Articolo di Dario Carini

Il paese di Carpaneto nel secondo fine settimana di settembre si è vestito ancora una volta a festa per il 55° raduno provinciale dell’Associazione Alpini, che quest’anno ha fatto tappa nel nostro paese.

Ad accogliere le penne nere, oltre al calore e alla simpatia degli abitanti, c’erano centinaia di tricolori appesi ai balconi e alle finestre delle case, come pure nei viali e sulle piante. È stata davvero una bella “Festa granda” (è il nome che nel piacentino si da’ al raduno provinciale), la terza Festa Granda ospitata nel capoluogo della val Chero (in precedenza fu ospitata a Carpaneto nel 1966 e nel 1983).

La manifestazione, svoltasi secondo un meticoloso programma ormai collaudato, è stata organizzata dal Gruppo Alpini di Carpaneto, presieduto da Giuseppe “Pino” Brenni, e dalla sezione provinciale, presieduta dal cav. Bruno Plucani. Il gruppo Alpini di Carpaneto si è costiuito nel 1925, vanta quindi un’attività di oltre ottant’anni; gli Alpini sono figure ben note per la gente di Carpaneto: in occasione della Festa della coppa organizzano l’ormai tradizionale e attrezzato stand gastronomico a fianco della chiesa, sono vicini con varie iniziative agli anziani della Casa di Riposo fondazione Breviglieri come pure all’Asilo Burgazzi gestito dalle nostre suore, organizzano la Colletta alimentare nell’avvicinarsi del Natale e non si tirano indietro anche per altre occasioni di solidarietà. 

Nelle serate di venerdì 8 settembre e sabato 9 si sono esibiti sul palco allestito in piazza due “cori Alpini”: si tratta del coro “Monenero” e del “Coro A.N.A. Valnure”; entrambi hanno introdotto il paese, con i loro canti dalle melodie a tratti dolci, con punte di nostalgia e amarcord, nello spirito alpino, ricco di avventure spesso eroiche e rigorose che narrano di scenari di guerra e di montagna. 

Nel pomeriggio di sabato quando come da programma hanno avuto inizio i momenti “ufficiali” della manifestazione sono spuntati i primi cappelli alpini: nel pomeriggio la presentazione delle Stele restaurate in viale delle rimembranze, ognuna delle quali ricorda i caduti in guerra, con la benedizione del Parroco don Pietro e gli onori del Gruppo folcloristico musicale “La Coppa”. Un altro evento carico di commozione e fortemente patriottico è stata l’accoglienza della bandiera tricolore della 5^ Batteria “La fulminea” arrivata su di una camionetta proveniente dal castello di Zena, dov’è custodita. A rendere l’onore a questo storico vessillo nazionale era presente la Fanfara della Brigata Alpina “Julia” di Udine. Riteniamo doveroso spendere qualche parola a proposito di questa bandiera salvata dall’Artigliere Alpino Gian Mario Perotti il quale la custodi, cucita a strisce sotto le fodere della giacca, portandola in un viaggio di seimila chilometri, dal Montenegro alla serbia e alla Bielorussia, passando per il lager tedesco e nel campo di prigionia russo: in questa bandiera, nei suoi strappi e nei punti in cui fu ricucita si vede l’amore per la patria e si devon leggere i nomi di coloro che per questi colori sono morti. 

Il clou della “Festa granda” si è avuto sicuramente nella giornata di domenica, una giornata che possiamo definire storica e solenne insieme iniziata al monumento dei Caduti con l’alzabandiera e la deposizione della corona: impressionante e maestoso vedere innumerevoli gonfaloni dei comuni della provincia, labari e gagliardetti avvolti in un unico abbraccio intorno al monumento.  A rendere gli onori, la fanfara della “Julia”, la quale ha accompagnato tutti i momenti salienti della giornata. Subito dopo la commemorazione ha avuto luogo l’ammassamento in largo Alpini d’Italia dal quale è iniziata la sfilata per le vie del paese, accompagnata dalla dettagliata cronaca dello speaker e dalle note del “trentatrè” (l’inno degli Alpini). Numerose erano le autorità che affollavano la tribuna d’onore allestita in viale Vittoria. Nello sfilare lungo e compatto dei vari battaglioni alpini, provenienti non solo dalla nostra provincia ma anche da altre zone d’Italia spiccavano il verde dei cappelli e i colori del nostro tricolore. 

La sfilata è confluita in piazza per partecipare alla Santa Messa presieduta dal cappellano sezionale don Stefano Garilli e concelebrata dal parroco don Pietro. Prima dell’inizio, tra due ali di folla, accompagnati dai labari hanno fatto solenne ingresso i gonfaloni dei Comuni della provincia presenti con i loro Sindaci. Particolare risalto è stato dato al gonfalone del nostro Comune come pure al gonfalone della provincia di Piacenza. Salutato invece con tutti gli onori è stato l’ingresso del gonfalone della Città di Piacenza, decorato con la medaglia d’oro. 

A seguito della celebrazione eucaristica si sono susseguiti i brevi discorsi ufficiali, l’assegnazione del premio Govoni a favore del nostro amico alpino Giorgio Catoni missionario in Messico e il passaggio della “stecca” dal capogruppo di Carpaneto al capogruppo di Corso, che organizzerà la prossima Festa granda”.

Grande soddisfazione è stata espressa dal nostro sindaco, pure lui alpino, per la buona riuscita della festa; un po’ di rammarico è stato espresso invece dal sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, e dal presidente della Provincia, Gianluigi Boiardi, a seguito del discorso dell’oratore nazionale che ha annunciato che purtroppo non è stata accolta la candidatura di Piacenza ad ospitare il raduno nazionale degli Alpini. 

Il pranzo presso lo stand gastronomico degli Alpini ha preceduto i momenti finali della festa: l’esibizione della Fanfara “Valle dei Laghi” di Trento e della Fanfara Julia.

Con l’ammainabandiera si è conclusa questa festa davvero …granda per la gente che vi ha partecipato (si parla di oltre duemila presenze), per gli eventi che ha ospitato e per i valori che ha commemorato.

Viva gli Alpini, viva l’Italia!

 

Dario Carini

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