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La Sacra Bibbia - CEI L'Antico Testamento |
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La Sacra Bibbia - Pentateuco Genesi |
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Capitoli |
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Genesi
- Capitolo 1
I. LE ORIGINI DEL MONDO E DELL'UMANITA'
1. LA CREAZIONE E LA CADUTA
Primo
racconto della creazione
[1]In
principio Dio creò il cielo e la terra. [2]Ora la terra era
informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio
aleggiava sulle acque. [3]Dio
disse: «Sia la luce!». E la luce fu. [4]Dio vide che la luce
era cosa buona e separò la luce dalle tenebre [5]e chiamò la
luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno. [6]Dio
disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque
dalle acque». [7]Dio fece il firmamento e separò le acque, che
sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E
così avvenne. [8]Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu
mattina: secondo giorno. [9]Dio
disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo
luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne. [10]Dio chiamò
l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa
buona. [11]E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che
producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con
il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: [12]la
terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la
propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo
la propria specie. Dio vide che era cosa buona. [13]E fu sera e
fu mattina: terzo giorno. [14]Dio
disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il
giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per
gli anni [15]e servano da luci nel firmamento del cielo per
illuminare la terra». E così avvenne: [16]Dio fece le due luci
grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per
regolare la notte, e le stelle. [17]Dio le pose nel firmamento
del cielo per illuminare la terra [18]e per regolare giorno e
notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa
buona. [19]E fu sera e fu mattina: quarto giorno. [20]Dio
disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la
terra, davanti al firmamento del cielo». [21]Dio creò i grandi
mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle
acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro
specie. E Dio vide che era cosa buona. [22]Dio li benedisse: «Siate
fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si
moltiplichino sulla terra». [23]E fu sera e fu mattina: quinto
giorno.
[27]Dio
creò l'uomo a sua immagine; [28]Dio
li benedisse e disse loro: [29]Poi
Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta
la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il
vostro cibo. [30]A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli
uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei
quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così
avvenne. [31]Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto
buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno. Genesi
- Capitolo 2
[1]Così
furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere.
[2]Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che
aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. [3]Dio
benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva
cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. [4a]Queste
le origini del cielo e della terra, quando vennero creati. La
prova della libertà. Il paradiso
[4b]Quando
il Signore Dio fece la terra e il cielo, [5]nessun cespuglio
campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché
il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il
suolo [6]e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per
irrigare tutto il suolo -; [7]allora il Signore Dio plasmò
l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita
e l'uomo divenne un essere vivente. [8]Poi
il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò
l'uomo che aveva plasmato. [9]Il Signore Dio fece germogliare dal
suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra
cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza
del bene e del male. [10]Un fiume usciva da Eden per irrigare il
giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. [11]Il
primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avìla,
dove c'è l'oro [12]e l'oro di quella terra è fine; qui c'è
anche la resina odorosa e la pietra d'ònice. [13]Il secondo
fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese d'Etiopia. [14]Il
terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad oriente di Assur. Il quarto
fiume è l'Eufrate. [15]Il
Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo
coltivasse e lo custodisse. [16]Il
Signore Dio diede questo comando all'uomo: «Tu potrai mangiare di tutti
gli alberi del giardino, [17]ma dell'albero della conoscenza del
bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi,
certamente moriresti». [18]Poi
il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare
un aiuto che gli sia simile». [19]Allora il Signore Dio plasmò
dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo
e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in
qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi,
quello doveva essere il suo nome. [20]Così l'uomo impose nomi a
tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie
selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. [21]Allora
il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò;
gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. [22]Il
Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna
e la condusse all'uomo. [23]Allora l'uomo disse: «Questa
volta essa [24]Per
questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua
moglie e i due saranno una sola carne. [25]Ora tutti e due erano
nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna. Genesi
- Capitolo 3
La
caduta
[1]Il
serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal
Signore Dio. Egli disse alla donna: «E' vero che Dio ha detto: Non
dovete mangiare di nessun albero del giardino?». [2]Rispose la
donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo
mangiare, [3]ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al
giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare,
altrimenti morirete». [4]Ma il serpente disse alla donna: «Non
morirete affatto! [5]Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si
aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e
il male». [6]Allora la donna vide che l'albero era buono da
mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza;
prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era
con lei, e anch'egli ne mangiò. [7]Allora si aprirono gli occhi
di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di
fico e se ne fecero cinture. [8]Poi
udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del
giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo
agli alberi del giardino. [9]Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e
gli disse: «Dove sei?». [10]Rispose: «Ho udito il tuo passo
nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». [11]Riprese:
«Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di
cui ti avevo comandato di non mangiare?». [12]Rispose
l'uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e
io ne ho mangiato». [13]Il Signore Dio disse alla donna: «Che
hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho
mangiato». [14]Allora
il Signore Dio disse al serpente: «Poiché
tu hai fatto questo, [16]Alla
donna disse: «Moltiplicherò [17]All'uomo
disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato
dell'albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, [20]L'uomo
chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi. [21]Il
Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di pelli e le vestì. [22]Il
Signore Dio disse allora: «Ecco l'uomo è diventato come uno di noi,
per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano
e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!». [23]Il
Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo
da dove era stato tratto. [24]Scacciò l'uomo e pose ad oriente
del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per
custodire la via all'albero della vita. Genesi
- Capitolo 4
Caino
e Abele
[1]Adamo
si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho
acquistato un uomo dal Signore». [2]Poi partorì ancora suo
fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del
suolo. [3]Dopo
un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; [4]anche
Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore
gradì Abele e la sua offerta, [5]ma non gradì Caino e la sua
offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. [6]Il
Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è
abbattuto il tuo volto? [7]Se agisci bene, non dovrai forse
tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua
porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo». [8]Caino
disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in
campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. [9]Allora
il Signore disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?». Egli rispose:
«Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». [10]Riprese:
«Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal
suolo! [11]Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera
della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. [12]Quando
lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e
fuggiasco sarai sulla terra». [13]Disse Caino al Signore: «Troppo
grande è la mia colpa per ottenere perdono? [14]Ecco, tu mi
scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io
sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà
uccidere». [15]Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà
Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un
segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato. [16]Caino
si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden.
La
discendenza di Caino
[17]Ora
Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch; poi divenne
costruttore di una città, che chiamò Enoch, dal nome del figlio. [18]A
Enoch nacque Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl generò Metusaèl
e Metusaèl generò Lamech. [19]Lamech si prese due mogli: una
chiamata Ada e l'altra chiamata Zilla. [20]Ada partorì Iabal:
egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame. [21]Il
fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il padre di tutti i
suonatori di cetra e di flauto. [22]Zilla a sua volta partorì
Tubalkàin, il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro. La
sorella di Tubalkàin fu Naama. [23]Lamech
disse alle mogli: Ada
e Zilla, ascoltate la mia voce; Set
e i suoi discendenti
[25]Adamo
si unì di nuovo alla moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set.
«Perché - disse - Dio mi ha concesso un'altra discendenza al posto di
Abele, poiché Caino l'ha ucciso». [26]Anche
a Set nacque un figlio, che egli chiamò Enos. Allora si cominciò ad
invocare il nome del Signore. Genesi
- Capitolo 5
I
patriarchi prediluviani
[1]Questo
è il libro della genealogia di Adamo. Quando Dio creò l'uomo, lo fece
a somiglianza di Dio; [2]maschio e femmina li creò, li benedisse
e li chiamò uomini quando furono creati. [3]Adamo aveva
centotrenta anni quando generò a sua immagine, a sua somiglianza, un
figlio e lo chiamò Set. [4]Dopo aver generato Set, Adamo visse
ancora ottocento anni e generò figli e figlie. [5]L'intera vita
di Adamo fu di novecentotrenta anni; poi morì. [6]Set
aveva centocinque anni quando generò Enos; [7]dopo aver generato
Enos, Set visse ancora ottocentosette anni e generò figli e figlie. [8]L'intera
vita di Set fu di novecentododici anni; poi morì. [9]Enos
aveva novanta anni quando generò Kenan; [10]Enos, dopo aver
generato Kenan, visse ancora ottocentoquindici anni e generò figli e
figlie. [11]L'intera vita di Enos fu di novecentocinque anni; poi
morì. [12]Kenan
aveva settanta anni quando generò Maalaleèl; [13]Kenan dopo
aver generato Maalaleèl visse ancora ottocentoquaranta anni e generò
figli e figlie. [14]L'intera vita di Kenan fu di novecentodieci
anni; poi morì. [15]Maalaleèl
aveva sessantacinque anni quando generò Iared; [16]Maalaleèl
dopo aver generato Iared, visse ancora ottocentrenta anni e generò
figli e figlie. [17]L'intera vita di Maalaleèl fu di
ottocentonovantacinque anni; poi morì. [18]Iared
aveva centosessantadue anni quando generò Enoch; [19]Iared, dopo
aver generato Enoch, visse ancora ottocento anni e generò figli e
figlie. [20]L'intera vita di Iared fu di novecentosessantadue
anni; poi morì. [21]Enoch
aveva sessantacinque anni quando generò Matusalemme. [22]Enoch
camminò con Dio; dopo aver generato Matusalemme, visse ancora per
trecento anni e generò figli e figlie. [23]L'intera vita di
Enoch fu di trecentosessantacique anni. [24]Poi Enoch cammino con
Dio e non fu più perché Dio l'aveva preso. [25]Matusalemme
aveva centottantasette anni quando generò Lamech; [26]Matusalemme,
dopo aver generato Lamech, visse ancora settecentottantadue anni e generò
figli e figlie. [27]L'intera vita di Matusalemme fu di
novecentosessantanove anni; poi morì. [28]Lamech
aveva centottantadue anni quando generò un figlio [29]e lo chiamò
Noè, dicendo: «Costui ci consolerà del nostro lavoro e della fatica
delle nostre mani, a causa del suolo che il Signore ha maledetto». [30]Lamech,
dopo aver generato Noè, visse ancora cinquecentonovantacinque anni e
generò figli e figlie. [31]L'intera vita di Lamech fu di
settecentosettantasette anni; poi morì. [32]Noè
aveva cinquecento anni quando generò Sem, Cam e Iafet. Genesi
- Capitolo 6
Figli
di Dio e figlie degli uomini
[1]Quando
gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro
figlie, [2]i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano
belle e ne presero per mogli quante ne vollero. [3]Allora il
Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell'uomo, perché
egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni». [4]C'erano
sulla terra i giganti a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di
Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei
figli: sono questi gli eroi dell'antichità, uomini famosi. 2. IL DILUVIO
La
corruzione dell'umanità
[5]Il
Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che
ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. [6]E
il Signore si pentì di aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò
in cuor suo. [7]Il Singore disse: «Sterminerò dalla terra
l'uomo che ho creato: con l'uomo anche il bestiame e i rettili e gli
uccelli del cielo, perché sono pentito d'averli fatti». [8]Ma
Noè trovò grazia agli occhi del Signore. [9]Questa
è la storia di Noè. Noè era uomo giusto e integro tra i suoi
contemporanei e camminava con Dio. [10]Noè generò tre figli:
Sem, Cam, e Iafet. [11]Ma la terra era corrotta davanti a Dio e
piena di violenza. [12]Dio
guardò la terra ed ecco essa era corrotta, perché ogni uomo aveva
pervertito la sua condotta sulla terra. Preparativi
del diluvio
[13]Allora
Dio disse a Noè: «E' venuta per me la fine di ogni uomo, perché la
terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò
insieme con la terra. [14]Fatti un'arca di legno di cipresso;
dividerai l'arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e
fuori. [15]Ecco come devi farla: l'arca avrà trecento cubiti di
lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza. [16]Farai
nell'arca un tetto e a un cubito più sopra la terminerai; da un lato
metterai la porta dell'arca. La farai a piani: inferiore, medio e
superiore. [17]Ecco
io manderò il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere
sotto il cielo ogni carne, in cui è alito di vita; quanto è sulla
terra perirà. [18]Ma con te io stabilisco la mia alleanza.
Entrerai nell'arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei
tuoi figli. [19]Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai
nell'arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano
maschio e femmina. [20]Degli uccelli secondo la loro specie, del
bestiame secondo la propria specie e di tutti i rettili della terra
secondo la loro specie, due d'ognuna verranno con te, per essere
conservati in vita. [21]Quanto a te, prenditi ogni sorta di cibo
da mangiare e raccoglilo presso di te: sarà di nutrimento per te e per
loro». [22]Noè eseguì tutto; come Dio gli aveva comandato, così
egli fece. Genesi
- Capitolo 7
[1]Il
Signore disse a Noè: «Entra nell'arca tu con tutta la tua famiglia,
perché ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione. [2]D'ogni
animale mondo prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina;
degli animali che non sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina. [3]Anche
degli uccelli mondi del cielo, sette paia, maschio e femmina, per
conservarne in vita la razza su tutta la terra. [4]Perché tra
sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta
notti; sterminerò dalla terra ogni essere che ho fatto». [5]Noè
fece quanto il Signore gli aveva comandato. [6]Noè
aveva seicento anni, quando venne il diluvio, cioè le acque sulla
terra. [7]Noè entrò nell'arca e con lui i suoi figli, sua
moglie e le mogli dei suoi figli, per sottrarsi alle acque del diluvio. [8]Degli
animali mondi e di quelli immondi, degli uccelli e di tutti gli esseri
che strisciano sul suolo [9]entrarono a due a due con Noè
nell'arca, maschio e femmina, come Dio aveva comandato a Noè. [10]Dopo
sette giorni, le acque del diluvio furono sopra la terra; [11]nell'anno
seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese, il diciassette del
mese, proprio in quello stesso giorno, eruppero tutte le sorgenti del
grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono. [12]Cadde la
pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti. [13]In
quello stesso giorno entrò nell'arca Noè con i figli Sem, Cam e Iafet,
la moglie di Noè, le tre mogli dei suoi tre figli: [14]essi e
tutti i viventi secondo la loro specie e tutto il bestiame secondo la
sua specie e tutti i rettili che strisciano sulla terra secondo la loro
specie, tutti i volatili secondo la loro specie, tutti gli uccelli,
tutti gli esseri alati. [15]Vennero dunque a Noè nell'arca, a
due a due, di ogni carne in cui è il soffio di vita. [16]Quelli
che venivano, maschio e femmina d'ogni carne, entrarono come gli aveva
comandato Dio: il Signore chiuse la porta dietro di lui. L'inondazione
[17]Il
diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le acque crebbero e
sollevarono l'arca che si innalzò sulla terra. [18]Le acque
divennero poderose e crebbero molto sopra la terra e l'arca galleggiava
sulle acque. [19]Le acque si innalzarono sempre più sopra la
terra e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo.
[20]Le acque superarono in altezza di quindici cubiti i monti che
avevano ricoperto. [21]Perì
ogni essere vivente che si muove sulla terra, uccelli, bestiame e fiere
e tutti gli esseri che brulicano sulla terra e tutti gli uomini. [22]Ogni
essere che ha un alito di vita nelle narici, cioè quanto era sulla
terra asciutta morì. [23]Così
fu sterminato ogni essere che era sulla terra: con gli uomini, gli
animali domestici, i rettili e gli uccelli del cielo; essi furono
sterminati dalla terra e rimase solo Noè e chi stava con lui nell'arca.
[24]Le
acque restarono alte sopra la terra centocinquanta giorni. Genesi
- Capitolo 8
L'abbassamento
delle acque
[1]Dio
si ricordò di Noè, di tutte le fiere e di tutti gli animali domestici
che erano con lui nell'arca. Dio fece passare un vento sulla terra e le
acque si abbassarono. [2]Le fonti dell'abisso e le cateratte del
cielo furono chiuse e fu trattenuta la pioggia dal cielo; [3]le
acque andarono via via ritirandosi dalla terra e calarono dopo
centocinquanta giorni. [4]Nel settimo mese, il diciasette del
mese, l'arca si posò sui monti dell'Ararat. [5]Le acque andarono
via via diminuendo fino al decimo mese. Nel decimo mese, il primo giorno
del mese, apparvero le cime dei monti. [6]Trascorsi
quaranta giorni, Noè aprì la finestra che aveva fatta nell'arca e fece
uscire un corvo per vedere se le acque si fossero ritirate. [7]Esso
uscì andando e tornando finché si prosciugarono le acque sulla terra. [8]Noè
poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate
dal suolo; [9]ma la colomba, non trovando dove posare la pianta
del piede, tornò a lui nell'arca, perché c'era ancora l'acqua su tutta
la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece rientrare presso di sé
nell'arca. [10]Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire
la colomba dall'arca [11]e la colomba tornò a lui sul far della
sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo. Noè comprese
che le acque si erano ritirate dalla terra. [12]Aspettò altri
sette giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da
lui. [13]L'anno
seicentouno della vita di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese,
le acque si erano prosciugate sulla terra; Noè tolse la copertura
dell'arca ed ecco la superficie del suolo era asciutta. [14]Nel
secondo mese, il ventisette del mese, tutta la terra fu asciutta. L'uscita
dall'arca
[15]Dio
ordinò a Noè: [16]«Esci dall'arca tu e tua moglie, i tuoi
figli e le mogli dei tuoi figli con te. [17]Tutti gli animali
d'ogni specie che hai con te, uccelli, bestiame e tutti i rettili che
strisciano sulla terra, falli uscire con te, perché possano diffondersi
sulla terra, siano fecondi e si moltiplichino su di essa». [18]Noè
uscì con i figli, la moglie e le mogli dei figli. [19]Tutti i
viventi e tutto il bestiame e tutti gli uccelli e tutti i rettili che
strisciano sulla terra, secondo la loro specie, uscirono dall'arca. [20]Allora
Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e
di uccelli mondi e offrì olocausti sull'altare. [21]Il Signore
ne odorò la soave fragranza e pensò: «Non maledirò più il suolo a
causa dell'uomo, perché l'istinto del cuore umano è incline al male
fin dalla adolescenza; né colpirò più ogni essere vivente come ho
fatto. [22]Finché
durerà la terra, Genesi
- Capitolo 9
Il
nuovo ordine del mondo
[1]Dio
benedisse Noè e i suoi figli e disse loro: «Siate fecondi e
moltiplicatevi e riempite la terra. [2]Il timore e il terrore di
voi sia in tutte le bestie selvatiche e in tutto il bestiame e in tutti
gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del
mare sono messi in vostro potere. [3]Quanto si muove e ha vita vi
servirà di cibo: vi do tutto questo, come gia le verdi erbe. [4]Soltanto
non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue. [5]Del
sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto; ne
domanderò conto ad ogni essere vivente e domanderò conto della vita
dell'uomo all'uomo, a ognuno di suo fratello. [6]Chi
sparge il sangue dell'uomo [8]Dio
disse a Noè e ai sui figli con lui: [9]«Quanto a me, ecco io
stabilisco la mia alleanza coni vostri discendenti dopo di voi; [10]con
ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e bestie
selvatiche, con tutti gli animali che sono usciti dall'arca. [11]Io
stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutto nessun
vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra».
[12]Dio
disse: «Questo
è il segno dell'alleanza, [17]Disse
Dio a Noè: «Questo è il segno dell'alleanza che io ho stabilito tra
me e ogni carne che è sulla terra». 3. DAL DILUVIO AD ABRAMO
Noè
e i suoi figli
[18]I
figli di Noè che uscirono dall'arca furono Sem, Cam e Iafet; Cam è il
padre di Canaan. [19]Questi tre sono i figli di Noè e da questi
fu popolata tutta la terra. [20]Ora
Noè, coltivatore della terra, cominciò a piantare una vigna. [21]Avendo
bevuto il vino, si ubriacò e giacque scoperto all'interno della sua
tenda. [22]Cam, padre di Canaan, vide il padre scoperto e raccontò
la cosa ai due fratelli che stavano fuori. [23]Allora Sem e Iafet
presero il mantello, se lo misero tutti e due sulle spalle e, camminando
a ritroso, coprirono il padre scoperto; avendo rivolto la faccia
indietro, non videro il padre scoperto. [24]Quando
Noè si fu risvegliato dall'ebbrezza, seppe quanto gli aveva fatto il
figlio minore; [25]allora disse: «Benedetto
il Signore, Dio di Sem, [28]Noè visse, dopo il diluvio, trecentocinquanta anni. [29]L'intera vita di Noè fu di novecentocinquanta anni, poi morì.
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Genesi
- Capitolo 10
La
terra popolata
[1]Questa
è la discendenza dei figli di Noè: Sem, Cam e Iafet, ai quali nacquero
figli dopo il diluvio. [2]I
figli di Iafet: Gomer, Magog, Madai, Iavan, Tubal, Mesech e Tiras. [3]I
figli di Gomer: Askenaz, Rifat e Togarma. [4]I
figli di Iavan: Elisa, Tarsis, quelli di Cipro e quelli di Rodi. [5]Da
costoro derivarono le nazioni disperse per le isole nei loro territori,
ciascuno secondo la propria lingua e secondo le loro famiglie, nelle
loro nazioni. [6]I
figli di Cam: Etiopia, Egitto, Put e Canaan. [7]I
figli di Etiopia: Seba, Avìla, Sabta, Raama e Sàbteca. I
figli di Raama: Saba e Dedan. [8]Ora
Etiopia generò Nimrod: costui cominciò a essere potente sulla terra. [9]Egli
era valente nella caccia davanti al Signore, perciò si dice: «Come
Nimrod, valente cacciatore davanti al Signore». [10]L'inizio del
suo regno fu Babele, Uruch, Accad e Calne, nel paese di Sennaar. [11]Da
quella terra si portò ad Assur e costruì Ninive, Recobot-Ir e Càlach [12]e
Resen tra Ninive e Càlach; quella è la grande città. [13]Egitto
generò quelli di Lud, Anam, Laab, Naftuch, [14]Patros, Casluch e
Caftor, da dove uscirono i Filistei. [15]Canaan
generò Sidone, suo primogenito, e Chet [16]e il Gebuseo, l'Amorreo,
il Gergeseo, [17]l'Eveo, l'Archita e il Sineo, [18]l'Arvadita,
il Semarita e l'Amatita. In seguito si dispersero le famiglie dei
Cananei. [19]Il confine dei Cananei andava da Sidone in direzione
di Gerar fino a Gaza, poi in direzione di Sòdoma, Gomorra, Adma e
Zeboim, fino a Lesa. [20]Questi furono i figli di Cam secondo le
loro famiglie e le loro lingue, nei loro territori e nei loro popoli. [21]Anche
a Sem, padre di tutti i figli di Eber, fratello maggiore di Jafet,
nacque una dicendenza. [22]I
figli di Sem: Elam, Assur, Arpacsad, Lud e Aram. [23]I
figli di Aram: Uz, Cul, Gheter e Mas. [24]Arpacsad generò Selach e Selach generò Eber. [25]A
Eber nacquero due figli: uno si chiamò Peleg, perché ai suoi tempi fu
divisa la terra, e il fratello si chiamò Joktan. [26]Joktan
generò Almodad, Selef, Ascarmavet, Jerach, [27]Adòcam, Uzal,
Dikla, [28]Obal, Abimaèl, Saba, [29]Ofir, Avìla e Ibab.
Tutti questi furono i figli di Joktan; [30]la loro sede era sulle
montagne dell'oriente, da Mesa in direzione di Sefar. [31]Questi
furono i figli di Sem secondo le loro famiglie e le loro lingue,
territori, secondo i loro popoli. [32]Queste
furono le famiglie dei figli di Noè secondo le loro generazioni, nei
loro popoli. Da costoro si dispersero le nazioni sulla terra dopo il
diluvio. Genesi
- Capitolo 11
La
torre di Babele
[1]Tutta
la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. [2]Emigrando
dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e
vi si stabilirono. [3]Si dissero l'un l'altro: «Venite,
facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da
pietra e il bitume da cemento. [4]Poi dissero: «Venite,
costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e
facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». [5]Ma
il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano
costruendo. [6]Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo
e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora
quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. [7]Scendiamo
dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno
la lingua dell'altro». [8]Il Signore li disperse di là su tutta
la terra ed essi cessarono di costruire la città. [9]Per questo
la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta
la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra. I
patriarchi postdiluviani
[10]Questa
è la discendenza di Sem: Sem aveva cento anni quando generò Arpacsad,
due anni dopo il diluvio; [11]Sem, dopo aver generato Arpacsad,
visse cinquecento anni e generò figli e figlie. [12]Arpacsad
aveva trentacinque anni quando generò Selach; [13]Arpacsad, dopo
aver generato Selach, visse quattrocentotrè anni e generò figli e
figlie. [14]Selach
aveva trent'anni quando generò Eber; [15]Selach, dopo aver
generato Eber, visse quattrocentotrè anni e generò figli e figlie. [16]Eber
aveva trentaquattro anni quando generò Peleg; [17]Eber, dopo
aver generato Peleg, visse quattrocentotrenta anni e generò figli e
figlie. [18]Peleg
aveva trent'anni quando generò Reu; [19]Peleg, dopo aver
generato Reu, visse duecentonove anni e generò figli e figlie. [20]Reu
aveva trentadue anni quando generò Serug; [21]Reu, dopo aver
generato Serug, visse duecentosette anni e generò figli e figlie. [22]Serug
aveva trent'anni quando generò Nacor; [23]Serug, dopo aver
generato Nacor, visse duecento anni e generò figli e figlie. [24]Nacor
aveva ventinove anni quando generò Terach; [25]Nacor, dopo aver
generato Terach, visse centodiciannove anni e generò figli e figlie. [26]Terach
aveva settant'anni quando generò Abram, Nacor e Aran. La
discendenza di Terach
[27]Questa
è la posterità di Terach: Terach generò Abram, Nacor e Aran: Aran
generò Lot. [28]Aran poi morì alla presenza di suo padre Terach
nella sua terra natale, in Ur dei Caldei. [29]Abram e Nacor si
presero delle mogli; la moglie di Abram si chiamava Sarai e la moglie di
Nacor Milca, ch'era figlia di Aran, padre di Milca e padre di Isca. [30]Sarai
era sterile e non aveva figli. [31]Poi
Terach prese Abram, suo figlio, e Lot, figlio di Aran, figlio cioè del
suo figlio, e Sarai sua nuora, moglie di Abram suo figlio, e uscì con
loro da Ur dei Caldei per andare nel paese di Canaan. Arrivarono fino a
Carran e vi si stabilirono. [32]L'età
della vita di Terach fu di duecentocinque anni; Terach morì in Carran. Genesi
- Capitolo 12
II. STORIA DI ABRAMO
Vocazione
di Abramo
[1]Il
Signore disse ad Abram: «Vàttene
dal tuo paese, dalla tua patria [4]Allora
Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot.
Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran. [5]Abram
dunque prese la moglie Sarai, e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i
beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si
erano procurate e si incamminarono verso il paese di Canaan. Arrivarono
al paese di Canaan [6]e Abram attraversò il paese fino alla
località di Sichem, presso la Quercia di More. Nel paese si trovavano
allora i Cananei. [7]Il
Signore apparve ad Abram e gli disse: «Alla tua discendenza io darò
questo paese». Allora Abram costruì in quel posto un altare al Signore
che gli era apparso. [8]Di là passò sulle montagne a oriente di
Betel e piantò la tenda, avendo Betel ad occidente e Ai ad oriente. Lì
costruì un altare al Signore e invocò il nome del Signore. [9]Poi
Abram levò la tenda per accamparsi nel Negheb. Abramo
in Egitto
[10]Venne
una carestia nel paese e Abram scese in Egitto per soggiornarvi, perché
la carestia gravava sul paese. [11]Ma,
quando fu sul punto di entrare in Egitto, disse alla moglie Sarai: «Vedi,
io so che tu sei donna di aspetto avvenente. [12]Quando gli
Egiziani ti vedranno, penseranno: Costei è sua moglie, e mi
uccideranno, mentre lasceranno te in vita. [13]Dì dunque che tu
sei mia sorella, perché io sia trattato bene per causa tua e io viva
per riguardo a te». [14]Appunto
quando Abram arrivò in Egitto, gli Egiziani videro che la donna era
molto avvenente. [15]La osservarono gli ufficiali del faraone e
ne fecero le lodi al faraone; così la donna fu presa e condotta nella
casa del faraone. [16]Per riguardo a lei, egli trattò bene
Abram, che ricevette greggi e armenti e asini, schiavi e schiave, asine
e cammelli. [17]Ma il Signore colpì il faraone e la sua casa con
grandi piaghe, per il fatto di Sarai, moglie di Abram. [18]Allora
il faraone convocò Abram e gli disse: «Che mi hai fatto? Perché non
mi hai dichiarato che era tua moglie? [19]Perché hai detto: E'
mia sorella, così che io me la sono presa in moglie? E ora eccoti tua
moglie: prendila e vàttene!». [20]Poi il faraone lo affidò ad
alcuni uomini che lo accompagnarono fuori della frontiera insieme con la
moglie e tutti i suoi averi. Genesi
- Capitolo 13
Separazione
di Abramo e di Lot
[1]Dall'Egitto
Abram ritornò nel Negheb con la moglie e tutti i suoi averi; Lot era
con lui. [2]Abram era molto ricco in bestiame, argento e oro. [3]Poi
di accampamento in accampamento egli dal Negheb si portò fino a Betel,
fino al luogo dove era stata gia prima la sua tenda, tra Betel e Ai, [4]al
luogo dell'altare, che aveva là costruito prima: lì Abram invocò il
nome del Signore. [5]Ma anche Lot, che andava con Abram, aveva
greggi e armenti e tende. [6]Il territorio non consentiva che
abitassero insieme, perché avevano beni troppo grandi e non potevano
abitare insieme. [7]Per questo sorse una lite tra i mandriani di
Abram e i mandriani di Lot, mentre i Cananei e i Perizziti abitavano
allora nel paese. [8]Abram disse a Lot: «Non vi sia discordia
tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli. [9]Non
sta forse davanti a te tutto il paese? Sepàrati da me. Se tu vai a
sinistra, io antra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a
sinistra». [10]Allora
Lot alzò gli occhi e vide che tutta la valle del Giordano era un luogo
irrigato da ogni parte - prima che il Signore distruggesse Sòdoma e
Gomorra -; era come il giardino del Signore, come il paese d'Egitto,
fino ai pressi di Zoar. [11]Lot scelse per sé tutta la valle del
Giordano e trasportò le tende verso oriente. Così si separarono l'uno
dall'altro: [12]Abram si stabilì nel paese di Canaan e Lot si
stabilì nelle città della valle e piantò le tende vicino a Sòdoma. [13]Ora
gli uomini di Sòdoma erano perversi e peccavano molto contro il
Signore. [14]Allora
il Signore disse ad Abram, dopo che Lot si era separato da lui: «Alza
gli occhi e dal luogo dove tu stai spingi lo sguardo verso il
settentrione e il mezzogiorno, verso l'oriente e l'occidente. [15]Tutto
il paese che tu vedi, io lo darò a te e alla tua discendenza per
sempre. [16]Renderò la tua discendenza come la polvere della
terra: se uno può contare la polvere della terra, potrà contare anche
i tuoi discendenti. [17]Alzati, percorri il paese in lungo e in
largo, perché io lo darò a te». [18]Poi Abram si spostò con
le sue tende e andò a stabilirsi alle Querce di Mamre, che sono ad
Ebron, e vi costruì un altare al Signore. Genesi
- Capitolo 14
La
campagna dei quattro re
[1]Al
tempo di Amrafel re di Sennaar, di Arioch re di Ellasar, di Chedorlaomer
re dell'Elam e di Tideal re di Goim, [2]costoro mossero guerra
contro Bera re di Sòdoma, Birsa re di Gomorra, Sinab re di Adma,
Semeber re di Zeboim, e contro il re di Bela, cioè Zoar. [3]Tutti
questi si concentrarono nella valle di Siddim, cioè il Mar Morto. [4]Per
dodici anni essi erano stati sottomessi a Chedorlaomer, ma il
tredicesimo anno si erano ribellati. [5]Nell'anno quattordicesimo
arrivarono Chedorlaomer e i re che erano con lui e sconfissero i Refaim
ad Astarot-Karnaim, gli Zuzim ad Am, gli Emim a Save-Kiriataim [6]e
gli Hurriti sulle montagne di Seir fino a El-Paran, che è presso il
deserto. [7]Poi mutarono direzione e vennero a En-Mispat, cioè
Kades, e devastarono tutto il territorio degli Amaleciti e anche degli
Amorrei che abitavano in Azazon-Tamar. [8]Allora il re di Sòdoma,
il re di Gomorra, il re di Adma, il re di Zeboim e il re di Bela, cioè
Zoar, uscirono e si schierarono a battaglia nella valle di Siddim contro
di esso, [9]e cioè contro Chedorlaomer re dell'Elam, Tideal re
di Goim, Amrafel re di Sennaar e Arioch re di Ellasar: quattro re contro
cinque. [10]Ora la valle di Siddim era piena di pozzi di bitume;
mentre il re di Sòdoma e il re di Gomorra si davano alla fuga, alcuni
caddero nei pozzi e gli altri fuggirono sulle montagne. [11]Gli
invasori presero tutti i beni di Sodoma e Gomorra e tutti i loro viveri
e se ne andarono. [12]Andandosene catturarono anche Lot, figlio
del fratello di Abram, e i suoi beni: egli risiedeva appunto in Sòdoma.
[13]Ma
un fuggiasco venne ad avvertire Abram l'Ebreo che si trovava alle Querce
di Mamre l'Amorreo, fratello di Escol e fratello di Aner i quali erano
alleati di Abram. [14]Quando Abram seppe che il suo parente era
stato preso prigioniero, organizzò i suoi uomini esperti nelle armi,
schiavi nati nella sua casa, in numero di trecentodiciotto, e si diede
all'inseguimento fino a Dan. [15]Piombò sopra di essi di notte,
lui con i suoi servi, li sconfisse e proseguì l'inseguimento fino a
Coba, a settentrione di Damasco. [16]Ricuperò così tutta la
roba e anche Lot suo parente, i suoi beni, con le donne e il popolo. Melchisedek
[17]Quando
Abram fu di ritorno, dopo la sconfitta di Chedorlaomer e dei re che
erano con lui, il re di Sòdoma gli uscì incontro nella Valle di Save,
cioè la Valle del re. [18]Intanto Melchisedek, re di Salem, offrì
pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo [19]e benedisse
Abram con queste parole: «Sia
benedetto Abram dal Dio altissimo, Abram
gli diede la decima di tutto. [21]Poi
il re di Sòdoma disse ad Abram: «Dammi le persone; i beni prendili per
te». [22]Ma Abram disse al re di Sòdoma: «Alzo la mano davanti
al Signore, il Dio altissimo, creatore del cielo e della terra: [23]né
un filo, né un legaccio di sandalo, niente io prenderò di ciò che è
tuo; non potrai dire: io ho arricchito Abram. [24]Per me niente,
se non quello che i servi hanno mangiato; quanto a ciò che spetta agli
uomini che sono venuti con me, Escol, Aner e Mamre, essi stessi si
prendano la loro parte». Genesi
- Capitolo 15
Le
promesse e l'alleanza
[1]Dopo
tali fatti, questa parola del Signore fu rivolta ad Abram in visione: «Non
temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto
grande». [2]Rispose Abram: «Mio Signore Dio, che mi darai? Io
me ne vado senza figli e l'erede della mia casa è Eliezer di Damasco».
[3]Soggiunse Abram: «Ecco a me non hai dato discendenza e un mio
domestico sarà mio erede». [4]Ed ecco gli fu rivolta questa
parola dal Signore: «Non costui sarà il tuo erede, ma uno nato da te
sarà il tuo erede». [5]Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda
in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle» e soggiunse: «Tale
sarà la tua discendenza». [6]Egli credette al Signore, che
glielo accreditò come giustizia. [7]E gli disse: «Io sono il
Signore che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso
questo paese». [8]Rispose: «Signore mio Dio, come potrò sapere
che ne avrò il possesso?». [9]Gli disse: «Prendimi una
giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete di tre anni, una
tortora e un piccione». [10]Andò a prendere tutti questi
animali, li divise in due e collocò ogni metà di fronte all'altra; non
divise però gli uccelli. [11]Gli uccelli rapaci calavano su quei
cadaveri, ma Abram li scacciava. [12]Mentre il sole stava per
tramontare, un torpore cadde su Abram, ed ecco un oscuro terrore lo
assalì. [13]Allora il Signore disse ad Abram: «Sappi che i tuoi
discendenti saranno forestieri in un paese non loro; saranno fatti
schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni. [14]Ma la
nazione che essi avranno servito, la giudicherò io: dopo, essi
usciranno con grandi ricchezze. [15]Quanto a te, andrai in pace
presso i tuoi padri; sarai sepolto dopo una vecchiaia felice. [16]Alla
quarta generazione torneranno qui, perché l'iniquità degli Amorrei non
ha ancora raggiunto il colmo». [17]Quando,
tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un forno fumante e una
fiaccola ardente passarono in mezzo agli animali divisi. [18]In
quel giorno il Signore concluse questa alleanza con Abram: «Alla
tua discendenza io do questo paese dal fiume d'Egitto al grande fiume,
il fiume Eufrate; [19]il paese dove abitano i Keniti, i Kenizziti,
i Kadmoniti, [20]gli Hittiti, i Perizziti, i Refaim, [21]gli
Amorrei, i Cananei, i Gergesei, gli Evei e i Gebusei». Genesi
- Capitolo 16
Nascita
di Ismaele
[1]Sarai,
moglie di Abram, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava
egiziana chiamata Agar, [2]Sarai disse ad Abram: «Ecco, il
Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse
da lei potrò avere figli». Abram ascoltò la voce di Sarai. [3]Così,
al termine di dieci anni da quando Abram abitava nel paese di Canaan,
Sarai, moglie di Abram, prese Agar l'egiziana, sua schiava e la diede in
moglie ad Abram, suo marito. [4]Egli si unì ad Agar, che restò
incinta. Ma, quando essa si accorse di essere incinta, la sua padrona
non contò più nulla per lei. [5]Allora Sarai disse ad Abram: «L'offesa
a me fatta ricada su di te! Io ti ho dato in braccio la mia schiava, ma
da quando si è accorta d'essere incinta, io non conto più niente per
lei. Il Signore sia giudice tra me e te!». [6]Abram disse a
Sarai: «Ecco, la tua schiava è in tuo potere: falle ciò che ti pare».
Sarai allora la maltrattò tanto che quella si allontanò. [7]La
trovò l'angelo del Signore presso una sorgente d'acqua nel deserto, la
sorgente sulla strada di Sur, [8]e le disse: «Agar, schiava di
Sarai, da dove vieni e dove vai?». Rispose: «Vado lontano dalla mia
padrona Sarai». [9]Le disse l'angelo del Signore: «Ritorna
dalla tua padrona e restale sottomessa». [10]Le disse ancora
l'angelo del Signore: «Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà
contarla per la sua moltitudine». [11]Soggiunse poi l'angelo del
Signore: «Ecco,
sei incinta: [13]Agar
chiamò il Signore, che le aveva parlato: «Tu sei il Dio della visione»,
perché diceva: «Qui dunque sono riuscita ancora a vedere, dopo la mia
visione?». [14]Per questo il pozzo si chiamò Pozzo di Lacai-Roi;
è appunto quello che si trova tra Kades e Bered. [15]Agar partorì
ad Abram un figlio e Abram chiamò Ismaele il figlio che Agar gli aveva
partorito. [16]Abram aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì
Ismaele. Genesi
- Capitolo 17
L'alleanza
e la circoncisione
[1]Quando
Abram ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse: «Io
sono Dio onnipotente: [9]Disse
Dio ad Abramo: «Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la
tua discendenza dopo di te di generazione in generazione. [10]Questa
è la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua
discendenza dopo di te: sia circonciso tra di voi ogni maschio. [11]Vi
lascerete circoncidere la carne del vostro membro e ciò sarà il segno
dell'alleanza tra me e voi. [12]Quando avrà otto giorni, sarà
circonciso tra di voi ogni maschio di generazione in generazione, tanto
quello nato in casa come quello comperato con denaro da qualunque
straniero che non sia della tua stirpe. [13]Deve essere
circonciso chi è nato in casa e chi viene comperato con denaro; così
la mia alleanza sussisterà nella vostra carne come alleanza perenne. [14]Il
maschio non circonciso, di cui cioè non sarà stata circoncisa la carne
del membro, sia eliminato dal suo popolo: ha violato la mia alleanza». [15]Dio
aggiunse ad Abramo: «Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamerai più
Sarai, ma Sara. [16]Io la benedirò e anche da lei ti darò un
figlio; la benedirò e diventerà nazioni e re di popoli nasceranno da
lei». [17]Allora
Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: «Ad uno di
cento anni può nascere un figlio? E Sara all'età di novanta anni potrà
partorire?». [18]Abramo disse a Dio: «Se almeno Ismaele potesse
vivere davanti a te!». [19]E Dio disse: «No, Sara, tua moglie,
ti partorirà un figlio e lo chiamerai Isacco. Io stabilirò la mia
alleanza con lui come alleanza perenne, per essere il Dio suo e della
sua discendenza dopo di lui. [20]Anche riguardo a Ismaele io ti
ho esaudito: ecco, io lo benedico e lo renderò fecondo e molto, molto
numeroso: dodici principi egli genererà e di lui farò una grande
nazione. [21]Ma stabilirò la mia alleanza con Isacco, che Sara
ti partorirà a questa data l'anno venturo». [22]Dio terminò
così di parlare con lui e, salendo in alto, lasciò Abramo. [23]Allora
Abramo prese Ismaele suo figlio e tutti i nati nella sua casa e tutti
quelli comperati con il suo denaro, tutti i maschi appartenenti al
personale della casa di Abramo, e circoncise la carne del loro membro in
quello stesso giorno, come Dio gli aveva detto. [24]Ora Abramo
aveva novantanove anni, quando si fece circoncidere la carne del membro.
[25]Ismaele suo figlio aveva tredici anni quando gli fu
circoncisa la carne del membro. [26]In quello stesso giorno
furono circoncisi Abramo e Ismaele suo figlio. [27]E tutti gli
uomini della sua casa, i nati in casa e i comperati con denaro dagli
stranieri, furono circoncisi con lui. Genesi
- Capitolo 18
L'apparizione
di Mamre
[1]Poi
il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva
all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. [2]Egli
alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui.
Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si
prostrò fino a terra, [3]dicendo: «Mio signore, se ho trovato
grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo. [4]Si
vada a prendere un pò di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto
l'albero. [5]Permettete che vada a prendere un boccone di pane e
rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perché è ben per
questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fà
pure come hai detto». [6]Allora Abramo andò in fretta nella
tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre staia di fior di farina,
impastala e fanne focacce». [7]All'armento corse lui stesso,
Abramo, prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si
affrettò a prepararlo. [8]Prese latte acido e latte fresco
insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse a loro. Così,
mentr'egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli
mangiarono. [9]Poi
gli dissero: «Dov'è Sara, tua moglie?». Rispose: «E' là nella tenda».
[10]Il Signore riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa
data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Intanto Sara stava ad
ascoltare all'ingresso della tenda ed era dietro di lui. [11]Abramo
e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che
avviene regolarmente alle donne. [12]Allora Sara rise dentro di sé
e disse: «Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio
signore è vecchio!». [13]Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché
Sara ha riso dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia? [14]C'è
forse qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò
da te alla stessa data e Sara avrà un figlio». [15]Allora Sara
negò: «Non ho riso!», perché aveva paura; ma quegli disse: «Sì,
hai proprio riso». L'intercessione
di Abramo
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