Chi siete e da dove venite?
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Ho 29 anni vengo da Chiavenna di Sondrio.

Ho 31 anni, vengo da Bologna, ho un fratello, sono un grande tifoso romanista e della squadra di basket  Fortitudo-Bologna.

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Quando e come avete deciso di entrare in seminario?
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A diciotto anni ho lasciato Chiavenna per proseguire gli studi universitari a Rimini;li ho passato otto anni durante i quali ho studiato e lavorato, anni decisivi per la mia vocazione, infatti,verso la fine degli studi, dovendo decidere se fare il militare o il servizio civile casualmente sono venuto a contatto con la realtà della Caritas.Ho quindi deciso di vivere un’esperienza di servizio civile a stretto contatto con i poveri. All’interno della Caritas ho conosciuto le Figlie della Carità,il ramo femminile dell’Ordine, e di conseguenza il carisma Vincenziano. Da quel momento il Signore è entrato in maniera prepotente nella mia vita:decisiva un’esperienza di Missione in Albania al termine della quale ho preso coscienza per la prima volta che il Signore mi stava chiamando a una vita diversa da quella che avevo immaginato.

Sono entrato in Comunità (Congregazione della Missione) il 27 settembre dopo due anni di discernimento.

Un incidente mi ha cambiato la vita: a venti anni  ho avuto un incidente sul lavoro nel quale ho rischiato di perdere tutto l’uso di un dito: mi sono trovato in ospedale e, per la prima volta, (prima non frequentavo la Chiesa) ho parlato con l’unica persona nella quale non credevo: Dio. L’unica cosa che avevo chiesto era di salvarmi almeno un pezzo di dito e, se fosse stato così sarei tornato in Chiesa; Dio mi ha ascoltato e così è successo. Con il passare degli anni il Signore mi ha fatto conoscere altre persone con le quali prima facevo fatica a comunicare, i disabili, che mi hanno aiutato ad affrontare il fatto che mi mancava un pezzo di dito. Dopo il Signore  ha mandato nella mia parrocchia un padre Vincenziano con il quale è iniziata una collaborazione e il mio primo cammino spirituale. La vita di prima nella quale puntavo tutto sul lavoro mi iniziava a diventare stretta;vedevo che quando facevo qualche servizio per gli altri questo più che scaricare le mie energie mi ricaricava, e così ho capito che il Signore chiedeva da me un qualcosa di più: questo qualcosa era lasciare tutto e seguire la Sua volontà. Ho deciso di entrare nell’Ordine a  ventotto anni.

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Non rimpiangete la vita di prima? Non avete voglia di lasciare tutto e tornare indietro?
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No, anzi, da quando sono entrato mi sento di ricevere molto più di quello che ho lasciato. Certo la mia vita è cambiata, ma mi sento di dire che sia cambiata in meglio, riconosco in essa la mia vera libertà.
Non che la vita in seminario sia tutta rose e fiori, ma in questo momento sento quella pace che mi fa capire che è la strada giusta. Anche se tornassi indietro so che la mia vita non sarebbe la stessa di prima. Confido nel Signore soprattutto nei momenti più difficili, in Lui ho sempre trovato la forza per superarli. L’unico motivo per il quale sarei disposto a tornare indietro sarebbe scoprire che è la volontà di Dio che me lo chiede.

No, non rimpiango la vita di prima perché il Signore mi sta dando veramente cento volte di più, prima potevo avere un gruppetto di amici, ora ho un “amico” in ogni città.

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Che cosa si fa in seminario?
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Principalmente il seminario è un tempo nel quale si prende coscienza della scelta, si studia per sei anni e si comincia a sperimentare la vita di comunità con i confratelli e la vita pastorale nelle parrocchie.

Prima di tutto si cerca di crescere spiritualmente e fare un discernimento della vocazione, perché entrare in seminario deve permettere di camminare e conoscere sempre più la volontà di Dio.

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A che punto siete nel vostro cammino?
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Nel 2004 ho vissuto il mio primo anno di probandato nella Casa di Roma. Dal 2005 al 2006 ho fatto l’anno di Seminario Interno in Spagna con Alessandro. Nel 2006 sono giunto a Piacenza e ho cominciato il seminario dal secondo anno filosofico- teologico. Attualmente mi mancano quattro anni per terminare gli studi.

A livello di scuola sono al terzo anno di teologia; come cammino mio vocazionale vivo la giornata osservando negli altri la volontà del Signore, credo che solo così posso arrivare a vedere bene quello che Lui chiede da me.

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Perché avete scelto di entrare nella Congregazione della Missione?
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L’incontro con i poveri è lo strumento che il Signore ha utilizzato per chiamarmi al Suo servizio, l’incontro con il carisma Vincenziano è stato la risposta alle mie domande su Dio e sugli uomini. La vita semplice, l’essenzialità, la vicinanza agli ultimi e la vita in comunità mi riportano al Vangelo e alla vita stessa di Gesù. L’esempio di San Vincenzo e la sua capacità nel compiere la volontà di Dio mi indicano il cammino e mi affascinano.

Ho scelto la Congregazione della Missione per vari motivi: per il fatto che la prima persona che mi ha fatto conoscere i poveri è stato un padre Vincenziano e perché penso che andare a proclamare la propria conversione agli altri tramite le missioni sia la cosa più grande che il Signore abbia dato a questa congregazione.

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Come avete trovato la Comunità di Carpaneto?
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Mi sono trovato fin dal primo istante accolto, ho incontrato una comunità viva, giovane, dinamica e aperta.
L’ho trovata molto ben organizzata con una grande collaborazione da parte dei giovani (cosa rara ai tempi d’oggi). Forse un aspetto all’oggi negativo che potrebbe farle fare il salto di qualità è la mancanza di un cammino spirituale, cosicché la comunità possa crescere insieme nella Fede e conoscersi sempre meglio non solo esteriormente, ma anche interiormente.

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Avete dei progetti per la Comunità di Carpaneto?
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Essere missionari è innanzitutto capacità di ascolto e di lavoro insieme, quindi i nostri progetti sono i progetti della Comunità di Carpaneto, il nostro impegno è un aiuto nell’attuarli.
I nostri  progetti sono i vostri progetti. Il progetto più grande è la collaborazione con gli stessi abitanti di Carpaneto; una cosa che mi piacerebbe fare sarebbe riportare i giovani ad avere un luogo di incontro(per esempio l’oratorio), rifare il campo da calcio dell’ asilo, questo sempre con l’aiuto di tutti.

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Quali progetti avete per il vostro futuro?
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Per i prossimi cinque anni i miei progetti sono lo studio in seminario, la crescita nella vocazione e il cammino con la Comunità di Carpaneto, nel quale credo molto.

Mi piacerebbe andare in missione in America Latina, però, come dicevo prima, prima di tutto sia fatta la volontà del Signore.