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Calcio Contemporaneo
articolo di Marco Bertoli

Speriamo che anche fuori dal campo vinca la regolarità, il rispetto delle regole e dei conti. Hanno appena emesso il mandato per il fermo di Luciano Gaucci e dei suoi figli tutti accusati di associazione per delinquere, la bancarotta fraudolenta e l' occultamento di documenti contabili. Sinceramente ci sono in ogni ambiente persone che cercano di speculare dietro le imprese,  alcuni vengono scoperti, altri la fanno franca. Senza entrare nel merito delle questioni esterne al mondo del calcio condanniamo ogni azione di questo tipo.

Il discorso che si può fare però rispetto alle società calcistiche consiste nel vedere che le società che vantano un maggior numero di tifosi e bacino d’utenza vengono per forza di cose avvantaggiate. E ciò pensiamo sia proprio contro la più basilare dello spirito (e regole) sportivo. Squadre come Inter e Roma, squadre che vantano un sostenuto numero di sostenitori, pur avendo enormi debiti vengono “graziate” grazie a emendamenti sopra le parti. Diciamo così perchè squadre di calcio a cui vengono tolti milioni di debiti piuttosto che dichiarare la banca rotta, cosa che ad una qualsiasi altra società non viene  “regalato”. Il calcio è uno sport, se uno non rispetta le regole è giusto che paghi e lasci spazio a chi è in attivo e rispetta sempre la scadenza degli stipendi e non fa spese folli.

Anche il nostro Piacenza potrebbe diventare come l’Inter (speriamo vinca un pò di più) perchè i soldi del presidente Garilli sono più o meno come quelli di Moratti, patron dell’Inter (possiede buona parte del petrolio dell’Argentina), ma il fatto sta che senza esagerare nelle spese porta avanti una bella realtà come quella dei biancorossi e siamo una delle poche società che sono in attivo insieme ad altre 3 della serie B e 3 della Serie A. Come disse il presidente del Bologna all’incirca un anno fa, le regole vanno rispettate solo per le squadre piccole? In questo caso abbiamo sotto gli occhi il caso del Perugia ma si può parlare del Ravenna di qualche anno fa, Torino, Genoa, Cosenza e altre. Prendiamo però il caso della Fiorentina. Quando proprio palesemente non si poteva più far nulla per salvarla, nessun ricorso al tar e vari emendamenti, la squadra che come ricordate era stata considerata fallita (Cecchi Gori docet) al posto di retrocedere alla più bassa categoria della lega italiana, ovvero in terza categoria (sarebbe stato più in alto il Carpaneto) è stata, non senza polemiche iscritta in C2. Ha vinto meritatamente il campionato ed è stata promossa in C1. Ed ecco il misfatto: contemporaneamente il Napoli (piazza importantissima) sul campo era retrocesso ma, badate bene, la Lega ha incredibilmente fatto un decreto nella quale si allargava il numero delle componenti della Serie B e quindi nessuna retrocessione. Mh... Qualcosa puzza. Ma non è finita, a disposizione c’erano 3 posti e giustamente le prime due dei gironi della C1 sono state promosse. Mancava un posto. La cosa più logica era di fare uno spareggio tra le seconde della C1. Logico vero? E invece no! Attenzione: la Fiorentina va di diritto in serie B. Vi chiederete: “Ma come può essere? Una squadra di C2 scavalca completamente una categoria? E le altre squadre che meritavano certamente di più perchè non vengono considerate? Adesso sono curioso di sapere con che motivazione”. Ma come? Non La sapete! Per “meriti sportivi”!Come? Meriti sportivi? Che vuol dire? Nessuno tutt’oggi l’ha ancora soltanto afferrato il concetto. Eppure guardate, la Fiorentina ora è in A a giocarsi la Champions League.

Potremmo citare il Napoli che non perde occasioni per chiedere una promozione per “meriti sportivi” e perchè “Una città come Napoli non può essere relegata in categorie minori?”. Ce lo chiediamo un pò tutti no? Comunque ‘sti meriti sportivi non abbiamo ancora capito cosa possano essere.

Si potrebbe trattare infine anche della Serie B al sabato pomeriggio o i diritti tv di cui tanto si parla. Brevemente il sabato pomeriggio non sta bene a nessuna società perchè il sabato pomeriggio molti tifosi non possono esserci perchè giocano con la propria squadra nei campionati minori, inoltre i sindaci (che sono i proprietari degli stadi in quanto comunali) non lo vogliono concedere per via che i commercianti il sabato pomeriggio fanno affari d’oro sul corso. Ma se la gente va allo stadio non va certamente lì? O sbaglio? Allora i sindaci si son appellati ai vari tribunali amministrativi ma alla fine di una trafila lunghissima che vi taglio vince la lega: vengono prima le tv, (che dicono di permettere una maggiore visibilità alla serie B, cosa molto discutibile: voi la vedete di più?) che le necessità civili ed economiche di una città. Bella l’Italia.

Mentre la faccenda dei diritti tv è ancora più semplice: SKY o Mediaset comprano singolarmente alle squadre i diritti per trasmettere le partite in diretta, soltanto che si va dai milioni e milioni della Juve a delle briciole per il Treviso ed Ascoli, la semplice proposta era di  vendere a pacchetto tutti i diritti e dividersi i soldi. Facile no? Del resto in campo ci sono due squadre, (sembra una cavolata ma non è così semplice) se poi nel voto nel parlamento tutti sono favorevoli e solo un partito si oppone, e il capo di quel partito guardacaso è proprietario della squadra italiana che ha perso l’hanno scorso la Coppa dei campioni (e che prende fior fior di milioni dalle tv), un dirigente è capo della lega italiana e l’ente che trasmette (non sky) è del capo di quel partito... Mi sembra un circolo vizioso non difficile da capire. Ora basta, il discorso si è fatto troppo lungo. Ci vien da dire che in Italia il vero spirito sportivo è questo.

Andiam bene....

 


Marco Bertoli

© ParrocchiaCarpaneto.com