.
[39]Fecero cuocere la pasta che avevano portata dall'Egitto in forma di
focacce azzime, perché non era lievitata: erano infatti stati scacciati
dall'Egitto e non avevano potuto indugiare; neppure si erano procurati provviste
per il viaggio.
[40]Il
tempo durante il quale gli Israeliti abitarono in Egitto fu di
quattrocentotrent'anni.
[41]Al termine dei quattrocentotrent'anni, proprio in quel giorno, tutte le
schiere del Signore uscirono dal paese d'Egitto. [42]Notte di veglia fu
questa per il Signore per farli uscire dal paese d'Egitto. Questa sarà una notte
di veglia in onore del Signore per tutti gli Israeliti, di generazione in
generazione.
Prescrizioni
sulla pasqua
[43]Il
Signore disse a Mosè e ad Aronne: “Questo è il rito della pasqua: nessun
straniero ne deve mangiare.
[44]Quanto
a ogni schiavo acquistato con denaro, lo circonciderai e allora ne potrà mangiare.
[45]L'avventizio
e il mercenario non ne mangeranno.
[46]In
una sola casa si mangerà: non ne porterai la carne fuori di casa; non ne
spezzerete alcun osso.
[47]Tutta
la comunità d'Israele la celebrerà. [48]Se un forestiero è domiciliato
presso di te e vuol celebrare la pasqua del Signore, sia circonciso ogni suo
maschio: allora si accosterà per celebrarla e sarà come un nativo del paese. Ma
nessun non circonciso ne deve mangiare.
[49]Vi
sarà una sola legge per il nativo e per il forestiero, che è domiciliato in mezzo
a voi”.
[50]Tutti
gli Israeliti fecero così; come il Signore aveva ordinato a Mosè e ad Aronne, in
tal modo operarono.
[51]Proprio
in quel giorno il Signore fece uscire gli Israeliti dal paese d'Egitto, ordinati
secondo le loro schiere.
Esodo
- Capitolo 13
I
primogeniti e gli azzimi
[1]Il
Signore disse a Mosè: [2]“Consacrami ogni primogenito, il primo parto di
ogni madre tra gli Israeliti - di uomini o di animali -: esso appartiene a me”.
[3]Mosè
disse al popolo: “Ricordati di questo giorno, nel quale siete usciti dall'Egitto,
dalla condizione servile, perché con mano potente il Signore vi ha fatti uscire di
là: non si mangi ciò che è lievitato. [4]Oggi voi uscite nel mese di Abib.
[5]Quando il Signore ti avrà fatto entrare nel paese del Cananeo, dell'Hittita,
dell'Amorreo, dell'Eveo e del Gebuseo, che ha giurato ai tuoi padri di dare a te,
terra dove scorre latte e miele, allora tu compirai questo rito in questo mese.
[6]Per
sette giorni mangerai azzimi.
Nel
settimo vi sarà una festa in onore del Signore.
[7]Nei
sette giorni si mangeranno azzimi e non ci sarà presso di te ciò che è
lievitato; non ci sarà presso di te il lievito, entro tutti i tuoi confini.
[8]In
quel giorno tu istruirai tuo figlio: E' a causa di quanto ha fatto il Signore per
me, quando sono uscito dall'Egitto.
[9]Sarà
per te segno sulla tua mano e ricordo fra i tuoi occhi, perché la legge del
Signore sia sulla tua bocca. Con mano potente infatti il Signore ti ha fatto uscire
dall'Egitto. [10]Osserverai questo rito alla sua ricorrenza ogni anno.
Ancora
i primogeniti
[11]Quando
il Signore ti avrà fatto entrare nel paese del Cananeo, come ha giurato a te e ai
tuoi padri, e te lo avrà dato in possesso, [12]tu riserverai per il Signore
ogni primogenito del seno materno; ogni primo parto del bestiame, se di sesso
maschile, appartiene al Signore. [13]Riscatterai ogni primo parto dell'asino
mediante un capo di bestiame minuto; se non lo riscatti, gli spaccherai la nuca.
Riscatterai ogni primogenito dell'uomo tra i tuoi figli. [14]Quando tuo
figlio domani ti chiederà: Che significa ciò?, tu gli risponderai: Con braccio
potente il Signore ci ha fatti uscire dall'Egitto, dalla condizione servile. [15]Poiché
il faraone si ostinava a non lasciarci partire, il Signore ha ucciso ogni
primogenito nel paese d'Egitto, i primogeniti degli uomini e i primogeniti del
bestiame. Per questo io sacrifico al Signore ogni primo frutto del seno materno, se
di sesso maschile, e riscatto ogni primogenito dei miei figli. [16]Questo
sarà un segno sulla tua mano, sarà un ornamento fra i tuoi occhi, per ricordare
che con braccio potente il Signore ci ha fatti uscire dall'Egitto”.
4. L'USCITA DALL'EGITTO
Partenza
degli Israeliti
[17]Quando
il faraone lasciò partire il popolo, Dio non lo condusse per la strada del paese
dei Filistei, benché fosse più corta, perché Dio pensava: “Altrimenti il
popolo, vedendo imminente la guerra, potrebbe pentirsi e tornare in Egitto”. [18]Dio
guidò il popolo per la strada del deserto verso il Mare Rosso. Gli Israeliti, ben
armati uscivano dal paese d'Egitto. [19]Mosè prese con sé le ossa di
Giuseppe, perché questi aveva fatto giurare solennemente gli Israeliti: “Dio,
certo, verrà a visitarvi; voi allora vi porterete via le mie ossa”. [20]Partirono
da Succot e si accamparono a Etam, sul limite del deserto. [21]Il Signore
marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via
da percorrere, e di notte con una colonna di fuoco per far loro luce, così che
potessero viaggiare giorno e notte. [22]Di giorno la colonna di nube non si
ritirava mai dalla vista del popolo, né la colonna di fuoco durante la notte.
Esodo
- Capitolo 14
Da
Etam al mar Rosso
[1]Il
Signore disse a Mosè: [2]“Comanda agli Israeliti che tornino indietro e
si accampino davanti a Pi-Achirot, tra Migdol e il mare, davanti a Baal-Zefon; di
fronte ad esso vi accamperete presso il mare. [3]Il faraone penserà degli
Israeliti: Vanno errando per il paese; il deserto li ha bloccati! [4]Io
renderò ostinato il cuore del faraone ed egli li inseguirà; io dimostrerò la mia
gloria contro il faraone e tutto il suo esercito, così gli Egiziani sapranno che
io sono il Signore!”.
Essi
fecero in tal modo.
Gli
Egiziani inseguono Israele
[5]Quando
fu riferito al re d'Egitto che il popolo era fuggito, il cuore del faraone e dei
suoi ministri si rivolse contro il popolo. Dissero: “Che abbiamo fatto, lasciando
partire Israele, così che più non ci serva!”.
[6]Attaccò
allora il cocchio e prese con sé i suoi soldati.
[7]Prese
poi seicento carri scelti e tutti i carri di Egitto con i combattenti sopra
ciascuno di essi. [8]Il Signore rese ostinato il cuore del faraone, re di
Egitto, il quale inseguì gli Israeliti mentre gli Israeliti uscivano a mano
alzata. [9]Gli Egiziani li inseguirono e li raggiunsero, mentre essi stavano
accampati presso il mare: tutti i cavalli e i carri del faraone, i suoi cavalieri e
il suo esercito si trovarono presso Pi-Achirot, davanti a Baal-Zefon.
[10]Quando
il faraone fu vicino, gli Israeliti alzarono gli occhi: ecco, gli Egiziani
muovevano il campo dietro di loro! Allora gli Israeliti ebbero grande paura e
gridarono al Signore. [11]Poi dissero a Mosè: “Forse perché non c'erano
sepolcri in Egitto ci hai portati a morire nel deserto? Che hai fatto, portandoci
fuori dall'Egitto? [12]Non ti dicevamo in Egitto: Lasciaci stare e serviremo
gli Egiziani, perché è meglio per noi servire l'Egitto che morire nel
deserto?”. [13]Mosè rispose: “Non abbiate paura! Siate forti e vedrete
la salvezza che il Signore oggi opera per voi; perché gli Egiziani che voi oggi
vedete, non li rivedrete mai più! [14]Il Signore combatterà per voi, e voi
starete tranquilli”.
Miracolo
del mare
[15]Il
Signore disse a Mosè: “Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di
riprendere il cammino. [16]Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul
mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all'asciutto. [17]Ecco
io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io
dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui
suoi cavalieri. [18]Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando
dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri”.
[19]L'angelo
di Dio, che precedeva l'accampamento d'Israele, cambiò posto e passò indietro.
Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò indietro. [20]Venne
così a trovarsi tra l'accampamento degli Egiziani e quello d'Israele. Ora la nube
era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni
non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte.
[21]Allora
Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte, risospinse il
mare con un forte vento d'oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. [22]Gli
Israeliti entrarono nel mare asciutto, mentre le acque erano per loro una muraglia
a destra e a sinistra. [23]Gli Egiziani li inseguirono con tutti i cavalli
del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri, entrando dietro di loro in mezzo al
mare.
[24]Ma
alla veglia del mattino il Signore dalla colonna di fuoco e di nube gettò uno
sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. [25]Frenò le ruote dei
loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero:
“Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli
Egiziani!”.
[26]Il
Signore disse a Mosè: “Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli
Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri”.
[27]Mosè
stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello
consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li
travolse così in mezzo al mare. [28]Le acque ritornarono e sommersero i
carri e i cavalieri di tutto l'esercito del faraone, che erano entrati nel mare
dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. [29]Invece gli Israeliti
avevano camminato sull'asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro
una muraglia a destra e a sinistra. [30]In quel giorno il Signore salvò
Israele dalla mano degli Egiziani e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del
mare; [31]Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito
contro l'Egitto e il popolo temette il Signore e credette in lui e nel suo servo
Mosè.
Esodo
- Capitolo 15
Canto
di vittoria
[1]Allora
Mosè e gli Israeliti cantarono questo canto al Signore e dissero:
“Voglio
cantare in onore del Signore:
perché ha mirabilmente trionfato,
ha gettato in mare
cavallo e cavaliere.
[2]Mia
forza e mio canto è il Signore,
egli mi ha salvato.
E' il mio Dio e lo voglio lodare,
è il Dio di mio padre
e lo voglio esaltare!
[3]Il
Signore è prode in guerra,
si chiama Signore.
[4]I
carri del faraone e il suo esercito
ha gettato nel mare
e i suoi combattenti scelti
furono sommersi nel Mare Rosso.
[5]Gli
abissi li ricoprirono,
sprofondarono come pietra.
[6]La
tua destra, Signore,
terribile per la potenza,
la tua destra, Signore,
annienta il nemico;
[7]con
sublime grandezza
abbatti i tuoi avversari,
scateni il tuo furore
che li divora come paglia.
[8]Al
soffio della tua ira
si accumularono le acque,
si alzarono le onde
come un argine,
si rappresero gli abissi
in fondo al mare.
[9]Il
nemico aveva detto:
Inseguirò, raggiungerò,
spartirò il bottino,
se ne sazierà la mia brama;
sfodererò la spada,
li conquisterà la mia mano!
[10]Soffiasti
con il tuo alito:
il mare li coprì,
sprofondarono come piombo
in acque profonde.
[11]Chi
è come te fra gli dei, Signore?
Chi è come te,
maestoso in santità,
tremendo nelle imprese,
operatore di prodigi?
[12]Stendesti
la destra:
la terra li inghiottì.
[13]Guidasti
con il tuo favore
questo popolo che hai riscattato,
lo conducesti con forza
alla tua santa dimora.
[14]Hanno
udito i popoli e tremano;
dolore incolse gli abitanti della Filistea.
[15]Gia
si spaventano i capi di Edom,
i potenti di Moab li prende il timore;
tremano tutti gli abitanti di Canaan.
[16]Piombano
sopra di loro
la paura e il terrore;
per la potenza del tuo braccio
restano immobili come pietra,
finché sia passato il tuo popolo, Signore,
finché sia passato questo tuo popolo
che ti sei acquistato.
[17]Lo
fai entrare e lo pianti
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