Limite...
13-04-2008
Discorso sul LIMITE: forse una prima definizione è cosa oltre la quale non posso andare… ma appare subito riduttiva; ex: io non posso volare questo limite, tuttavia, non fa male, non lo percepisco come qualcosa che disturba il mio vivere; differente è dire, per un cristiano, io non posso, non riesco diventare santo: è una constatazione che fa male, che disturba…
Quindi si possono riassumere due significati:
1)limite naturale: in quanto uomini abbiamo dei limiti che sono insiti nella nostra stessa natura; sono cose che non ci creano troppi problemi (a parte il limite della morte, che pur essendo un limite “fisico” qualche problema lo ha sempre portato…);
2)limite legato alle nostre responsabilità: riflessione che ci porta a prendere in considerazione il fatto che un limite è limite solo nel momento in cui lo percepiamo come tale;
Quando un limite è un limite nella nostra vita? Quando interpella il senso della mia vita?
-quando non riesco a essere felice, quando quella cosa fa sì che manchi qualcosa d’altro nella mia vita;
-quando sento che c’è qualcosa di sbagliato;
-quando mi fa sentire escluso
-quando mi fa sentire lontano dal mio ideale di vita;
-quando mi fa stare male;
-quando incrina, fino a rompere, le relazioni con gli altri;
-quando non mi fa sentire persona
Perché questa riflessione in un percorso sulle beatitudini? Perché le persone citate dal vangelo sono persone che in un modo o nell’altro sono “limitate”... tuttavia fanno di questi limiti motivo di redenzione.
Domande di riflessione:
-qual è il mio limite?
-come l’ho scoperto?
-cosa faccio per… superarlo, accettarlo, ridurlo, gestirlo, conviverci, renderlo fecondo…
Il limite è tale da impedirci di essere noi stessi… anche per questo per essere dei buoni educatori si deve avere un “buono rapporto” con i propri limiti: Dio è venuto per i sani, ma i malati. Testimonianza di questo è l’incarnazione stessa di Gesù: per essere vicino all’uomo ha assunto il suo limite, manifestatosi pienamente nella sua passione e morte.
Cristo era vero Dio, ma non dimentichiamoci, anche vero uomo. Come ha affrontato questo suo limite? Con la sola “arma” che abbiamo anche noi: l’affidamento al Padre, tramite la comunità e il prossimo, il fratello (la comunità è la presenza di Dio); l’affidamento di Cristo è stato senza mediazioni, senza condizioni e ininterrottamente. Solo con un affidamento sincero si può avere una relazione con Dio. Dopo l’incarnazione di Dio in Gesù, la relazione umana si fa luogo privilegiato della manifestazione di Dio.
Le beatitudini rappresentano la nuova legge per il nuovo popolo, vista come reale compimento dell’Antica Legge (v. Matteo e 1° incontro: parla ai giudei, fissati con la Legge)
Seguono degli appunti presi e riveduti
da Alessandra e Federica Turetta