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Calcio Contemporaneo articolo di Marco Bertoli
Come volevasi dimostrare…
Luciano Moggi iscritti nel libro degli indagati dopo le
intercettazioni telefoniche che ormai tutta Italia conosce. Come
volevasi dimostrare il mondo del calcio in Italia è giunto alla
frutta, inutile dire quanto l’opinione pubblica sia rimasta scossa da
queste rivelazioni: come fa un tifoso che ama la propria squadra ad
avere la forza di andare ancora allo stadio dopo che è stato svelato
come tutto sia già scritto, come ogni cosa sia già stata programmata.
Come fa ad avere la voglia di fare chilometri per supportare i propri
colori, soffrire e gioire per le proprie passioni? Forse sono un
povero tifoso che ama il calcio a cui è stata svelata una verità che
forse non voleva vedere, ma che aveva già sotto gli occhi. Quante
volte si sono sentite le parole “La Juve compra gli arbitri”, e la
classica risposta juventina era “E’ solo invidia perché vinciamo”,
già, quante volte. Eppure ecco la verità, ed è sotto gli occhi di
tutti. Se la giustizia è tale ora la Juve dovrebbe andare in serie B,
come succedette al Milan nei primi anni 80 o anche solo l’anno scorso
al Genoa perché, badate bene, e mi riferisco ai sostenitori di Moggi,
esiste anche la “tentata corruzione”, e Gaucci ne sa qualcosa, non per
forza bisogna trovare i soldi o le Maserati. Non capisco i supporter
bianconeri che domenica scorsa hanno esposto uno striscione esprimendo
il loro appoggio a “Luciano”: siate onesti, abbiate il coraggio di
dire che la Juve ha sbagliato, e di conseguenza quando lo ammetterete
implicitamente ammetterete che conseguentemente merita anche una
punizione. Ma si sa che alla fine la Juve è intoccabile e si troverà
un capo espiatorio, un cavillo legale e tutto si dissolverà come
niente fosse. Ora si è anche dimesso Carraro, in molti piangono per la
sua uscita di scena chiudendo gli occhi su quanto di male abbia fatto
nel suo mandato: ha salvato le grandi, ha fatto cose che vanno oltre
l’immaginabile (ricordate i “Meriti sportivi”?)… Detto fra noi,
Carraro era a conoscenza dell’inchiesta e degli arbitri coinvolti:
avrebbe dovuto sospenderli 9 mesi fa, ma non ha fatto niente, e se
quindi non si fosse dimesso domani si sarebbe trovato il proprio nome
su quel libro dove compare già Moggi.
Ce ne sarebbero di storie da raccontare ancora, come del
figlio di Luciano il quale, presidente della Gea (la quale sarebbe una
associazione di procuratori di molti calciatori italiani), è coinvolto
in un inchiesta sulle partite truccate… Tale padre…
In definitiva, come volevasi dimostrare: o si da una bella
ripulita alle alte sfere del mondo del calcio per risanare l’ambiente,
e si cambia non solo mentalità ma proprio persone o è inutile andare
allo stadio e credere in qualcosa.
E lo dice uno che da quando ha 14 anni è in curva tutte le
sante volte.
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