Io, Catechista - Educatore

25-11-2007

 
 

25 novembre: festa di Cristo Re e … anche il primo incontro del corso di formazione per Operatori Pastorali. Dopo la pubblicità in grande stile, segno di quanto abbiamo scommesso su questa opportunità, siamo arrivati al momento di iniziare e lo abbiamo fatto… bucando lo schermo!!!

Una location scelta accuratamente, un po’ fuori casa ma non troppo, con locali spaziosi e ammodernati, moderne tecnologie audio-video, poltroncine con scrittoio, bar interno per il coffè break (poco british), accogliente hall e ampio parcheggio: stiamo parlando del Centro Pastorale “Bellotta” sulla strada per Valconasso di Pontenure.

Arrivati alla spicciolata intorno alle tre, dopo una prova microfoni, si inizia con la distribuzione ai presenti (circa cinquanta) delle immancabili cartellette a tre lembi con testo della relazione, programma del corso, due fogli bianchi e biro.

Ma la vera novità, quella che buca lo schermo, sono i relatori… niente di meno che due formatori della Cooperativa Creativ di Reggio Emilia. Valeva la pena di esserci, mi spiace per chi non c’era (chi ha letto la relazione a casa dico subito che poteva anche non leggerla, perché non era la stessa cosa che esserci; chi non c’era perché queste cose le sa già ha perso un occasione per ricredersi; chi non è venuto perché pensava di rompersi le scatole ha sbagliato tutto).

Tema: la spiritualità dell’educatore.

Introduzione: l’educatore è… quello che affascina, quello che trasmette qualcosa, quello che dice il Vangelo tradotto nel linguaggio caro e noto a chi lo ascolta, quello che prima dell’esegesi di un testo ci mette la vita e l’annuncio, quello che non obbliga ma rende liberi,…

Svolgimento: ci siamo divisi in due gruppi, liberamente. Un gruppo a provato a vivere l’essere educatore con il linguaggio della danza e della musica (e si, in effetti è vero, Gesù non è quello che tira i pacchi con tre ore di lezione teorica). L’altro gruppo invece ha sviluppato la dimensione del gioco come opportunità di conoscenza, relazione, scambio di esperienze.

Personalmente mi ha fatto molto piacere vedere che i partecipanti erano variamente assortiti tra giovani aiuto-educatori sino ai catechisti ormai navigati ma che portano dentro il desiderio di formarsi e di rinnovarsi… è proprio vero che siamo in cammino e il nostro cammino non finisce mai!

Ancor più piacevole è stato costatare che tra tutti, al termine del pomeriggio, si è diffuso un senso di positività che ci ha fatto tornare a casa tutti più ricchi, con almeno una tacca di batteria in più.


Arrivederci alla prossima volta, il 13 gennaio!

Dario Carini

 

La Spiritualità del Catechista Educatore