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14° anniversario della scomparsa di Augusto Daolio

articolo di Cristian ed Elena Marzaroli

Appena passato il cartello “NOVELLARA”, si entra in un paese  della bassa padana molto simile a Carpaneto.

Il cimitero è poco distante dalla piazza centrale; un cimitero semplice, circondato da campi arati che infondono una tranquillità molto piacevole.

Attraversato il cancello, sulla sinistra si nota subito qualcosa di diverso, una tomba non comune alla altre.

Due aironi neri davanti ad una lastra di pietra e a capo di questa, stampato nel legno, il nome di Augusto Daolio.

Leader e creatore, insieme a Beppe Carletti, dello storico gruppo rock  italiano “I NOMADI”.

Scrittore, pittore, poeta, musicista, cantante, questo artista ha scritto una pagina molto importante della musica italiana e non solo…

Augusto ha saputo trasmettere a persone di tutte le età, parole e pensieri profondi ed intensi.

Con le sue canzoni ha saputo raccontare storie di viaggi, di gente, di vita, riuscendo così ha creare un legame talmente forte con i propri fans, da essere considerato uno di famiglia.

Attorno a se ed ai Nomadi si sono raggruppati, nel corso degli anni, tanti artisti come Ligabue, Guccini, Fiorello, ecc., che sono entrati a far parte del grande popolo Nomade.  Come amici e sostenitori.

Eterno vagabondo e grande sognatore, vedeva la sua pianura come una linea  all’orizzonte dove su essa poter creare qualunque cosa, così da rendere la vita meno piatta.

Fra pochi giorni sarà il quattordicesimo anniversario della sua morte, dovuta ad una malattia cancerogena ai polmoni, e davanti alla tomba ripenso a tutte le canzoni che conosco, al fatto che l’attuale gruppo non abbia più il fascino e la magia di un tempo, ma, soprattutto penso e vedo che Augusto non è stato ne abbandonato ne dimenticato.

Attorno alla lapide ci sono: tantissimi pensieri, dediche, scritti su pietre e su biglietti, di chi è passato per una visita, un saluto, disegni, ciondoli e pacchetti di sigarette, tutte cose che circondano e tengono compagnia ad Augusto.

Donando un ricordo anch’io, a cui ha fatto seguito un segno della croce ed un po’ di malinconia del cuore, ringrazio questo vecchio amico per le emozioni che ci ha regalato.

Da “Dio è morto” a “Io vagabondo” certi che “Sarà come il tempo vuole” e sicuri che “Nel mondo che faremo Dio è risorto” ti salutiamo Augusto.

                                                                                                              
Come sempre SEMPRE NOMADI.

PENSIERI

Sono stato fortunato: ho incontrato la musica, ho incontrato la poesia, ho incontrato l'arte,  ho incontrato le parole. Voglio dire che non ho cercato niente."    
                                                                                                                            di  Augusto D. 

Sono tuo amico e fratello perdonami se dico quasi simile  a tal punto da confondere  i tuoi sentimenti con i miei e con quelli dell'universo.  Sono tuo amico e sono uguale a te  e non per caso anzi  penseranno a una stramberia quando dico  di somigliarti.  Sono come te nei miei desideri  nei miei sogni  nel mio carattere e nella mia natura più profonda

di  Augusto D. 

Tu che conosci il mare e le stelle come guida prendi quel timone e insegnami la via.

di  Augusto D. 

POESIE 

Un giorno quando la terra
ritornerà ; giovane
verrà cantata una canzone
che chiamerà che canterà
insieme al vento
che soffia tra le colline.
La guerra è finita
gocce di rugiada
cadranno gentilmente
dall'aria alla terra
dalle nuvole al mare
e diventerà di nuovo
pioggia.
Un giorno quando
il tempo sarà passato
e il genere umano
sarà tutto estinto
non ci saranno
più parole
solo il vento
che soffia tra le colline.


di Augusto D.

  

Vita che sembri sogno
invidio tutti in segreto
e di tutti in segreto
m'innamoro.
 Chi ucciderai ancora?
Chi porterai alle stelle?
Che altre menzogne inventerai?


di Augusto D.

 

 


Cristian & Elena Marzaroli


© ParrocchiaCarpaneto.com